alimentare il desiderio senza fare spegnere la fiamma

cosa vuole a letto

La domanda è una di quelle da un milione di dollari: può una coppia continuare ad alimentare il fuoco del desiderio, anno dopo anno, senza fare spegnere la fiamma? Sì, se sa come farlo. E cioè imparando a far coesistere sesso, passione e unione: non si smette mai d’imparare. Cosa vogliono gli uomini? E le donne? Più della metà sostiene che il desiderio che prova nei confronti del partner è maggiore oggi di quando si sono incontrati. Chiamatela emozione della familiarità, a dispetto di quello che credono che il tempo trascorso insieme decapiti la passione. Mettetela così: il desiderio è come un muscolo, va allenato. Imparate a soddisfare il proprio lui, rendervi desiderabili sempre e vederlo sempre come un uomo desiderabile.

ENTUSIASMO
È il segreto numero uno. Quand’è stata l’ultima volta che avete preso l’iniziativa? Non penserete mica che non importa chi fa la prima mossa! Importa eccome. Iniziare dimostra la vostra voglia. Se è sempre lui a farsi avanti, prima o poi si farà delle domande: “Forse non mi vuole più?”. Molti compagni vorrebbero che le loro  donne fossero più dirette e meno restie nel chiedere e farsi avanti.

VARIETÀ
Spontaneità, interesse, godimento. Il sesso dovrebbe essere questo. Perciò la varietà è importante. È vero, gli esseri umani sono tendenzialmente abitudinari. Ma quando proviamo qualcosa che ci piace e continuiamo a farla, a lungo andare prima o poi la troveremo noiosa. Vale sia per le donne che per gli uomini. Quando lo spogliarsi, i preliminari e il rapporto vero e proprio seguono un copione, è ora di cambiare. La scintilla scocca più facilmente se si provano cose nuove. Richiede sforzo ed energia. Ma ne vale la pena.

ALL’AVVENTURA
A volte c’è bisogno di fare i ragazzacci. Un po’ di avventura occasionale mette aggiunge del pepe. E non parliamo di corna, ma di imprevisti sessuali, cioè luoghi dove farsi cogliere improvvisamente dalla passione e consumare. Si tratta in genere di posti pubblici. C’è chi lo fa nella toilette del centro commerciale, nel camerino di un negozio, nel bagno dei futuri suoceri la domenica a pranzo. Così si lavora a tenere vivo il divertimento e si lascia spazio alla spontaneità. Scambiatevi reciprocamente le vostre fantasie sessuali e trasformatele in realtà.

GENEROSITÀ
L’amore non è una partita doppia: non bisogna stare a controllare il dare e l’avere con una precisione maniacale. Uno dei punti cruciali per molte coppie è il sesso orale. Molti credono che a tante non piaccia affatto, o chi ama riceverlo non ama farlo e viceversa. Certo, i gusti sessuali differiscono. A volte questa pratica è negoziata come una ricompensa o una punizione (della serie: «Mi hai fatto arrabbiare nel week end? Scordatelo, bello mio»). Ma il sesso usato come merce di scambio è una pessima cosa.

SINCERITÀ
“Un elemento imprescindibile”, come cantava Arisa. Per assurdo a volte la familiarità invece ci inibisce e finiamo così per non dire al partner quello che davvero vogliamo. Più vi esponete e comunicate, più aumenterà l’intimità, e il sesso sarà più appagante. Perciò se lui non intuisce i vostri desideri, fate richieste esplicite o guidatelo.

ATTENZIONE
“Attenzione, concentrazione… ritmo e vitalità”. Durante il ménage a due non mancheranno elementi che ruberanno la vostra reciproca attenzione e diminuiranno il tempo da passare insieme. Potrà essere il troppo lavoro, momenti in cui sarete più presi da voi stessi o dalla vostra famiglia d’origine (i genitori malati, la sorella che sta divorziando…). Ma mai come i bambini. Questo vale per le madri: automaticamente quando arriva un figlio il compagno passa in secondo piano, e dato che la paternità non è mai vissuta intensamente come la maternità, la cicogna genere spesso rotture e crisi rilevanti nella coppia. Rimedio: da parte sua la neo madre dovrà imparare a far convivere l’essere madre con l’essere donna; da parte sua il neo padre si deve impegnare a essere collaborativo, non un fantasma.

FIDUCIA
Regala energia ed eccitamento. Ci permette di lasciarci andare: se manca una parte di noi rimarrà sempre sulle sue e non potrà abbandonarsi al piacere come dovrebbe. Recitare una parte (quella del donna fatale piuttosto che quella del pornodivo) va bene sul palcoscenico, non in camera da letto. Chi ha fiducia in se stesso non ha bisogno di fingere, e si rilassa.

ATTRAZIONE
A giudicare dal numero di coppie che dopo il matrimonio o la convivenza si lascia pian piano andare al decadimento fisico, imbruttendosi e trascurandosi sempre più anno dopo anno, sembrerebbe che non sia così scontato che per risvegliare la sessualità serve il desiderio. Questo non vuol dire avere il pallino del corpo perfetto, ma semplicemente tenere al proprio aspetto fisico. E vale sia per lui che per lei.

