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la coppia stabile

Say cheeeese!

Oggi è difficile stare insieme per tutta la vita ad una sola persona, per cui si è passati dalla monogamia semplice alla ‘monogamia seriale’: un solo partner alla volta, ma solo per un tempo limitato. La monogamia resiste ancora perché, malgrado le rinunce che richiede, ha sulle persone anche utili effetti pratici: dà un senso di protezione attraverso la convivenza ed il mutuo aiuto e sembra avere effetti positivi anche sulla salute e la speranza di vita. Sembra infatti che avere un rapporto stabile con una sola persona allunghi di dieci anni la vita dell’uomo e di tre quella della donna (per cui sposarsi conviene più agli uomini che alle donne !). Studi epidemiologici inoltre hanno riscontrato che il matrimonio rafforza il sistema immunitario e preserva da numerose malattie, fra cui il cancro. A parte qualche problema di sovrappeso, gli sposati appaiono in migliore forma fisica dei singles e rispetto ad essi hanno circa la metà delle probabilità di morire prematuramente.

Il matrimonio è ottimale per chi ama fare progetti a lunga scadenza e punta sulla stabilità affettiva, anche se esso richiede molte rinunce, che non tutti sono disposti a fare. In primis, col matrimonio si rinuncia al ruolo di figlio o figlia e ci si assume nuove responsabilità, in vista della formazione di una famiglia. Attraverso questo passaggio si abbandona il mondo dei progetti e dei desideri per passare all’impegno per la loro possibile attuazione nella realtà (con relativo, frequente, disincanto) e si acquisiscono nuovi valori. Il desiderio di condivisione della felicità di coppia va coltivato con tutti i mezzi, anche se, dopo i primi tempi dell’innamoramento e dei batticuore arriva l’abitudine a smorzare molti entusiasmi. L’amore capace di sopravvivere alla routine del quotidiano, alle rinunce, alle piccole e grandi delusioni, è veramente difficile da trovare.

Una volta ci si sposava anche senza amore e si continuava a stare insieme anche quando l’amore era finito per una serie di motivi: perché la società non ammetteva il divorzio, perché le donne si sentivano comunque più socialmente protette nel ruolo di mogli piuttosto che di donne separate, perché gli uomini avevano una doppia morale, che permetteva loro di essere mariti e padri ‘esemplari’, senza rinunciare alle loro trasgressioni sessuali. Oggi ci si sposa solo per amore e resta insieme fino a che dura l’amore: in genere pochi anni o pochi mesi.

A decidere di separarsi sono in genere le donne e questo spiega che in realtà poco è cambiato nella vita di coppia, malgrado le apparenze: se le donne desiderano separarsi più degli uomini è evidente che sono loro a provare un maggiore senso di infelicità e di delusione. L’unica cosa che è cambiata è la possibilità di avere un’indipendenza economica e quindi di poter scegliere di vivere da single, in attesa di incontrare un nuovo amore. Perché un amore duri a lungo, è indispensabile che i due partners si impegnino attivamente, giorno dopo giorno e non pensino alla sopravvivenza della coppia come a qualcosa di scontato, di definito. Ogni giorno bisognerebbe reciprocamente spendersi per riconquistare l’altro/a, attraverso attenzioni e dolcezza, giocando anche con l’arma della seduzione. Perché questo sia possibile è bene che il rapporto di coppia conservi un pizzico di mistero e che fra i due partners non vi sia mai una fusione completa, una mancanza di spazi personali, che finisce per far provare un senso di ‘solitudine a due’, piuttosto che la completezza di un rapporto di coppia.

