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	<title>Il portale italiano delle buone relazioni &#187; famiglia</title>
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		<title>Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 19:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/lamore-che-conta2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1865" title="l'amore che conta" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/lamore-che-conta2.jpg" alt="lamore che conta2 Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="259" height="194" /></a></p>
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<p><strong>Questi vissuti sono un po’ il &#8220;sale&#8221; della vita, perciò la domanda è un ottimo spunto per approfondire distinzioni di significato che spesso risultano trascurate mentre sono molto utili per una migliore comprensione dei fatti emotivi.</strong></p>
<p><strong>Con emozione (moto dell’animo) indichiamo ciò che proviamo reagendo ad uno stimolo, anzi meglio al significato che attribuiamo allo stesso. Abbiamo quindi il riconoscimento del valore da noi attribuito ad un evento e immediatamente una risposta emotiva che interessa il nostro corpo.</strong></p>
<p><strong>Il senso (la finalità) più evidente delle emozioni appare quello di stimolare un’adeguata reazione comportamentale. Mi accorgo di un pericolo, provo paura, scappo, chiedo aiuto o mi difendo. Un evento mi apre nuove interessanti opportunità, provo gioia e corro a condividerla con i miei amici più cari.</strong></p>
<p><strong>Esistono altresì fenomeni reattivi molto rapidi, essenziali per la sopravvivenza, attraverso i quali reagiamo anche prima di un riconoscimento, pienamente cosciente, degli stimoli, ma in questi casi non parliamo propriamente di emozioni.</strong></p>
<p><strong>Ci siamo specificamente occupati negli articoli apparsi le scorse settimane delle principali emozioni (paura, rabbia, dolore e gioia), ora vale la pena di affermare che le stesse hanno un carattere individuale sia nell’attribuzione del significato conferito agli eventi stimolo sia nell’intensità, e modo, della riposta corporea.</strong></p>
<p><strong>Mentre le emozioni puntualizzano la nostra reattività agli eventi della vita, i sentimenti accompagnano in maniera più duratura gli investimenti affettivi che operiamo intorno a noi. Chiamiamo, infatti, sentimento ciò che proviamo verso un &#8220;oggetto&#8221;, persona, cosa o situazione che assuma un valore relativamente stabile per noi, o meglio, in relazione ai nostri bisogni e desideri. Sono sentimenti l’amore, l’innamoramento, l’odio, l’invidia, la gelosia. La funzione dei sentimenti appare verosimilmente quella di sostenere questi investimenti.</strong></p>
<p><strong>Per chi apprezza le metafore informatiche, i sentimenti sono, di solito, come delle icone, presenti con discrezione se stiamo vivendo altre esperienze o ci stiamo occupando di altro, ma attivabili facilmente qualora la situazione lo renda opportuno. Quando un sentimento invade prepotentemente la nostra vita parliamo di una passione.</strong></p>
<p><strong>Gli stati d’animo hanno apparentemente una natura più rarefatta mentre sono importantissimi poiché accompagnano emotivamente il senso che attribuiamo alle situazioni ed in definitiva alla vita stessa. Sono coerenti con le nostre opinioni e decisioni più profonde e spesso, come queste, sono stabili e impermeabili. Se i nostri stati d’animo abituali non ci piacciono, sono probabilmente proprio le opinioni e decisioni centrali che dobbiamo verificare, magari con la consulenza di un esperto.Imparare a riconoscere i vari aspetti della vita emozionale aiuta a gustarla meglio, un po’…come imparare a gestire il sale in cucina.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;AMORE                                                       <a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/a-letto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1869" title="a letto" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/a-letto1.jpg" alt="a letto1 Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="129" height="96" /></a></strong></p>
<p><strong>Quando in una conversazione dico che mi occupo di sentimenti, so già quale sarà la domanda che mi sarà rivolta di lì a poco: &#8220;Che cosa è l’amore?&#8221;. Domanda che non è esattamente come chiedere: &#8220;Che ore sono?&#8221; Ogni forma di conoscenza ha un carattere arbitrario, relativo alla soggettività di chi la costruisce. La conoscenza relativa all’amore sconta questa soggettività più di quanto non avvenga per ogni altro argomento. L’amore è un processo che vede coinvolti due, o più, soggetti in pensieri, sentimenti e azioni. Per capire il senso e gli avvenimenti di questo processo, occorre innanzi tutto stabilire chi sia il &#8220;soggetto&#8221;.Può essere: la natura, che, per i suoi fini, attraverso l’amore, spinge gli uomini a…Amore, entità metafisica capace di colpire le menti e i cuori, che modifica il corso della vita dei fortunati, o malcapitati, a suo piacimento; le persone coinvolte, come solo la proiezione dei propri desideri su un’altra persona può coinvolgere, che agiscono in funzione dei propri desideri.Queste ultime appaiono come i soggetti più reali e concreti. Soggetti parzialmente autonomi, orientati dalla natura verso percorsi amorosi affettivi e sessuali, in parte codificati dai geni e dalla cultura.Se i soggetti sono le persone interessate, in prima istanza è verosimile che queste agiscano in funzione di proprie aspirazioni soggettive, o almeno cosi vivono i programmi che la natura ha messo dentro di loro.Che cosa fanno le persone in amore? Desiderano, anelano, cercano qualcosa che evidentemente pensano di non avere, o di non avere appieno.Fino a quando? Fino a quando non la ottengono, allora si sentono sazi, e la sazietà satura l’amore che può divenire affetto o indifferenza..Quando invece si rendono conto che non riusciranno ad ottenerla, il risentimento e l’odio prendono il posto l’amore.Cosa si desidera in amore? Ciò che, siamo convinti, ci renderà felici per sempre.Ma l’amore è più vicino all’altruismo o all’egoismo? Anche se tutti i seduttori affermano &#8220;lo faccio per te&#8221;, è più verosimile che lo facciano per…se.</strong></p>
<p><strong>LA GIOIA<a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/salto-su-letto-colorato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1867" title="salto su letto colorato" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/salto-su-letto-colorato.jpg" alt="salto su letto colorato Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="115" height="130" /></a></strong></p>