PIACERE ASSOLUTO
Regalatevi quando potete una piccola luna di miele. Non serve andare in capo al mondo: un weekend in una bella città, una notte in un romantico bed&breakfast in un borgo medievale, un’intera giornata in una Spa vanno altrettanto bene. Ciò significa lasciare a casa i bambini. Ogni tanto è bello ricordarsi che oltre a genitori si è anche marito e moglie.

Perchè gli Uomini sono Fissati con il Sesso... e le Donne Sognano l'Amore?

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Dizionario del Sesso e della Sessualità
Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso e la sessualità, e non avete mai osato chiedere, spiegato in modo chiaro e dettagliato

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fuga da un pessimo appuntamento

Fuga da un pessimo appuntamento
in Lifestyle
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è
lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che
evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela
tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una
relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un
piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento
è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla
moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è
quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul
genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le
ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene
con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà.
Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia
mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno
giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per
accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in
compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che
è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo
correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».
Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschio danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì
avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti,
dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine all’altare».
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di
dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non
è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido
vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende
nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo, potete raccontargli che dovete andare a prendere le vostre amiche, perché avete in programma una
seconda serata con loro
figuraccia primo appuntamento
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente.
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà. Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».  Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschi danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti, dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine
all’altare.
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo ditele che vi stanno aspettando delle amiche perché avete in programma una seconda serata con loro.
La Verità è che non gli Piaci Abbastanza
Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono

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Single? No, Grazie!
Una guida per trovare l’amore eterno

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l’innamoramento e l’amore : quali differenze ci sono

Che cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento è, almeno apparentemente, una uscita-da-sé, per interessarsi di qualcuno che non sia il proprio io.
Nell’innamoramento prevale l’atteggiamento del “prendere”: io desidero l’altro per le emozioni piacevoli che mi provoca, ne ho bisogno,
senza di lui sto male, non posso farne a meno, l’altro mi completa.
C’è nell’innamoramento qualcosa di biologico come nell’attrazione fisica: in entrambi i casi io sono spinto violentemente verso l’altro,
ed in ciò non c’è alcunché di male, ed anzi sono un segno tangibile del nostro essere fatti per andare in contro agli altri, ma se s
ono una premessa all’amore non sono tuttavia ancora amore.
L’innamoramento è una sorta di periodo che viene dato gratuitamente e in cui dedicarsi all’altro non costa niente tanto è bello in sé
farlo; ma esso fatalmente prima  o poi finisce e se non si è ben utilizzato questo tempo per imparare ad amare l’altro, allora anche
il rapporto finisce. Sono moltissime le persone che nella loro vita continuano ad innamorarsi concludendo di volta in volta, quando
l’innamoramento finisce, che il partner non era la persona giusta ed alla successiva occasione si illudono di aver finalmente trovato
la persona ideale, il vero amore.  In realtà la persona giusta non esiste, ma esiste o non esiste la capacità di amare le persone così
come sono per i loro pregi e per i loro difetti: non si ama qualcuno perché è bravo forte o intelligente (ci si innamora di queste qualità)
ma lo si ama soltanto perché è “lui”, vale a dire che si vuole a tutti i costi il suo bene.
Dall’innamoramento all’amore…
Quando si è innamorati ci si può rendere conto che l’altro non è oggettivamente bello, non perfetto agli occhi degli altri, ma ai nostri occhi
tutto ciò che è suo diventa bello, non esiste più la bellezza oggettiva, l’altro stesso diventa il parametro della  bellezza: è bello ciò che
gli somiglia, è brutto ciò che è diverso da lui.
Se poi questo rapporto si trasforma in amore, se l’altro cioè diviene quel “tu” al quale decido di donare tutto me stesso, non solo perdono
qualsiasi importanza gli aspetti fisici esteriori, ma anche i suoi modi di essere, di fare, di pensare dei quali ci eravamo innamorati.
Certo amare è più impegnativo del semplice innamorarsi, ma è anche più bello, nel senso che conduce ad una felicità più profonda e duratura della
gioia che si sperimenta durante l’innamoramento.
Tra i due c’è la stessa differenza che passa tra l’entusiasmo che si solleva all’idea di raggiungere la vetta di una montagna che si contempla
dal basso e ci si immagina mentre la si scala, e quindi “si sogna” la montagna ed il nostro essere arditi scalatori e il vero e proprio salire sulla montagna.
Nella salita reale l’entusiasmo si attenuerà, occorrerà una lunga meticolosa ed anche noiosa preparazione, ci saranno dei momenti di fatica, si
sperimenterà il freddo, la paura, la sete e a volte si maledirà l’idea di salire in cima e verrà la tentazione di lasciar perdere tutto e tornare
a valle, ma una volta arrivati e durante lo stesso cammino si sperimenterà una felicità profonda che ha il sapore delle cose reali, magari
talvolta aspro e amaro, ma senz’altro più consistente e più capace di riempire lo stomaco del sapore tenue e delicato dei sogni.
Che cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento è, almeno apparentemente, una uscita-da-sé, per interessarsi di qualcuno che non sia il proprio io.
Nell’innamoramento prevale l’atteggiamento del “prendere”: io desidero l’altro per le emozioni piacevoli che mi provoca, ne ho bisogno senza di lui sto male, non posso farne a meno, l’altro mi completa.