La cura, l’attenzione, l’amicizia e la solidarietà per l’altro non dovrebbero mai venire meno fra coniugi o conviventi che vogliono restare uniti: per questo bisogna imparare a ritagliarsi del tempo libero da dedicare al benessere della coppia, all’uso della creatività nei progetti di vita da realizzare insieme.
I motivi di conflitto in una coppia di lunga durata possono essere molteplici, ma il principale è sicuramente legato alla sessualità. La donna infatti, prima o poi dovrà fare i conti con un vistoso calo del desiderio, che nell’uomo invece resta generalmente invariato, malgrado la routine. Diminuiscono i baci, le carezze, i preliminari, le coccole e le donne, che nutrono il loro erotismo di fantasie di seduzione, emozioni e sentimenti, sentono che il rapporto sessuale perde di significato e di intensità, anche orgasmica. Per questo i rapporti sessuali diminuiscono e, laddove non spuntano amanti, si vive in uno stato di forte tensione.

Per migliorare la situazione, occorre trovare un punto di mediazione, che consenta di riscrivere le regole che tengono insieme la coppia. E’ impensabile infatti che dopo dieci, venti anni di matrimonio, le norme che regolano il rapporto non debbano adeguarsi ai tempi: i due partners sono cambiati, la loro relazione si è ormai consolidata, nella maggior parte dei casi sono stati messi al mondo dei figli. Pretendere che tutto debba essere come il primo giorno è un’utopia. Per restare uniti bisogna dunque usare l’intelligenza. Come nella gestione di tutti i conflitti della vita, anche in quello coniugale bisogna imparare a distinguere le nostre sensazioni dai nostri comportamenti. Le sensazioni che proviamo infatti, sono tutte accettabili, perché sono nostre e con esse possiamo fare i conti: i comportamenti invece riguardano anche gli altri e per questo possono essere più o meno accettabili. Il segreto sta nell’utilizzo dell’intelligenza, emotiva e razionale, che deve mediare abilmente fra le sensazioni ed i comportamenti.

E’ logico che tutti noi miriamo anzitutto alla soddisfazione dei nostri bisogni e non possiamo dedicare la nostra intera vita a soddisfare quelli degli altri, ma possiamo arrivare al compromesso per cui, comportandoci bene nei confronti degli altri, si renda possibile soddisfare anche i propri desideri. Il segreto dell’unione stabile dunque non sta nell’accettazione, da parte di uno dei due partners, di essere vittima degli altrui desideri, ma nella reciproca capacità di razionalizzare il proprio egoismo, volgendolo a fini comuni.

articolo di giuliana proietti

Insieme con Sentimento
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La Legge dell'Amore

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dipendere da un’amore impossibile

urlo donna

Cosa bisogna fare per una persona che nasce come una pozzo vuoto senza fondo perchè diventi una persona piena capace di amarsi e sentire l’amore come uno stato di diritto? Quale strategia adottare per affrontare il vuoto e trasformarlo in pieno, e dilatare lo spazio? Dilatare l’amore e la coscienza?

Forse appena consideriamo noi stessi e l’altro come un valore inestimabile, entriamo in un’ottica di spontanea attenzione all’amore ed alla felicità che non dipende mai da nessuno se non dalla nostra attitudine!

L’amore è un attitudine spirituale! Da oriente ad occidente e dall’antichità ad oggi dove ridondano sempre gli stessi messaggi. Quando siamo bambini ci dicono di amare i nostri fratellini, Dio ci dice di amare i nostri fratelli … Per vivere bene è deve avere un amore vero. Ma si può fare dell’amore un dovere?

Nessuno ci ha mai detto che amare è uno stile di vita e che non si compra e non si vende e non si impara: si lascia andare, anche per niente! L’amore è una sorta di volontariato. “…pensavo di voler tanto bene a mia madre ma temevo sempre di perdere il suo affetto. La mia affettività è rimasta per numerosi anni ingabbiata in questo amore/paura, e quindi, troppo preoccupata di essere amata, non ho saputo amare…”

Spesso, innamorarsi vuol dire creare relazioni in cui si cerca solo di riconquistare finalmente la madre o quel padre persi da bambini, quando si anelava uno sguardo, una carezza, un tocco, ed il vuoto invece pervadeva la nostra giornata fatta da fantasie e rifugi romantici su come avremmo voluto vicino nostro padre o nostra madre. Siamo persi anche da adulti in quel vuoto con in più l’illusione di riempire quel vuoto con tanti affetti di tante persone che non vediamo, in quanto specchio di figure mai state presenti come e quanto volevamo. Sperimentiamo ancora la fame. A volte ci fermiamo e ci chiediamo chi è questo Dio/amore impossibile, e dolorosamente sentiamo la paura che Dio possa non esistere. Con un lavoro più profondo possiamo giungere alla conclusione che per amare, dobbiamo iniziare ad amare noi stessi, unica garanzia di sincero amore. Inizia così ad avere un senso il grande comandamento: “ama il tuo prossimo come te stesso” .