<p><strong>Le emozioni ci spingono ad agire per soddisfare i nostri bisogni e desideri. La rabbia ci fornisce la forza per difendere i nostri interessi; la paura dona velocità alla fuga da seri pericoli, o c’induce a chiedere aiuto per fronteggiarli. Infine il dolore e la tristezza ricordano che il vuoto lasciato da chi abbiamo amato chiede di essere riempito.Queste emozioni sono importanti ed essenziali, ma non si può affermare che siano esattamente piacevoli.Ora, invece, prendiamo in considerazione un’esperienza dichiaratamente godibile: la gioia.Quest’emozione va considerata – a mio avviso – distinta dallo stato di soddisfazione, che si prova quando un bisogno o un desiderio sono stati soddisfatti.La gioia sollecita, infatti, nuove azioni piuttosto che prendere atto di quelle già compiute con successo. Attiva la mente ed il corpo per &#8220;andare avanti&#8221;. Si prova quando un evento, a lungo ricercato o improvviso, risulta favorevole alla realizzazione di un obiettivo importante o di un sogno. Grande è la gioia di colui che consegue una laurea e pensa alla possibilità di una brillante carriera in una vita adulta ed indipendente. Ricevere un’eredità che moltiplichi le nostre possibilità economiche, incontrare uno sguardo che prometta piacevoli disponibilità future o scoprire in un libro risposte ad antichi interrogativi suscita quell’emozione che può darci l’energia e la voglia di cogliere le opportunità che si presentino.La gioia si accompagna naturalmente al desiderio di condividere con le persone vicine le buone novità: &#8220;Sai mi sposo&#8221;, &#8220;ho un nuovo lavoro&#8221;, &#8220;ho vinto alla lotteria&#8221;.Ciò è molto importante poiché, se la gioia ci spinge ad andare avanti, è opportuno comunicare agli altri il nostro desiderio di portarli con noi piuttosto che lasciarli indietro.La preoccupazione per azioni malvagie di altri spinti da invidia o competitività, induce molti a tenere la gioia dentro di sé trovando più prudente mostrarsi indifferenti, scontenti o preoccupati.Alcune persone, forse in attesa di essere compensate con una gioia futura più grande, accettano quei messaggi della nostra cultura che colpevolizzano il piacere e la gioia mentre si sforzano di nasconderla anche a se stessi.Per accedere pienamente alla gioia, occorre accettare che la propria crescita può lasciare momentaneamente indietro altri mentre quella altrui può farci sentire in svantaggio. Se la gioia punteggia la crescita di una persona, questa ha maggiori possibilità di autorizzarsi a viverla assumendo la convinzione che valorizzare la propria esperienza e cogliere le opportunità è meglio che rimpiangere ciò che avremmo potuto fare per noi stessi e per gli altri. Coloro che si orientano in questo modo di solito hanno gran fascino e riescono a suscitare, attraverso i loro autentici inviti alla condivisione della propria gioia, più ammirazione che invidia.E i buontemponi che ridono sempre? Meglio diffidare. A questo mondo non mi sembra che ci sia sempre da ridere. Lo sanno bene i confidenti e gli psicoterapeuti che si prendono cura, per amicizia o per mestiere, della depressione nascosta di queste maschere dell’allegria.Per fortuna, molte persone, seguendo un positivo evolversi della nostra cultura, mi sembra stiano imparando a gioire schiettamente delle nuove opportunità. Sta a noi scegliere di essere fra queste.</strong></p>
<p><strong>LA PAURA               <a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/gridooooo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1870" title="gridooooo" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/gridooooo.jpg" alt="gridooooo Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="96" height="96" /></a></strong></p>
<p><strong>La mente e il corpo reagiscono agli stimoli con un insieme di sensazioni che assumono per noi un significato. Chiamiamo emozione, moto dell’animo, questa esperienza.I più comuni segnali di quell’emozione a cui abbiamo dato il nome di paura sono noti a tutti: tremori, rigidità muscolare, secchezza delle fauci, pallore, sudorazione.La paura è l’emozione che ci avverte di un pericolo sollecitandoci ad intervenire per proteggerci e difenderci, pertanto è utile, anzi necessaria. Se non ci fosse, saremmo portati a correre con indifferenza gravi rischi e la nostra stessa sopravvivenza potrebbe risultare compromessa. Provate infatti ad immaginarvi alla guida di un’auto completamente privi della paura: al primo semaforo potrebbe anche andar bene, al secondo… forse, al terzo!…Gli uomini senza paura hanno lunga vita solo nei film.Come una spia luminosa, la paura ci segnala pericoli evidenti e nascosti spingendoci a ricercare una difesa adeguata. Quanti modi abbiamo per provvedere quando ci appare il segnale di questa spia luminosa? Almeno tre. Il primo è scappare: la fuga è la risposta più immediata di fronte ad un pericolo imminente, ed in molti casi risulta appropriata ed efficace. Se siamo aggrediti da chi è più forte di noi, tanto da rendere inutile ogni difesa, la fuga consente di salvaguardare la nostra integrità. Possiamo per altro, allo stesso modo, sfuggire situazioni sociali o circostanze che comportino gravi rischi per noi.In molti casi una difesa è possibile a patto di non ostinarci a contare solo sulle nostre forze. Altre persone possono avere le risorse per fronteggiare un pericolo che incombe, e magari sono disposte a metterle a nostra disposizione.Chiedere aiuto è la seconda possibilità. Per farlo occorre rinunciare ad un po’ del nostro orgoglio e, affinché l’aiuto sia effettivo, scegliere bene a chi chiederlo, e come.Mi viene in mente infatti quella storiella un po’ greve nella quale un tale, dopo aver subito una violenza da un aggressore, si rivolse ad un’altra persona per essere soccorso, ma questa, approfittando della condizione di debolezza del malcapitato, lo sottopose alla medesima violenza. Conviene stare attenti!Tutti possiamo avere bisogno di aiuto pertanto, oltre a poter contare sull’affetto e l’amicizia delle persone care, si può fare affidamento sulla reciproca possibilità di soccorso in momenti di bisogno. In questi casi le cose vanno meglio se si sono fatti contratti chiari ed espliciti: &#8220;ti aiuterò a preparare il tuo esame per il quale sei in difficoltà, se tu il prossimo Natale mi darai una mano a ridipingere la mia stanza&#8221;.Occorre fare attenzione a coloro che offrono aiuto prima che sia richiesto: conviene indagare bene cosa, consapevolmente o no, si aspettano in cambio. Quando mi rispondono &#8220;ma niente, naturalmente&#8221;, i miei sospetti hanno un motivo in più. Se neppure l’aiuto di altre persone ci salvaguarda dai pericoli e permane la paura per cose più grandi di noi, come gli eventi sfavorevoli del caso o quelli naturali (malattia o morte), la cosa migliore è provare ad essere saggi accettando i propri limiti e la propria fragilità.Le nostre paure possono riferirsi ad eventi reali ed obiettivamente pericolosi o legarsi a fantasie che appaiano pericolose solo soggettivamente. Tutti possiamo incorrere in questo tipo di esperienze e sentirci inspiegabilmente timorosi in relazione a motivi che altre persone trovano inconsistenti. Se queste emozioni cominciano a dominare la nostra vita, conviene consultare uno specialista di cure psicologiche.La manifestazione estrema della paura è il terrore: il pericolo è grande, imminente e grave.Non è un’esperienza gradevole, solo quelli molto bravi riescono a gestirla.La paura consente la nostra sopravvivenza pertanto è bene imparare a considerarla una preziosa alleata che possiamo apprendere a gestire ed a utilizzare per la nostra protezione.</strong></p>
<p><strong>IL DOLORE          <a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/trappola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1872" title="trappola" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/trappola.jpg" alt="trappola Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="130" height="115" /></a></strong></p>