amore5 linnamoramento e lamore : quali differenze ci sono

C’è nell’innamoramento qualcosa di biologico come nell’attrazione fisica: in entrambi i casi io sono spinto violentemente verso l’altro,ed in ciò non c’è alcunché di male, ed anzi sono un segno tangibile del nostro essere fatti per andare in contro agli altri, ma se sono una premessa all’amore non sono tuttavia ancora amore.
L’innamoramento è una sorta di periodo che viene dato gratuitamente e in cui dedicarsi all’altro non costa niente tanto è bello in sé farlo; ma esso fatalmente prima  o poi finisce e se non si è ben utilizzato questo tempo per imparare ad amare l’altro, allora anche il rapporto finisce.
Sono moltissime le persone che nella loro vita continuano ad innamorarsi concludendo di volta in volta, quando l’innamoramento finisce, che il partner non era la persona giusta ed alla successiva occasione si illudono di aver finalmente trovato
la persona ideale, il vero amore. In realtà la persona giusta non esiste, ma esiste o non esiste la capacità di amare le persone così
come sono per i loro pregi e per i loro difetti: non si ama qualcuno perché è bravo forte o intelligente (ci si innamora di queste qualità) ma lo si ama soltanto perché è “lui”, vale a dire che si vuole a tutti i costi il suo bene.
Dall’innamoramento all’amore…
Quando si è innamorati ci si può rendere conto che l’altro non è oggettivamente bello, non perfetto agli occhi degli altri, ma ai nostri occhi tutto ciò che è suo diventa bello, non esiste più la bellezza oggettiva, l’altro stesso diventa il parametro della  bellezza: è bello ciò che gli somiglia, è brutto ciò che è diverso da lui.
Se poi questo rapporto si trasforma in amore, se l’altro cioè diviene quel “tu” al quale decido di donare tutto me stesso, non solo perdono qualsiasi importanza gli aspetti fisici esteriori, ma anche i suoi modi di essere, di fare, di pensare dei quali ci eravamo innamorati.
Certo amare è più impegnativo del semplice innamorarsi, ma è anche più bello, nel senso che conduce ad una felicità più profonda e duratura della gioia che si sperimenta durante l’innamoramento.
Tra i due c’è la stessa differenza che passa tra l’entusiasmo che si solleva all’idea di raggiungere la vetta di una montagna che si contempla dal basso e ci si immagina mentre la si scala, e quindi “si sogna” la montagna ed il nostro essere arditi scalatori e il vero e proprio salire sulla montagna.
Nella salita reale l’entusiasmo si attenuerà, occorrerà una lunga meticolosa ed anche noiosa preparazione, ci saranno dei momenti di fatica, si sperimenterà il freddo, la paura, la sete e a volte si maledirà l’idea di salire in cima e verrà la tentazione di lasciar perdere tutto e tornare a valle, ma una volta arrivati e durante lo stesso cammino si sperimenterà una felicità profonda che ha il sapore delle cose reali, magari  talvolta aspro e amaro, ma senz’altro più consistente e più capace di riempire lo stomaco del sapore tenue e delicato dei sogni.
Sull'Amore
Innamoramento, gelosia, eros, abbandono, il coraggio dei sentimenti

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Il Mal d'Amore
Discorsi sull’Amore e l’Innamoramento

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come mai le coppie si stancano?