Non siamo mai soddisfatti delle prestazioni amorose degli altri, sempre in credito di amore anche a cinquant’anni, non sapendo ancora bene cosa l’altro rappresenta per noi. Per sentirci amati accettiamo spesso inconsapevolmente una grossa manipolazione dei sentimenti. La tensione interiore che si produce per riuscire ad avere l’amore vero che ci spetta, paradossalmente ostacola il libero flusso dell’amore. Così rimaniamo stupiti quando scopriamo il sacrosanto diritto che l’altro ama a suo modo e sol così può farlo: in realtà stiamo scoprendo finalmente che l’altro è un altro e che non è neanche nostro padre o nostra madre.

Esiste qualcuno che sa amare? Certo: ad immagine e somiglianza di qualcuno. Di mia madre o mio padre di altri che ho idealizzato. Cerchiamo così di essere accolti, anziché accogliere, di essere amati anziché cedere nel bisogno altrui che reclama amore. Amare è rivelare all’altro la sua bellezza intrinseca, la sua capacità di essere al mondo, e questi non aspetta altro che la nostra fiducia come dono per questo riconoscimento. Appena guardiamo l’altro come un valore, entriamo in un’ottica di spontanea attenzione che ci lascia vedere quanto amiamo. Questo sguardo è purtroppo offuscato da filtri di giudizi, ostacolato dalla paura di soffrire.

La capacità d’amare è arrugginita rimasta bloccata, ripiegata come una fisarmonica non usata per anni. Come spesso i bambini dopo la nascita di un fratello, che appare come rivale o addirittura come negazione del valore di cui si godeva in quanto primogenito, l’adolescente fa di tutto per conquistare l’affetto del padre, come se dovesse per questo sorpassare in tutto gli altri. Diventa più intelligente degli altri dieci fratelli, nati prima di lui da donne meno amate di sua madre dal padre. Diventa uno dei tanti geni che hanno avuto una vita affettiva di una povertà sconcertante! Viene giudicato probabilmente “senza cuore”, senza capire la disperazione nascosta dietro al suo handicap emotivo. Si estenua per dimostrare quanto lui sia bravo o brava (specialmente ad amare).

Questo personaggio infatti prova ancora il bisogno di valorizzarsi, raccontando questa volta la sua bravura a saper amare. La sua ricerca affannosa di conferma lo spinge ad ostentare amore e quindi a farsi rifiutare. Il baratro diventa ancora più spaventoso. Come può un bambino in cerca di conferme, non essere super obbediente ai genitori? Delusi si continua a dimostrare un essere eccezionale. Dovere a tutti costi farsi non solo accettare ma ammirare. Comprato dal bisogno degli altri che si innamorano di lui. Il bisogno di d’essere amati si incontra per ragioni diverse col bisogno di raccontare la proprio storia all’altro, questo suscita innamoramenti continui che spesso rappresentano semplicemente il bisogno di presentarsi e di raccontarsi per scegliere poi se offrirsi all’altro o meno.

A questo punto la preoccupazione di perfezione non permette di percepire la parte di strumentalizzazione che induce a sedurre l’altro pur di non fallire. C’è un tempo per “rientrare in sé”. Il momento necessario della riflessione sulla relazione che induce a fare autoanalisi, prendere coscienza di tutto quello che capita, di chi in passato ci ha sempre guidato verso la conferma di “essere” e che ora si riproduce sotto mentite spoglie.