<p><strong>Abitualmente chiamiamo dolore quel senso di costrizione nel petto, mancanza di forze e desiderio di chiuderci in noi stessi che proviamo quando perdiamo qualcuno, o qualcosa, cui tenevamo molto.La perdita può riguardare una persona importante nella nostra vita affettiva, un lavoro che ci garantiva sicurezza economica, ma anche un compagno di giochi con cui eravamo abituati a condividere esperienze piacevoli. Quando il vuoto lasciato da questa perdita permane a lungo e non riusciamo a riempirlo, il dolore assume quella forma soffusa e durevole che chiamiamo tristezza.Negli articoli delle settimane precedenti abbiamo preso in considerazione in primo luogo la rabbia, indicandola come reazione emotiva verso un danno e/o una svalutazione, successivamente la paura che abbiamo posto in relazione ad un pericolo. Ora, considerando il dolore la reazione emotiva ad una perdita, completiamo il quadro di quelle che possiamo ritenere le nostre risposte più profonde ad eventi esterni. Per fortuna rimane un’altra emozione, di gusto gradevole e compagna della soddisfazione e dell’appagamento: la gioia, della quale ci occuperemo la prossima settimana.Consideriamo queste emozioni nella funzione &#8220;naturale&#8221;: indicare l’importanza di un evento (stiamo andando verso un crack finanziario, un collega ci sta mettendo in cattiva luce oppure una persona cara è partita per sempre) e sostenerci nel fare qualcosa d’adeguato per risolvere l’emergenza che si è creata per noi (predisporre e attuare un riassetto finanziario, mostrare chiaramente le nostre ragioni, ricercare nuove conoscenze o approfondire quelle vecchie).Esiste purtroppo anche un uso, o meglio, un abuso delle emozioni che potremmo dire &#8220;tossico&#8221;, l’argomento è vasto e, in questa sede, possiamo accennarlo solo considerando un personaggio che, prima o poi, tutti abbiamo incontrato: l’addolorato perenne, o la sua versione light, il sempre triste. Un mio amico usa le notizie del giornale, opportunamente interpretate in senso tragico e pessimista come l’iniezione di una dose quotidiana di dolore da consumare fino alle prime ore del pomeriggio. Per la serata, la sua tristezza è garantita dall’incomprensione della moglie. Penso a volte di chiedergli che sogni faccia.Che cosa possiamo fare per risolvere efficacemente la situazione di vuoto creata da una perdita? Per spegnere la lacerante spia del dolore o quella più tenue, ma opprimente, della tristezza?I bambini che hanno la sventura di perdere la presenza della madre senza trovare un valido sostituto, tendono a chiudersi e diventare abulici per trattenere e sentire meglio se stessi, e ciò che rimane loro. Anche gli adulti tendono a reagire ad una grave perdita nello stesso modo. In questi difficili momenti, se abbiamo la fortuna di avere accanto persone disponibili, possiamo chiedere loro conforto attraverso manifestazioni affettuose ed amorevoli: un caldo abbraccio può alleggerire il dolore. Il conforto peraltro è come un farmaco che fa scendere la febbre senza curare veramente la malattia. E’ proprio il desiderio di far cessare la sofferenza, invece, che ci spinge a cercare una compensazione. Un nuovo lavoro o un amore nascente possono cancellare, lentamente o di colpo, la perdita subita e, conseguentemente, la sofferenza dolorosa. I più bravi nel cogliere ciò che c’è di buono nelle esperienze, possono considerare che ad ogni perdita consegue almeno un aspetto positivo: creare spazio per nuove esperienze. Costoro potranno reagire alle perdite non solo con la tristezza, ma anche con quel sentimento di speranza che accompagna il nascere di nuove opportunità. E quando la perdita è veramente incolmabile ed insostituibile mentre la strada per lo sconforto e la disperazione appare spianata? Se riusciamo ad attivare la parte più matura e saggia di noi, abbiamo ancora una possibilità: accettare i limiti stessi della vita e del mondo. Nella vita si nasce, si opera e si muore (a volte anche precocemente) e noi esseri viventi, in ultima analisi, non possiamo che accettare questi limiti.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;AMICIZIA          <a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/amici-gruppo-prato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1874" title="amici gruppo prato" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/amici-gruppo-prato.jpg" alt="amici gruppo prato Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="170" height="119" /></a></strong></p>
<p><strong>L’amore ha un oggetto di desiderio, l’affetto, un’affinità, quasi un’integrazione, con l’oggetto mentre  nell’amicizia l’oggetto del sentimento è &#8220;altro&#8221;, ma sta dalla nostra stessa parte.Con un amico condividiamo desideri, interessi (per oggetti terzi), modi di vedere il mondo, attività. Da lui ci aspettiamo che pensi, senta e faccia come noi, con noi, per noi. Oppure in modo complementare a noi. Se ci accorgiamo che desideriamo qualcosa di lui, di fatto, lo stiamo amando, se cominciamo a vederlo come parte di noi, l’amicizia si sta trasformando in affetto. L’amicizia può convivere con l’affetto e la gelosia, meno con l’amore, mai con l’innamoramento.Il sentimento dell’amicizia sostiene le alleanze, aiuta nelle angosce, consente di sentirsi meno soli, a volte, ma non frequentemente, promuove la realizzazione di progetti.La strada per l’amicizia è preparata e favorita da quella sorta di proto sentimento che chiamiamo simpatia. Quando il sentimento dell’amicizia diviene risentimento acquista i connotati del livore.L’amicizia predilige i partner del medesimo sesso, per un’ovvia maggiore difficoltà a condividere in pieno gli interessi del sesso diverso. Per un uomo, quando non prevalga il desiderio sessuale, il sentimento verso una donna somiglia più a quello verso una sorella che verso un’amica mentre le vere amiche con cui si vada a letto sono tuttora un’interessante rarità. Lo stesso vale reciprocamente per una donna. Una buona amicizia non è fatta solo di buone azioni, si può competere, misurarsi, gareggiare, sgomitare, sfottersi mentre è necessario stimarsi. Le amicizie, come gli amori, durano finche durano gli interessi concreti o psichici, che le sostengono.</strong></p>
<p><strong>Articolo di DeLucia &amp; DeLucia analisti transazionali</strong></p>
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<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Emozioni e Sentimenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__emozioni-e-sentimenti.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/e/emozioni-e-sentimenti_33193.jpg" alt="emozioni e sentimenti 33193 Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" width="114" height="160" title="Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Amana Virani" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_amana-virani.php?pn=1218" target="_blank">Amana Virani</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Emozioni e Sentimenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__emozioni-e-sentimenti.php?pn=1218" target="_blank">Emozioni e Sentimenti</a></div>
<div><a title="Hermes Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_hermes_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Hermes Edizioni</a></div>
<div><a title="Emozioni e Sentimenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__emozioni-e-sentimenti.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?"  title="Quale è la differenza fra sentimenti ed emozioni?" /></a></div>
</td>
</tr>