Come mai le coppie si stancano?E’ naturale ma segue degli schemi ben precisi
Oggi voglio concentrarmi sul periodo che segue l’innamoramento, per scoprire
gli aspetti positivi o negativi del vivere in coppia.
Esistono alcuni accorgimenti che possono dare una svolta alla relazione.
Possiamo imparare a usare coscientemente quegli atteggiamenti che avevamo
adottato spontaneamente quando eravamo innamorati e rivivere i pensieri, i
sentimenti e le sensazioni che ci hanno resi così felice.
Oggi, quando un uomo e una donna si sposano, possono aspettarsi di vivere
insieme per circa 40-50 anni – se non si separano – e sono pochissime le
“mappe” che aiutano a navigare nel mare dei sentimenti che cambiano. Diventa
difficile per una coppia, nel corso di così tanti anni, conciliare l’
irrinunciabile ricerca del benessere con la diversità dei linguaggi tra uomo e
donna, una sessualità che cerca nuovi spunti e aspettative che spesso non
trovano parole per esprimersi.
Perciò vorrei mano a mano fornire una guida per coltivare l’amore e la
passione nel rapporto anche, e soprattutto, quando questi non si manifestano
più così spontaneamente come all’inizio.
Dopo qualche anno, quante cose sono cambiate? Il grande amore si è
ridimensionato, il fascino è svanito, la passione è diventata una routine che,
anche se piacevole, non ha più quell’ardore dell’inizio. Come mai?
E’ fisiologico che l’amore si spenga oppure esistono dei comportamenti che
adottiamo inconsapevolmente e che fanno declinare anche il sentimento più
potente?
Sono dell’idea che alla radice di molti fallimenti sentimentali esista uno
scambio d’informazioni molto importanti, ma incomplete. L’equivoco che si crea
è generato da entrambi, ma ugualmente passa inosservato nella prima fase dell’
amore per esplodere in quella successiva.
Per rendere più facile il concetto, userò una metafora.
Possiamo immaginare che tutti noi indossiamo una maglietta con una scritta che
si riferisce a noi stessi: quasi un annuncio pubblicitario. Lo slogan potrebbe
essere simile a questo “Ti prometto eterno amore e fedeltà”, oppure “Ti amo e
quindi ti lascio libero di fare quello che vuoi”, “Con me passerai notti
indimenticabili”. Naturalmente, l’elenco può essere molto più lungo.
Nell’altra mano, ma ben nascosto dietro la schiena, reggiamo invece un sacco
che contiene gli elementi che formano il nostro lato oscuro, quello di cui ci
vergognamo e che non desideriamo mostrare a nessuno.
Il sacco potrebbe contenere espressioni tipo: “Sono incapace di vivere, perciò
ho sempre bisogno di avere al mio fianco qualcuno”, oppure “Sono debole,
seguirò chiunque mi dia un po’ di attenzione”.
Quando incontriamo qualcuno che ci attrae, mettiamo in bella mostra il nostro
annuncio pubblicitario mentre nascondiamo accuratamente il sacco che contiene
le nostre debolezze.
In modo inconscio, contraddittorio e senza realizzare mai chiaramente questa
esigenza, desideriamo intensamente che qualcuno finalmente vuoti quel sacco.
Da soli non siamo stati capaci di liberarci da questo peso e nemmeno i partner
precedenti ci sono riusciti. Solo in alcuni fugaci momenti, cioè quando
qualcuno ha toccato il nostro cuore, ci siamo sentiti sollevati e confortati,
ma finora nessuno, è stato in grado di risolvere il problema.
Nonostante i tentativi falliti, ci ostiniamo a credere possibile che, prima o
poi, qualcuno venga a liberarci. Senza dubbio possiamo aspettare e desiderare e
sperare anche per lunghissimo tempo, ma nessuno potrà mai eliminare una parte
della nostra anima, per quanto sgradevole sia.

letto uomini1 come mai le coppie si stancano?

Come mai le coppie si stancano? E’ naturale ma normalmente si seguono degli schemi ben precisi

Oggi voglio concentrarmi sul periodo che segue l’innamoramento, per scoprire gli aspetti positivi o negativi del vivere in coppia. Esistono alcuni accorgimenti che possono dare una svolta alla relazione . Possiamo imparare a usare coscientemente quegli atteggiamenti che avevamo adottato spontaneamente quando eravamo innamorati e rivivere i pensieri, i sentimenti e le sensazioni che ci hanno resi così felice. Oggi, quando un uomo e una donna si sposano, possono aspettarsi di vivere insieme per circa 40-50 anni - se non si separano – e sono pochissime le “mappe” che aiutano a navigare nel mare dei sentimenti che cambiano. Diventa difficile per una coppia, nel corso di così tanti anni, conciliare l’irrinunciabile ricerca del benessere con la diversità dei linguaggi tra uomo e donna, una sessualità che cerca nuovi spunti e aspettative che spesso non trovano parole per esprimersi.

Perciò vorrei mano a mano fornire una guida per coltivare l’amore e la passione nel rapporto anche, e soprattutto, quando questi non si manifestano più così spontaneamente come all’inizio. Dopo qualche anno, quante cose sono cambiate? Il grande amore si è ridimensionato, il fascino è svanito, la passione è diventata una routine che, anche se piacevole, non ha più quell’ardore dell’inizio. Come mai?

E’ fisiologico che l’amore si spenga oppure esistono dei comportamenti che adottiamo inconsapevolmente e che fanno declinare anche il sentimento più potente? Sono dell’idea che alla radice di molti fallimenti sentimentali esista uno scambio d’informazioni molto importanti, ma incomplete. L’equivoco che si crea è generato da entrambi, ma ugualmente passa inosservato nella prima fase dell’amore per esplodere in quella successiva.

Per rendere più facile il concetto, userò una metafora.

Possiamo immaginare che tutti noi indossiamo una maglietta con una scritta che si riferisce a noi stessi: quasi un annuncio pubblicitario. Lo slogan potrebbe essere simile a questo “Ti prometto eterno amore e fedeltà”, oppure “Ti amo e quindi ti lascio libero di fare quello che vuoi”, “Con me passerai notti  indimenticabili”. Naturalmente, l’elenco può essere molto più lungo.