Coloro che non ci hanno ascoltato in tempo ora sono assenti e scegliamo gli altri perché ci ascoltino e confondiamo così l’amore per il bisogno di essere accolti nelle nostre richieste. È necessario non temere più di rivivere il vuoto iniziale dove c’era l’assenza di un ascoltatore, ma fidarsi della presenza attuale di un Lui o di una Lei reale ed attuale. Iniziare ad aprirsi alle ricchezze della vita, a guardarsi intorno anziché restare fissato sul modo di “provocare” l’amore, in una perpetua tensione angosciosa verso la ricerca della perfezione di chi possa sentire i nostri reclami.

Il cuore si dilata ora nella fiducia di essere un valore per l’altro e per se. La fragilità, dovuta al vuoto in cui abbiamo fluttuato per anni, ora si muta poco a poco in una sicurezza incrollabile, dovuta alla presenza dell’altro che, se pur necessario, non è necessario per la nostra sopravvivenza.

Ancora una volta c’è da dire che per amare fino in fondo, è necessario fare un lavoro su di sé, ed in tal modo che si riesce ancora ad innamorarsi di una persona in carne e ossa. L’alternativa è avere un affettività ripiegata su se stessa, accusando continuamente gli altri di essere inefficaci e ritenendosi prigionieri dell’incomprensione. A contatto con questo ambiente interno, fatto di fantasmi e zone d’ombrai si ritorna ad essere continuamente manipolatori della realtà e inconsapevolmente facciamo pagare al coniuge o addirittura ai figli il vuoto affettivo ed esistenziale subito nella la nostra infanzia. Tuttavia, possiamo uscirne facilmente lasciando fluire l’emozione e lasciando affiorare tutta la nostra sensibilità. Il bambino ferito dall’assenza di conferma e che si era indurito, e che non concedeva di provare più emozioni, si libera dall’asprezza che lo ha spinto a sopportare tutto stringendo i denti per offrirsi, con il suo successo strepitoso, la certezza di essere un valore. La fonte della tenerezza si riapre: è il momento di cedere alla gratuità dell’amore.

È necessario però riconoscere il bisognoso del perdono che mette in grado di aprirsi all’altro che a volte si odia paradossalmente come contro altare dell’amore. L’abbandono dell’amor proprio è più forte di tutti gli altri abbandoni. È un abbandono tra i più duri in quanto deve fare i conti con l’orgoglio, ma una volta che ci si è affrancati le emozioni, anziché restate bloccate per la paura di soffrire, ridestano la sensibilità e si riconquista uno stile di vita, che trasforma la paura in disponibilità per il diverso da se: condizione, la diversità, forse necessaria per un amore veramente sincero.

Autore Guglielmo De Martino

alimentare il desiderio senza fare spegnere la fiamma

cosa vuole a letto

La domanda è una di quelle da un milione di dollari: può una coppia continuare ad alimentare il fuoco del desiderio, anno dopo anno, senza fare spegnere la fiamma? Sì, se sa come farlo. E cioè imparando a far coesistere sesso, passione e unione: non si smette mai d’imparare. Cosa vogliono gli uomini? E le donne? Più della metà sostiene che il desiderio che prova nei confronti del partner è maggiore oggi di quando si sono incontrati. Chiamatela emozione della familiarità, a dispetto di quello che credono che il tempo trascorso insieme decapiti la passione. Mettetela così: il desiderio è come un muscolo, va allenato. Imparate a soddisfare il proprio lui, rendervi desiderabili sempre e vederlo sempre come un uomo desiderabile.

ENTUSIASMO
È il segreto numero uno. Quand’è stata l’ultima volta che avete preso l’iniziativa? Non penserete mica che non importa chi fa la prima mossa! Importa eccome. Iniziare dimostra la vostra voglia. Se è sempre lui a farsi avanti, prima o poi si farà delle domande: “Forse non mi vuole più?”. Molti compagni vorrebbero che le loro  donne fossero più dirette e meno restie nel chiedere e farsi avanti.