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		<title>Incontro,scontro e crescita nelle relazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 12:01:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1821" title="Coppia a letto di spalle" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle3.jpg" alt="Coppia a letto di spalle3 Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" width="400" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8221; la natura umana era in origine unica e noi eravamo interi, e il desiderio e la caccia dell’intero si chiama amore” </em>(Platone, Simposio).</strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Come si è visto, la relazione di coppia oggi non si limita più alla famiglia e alla procreazione, e non si esaurisce neppure nella sessualità e nei sentimenti, ma mette in gioco molte altre dimensioni che portano inevitabilmente ad un confronto di personalità e di mentalità che può evolversi sia come crescita sia come scontro, più spesso entrambi. Nelle fasi iniziali di una relazione le persone tendono a fare bella figura, a mostrare la parte &#8220;migliore&#8221; e più accettabile di sé. Se poi tra loro nasce un innamoramento ognuno tende a vedere l&#8217;altro ancor più bello e apprezzabile, idealizzandolo. Tuttavia, presto o tardi anche altri aspetti della personalità emergeranno e alla fase iniziale dell&#8217;innamoramento, in cui il partner appare splendente come il sole, subentrano fasi meno brillanti in cui si prende coscienza anche dei suoi limiti e dei suoi lati meno lucenti: </span><em style="font-size: small;">l&#8217;ombra</em><span style="font-size: small;">. E&#8217; qui che nascono le prime incomprensioni, le prime delusioni, i primi conflitti che poi, se manca una reciproca capacità di comunicare (e quasi sempre manca) inevitabilmente vanno ad accentuarsi fino a portare alla crisi.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">I modi di affrontare questi problemi variano da persona a persona: alcuni tendono a nascondere il disaccordo, inscenando una rappresentazione di armonia tutt&#8217;altro che veritiera, oppure si rassegnano a convivere con le tendenze distruttive, alternando fasi di litigiosità a fasi di relativa quiete. Altri, giunti oltre un certo livello, decidono di cessare la relazione per cercare un&#8217;altra persona che gli faccia riprovare l&#8217;ebbrezza dell&#8217;innamoramento e che sia finalmente quella <em>giusta</em>. Se in passato prevaleva la prima tendenza (rassegnazione e conflitto sotterraneo), oggi sta sempre più affermandosi la seconda (separazione e ricerca di un nuovo partner). Tuttavia, per quanto intensa possa essere la fase di innamoramento, per quanto giusto possa apparirci il nuovo partner, prima o poi si manifesteranno anche i suoi limiti e aspetti ombra, rinascerà il conflitto e saremo di nuovo punto e a capo. Il fatto è che tutti i suddetti modi di affrontare la questione sono errati: non va bene ignorare o sopportare il problema, perché vuol dire rinunciare a quanto di più bello una relazione di coppia può offrire, e non va bene neppure passare da una storia all&#8217;altra all&#8217;eterna ricerca del partner ideale, poiché non esistono persone fatte di sola luce e ognuno ha in sé anche delle zone oscure, inconsce, che premono per emergere e essere finalmente riconosciute. La relazione sentimentale non ha solo lo scopo di far stare bene i due partner, ma è anche e soprattutto il luogo in cui ognuno dei due desidera colmare il proprio <em>senso di incompletezza</em> e guarire una volta per tutte le proprie<em>ferite d’amore</em> <em>primarie, </em>vale a dire<em> </em>le carenze affettive e le delusioni subite durante l’infanzia, inclusi gli eventuali abusi fisici o morali. E’ un desiderio per lo più inconscio ma molto, molto potente, che influenza profondamente la dinamica della relazione e che ho illustrato più estesamente altrove (vedi E. Cheli, <em>Amarsi, comprendersi nelle relazioni di coppia</em>)</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Da bambini le nostra speranza più grande è che i nostri genitori ci accettino così come siamo e si impegnino a comprenderci realmente, a rispettarci ed amarci come e quanto abbiamo bisogno. Purtroppo è una speranza che si avvera solo in parte, talvolta addirittura per niente, creandosi così delle vere e proprie ferite affettive, più o meno profonde a seconda dei casi. Col tempo subentra una sorta di abitudine, di rassegnazione e infine di oblio. Ma la speranza non è morta, è solo in animazione sospesa, e si risveglia quando ci troviamo coinvolti in una relazione di coppia. Non sempre e non subito, però: solo in quelle relazioni in cui c’è un profondo coinvolgimento affettivo, un innamoramento, e solo quando i due hanno raggiunto un certo grado di confidenza e intimità e iniziano a fare a meno delle maschere. A questo punto scattano in entrambi forti aspettative nei confronti dell’altro:</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> “Che cosa farai per me? Mi aiuterai? Mi ascolterai? Mi farai sentire bene? Realizzerai i miei sogni? Sarai il padre che io non ho potuto avere, la madre che non ho avuto? Adesso che mi sono innamorato di te, tu hai il dovere di far scomparire le mie sofferenze. Ascoltami, guariscimi, fammi stare bene. (…) Ci sono due tipi di bisogni emotivi che cerchiamo di soddisfare nelle nostre relazioni intime: uno è quello di cui siamo consapevoli (fammi felice, dammi la sicurezza economica, sii un buon padre per i miei figli), l’altro è costituito dalle esigenze emotive inconsce che rappresentano il tentativo della nostra personalità di guarire tutto ciò che si frappone alla nostra capacità di sentirci integri. In ogni relazione esiste dunque un viaggio emotivo nascosto.” </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">La relazione di coppia diviene insomma una opportunità tramite cui crediamo di poter guarire una volta per tutte le ferite d’amore, le carenze affettive, le delusioni subite durante l’infanzia e il partner diviene per certi aspetti un sostituto di nostro padre, di nostra madre (o di entrambi) e inconsciamente lo invitiamo – talvolta sfidiamo &#8211; ad amarci in modo totale, ad accettarci per quello che siamo, ad essere il genitore perfetto che non abbiamo mai avuto ma abbiamo sempre desiderato.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Si tratta, come è facile intuire, di aspettative eccessive, che solo una mente bambina può sperare di poter soddisfare e tuttavia il nostro inconscio è sempre allo stadio infantile – è inconscio proprio perché non ha voluto /potuto crescere – e quindi è proprio sulla base di tali aspettative che passiamo dall’innamoramento alla relazione stabile. “Quando ci innamoriamo non ci limitiamo a dire: ‘Hai proprio una mente meravigliosa, sarà una gioia parlare con te per i prossimi cinquant’anni’. Quello che diciamo in realtà è: ‘Hai proprio una mente meravigliosa; mi aspetto anche che tu sia un amante eccezionale, una compagnia straordinaria per le uscite del venerdì sera, un padre stupendo, il mio sostegno e la mia spalla in società, il mio compagno politico, la persona di cui i miei genitori si possono fidare, il conforto nei momenti di sofferenza, e anche il mio guru, il mio lacrimatoio e la mia banca personale’” (ibidem).</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Poiché ci aspettiamo che una singola relazione soddisfi pienamente e perfettamente tutte le nostre esigenze in questa maniera stravagante e irreale, naturalmente tendiamo ad escludere tutte le altre persone che potrebbero partecipare alla soddisfazione delle nostre esigenze; questo allevia tali persone da potenziali fardelli e in un certo senso fa sembrare la vita meno complicata, ma sovraccarica il partner &#8211; che è soltanto un semplice mortale che ci ama, non un dio che può realizzare ogni nostro sogno e, nell’aggrapparci a questo mito diventiamo troppo esigenti.