Nell’altra mano, ma ben nascosto dietro la schiena, reggiamo invece un sacco che contiene gli elementi che formano il nostro lato oscuro, quello di cui ci vergognamo e che non desideriamo mostrare a nessuno. Il sacco potrebbe contenere espressioni tipo: “Sono incapace di vivere, perciò ho sempre bisogno di avere al mio fianco qualcuno”, oppure “Sono debole, seguirò chiunque mi dia un po’ di attenzione”.

Quando incontriamo qualcuno che ci attrae, mettiamo in bella mostra il nostro annuncio pubblicitario mentre nascondiamo accuratamente il sacco che contiene le nostre debolezze.

In modo inconscio, contraddittorio e senza realizzare mai chiaramente questa esigenza, desideriamo intensamente che qualcuno finalmente vuoti quel sacco. Da soli non siamo stati capaci di liberarci da questo peso e nemmeno i partner precedenti ci sono riusciti. Solo in alcuni fugaci momenti, cioè quando qualcuno ha toccato il nostro cuore, ci siamo sentiti sollevati e confortati,  ma finora nessuno, è stato in grado di risolvere il problema. Nonostante i tentativi falliti, ci ostiniamo a credere possibile che, prima o poi, qualcuno venga a liberarci. Senza dubbio possiamo aspettare e desiderare e sperare anche per lunghissimo tempo, ma nessuno potrà mai eliminare una parte della nostra anima, per quanto sgradevole sia.

Come la Mente Genetica Condiziona il Rapporto di Coppia
L’evoluzione della coscienza grazie all’amore

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Per una Felice Vita di Coppia
Studi scientifici svelano i segreti delle coppie più durature e felici

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Il conflitto nella coppia.Per tutti coloro che non vanno d’accordo

