l’innamoramento e l’amore : quali differenze ci sono

Che cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento è, almeno apparentemente, una uscita-da-sé, per interessarsi di qualcuno che non sia il proprio io.
Nell’innamoramento prevale l’atteggiamento del “prendere”: io desidero l’altro per le emozioni piacevoli che mi provoca, ne ho bisogno,
senza di lui sto male, non posso farne a meno, l’altro mi completa.
C’è nell’innamoramento qualcosa di biologico come nell’attrazione fisica: in entrambi i casi io sono spinto violentemente verso l’altro,
ed in ciò non c’è alcunché di male, ed anzi sono un segno tangibile del nostro essere fatti per andare in contro agli altri, ma se s
ono una premessa all’amore non sono tuttavia ancora amore.
L’innamoramento è una sorta di periodo che viene dato gratuitamente e in cui dedicarsi all’altro non costa niente tanto è bello in sé
farlo; ma esso fatalmente prima  o poi finisce e se non si è ben utilizzato questo tempo per imparare ad amare l’altro, allora anche
il rapporto finisce. Sono moltissime le persone che nella loro vita continuano ad innamorarsi concludendo di volta in volta, quando
l’innamoramento finisce, che il partner non era la persona giusta ed alla successiva occasione si illudono di aver finalmente trovato
la persona ideale, il vero amore.  In realtà la persona giusta non esiste, ma esiste o non esiste la capacità di amare le persone così
come sono per i loro pregi e per i loro difetti: non si ama qualcuno perché è bravo forte o intelligente (ci si innamora di queste qualità)
ma lo si ama soltanto perché è “lui”, vale a dire che si vuole a tutti i costi il suo bene.
Dall’innamoramento all’amore…
Quando si è innamorati ci si può rendere conto che l’altro non è oggettivamente bello, non perfetto agli occhi degli altri, ma ai nostri occhi
tutto ciò che è suo diventa bello, non esiste più la bellezza oggettiva, l’altro stesso diventa il parametro della  bellezza: è bello ciò che
gli somiglia, è brutto ciò che è diverso da lui.
Se poi questo rapporto si trasforma in amore, se l’altro cioè diviene quel “tu” al quale decido di donare tutto me stesso, non solo perdono
qualsiasi importanza gli aspetti fisici esteriori, ma anche i suoi modi di essere, di fare, di pensare dei quali ci eravamo innamorati.
Certo amare è più impegnativo del semplice innamorarsi, ma è anche più bello, nel senso che conduce ad una felicità più profonda e duratura della
gioia che si sperimenta durante l’innamoramento.
Tra i due c’è la stessa differenza che passa tra l’entusiasmo che si solleva all’idea di raggiungere la vetta di una montagna che si contempla
dal basso e ci si immagina mentre la si scala, e quindi “si sogna” la montagna ed il nostro essere arditi scalatori e il vero e proprio salire sulla montagna.
Nella salita reale l’entusiasmo si attenuerà, occorrerà una lunga meticolosa ed anche noiosa preparazione, ci saranno dei momenti di fatica, si
sperimenterà il freddo, la paura, la sete e a volte si maledirà l’idea di salire in cima e verrà la tentazione di lasciar perdere tutto e tornare
a valle, ma una volta arrivati e durante lo stesso cammino si sperimenterà una felicità profonda che ha il sapore delle cose reali, magari
talvolta aspro e amaro, ma senz’altro più consistente e più capace di riempire lo stomaco del sapore tenue e delicato dei sogni.
Che cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento è, almeno apparentemente, una uscita-da-sé, per interessarsi di qualcuno che non sia il proprio io.
Nell’innamoramento prevale l’atteggiamento del “prendere”: io desidero l’altro per le emozioni piacevoli che mi provoca, ne ho bisogno senza di lui sto male, non posso farne a meno, l’altro mi completa.

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C’è nell’innamoramento qualcosa di biologico come nell’attrazione fisica: in entrambi i casi io sono spinto violentemente verso l’altro,ed in ciò non c’è alcunché di male, ed anzi sono un segno tangibile del nostro essere fatti per andare in contro agli altri, ma se sono una premessa all’amore non sono tuttavia ancora amore.
L’innamoramento è una sorta di periodo che viene dato gratuitamente e in cui dedicarsi all’altro non costa niente tanto è bello in sé farlo; ma esso fatalmente prima  o poi finisce e se non si è ben utilizzato questo tempo per imparare ad amare l’altro, allora anche il rapporto finisce.
Sono moltissime le persone che nella loro vita continuano ad innamorarsi concludendo di volta in volta, quando l’innamoramento finisce, che il partner non era la persona giusta ed alla successiva occasione si illudono di aver finalmente trovato
la persona ideale, il vero amore. In realtà la persona giusta non esiste, ma esiste o non esiste la capacità di amare le persone così
come sono per i loro pregi e per i loro difetti: non si ama qualcuno perché è bravo forte o intelligente (ci si innamora di queste qualità) ma lo si ama soltanto perché è “lui”, vale a dire che si vuole a tutti i costi il suo bene.
Dall’innamoramento all’amore…
Quando si è innamorati ci si può rendere conto che l’altro non è oggettivamente bello, non perfetto agli occhi degli altri, ma ai nostri occhi tutto ciò che è suo diventa bello, non esiste più la bellezza oggettiva, l’altro stesso diventa il parametro della  bellezza: è bello ciò che gli somiglia, è brutto ciò che è diverso da lui.
Se poi questo rapporto si trasforma in amore, se l’altro cioè diviene quel “tu” al quale decido di donare tutto me stesso, non solo perdono qualsiasi importanza gli aspetti fisici esteriori, ma anche i suoi modi di essere, di fare, di pensare dei quali ci eravamo innamorati.
Certo amare è più impegnativo del semplice innamorarsi, ma è anche più bello, nel senso che conduce ad una felicità più profonda e duratura della gioia che si sperimenta durante l’innamoramento.
Tra i due c’è la stessa differenza che passa tra l’entusiasmo che si solleva all’idea di raggiungere la vetta di una montagna che si contempla dal basso e ci si immagina mentre la si scala, e quindi “si sogna” la montagna ed il nostro essere arditi scalatori e il vero e proprio salire sulla montagna.
Nella salita reale l’entusiasmo si attenuerà, occorrerà una lunga meticolosa ed anche noiosa preparazione, ci saranno dei momenti di fatica, si sperimenterà il freddo, la paura, la sete e a volte si maledirà l’idea di salire in cima e verrà la tentazione di lasciar perdere tutto e tornare a valle, ma una volta arrivati e durante lo stesso cammino si sperimenterà una felicità profonda che ha il sapore delle cose reali, magari  talvolta aspro e amaro, ma senz’altro più consistente e più capace di riempire lo stomaco del sapore tenue e delicato dei sogni.
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