</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Se ci limitassimo ad invitare il partner ad amarci, senza sfidarlo, senza aggredirlo, senza nasconderci, il rapporto sarebbe meno teso, meno ambiguo; se sapessimo comunicare con chiarezza e chiedere apertamente al partner ciò di cui abbiamo bisogno, lo metteremmo nelle condizioni per fare del suo meglio e capiremmo che anche lui si trova nella nostra stessa situazione. Potremmo a questo punto reagire in due modi:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">1)       Lasciarlo, perché ci ha rivelato la sua fragilità e i suoi limiti mentre noi cerchiamo un partner super che non sia ferito e bisognoso ma generoso, impeccabile e tutto per noi (questa aspettativa è molto simile a quella del bambino verso il genitore: da piccoli tutti noi vediamo i genitori come esseri enormi, onnipotenti, vere e proprie divinità). Si tratta di una reazione sbagliata, ma sempre meglio che continuare a perdere tempo in sfide, conflitti, scontri.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">2)       Affrontare in modo più realistico il rapporto, comprendendo che il nostro partner non ha il potere magico di guarire le nostre ferite di cuore e di riempire i nostri vuoti esistenziali – né lui né nessun altro partner. Guarire tali ferite e colmare tali vuoti è un processo possibile – anche se lungo e laborioso &#8211; ma può avvenire solo attraverso l’autoguarigione; certo, un partner comprensivo e amorevole può esserci di grande aiuto, ma il lavoro ognuno lo deve fare da sé su di sé.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">Il punto di partenza per un tale lavoro è assumersi la responsabilità della propria guarigione, senza scaricarla su altre persone: né sui nostri veri genitori né sul nostro partner. Dobbiamo accettare che quel che è stato è stato: nostri genitori non cambieranno, così come le situazioni e le cause che hanno prodotto le nostre ferite affettive non possono essere cambiate: appartengono al passato e i fatti del passato non possono mutare. Può però mutare la nostra interpretazione di quei fatti e possono mutare le conseguenze di quei fatti. Posso per prima cosa interpretare la mancanza di amore non come una mia sfortuna e ingiustizia privata ma come un male collettivo che affligge tutta l’umanità; in tal modo smetterò di sentirmi vittima e di attribuire colpe agli altri – se colpe vi sono, sono collettive – e potrò poi perdonare coloro che – genitori, partner precedenti – involontariamente mi hanno fatto soffrire perché a loro volta sofferenti.</span><span style="font-size: small;">Posso a questo punto lavorare sul mio malessere attuale prescindendo dalle cause passate: se un’altra persona ferisce il mio corpo con un coltello, posso curarmi la ferita senza il bisogno coinvolgere colui che mi ha ferito; per guarire non è necessario né che recuperi il coltello, né che mi sforzi di indurre l’altra persona a cambiare e a non farlo più. Analogamente, potremmo curare le ferite affettive senza tirare in ballo i nostri genitori, ma imparando a fare da padre e madre amorevoli di noi stessi – qualcosa di molto simile a ciò che molti maestri spirituali hanno chiamato “amare se stessi”. (per un approfondimento cfr. E. Cheli, Amarsi, comprendersi e anche L’età del risveglio interiore, Franco Angeli).</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Oltre a curare le ferite dobbiamo anche imparare a comunicare meglio con noi stessi e con l’altro, a comprendere e accettare le nostre e le altrui zone d’ombra, e a riconoscere e gestire le nostre e altrui emozioni, poiché solo così potremo davvero aiutarci e sostenerci in questo difficile ma entusiasmante percorso che è la relazione.</span></p>
<p>Articolo di Enrico Cheli</p>
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<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="L'Età del Risveglio Interiore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-eta-del-risveglio-interiore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/l-eta-del-risveglio-interiore_29231.jpg" alt="l eta del risveglio interiore 29231 Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" width="107" height="160" title="Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" /></a></td>
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<div><a class="autore" title="Enrico Cheli" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_enrico_cheli.php?pn=1218" target="_blank">Enrico Cheli</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="L'Età del Risveglio Interiore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-eta-del-risveglio-interiore.php?pn=1218" target="_blank">L&#8217;Età del Risveglio Interiore</a></div>
<div><a title="Franco Angeli Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_franco_angeli_editore.php?pn=1218" target="_blank">Franco Angeli Editore</a></div>
<div><a title="L'Età del Risveglio Interiore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-eta-del-risveglio-interiore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Incontro,scontro e crescita nelle relazioni"  title="Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" /></a></div>
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<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Due Cuori, un'Anima Unica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__due-cuori-un-anima-unica.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/d/due-cuori-un-anima-unica_32361.jpg" alt="due cuori un anima unica 32361 Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" width="101" height="160" title="Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" /></a></td>
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<div><a class="autore" title="Angelo Bona" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_angelo_bona.php?pn=1218" target="_blank">Angelo Bona</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Due Cuori, un'Anima Unica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__due-cuori-un-anima-unica.php?pn=1218" target="_blank">Due Cuori, un&#8217;Anima Unica</a></div>
<div><a title="Oscar Mondadori" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_oscar_mondadori.php?pn=1218" target="_blank">Oscar Mondadori</a></div>
<div><a title="Due Cuori, un'Anima Unica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__due-cuori-un-anima-unica.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Incontro,scontro e crescita nelle relazioni"  title="Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" /></a></div>
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		<title>Perchè diciamo che l&#8217;amore fa soffrire!!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:42:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Fine-di-un-amore-cuore-a-metà1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1773" title="Fine-di-un-amore cuore a metà" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Fine-di-un-amore-cuore-a-metà1.jpg" alt="Fine di un amore cuore a metà1 Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" width="500" height="300" /></a>L&#8217;amore è doloroso perché apre la strada all&#8217;estasi. L&#8217;amore è doloroso perché trasforma:<strong> l&#8217;amore è cambiamento.</strong> Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo. Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto.<strong> Ti muoverai in un oceano mai esplorato. Non puoi usare la mente con il nuovo come facevi con il vecchio; la mente è molto abile, ma può funzionare con il vecchio, non con il nuovo: ora è assolutamente inutile.</strong></p>
<p>Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo &#8211; confortevole, sicuro &#8211; nasce il dolore. È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre. È lo stesso dolore che prova il pulcino quando esce dall&#8217;uovo. È lo stesso dolore che prova l&#8217;uccellino quando prova a volare per la prima volta.<br />