Il conflitto nella coppia. Per tutti coloro che non vanno d’accordo…
Conoscere come funziona il “sistema coppia” può essere di grande utilità ad entrambi i partner.In questo articolo cercherò di fornire:
strumenti per leggere i meccanismi da cui dipendono le trappole della comunicazione e l’esplosione dei conflitti all’interno della coppia;
indicazioni pratiche utilizzabili per litigare in maniera costruttiva e senza danni per se stessi e per il rapporto.
Non litigare mai non è affatto indice di un buon rapporto di coppia. Esistono coppie stabilmente insoddisfatte ma incapaci di lasciarsi: è come se i partner
sentissero di non poter stare né con il coniuge né senza. Il conflitto è un momento costruttivo all’interno di un rapporto di coppia, particolarmente in
una inevitabile  fase del rapporto, quella della contro-dipendenza o differenziazione, durante la quale il litigio serve a stabilire le regole e le metaregole.
Quello che è importante è evitare che esso diventi distruttivo e, per questo è necessario imparare ad esprimere anche la rabbia in modo assertivo.
Spesso il lavoro con le coppie è incentrato su questo.L’alternativa al divieto di manifestare il conflitto spesso è il conflitto
mascherato, quello che si esprime in modo sotterraneo, attraverso per esempio il sarcasmo, i comportamenti passivo-aggressivi, o attraverso veri e propri
sintomi o patologie, come la frigidità, l’impotenza, la depressione, l’alcoolismo, ecc.
La coppia è un sistema, cioè è più della somma delle parti, ciò comporta che ci si influenzi a vicenda più di quanto si pensi;
dobbiamo imparare a sostituire il concetto di causa-effetto con quello di circolarità nella coppia si comunica di più attraverso la Comunicazione Non Verbale che
attraverso la Comunicazione Verbale (dunque si può comunicare anche senza esserne consapevoli).Come ogni sistema anche la coppia ha delle regole che la governano
esse rappresentano le definizioni implicite ed esplicite che i membri della coppia danno della loro relazione reciproca. E qui ci si avvicina ad un’altra
possibile trappola della comunicazione, poiché talvolta le regole non vengono espresse o comunque comprese.Dunque le regole esplicite sono quelle di cui si è parlato
apertamente, quelle implicite sono quelle che non sono state dichiarate esplicitamente ma sulle
quali entrambi i partner sarebbero d’accordo se venisse loro chiesto.La violazione delle norme comporta delle sanzioni. Spesso però le punizioni
non sembrano avere alcun diretto rapporto con le violazioni essendo spesso indirette e sotterranee.Molto spesso infatti il trasgressore non è messo nella condizione di
capire il suo sbaglio e di come porvi rimedio in futuro. Anche in questo caso spesso i partner sono vittime della trappola cognitiva che l’altro sappia già cosa ci
piaccia e cosa ci fa soffrire (come se fosse la mamma) mentre non è affatto così!Oltre alle regole esistono poi le metaregole, cioè le regole circa il porre le
regole. È importante conoscere l’esistenza di queste regole perché quella sul diritto a porre le regole è una lotta di potere che spiega molti futili litigi che altrimenti
sarebbero incomprensibili.In un rapporto di coppia sono molte le comunicazioni tese a definire il rapporto, proprio per la sua natura fluida che determina la necessità di
continue ridefinizioni. Non sempre però questo genere di comunicazioni è consapevole e viene fatto in maniera esplicita. Allora le cose si complicano…
In questi casi possono venire utilizzati vari tipi di strategie.Ci sono le strategie per disorientare. Frasi come: “Io sto mentendo”, “io scherzo sempre”
(per poi lamentarsi quando non viene preso sul serio quando gli/le fa comodo ecc), “io mi sbaglio sempre” sono molto manipolatorie perché
sono paradossali.Esistono poi le prescrizioni paradossali, che consistono in richieste e comandi che hanno la caratteristica di non poter essere eseguiti: “sii
spontaneo”,“devi amarmi” (nessuno può essere spontaneo o amare se qualcuno glielo chiede); “sei troppo debole con me, devi essere più forte” (non è
possibile dominare se è l’altro che lo impone).Il carattere paradossale è dovuto al fatto che non solo si cerca di imporre
all’altro di dover pensare o agire in un determinato modo ma di farlo per volontà propria e non altrui. Questa operazione spesso è accompagnata da una
serie di manovre dirette a definire come inautentiche le emozioni dell’altro: “tu credi di amarmi, ma non è vero” “non è vero che questa cosa ti interessa, o ti spaventa, preoccupa, ecc”.
Il partner stratega mette in essere una situazione complementare, cioè tiene il coniuge in una situazione di subordinazione, richiedendo all’altro di comportarsi
“come se” fosse in una situazione simmetrica, cioè di parità.Se la moglie chiede al marito “anche tu devi rifarti il letto” pretende la parità (richiesta di simmetria),
ma per il solo fatto che la pretende cerca di mettere il marito in una posizione di subordinazione (rapporto complementare).Su questi banali argomenti le liti infuriano perché
in realtà attengono alle metaregole piuttosto che alle regole.Lo scopo generale delle strategie per disorientare è quello di controllare l’
altro mettendolo in una posizione di inautenticità per cui qualunque cosa faccia sbaglia ed è criticabile per questo.Le strategie per imbarazzare usano il sarcasmo ai danni
del partner davanti agli altri.La manipolazione sta nel fatto che se l’altro reagisce viene fatto passare per uno che non ha il senso dell’umorismo e, nel caso in cui quanto detto venga
preso troppo sul serio, lo stratega può sempre dire che stava scherzando. Le manovre più volgari consistono nell’insultare l’altro davanti a terze persone,
quelle più raffinate consistono nel dire in pubblico qualcosa di spiacevole riguardo al partner.Esistono infine le strategie per irritare (per esempio ignorando il partner) e
quelle per colpevolizzare (frasi come “fai pure e non preoccuparti per me anche se ci starò male”).Poi c’è la dittatura pseudo-benevola che consiste nel comportarsi in modo
molto premuroso nei confronti dei desideri dell’altro, che il partner sostiene di aver intuito, ma che in realtà corrispondono al suo desiderio.