VARIETÀ
Spontaneità, interesse, godimento. Il sesso dovrebbe essere questo. Perciò la varietà è importante. È vero, gli esseri umani sono tendenzialmente abitudinari. Ma quando proviamo qualcosa che ci piace e continuiamo a farla, a lungo andare prima o poi la troveremo noiosa. Vale sia per le donne che per gli uomini. Quando lo spogliarsi, i preliminari e il rapporto vero e proprio seguono un copione, è ora di cambiare. La scintilla scocca più facilmente se si provano cose nuove. Richiede sforzo ed energia. Ma ne vale la pena.

ALL’AVVENTURA
A volte c’è bisogno di fare i ragazzacci. Un po’ di avventura occasionale mette aggiunge del pepe. E non parliamo di corna, ma di imprevisti sessuali, cioè luoghi dove farsi cogliere improvvisamente dalla passione e consumare. Si tratta in genere di posti pubblici. C’è chi lo fa nella toilette del centro commerciale, nel camerino di un negozio, nel bagno dei futuri suoceri la domenica a pranzo. Così si lavora a tenere vivo il divertimento e si lascia spazio alla spontaneità. Scambiatevi reciprocamente le vostre fantasie sessuali e trasformatele in realtà.

GENEROSITÀ
L’amore non è una partita doppia: non bisogna stare a controllare il dare e l’avere con una precisione maniacale. Uno dei punti cruciali per molte coppie è il sesso orale. Molti credono che a tante non piaccia affatto, o chi ama riceverlo non ama farlo e viceversa. Certo, i gusti sessuali differiscono. A volte questa pratica è negoziata come una ricompensa o una punizione (della serie: «Mi hai fatto arrabbiare nel week end? Scordatelo, bello mio»). Ma il sesso usato come merce di scambio è una pessima cosa.

SINCERITÀ
“Un elemento imprescindibile”, come cantava Arisa. Per assurdo a volte la familiarità invece ci inibisce e finiamo così per non dire al partner quello che davvero vogliamo. Più vi esponete e comunicate, più aumenterà l’intimità, e il sesso sarà più appagante. Perciò se lui non intuisce i vostri desideri, fate richieste esplicite o guidatelo.

ATTENZIONE
“Attenzione, concentrazione… ritmo e vitalità”. Durante il ménage a due non mancheranno elementi che ruberanno la vostra reciproca attenzione e diminuiranno il tempo da passare insieme. Potrà essere il troppo lavoro, momenti in cui sarete più presi da voi stessi o dalla vostra famiglia d’origine (i genitori malati, la sorella che sta divorziando…). Ma mai come i bambini. Questo vale per le madri: automaticamente quando arriva un figlio il compagno passa in secondo piano, e dato che la paternità non è mai vissuta intensamente come la maternità, la cicogna genere spesso rotture e crisi rilevanti nella coppia. Rimedio: da parte sua la neo madre dovrà imparare a far convivere l’essere madre con l’essere donna; da parte sua il neo padre si deve impegnare a essere collaborativo, non un fantasma.

FIDUCIA
Regala energia ed eccitamento. Ci permette di lasciarci andare: se manca una parte di noi rimarrà sempre sulle sue e non potrà abbandonarsi al piacere come dovrebbe. Recitare una parte (quella del donna fatale piuttosto che quella del pornodivo) va bene sul palcoscenico, non in camera da letto. Chi ha fiducia in se stesso non ha bisogno di fingere, e si rilassa.

ATTRAZIONE
A giudicare dal numero di coppie che dopo il matrimonio o la convivenza si lascia pian piano andare al decadimento fisico, imbruttendosi e trascurandosi sempre più anno dopo anno, sembrerebbe che non sia così scontato che per risvegliare la sessualità serve il desiderio. Questo non vuol dire avere il pallino del corpo perfetto, ma semplicemente tenere al proprio aspetto fisico. E vale sia per lui che per lei.

PIACERE ASSOLUTO
Regalatevi quando potete una piccola luna di miele. Non serve andare in capo al mondo: un weekend in una bella città, una notte in un romantico bed&breakfast in un borgo medievale, un’intera giornata in una Spa vanno altrettanto bene. Ciò significa lasciare a casa i bambini. Ogni tanto è bello ricordarsi che oltre a genitori si è anche marito e moglie.