<strong>La paura dell&#8217;ignoto, l&#8217;insicurezza dell&#8217;ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.</strong><br />
Dato che la trasformazione sarà dall&#8217;essere verso uno stato di non-essere, l&#8217;agonia è profondissima. Ma non si può avere l&#8217;estasi senza passare per l&#8217;agonia. Per purificare l&#8217;oro, esso deve passare attraverso il fuoco.<br />
<strong>L&#8217;amore è fuoco</strong>.<br />
È proprio a causa del dolore che l&#8217;amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore. Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile. Soffrire per amore non è soffrire invano. Soffrire per amore è creativo: ti porta a livelli più alti di consapevolezza. Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte: continui a muoverti lungo il medesimo circolo vizioso.<br />
L&#8217;uomo senza amore è narcisista, è chiuso. Conosce solo se stesso. Ma quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l&#8217;altro? Solo l&#8217;altro può essere per lui uno specchio. Non conoscerai mai te stesso se non conosci l&#8217;altro. L&#8217;amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé. La persona che non ha conosciuto l&#8217;altro in un rapporto profondo di amore, di intensa passione, di totale estasi, non potrà nemmeno sapere chi è, perché non avrà uno specchio in cui osservare la sua immagine.<br />
<strong>La relazione è uno specchio e, più l&#8217;amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio. Ma l&#8217;amore più alto richiede che tu sia aperto. Richiede che tu sia vulnerabile.</strong> Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso. Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli. Devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L&#8217;altro può ferirti &#8211; è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L&#8217;altro può rifiutarti &#8211; è per questo che hai paura dell&#8217;amore.<br />
Il riflesso del tuo essere che scopri nell&#8217;altro potrebbe essere brutto &#8211; questa è la tua ansietà. Evita lo specchio. Ma non è che evitando lo specchio diventerai bello. Evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida.</p>
<p><strong>L&#8217;amore è un cielo, vastissimo. Essere in amore vuol dire mettere le ali. Ma naturalmente, il cielo infinito fa paura</strong>.<br />
Inoltre lasciare andare l&#8217;ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l&#8217;ego sia il nostro unico tesoro. L&#8217;abbiamo protetto, decorato, l&#8217;abbiamo lucidato in continuazione e, quando l&#8217;amore bussa alla porta, tutto ciò che ci occorre per innamorarci è mettere da parte l&#8217;ego: è doloroso, certo. <strong>È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto ciò che hai creato, questo ego orrendo, questa idea che sei separato dall&#8217;esistenza.</strong><br />
È un&#8217;idea brutta perché non è vera. È un&#8217;idea illusoria, ma la società esiste, è anzi basata proprio su questa idea che ogni persona è una persona, non una presenza.</p>
<p><strong>L&#8217;amore crea problemi; puoi evitarli, evitando l&#8217;amore. Ma quelli sono i problemi essenziali! Bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L&#8217;unico modo per andare oltre, è di passarci attraverso. L&#8217;amore è l&#8217;unica cosa che valga la pena di fare. Tutto il resto è secondario &#8211; va benissimo se è di sostegno all&#8217;amore. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l&#8217;amore è il fine. Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell&#8217;amore.</strong><br />
Se non entri nell&#8217;amore &#8211; come hanno deciso molte persone &#8211; rimani intrappolato all&#8217;interno di te stesso.Chi ama rimane vergine. Tutti gli amanti sono vergini.<br />
<strong>La gente è interessata al sesso, perché il sesso non è pericoloso.È il fenomeno di un momento, non occorre coinvolgersi.</strong><br />
<strong>L&#8217;amore è coinvolgimento, è impegno</strong>. Non è un fenomeno del momento. Quando ha messo le radici, può durare per sempre. Può diventare un impegno che dura tutta la vita. L&#8217;amore ha bisogno di intimità; solo quando c&#8217;è intimità, l&#8217;altro diventa uno specchio. Quando ti incontri con una donna o un uomo a livello sessuale, in realtà non vi incontrate affatto, avete evitato l&#8217;anima dell&#8217;altra persona. Tu ne hai usato il corpo e sei fuggito, e anche l&#8217;altro ha usato il tuo corpo ed è fuggito. Non siete diventati abbastanza intimi da poter rivelare all&#8217;altro il vostro volto originario.<br />
<strong>È doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere. Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché grazie alla sofferenza arriva una grande estasi. Sì, c&#8217;è agonia, ma da questa agonia nasce l&#8217;estasi.</strong><br />
Tratto da un bell&#8217;articolo di OSHO</p>
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<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Se ti Ferisce non è Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se_ti_ferisce_non-amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/se-ti-ferisce.jpg" alt="se ti ferisce Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" width="105" height="160" title="Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" /></a></td>
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<div><a class="autore" title="Chuck Spezzano" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_chuck_spezzano.php?pn=1218" target="_blank">Chuck Spezzano</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Se ti Ferisce non è Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se_ti_ferisce_non-amore.php?pn=1218" target="_blank">Se ti Ferisce non è Amore</a></div>
<div><a title="Essere Felici Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_essere_felici.php?pn=1218" target="_blank">Essere Felici Edizioni</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_5.gif" alt="rating 5 Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!"  title="Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" /></p>
<div><a title="Se ti Ferisce non è Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se_ti_ferisce_non-amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!"  title="Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" /></a></div>
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<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Quando l'Amore Chiama, Seguilo" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando_lamore_chiama_seguilo.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/q/quando-amore-chiama-seguilo.gif" alt="quando amore chiama seguilo Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" width="104" height="160" title="Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Kahlil Gibran" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_kahlil_gibran.php?pn=1218" target="_blank">Kahlil Gibran</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Quando l'Amore Chiama, Seguilo" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando_lamore_chiama_seguilo.php?pn=1218" target="_blank">Quando l&#8217;Amore Chiama, Seguilo</a></div>
<div><a title="Piemme Bestseller" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_piemme-bestseller.php?pn=1218" target="_blank">Piemme Bestseller</a></div>
<div><a title="Quando l'Amore Chiama, Seguilo" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando_lamore_chiama_seguilo.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!"  title="Perchè diciamo che lamore fa soffrire!!!!" /></a></div>