A mio parere, per avere delle relazioni di coppia soddisfacenti e costruttive sono necessari:
la differenziazione del Sé dalla propria famiglia di origine;
la separazione dalle precedenti relazioni;
la capacità di riconoscere le proprie emozioni, i propri bisogni e desideri;
la capacità di esprimersi in maniera assertiva invece che passiva o aggressiva;
avere una buona stima di sé;
saper fare richieste chiare all’altro;
avere rispetto dell’altro ed essere disponibili a negoziare.
Pur non pensando, perciò, che le seguenti regole siano sufficienti a risolvere le problematiche di coppia, credo che esse siano un utile guida per non farsi del male durante un litigio:
1. determinare l’oggetto della controversia, cioè definire esattamente l’argomento;
2. limitare l’oggetto della controversia, cioè non proporre più di un’accusa alla volta;
3. non interrompere, bensì ascoltare fino in fondo;
4. quando si viene accusati non ritorcere un’accusa diversa (es.: perché sei tornato così tardi? E tu perché spendi tanti soldi nei vestiti?)
5. concordare il luogo e il tempo, non iniziare a parlare mentre l’altro è occupato o sta per uscire;
6. evitare di fare ricorso al “museo coniugale” anche per questo è importante dire subito le cose che non ci vanno bene
7. tenere le distanze (quando siamo arrabbiati non vogliamo l’altro vicino);
8. non superare la soglia di vulnerabilità dell’altro (il suo punto debole);
9. considerare il litigio come la conseguenza di qualcosa che accade dentro un sistema e dunque pensare sempre anche al nostro contributo e non solo a quello dell’altro
10. parlare delle nostre emozioni e dei nostri bisogni insoddisfatti piuttosto che accusare.
Talvolta succede che le premesse che stanno alla base del progetto costitutivo della coppia siano piuttosto fragili.Spesso la coppia si forma intorno alla aspettativa di uno o
di entrambi i partner di trovare nell’altro il complemento perfetto a se stessi. Altre volte nella propria formazione la coppia si porta dietro, senza esserne consapevole,
i conflitti della generazione precedente. Altre volte ancora l’illusione è quella di poter raggiungere insieme l’età adulta.
In questi casi se il partner non accetta di stare dentro una tale illusoria aspettativa è probabile che scoppino delle liti, ma qui il lavoro che è da fare
è a livello individuale e non di coppia. In questi casi cioè sarebbe necessario che la persona affrontasse un percorso di personale per elaborare le proprie problematiche.
In tutte le fasi del ciclo vitale, il rapporto fra i partner è regolato da una serie di processi dialettici dei quali il principale è quello di appartenenza-
individuazione. L’appartenenza spinta all’estremo può portare alla negazione dell’individualità, simmetricamente l’irragionevole ricerca di una autonomia
spinta all’estremo (che potrebbe peraltro mascherare una carenza nel processo di individuazione) può portare all’isolamento.Sto con te perché posso stare senza di te” e non
“Sto con te perché non posso stare senza di te”. La dimensione della libertà di scelta è alla base di un buon rapporto di coppia.
274bugia1 Il conflitto nella coppia.Per tutti coloro che non vanno daccordo
Conoscere come funziona il “sistema coppia” può essere di grande utilità ad entrambi i partner.In questo articolo cercherò di fornire
strumenti per leggere i meccanismi da cui dipendono le trappole della comunicazione e l’esplosione dei conflitti all’interno della coppia
indicazioni pratiche utilizzabili per litigare in maniera costruttiva e senza danni per se stessi e per il rapporto.
Non litigare mai non è affatto indice di un buon rapporto di coppia. Esistono coppie stabilmente insoddisfatte ma incapaci di lasciarsi  è come se i partner sentissero di non poter stare né con il coniuge né senza. Il conflitto è un momento costruttivo all’interno di un rapporto di coppia, particolarmente in una inevitabile  fase del rapporto, quella della contro-dipendenza o differenziazione, durante la quale il litigio serve a stabilire le regole e le metaregole.
Quello che è importante è evitare che esso diventi distruttivo e, per questo è necessario imparare ad esprimere anche la rabbia in modo assertivo.
Spesso il lavoro con le coppie è incentrato su questo. L’alternativa al divieto di manifestare il conflitto spesso è il conflitto mascherato, quello che si esprime in modo sotterraneo, attraverso per esempio il sarcasmo,i comportamenti passivo-aggressivi, o attraverso veri e propri sintomi o patologie, come la frigidità, l’impotenza, la depressione, l’alcoolismo, ecc.
La coppia è un sistema, cioè è più della somma delle parti, ciò comporta che ci si influenzi a vicenda più di quanto si pensi dobbiamo imparare a sostituire il concetto di causa-effetto con quello di circolarità nella coppia si comunica di più attraverso la Comunicazione Non Verbale che attraverso la Comunicazione Verbale (dunque si può comunicare anche senza esserne consapevoli).Come ogni sistema anche la coppia ha delle regole che la governano esse rappresentano le definizioni implicite ed esplicite che i membri della coppia danno della loro relazione reciproca. E qui ci si avvicina ad un’altra possibile trappola della comunicazione, poiché talvolta le regole non vengono espresse o comunque comprese.Dunque le regole esplicite sono quelle di cui si è parlato apertamente, quelle implicite sono quelle che non sono state dichiarate esplicitamente ma sulle quali entrambi i partner sarebbero d’accordo se venisse loro chiesto.La violazione delle norme comporta delle sanzioni. Spesso però le punizioni non sembrano avere alcun diretto rapporto con le violazioni essendo spesso indirette e sotterranee. Molto spesso infatti il trasgressore non è messo nella condizione di capire il suo sbaglio e di come porvi rimedio in futuro. Anche in questo caso spesso i partner sono vittime della trappola cognitiva che l’altro sappia già cosa ci piaccia e cosa ci fa soffrire (come se fosse la mamma) mentre non è affatto così! Oltre alle regole esistono poi le metaregole, cioè le regole circa il porre le regole. È importante conoscere l’esistenza di queste regole perché quella sul diritto a porre le regole è una lotta di potere che spiega molti futili litigi che altrimenti