Perchè gli Uomini sono Fissati con il Sesso... e le Donne Sognano l'Amore?

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Dizionario del Sesso e della Sessualità
Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso e la sessualità, e non avete mai osato chiedere, spiegato in modo chiaro e dettagliato

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fuga da un pessimo appuntamento

Fuga da un pessimo appuntamento
in Lifestyle
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è
lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che
evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela
tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una
relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un
piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento
è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla
moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è
quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul
genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le
ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene
con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà.
Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia
mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno
giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per
accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in
compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che
è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo
correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».
Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschio danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì
avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti,
dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine all’altare».
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di
dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non
è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido
vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende
nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo, potete raccontargli che dovete andare a prendere le vostre amiche, perché avete in programma una
seconda serata con loro
figuraccia primo appuntamento
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente.
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà. Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».  Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschi danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti, dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine
all’altare.
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo ditele che vi stanno aspettando delle amiche perché avete in programma una seconda serata con loro.
La Verità è che non gli Piaci Abbastanza
Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono

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Single? No, Grazie!
Una guida per trovare l’amore eterno

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l’innamoramento e l’amore : quali differenze ci sono

Che cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento è, almeno apparentemente, una uscita-da-sé, per interessarsi di qualcuno che non sia il proprio io.
Nell’innamoramento prevale l’atteggiamento del “prendere”: io desidero l’altro per le emozioni piacevoli che mi provoca, ne ho bisogno,
senza di lui sto male, non posso farne a meno, l’altro mi completa.
C’è nell’innamoramento qualcosa di biologico come nell’attrazione fisica: in entrambi i casi io sono spinto violentemente verso l’altro,
ed in ciò non c’è alcunché di male, ed anzi sono un segno tangibile del nostro essere fatti per andare in contro agli altri, ma se s
ono una premessa all’amore non sono tuttavia ancora amore.
L’innamoramento è una sorta di periodo che viene dato gratuitamente e in cui dedicarsi all’altro non costa niente tanto è bello in sé
farlo; ma esso fatalmente prima  o poi finisce e se non si è ben utilizzato questo tempo per imparare ad amare l’altro, allora anche
il rapporto finisce. Sono moltissime le persone che nella loro vita continuano ad innamorarsi concludendo di volta in volta, quando
l’innamoramento finisce, che il partner non era la persona giusta ed alla successiva occasione si illudono di aver finalmente trovato
la persona ideale, il vero amore.  In realtà la persona giusta non esiste, ma esiste o non esiste la capacità di amare le persone così
come sono per i loro pregi e per i loro difetti: non si ama qualcuno perché è bravo forte o intelligente (ci si innamora di queste qualità)
ma lo si ama soltanto perché è “lui”, vale a dire che si vuole a tutti i costi il suo bene.
Dall’innamoramento all’amore…
Quando si è innamorati ci si può rendere conto che l’altro non è oggettivamente bello, non perfetto agli occhi degli altri, ma ai nostri occhi
tutto ciò che è suo diventa bello, non esiste più la bellezza oggettiva, l’altro stesso diventa il parametro della  bellezza: è bello ciò che
gli somiglia, è brutto ciò che è diverso da lui.
Se poi questo rapporto si trasforma in amore, se l’altro cioè diviene quel “tu” al quale decido di donare tutto me stesso, non solo perdono
qualsiasi importanza gli aspetti fisici esteriori, ma anche i suoi modi di essere, di fare, di pensare dei quali ci eravamo innamorati.
Certo amare è più impegnativo del semplice innamorarsi, ma è anche più bello, nel senso che conduce ad una felicità più profonda e duratura della
gioia che si sperimenta durante l’innamoramento.
Tra i due c’è la stessa differenza che passa tra l’entusiasmo che si solleva all’idea di raggiungere la vetta di una montagna che si contempla
dal basso e ci si immagina mentre la si scala, e quindi “si sogna” la montagna ed il nostro essere arditi scalatori e il vero e proprio salire sulla montagna.
Nella salita reale l’entusiasmo si attenuerà, occorrerà una lunga meticolosa ed anche noiosa preparazione, ci saranno dei momenti di fatica, si
sperimenterà il freddo, la paura, la sete e a volte si maledirà l’idea di salire in cima e verrà la tentazione di lasciar perdere tutto e tornare
a valle, ma una volta arrivati e durante lo stesso cammino si sperimenterà una felicità profonda che ha il sapore delle cose reali, magari
talvolta aspro e amaro, ma senz’altro più consistente e più capace di riempire lo stomaco del sapore tenue e delicato dei sogni.
Che cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento è, almeno apparentemente, una uscita-da-sé, per interessarsi di qualcuno che non sia il proprio io.
Nell’innamoramento prevale l’atteggiamento del “prendere”: io desidero l’altro per le emozioni piacevoli che mi provoca, ne ho bisogno senza di lui sto male, non posso farne a meno, l’altro mi completa.