</td>
</tr>
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		<title>La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 14:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<div id="autore-articolo">
<p> <a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1753" title="Coppia a letto di spalle" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle.jpg" alt="Coppia a letto di spalle La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" width="400" height="300" /></a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come e perché si arriva alla mancanza di desiderio, le fasi della coppia e come influisce il modello dei genitori sul tipo di relazione che viene costruita.</p>
<p>Nella mia esperienza clinica la ragione del calo del desiderio ha varie origini e provoca differenti conseguenze, è importante quindi poterla considerare nella sua complessità e non banalizzarla come spesso sento e leggo.</p>
<p>La mia intenzione in questo articolo è poter aiutare la coppia ad allearsi nell’affrontare questa problematica e trovare soluzioni favorevoli al benessere della coppia stessa.</p>
<p>Parto da una premessa: conosciamo il naturale sviluppo di una coppia? Accettiamo il fatto che la coppia non è un’entità statica ma è in continuo movimento? Consideriamo gli eventi che portano ai cambiamenti nella coppia?</p>
<p>O preferiamo tenere come modello di coppia quella proposta dai film o quella che abbiamo visto nei nostri genitori?</p>
<p>Mi sento di fare queste domande un po’ provocatorie perché vedo ogni giorno nel lavoro clinico con le coppie quanta inconsapevolezza ancora oggi ci sia.</p>
<p>Prima di addentrarci quindi nella tematica specifica della mancanza di desiderio permettetemi una breve digressione che darà senso a quanto dirò più avanti.</p>
<h4>Le fasi della coppia</h4>
<p>Senza entrare in un tema immenso del perché ci si innamora di una persona piuttosto che di un’altra, prendiamo semplicemente atto che ci innamoriamo.</p>
<p>L’innamoramento è uno stato molto strano, è una dimensione molto particolare; quando siamo innamorati siamo un po’ “pazzi”: pensiamo davvero che quello che abbiamo incontrato sia il migliore, il più bello, la più bella, il più intelligente, il più accogliente, il più caro, il più sicuro, colui al quale ci si può affidare senza timore.</p>
<p>Sogniamo, coloriamo la realtà con le nostre attese.</p>
<p>Diventiamo parzialmente ciechi poiché la spinta della passione, dell’attrazione, della componente ormonale, offusca la nostra capacità di vedere davvero l’altro nella sua totalità.</p>
<p>Il tempo di durata dell’innamoramento, varia da coppia a coppia ma la condizione normale, naturale, è quella per cui l’innamoramento piano piano si attenua e deve prendere spazio qualcosa di nuovo e di diverso.</p>
<p>Questo è un momento di passaggio molto delicato, qui molte coppie decidono di separarsi, non sopportano la perdita dello stato estatico dell’innamoramento, e tanti tra noi pensano di non amare più l’altro perché hanno smesso di pensare solo a lui/lei, perché la realtà ha tolto il velo dell’illusione.</p>
<p>Sì, nell’innamoramento siamo in un’illusione: il mio partner è esattamente come lo voglio io, è perfetto!</p>
<p>E poi ci svegliamo, fatalmente ogni partner della coppia si delude e prendiamo atto che ci troviamo di fronte un essere umano con una serie numerosa di difetti, che non ci sa ascoltare, che vuole sempre avere ragione, che non c’è mai quando abbiamo bisogno, che non sa cucinare, che è rude e poco affettuoso, e così via.</p>
<p>In termini tecnici, siamo entrati nella fase della delusione.</p>
<p>Spesso in questa fase cade anche il desiderio sessuale insieme all’idealizzazione, ma ne parliamo più avanti.</p>
<p>Quello che ora mi preme dire è che la delusione è una fase necessaria, non è necessariamente la fine di un rapporto.</p>
<p>La delusione ci riporta coi piedi a terra, ci permette di vedere l’altro anche negli aspetti prima trascurati, ci permette di farci delle domande che quando si è innamorati non ci poniamo neppure, del tipo: amo questa persona?</p>
<p>Ci sto davvero bene insieme? Potrei sopravvivere senza di lei? La stimo? Condividiamo gli stessi valori?</p>
<p>Se a queste domande (e a molte altre) si risponde di sì, e spesso non ci si accorge nemmeno di essersele fatte, dalla delusione una persona può passare alla disillusione: “Il mio compagno la mia compagna quanti difetti ha, quanti limiti!”</p>
<p>Sono disilluso, cioè prendo atto, uscendo dalla delusione, che insieme agli aspetti positivi che ci sono, che tengono in piedi la relazione, che ne fanno vedere il bene, ci sono aspetti negativi di cui prendere coscienza; aspetti negativi che però non danneggiano la relazione, ma la colorano di umanità, la rendono più reale.</p>
<p><strong>Essere disillusi ha il vantaggio di poter conservare gli aspetti di positività e farli convivere con gli aspetti di negatività, rende la coppia matura e in grado di confrontarsi con la realtà, mette la coppia nello stato di poter compiere nuovi passi, nel riconfermare giorno per giorno la scelta di stare insieme</strong>.</p>
<p>In sintesi: dall’innamoramento alla coppia matura il viaggio è lungo e non senza ostacoli.</p>
<p>Ogni persona deve saper reggere la delusione per poter disilludersi e vedere l’altro per ciò che è.</p>
<p>È importante sottolineare che la disillusione non è rassegnazione: la rassegnazione porta ad una passività frustrata.</p>
<p>La disillusione invece, ci fa vedere la vita in modo reale e ci mette nella condizione di appoggiarci sulle cose positive per meglio affrontare quelle che non vanno bene e modificarle insieme.</p>
<h4>Il desiderio e la sua mancanza</h4>
<p>È ovvio pensare che nella fase di innamoramento la sessualità è molto vivace e il desiderio molto alto e, a meno che ci siano problematiche particolari, le cose vanno proprio così.</p>
<p>L’altro è il soggetto delle nostre fantasie, desideriamo passare il tempo solo con lui/lei, ci manca quando non c’è; lo pensiamo sempre – a volte anche a scapito di altre nostre occupazioni – l’attrazione è fortissima e vogliamo solo fare l’amore, appena è davanti a noi lo desideriamo, ci eccitiamo e così via.</p>
<p>Lo abbiamo tutti sperimentato: dopamina in circolo, attrazione alle stelle, è proprio un bel sentimento davvero!</p>
<p>E dopo un po’ di tempo? Dopo che conosci il tuo partner bene? Dopo che ci passi tanto tempo insieme?</p>
<p>L’attrazione agisce quando vi è distanza, quando la distanza si annulla anche la forza attrattiva non agisce, una semplice legge della fisica.</p>
<p>Partiamo da questa considerazione perché dal mio punto di vista è importante sapere che stando insieme si abbassa l’attrazione e non perché non ci piacciamo più o non ci soddisfiamo ma per il naturale evolvere delle cose.</p>
<p>Nella vita di coppia, mano a mano che andiamo avanti, si aggiungono tante altre componenti che acquisiscono valore e occupano spazio: pensate al mettere su casa, alla venuta dei bambini, ma anche alla vicinanza affettiva, alla complicità tra i partner che si sviluppa sempre più, all’affrontare problemi e così via.</p>
<p>Cosa sto dicendo, che dobbiamo metterci l’anima in pace?</p>
<p>Assolutamente no, credo però che se non consideriamo questo aspetto del desiderio, non possiamo affrontare la problematica nella giusta prospettiva e pensare alle giuste soluzioni.</p>
<p>Vi propongo ora vari scenari di mancanza del desiderio per poter essere più specifici e più chiari.</p>
<h4>La coppia simbiotica</h4>