sarebbero incomprensibili.In un rapporto di coppia sono molte le comunicazioni tese a definire il rapporto, proprio per la sua natura fluida che determina la necessità di continue ridefinizioni. Non sempre però questo genere di comunicazioni è consapevole e viene fatto in maniera esplicita. Allora le cose si complicano…
In questi casi possono venire utilizzati vari tipi di strategie. Ci sono le strategie per disorientare. Frasi come: “Io sto mentendo”, “io scherzo sempre” (per poi lamentarsi quando non viene preso sul serio quando gli/le fa comodo ecc), “io mi sbaglio sempre” sono molto manipolatorie perché sono paradossali.Esistono poi le prescrizioni paradossali, che consistono in richieste e comandi che hanno la caratteristica di non poter essere eseguiti: “sii spontaneo”,“devi amarmi” (nessuno può essere spontaneo o amare se qualcuno glielo chiede); “sei troppo debole con me, devi essere più forte” (non è possibile dominare se è l’altro che lo impone).Il carattere paradossale è dovuto al fatto che non solo si cerca di imporre all’altro di dover pensare o agire in un determinato modo ma di farlo per volontà propria e non altrui. Questa operazione spesso è accompagnata da una serie di manovre dirette a definire come inautentiche le emozioni dell’altro: “tu credi di amarmi, ma non è vero” “non è vero che questa cosa ti interessa, o ti spaventa, preoccupa, ecc”. Il partner stratega mette in essere una situazione complementare, cioè tiene il coniuge in una situazione di subordinazione, richiedendo all’altro di comportarsi “come se” fosse in una situazione simmetrica, cioè di parità.Se la moglie chiede al marito “anche tu devi rifarti il letto” pretende la parità (richiesta di simmetria), ma per il solo fatto che la pretende cerca di mettere il marito in una posizione di subordinazione (rapporto complementare).Su questi banali argomenti le liti infuriano perché in realtà attengono alle metaregole piuttosto che alle regole.Lo scopo generale delle strategie per disorientare è quello di controllare l’altro mettendolo in una posizione di inautenticità per cui qualunque cosa faccia sbaglia ed è criticabile per questo.Le strategie per imbarazzare usano il sarcasmo ai danni del partner davanti agli altri. La manipolazione sta nel fatto che se l’altro reagisce viene fatto passare per uno che non ha il senso dell’umorismo e, nel caso in cui quanto detto venga
preso troppo sul serio, lo stratega può sempre dire che stava scherzando.
Le manovre più volgari consistono nell’insultare l’altro davanti a terze persone,quelle più raffinate consistono nel dire in pubblico qualcosa di spiacevole riguardo al partner.Esistono infine le strategie per irritare (per esempio ignorando il partner) e quelle per colpevolizzare (frasi come “fai pure e non preoccuparti per me anche se ci starò male”). Poi c’è la dittatura pseudo-benevola che consiste nel comportarsi in modo molto premuroso nei confronti dei desideri dell’altro, che il partner sostiene di aver intuito, ma che in realtà corrispondono al suo desiderio.
A mio parere, per avere delle relazioni di coppia soddisfacenti e costruttive sono necessari:
-la differenziazione del Sé dalla propria famiglia di origine
-la separazione dalle precedenti relazioni
-la capacità di riconoscere le proprie emozioni, i propri bisogni e desideri
-la capacità di esprimersi in maniera assertiva invece che passiva o aggressiva
-avere una buona stima di sé
-saper fare richieste chiare all’altro
-avere rispetto dell’altro ed essere disponibili a negoziare.
Pur non pensando, perciò, che le seguenti regole siano sufficienti a risolvere le problematiche di coppia, credo che esse siano un utile guida per non farsi del male durante un litigio:
1. determinare l’oggetto della controversia, cioè definire esattamente l’argomento
2. limitare l’oggetto della controversia, cioè non proporre più di un’accusa alla volta
3. non interrompere, bensì ascoltare fino in fondo
4. quando si viene accusati non ritorcere un’accusa diversa (es.: perché sei tornato così tardi? E tu perché spendi tanti soldi nei vestiti?)
5. concordare il luogo e il tempo, non iniziare a parlare mentre l’altro è occupato o sta per uscire
6. evitare di fare ricorso al “museo coniugale” anche per questo è importante dire subito le cose che non ci vanno bene
7. tenere le distanze (quando siamo arrabbiati non vogliamo l’altro vicino)
8. non superare la soglia di vulnerabilità dell’altro (il suo punto debole)
9. considerare il litigio come la conseguenza di qualcosa che accade dentro un sistema e dunque pensare sempre anche al nostro contributo e non solo a quello dell’altro
10. parlare delle nostre emozioni e dei nostri bisogni insoddisfatti piuttosto che accusare.
Talvolta succede che le premesse che stanno alla base del progetto costitutivo della coppia siano piuttosto fragili. Spesso la coppia si forma intorno alla aspettativa di uno o di entrambi i partner di trovare nell’altro il complemento perfetto a se stessi. Altre volte nella propria formazione la coppia si porta dietro, senza esserne consapevole, i conflitti della generazione precedente. Altre volte ancora l’illusione è quella di poter raggiungere insieme l’età adulta. In questi casi se il partner non accetta di stare dentro una tale illusoria aspettativa è probabile che scoppino delle liti, ma qui il lavoro che è da fare è a livello individuale e non di coppia. In questi casi cioè sarebbe necessario che la persona affrontasse un percorso di personale per elaborare le proprie problematiche.
In tutte le fasi del ciclo vitale, il rapporto fra i partner è regolato da una serie di processi dialettici dei quali il principale è quello di appartenenza-individuazione. L’appartenenza spinta all’estremo può portare alla negazione dell’individualità, simmetricamente l’irragionevole ricerca di una autonomia spinta all’estremo (che potrebbe peraltro mascherare una carenza nel processo di individuazione) può portare all’isolamento. Sto con te perché posso stare senza di te” e non “Sto con te perché non posso stare senza di te”. La dimensione della libertà di scelta è alla base di un buon rapporto di coppia.
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