amore5 linnamoramento e lamore : quali differenze ci sono

C’è nell’innamoramento qualcosa di biologico come nell’attrazione fisica: in entrambi i casi io sono spinto violentemente verso l’altro,ed in ciò non c’è alcunché di male, ed anzi sono un segno tangibile del nostro essere fatti per andare in contro agli altri, ma se sono una premessa all’amore non sono tuttavia ancora amore.
L’innamoramento è una sorta di periodo che viene dato gratuitamente e in cui dedicarsi all’altro non costa niente tanto è bello in sé farlo; ma esso fatalmente prima  o poi finisce e se non si è ben utilizzato questo tempo per imparare ad amare l’altro, allora anche il rapporto finisce.
Sono moltissime le persone che nella loro vita continuano ad innamorarsi concludendo di volta in volta, quando l’innamoramento finisce, che il partner non era la persona giusta ed alla successiva occasione si illudono di aver finalmente trovato
la persona ideale, il vero amore. In realtà la persona giusta non esiste, ma esiste o non esiste la capacità di amare le persone così
come sono per i loro pregi e per i loro difetti: non si ama qualcuno perché è bravo forte o intelligente (ci si innamora di queste qualità) ma lo si ama soltanto perché è “lui”, vale a dire che si vuole a tutti i costi il suo bene.
Dall’innamoramento all’amore…
Quando si è innamorati ci si può rendere conto che l’altro non è oggettivamente bello, non perfetto agli occhi degli altri, ma ai nostri occhi tutto ciò che è suo diventa bello, non esiste più la bellezza oggettiva, l’altro stesso diventa il parametro della  bellezza: è bello ciò che gli somiglia, è brutto ciò che è diverso da lui.
Se poi questo rapporto si trasforma in amore, se l’altro cioè diviene quel “tu” al quale decido di donare tutto me stesso, non solo perdono qualsiasi importanza gli aspetti fisici esteriori, ma anche i suoi modi di essere, di fare, di pensare dei quali ci eravamo innamorati.
Certo amare è più impegnativo del semplice innamorarsi, ma è anche più bello, nel senso che conduce ad una felicità più profonda e duratura della gioia che si sperimenta durante l’innamoramento.
Tra i due c’è la stessa differenza che passa tra l’entusiasmo che si solleva all’idea di raggiungere la vetta di una montagna che si contempla dal basso e ci si immagina mentre la si scala, e quindi “si sogna” la montagna ed il nostro essere arditi scalatori e il vero e proprio salire sulla montagna.
Nella salita reale l’entusiasmo si attenuerà, occorrerà una lunga meticolosa ed anche noiosa preparazione, ci saranno dei momenti di fatica, si sperimenterà il freddo, la paura, la sete e a volte si maledirà l’idea di salire in cima e verrà la tentazione di lasciar perdere tutto e tornare a valle, ma una volta arrivati e durante lo stesso cammino si sperimenterà una felicità profonda che ha il sapore delle cose reali, magari  talvolta aspro e amaro, ma senz’altro più consistente e più capace di riempire lo stomaco del sapore tenue e delicato dei sogni.
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