<p>Un saggio di nome Kahlil Gibran scrisse parlando della coppia e dell’amore: “ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poichè il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”</p>
<p>In queste parole vi è la base dell’attrazione: insieme nella costruzione, nel portare avanti la stessa visione di vita, nel supporto e nel sostegno, e distanti, individui autonomi, che mantengono la propria individualità, che hanno spazi differenziati, che possano ancora incontrarsi proprio perché sono distanti.</p>
<p>Per la coppia simbiotica questa dimensione non esiste.</p>
<p>Questo tipo di coppia la riconosci facilmente: fanno tutto insieme, hanno gli stessi interessi, le stesse opinioni, gli stessi valori, quasi mai si scontrano perché è inimmaginabile pensarla in modo differente, non possono nemmeno pensare di poter vivere senza l’altro.</p>
<p>Gli spazi individuali si annullano via via che il tempo procede, nel loro spazio difficilmente entra linfa nuova, aria fresca, sempre e solo IO e TE.</p>
<p>All’inizio questa simbiosi genere molta relazione sessuale ma col tempo questa indifferenziazione annulla il bisogno, il desiderio di fondersi nell’altro: lo sono già tutto il tempo ed è per loro molto confortevole, stanno bene.</p>
<p>Il prezzo da pagare è la propria autonomia, la propria individualità, il proprio spazio.</p>
<p>Questa modalità di stare insieme copre dei bisogni primari che l’individuo non ha riempito e crede di non poter colmare da solo.</p>
<p>Perché? Perché prima di essere partner di una coppia, l’individuo è individuo.</p>
<p><strong>Tanto del nostro vissuto di adulti si forma nella prima fase della nostra vita: i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre idee del mondo, le nostre idee sull’amore e sulla coppia nascono in quel tempo.</strong></p>
<p>E sempre in quel tempo, si creano anche le strutture deficitarie.</p>
<p>Questa premessa varrà ovviamente per tutti gli scenari che andremo ad esplorare, ma per ora mi focalizzo sulla coppia simbiotica.</p>
<p>Cosa può essere l’esperienza remota di adulti che trovano nella simbiosi la loro forma d’amore?</p>
<p>È chiaro che non potrò essere esaustiva: l’indicazione che posso dare è la ricerca diretta, e in prima persona, delle cause; ciò che qui offro sono solo spunti di riflessione.</p>
<p>La possibilità più diretta è aver visto la coppia dei propri genitori funzionare così; se questo è il vostro caso, sappiate che a livelli profondi vi portate dentro questa immagine che volente o nolente condiziona il vostro vissuto di oggi: solo se simbiotica una coppia è una coppia di amore.</p>
<p>Di solito i bambini nati da una coppia simbiotica si sentono tagliati fuori da quel grande amore, vivono una situazione di separazione, esclusione, rifiuto.</p>
<p>La dose di amore che i genitori normalmente riversano sui figli, a questi bambini è negata, o perlomeno è inferiore al bisogno.</p>
<p>Stando così le cose, il bambino sperimenta un grande vuoto che “pensa” sarà possibile riempire solo incontrando l’anima gemella.</p>
<p>L’altro grande scenario si verifica se il genitore non rompe piano piano la simbiosi col bambino.</p>
<p>Bimbi che sperimentano l’amore solo nella relazione esclusiva, profonda col genitore, andranno alla ricerca della stessa forma una volta adulti.</p>
<p>Per dare un esempio: una madre che vive solo per il figlio, che lo innalza a “senso della vita”, che trova in lui la soddisfazione che forse le manca col marito, non aiuta il bimbo a separarsi da lei; in più spesso il padre è assente e non adempie al suo compito di aiutare il bambino a individuarsi.</p>
<p>Questa separazione la devono portare avanti gli adulti, perché il bambino nella simbiosi sta bene, ha tutto quello che desidera, tutti i suoi bisogni primari sono soddisfatti, e da adulto cercherà la stessa “cuccia” confortevole a scapito della propria adultità.</p>
<h4>La coppia accuditiva</h4>
<p>Essere accuditi, accudire, sostenersi, anche questi sono bisogni primari dell’uomo e della donna.</p>
<p>Quando questi aspetti nella vita di una coppia prendono il sopravvento, può succedere che il desiderio sessuale cali senza drammi.</p>
<p>È un’esperienza comune a molte coppie, soprattutto in quelle in cui entrambi i partner hanno avuto un’infanzia in cui hanno sentito la mancanza di cure parentali, in cui non hanno percepito abbastanza amore, sufficiente accudimento e così, una volta adulti, cercano e offrono ciò che è mancato.</p>
<p>Questo scenario è il più tipico, può però anche succedere il contrario: la forma di amore sperimentata nell’infanzia era solo quella della cura e nei nostri circuiti cerebrali è “il prendersi cura e l’essere curati” la sola forma di amore riconosciuta.</p>
<p>Nella coppia questa dimensione è importante ma se diventa la matrice principale promuove una sorta di inibizione sessuale.</p>
<p>Il prendersi cura e l’essere accudito caratterizzano la relazione adulto/bambino, relazione nella quale ogni impulso sessuale viene annullato.</p>
<p>Nella coppia accuditiva quindi, al sesso si sostituisce la tenerezza, all’erotismo l’affettività.</p>
<p>In questo modo i partner trovano una gratificazione profonda, una gratificazione però che annulla il loro essere adulti, il loro essere davvero una coppia.</p>
<p>E soprattutto, la gratificazione sperimentata è illusoria perché non rispecchia il vissuto del momento ma colma bisogni infantili e crea dipendenza dall’altro.</p>
<h4>La coppia preoccupata</h4>
<p>Non è difficile in questi tempi essere preoccupati per qualche cosa, la vita ci offre molti motivi per esserlo.</p>
<p>La preoccupazione di per sé non è nulla di male, può semplicemente allertarci su possibili pericoli e renderci pronti a dare risposte adeguate.</p>
<p>Ma quando il preoccuparsi è uno stile di vita, dobbiamo iniziare a preoccuparci della nostra preoccupazione.</p>
<p>La preoccupazione innesca meccanismi neuronali e ormonali di risposta al pericolo che inibiscono ogni altro impulso, incluso quello sessuale.</p>
<p>Quando si è costantemente in allerta non vi è possibilità di rilassarsi, di distogliere la mente dalle preoccupazioni, di creare uno spazio tra i partner dove il piacere possa sgorgare.</p>
<p>Lo stile di vita preoccupato si forma nella prima infanzia, può basarsi sulla semplice assimilazione del comportamento genitoriale o anche sul vissuto del bambino di non essere protetto a sufficienza e quindi di essere in pericolo di fronte alla vita.</p>
<p>Per queste persone è davvero difficile sentirsi al sicuro, potersi fidare di un altro da sé, poter abbandonarsi e non pensare.</p>
<p>La ripercussione sulla vita di coppia è importante: non ci si fida nemmeno della persona scelta come partner d’amore, nella coppia non si riesce a trovare un luogo di ristoro e sicurezza, spesso ci si preoccupa anche dell’altro, di cosa potrebbe fare o di cosa potrebbe accadere.</p>
<p>Se poi il partner è simile a noi nella dinamica preoccupata – cosa che molto spesso accade – questa dimensione prende il sopravvento su tutto, e addio alla sessualità.</p>
<p>Guardare e cercare di risolvere questa situazione è necessario e non solo per il benessere della coppia ma anche per il singolo individuo: vivere in uno stato di preoccupazione costante è rischioso per la salute oltre che per lo scarso piacere che viene concesso alla propria vita.</p>
<h4>La coppia umiliante</h4>
<p>Oltre a sentirsi amata, una persona ha bisogno di sentirsi stimata.</p>
<p><strong>Amore e stima sono presupposti indispensabili per una sana relazione di coppia.</strong></p>
<p>In effetti, l’investimento sessuale, non solo quello affettivo, si base sulla stima, sempre.</p>
<p>Accanto all’attrazione deve esserci anche ammirazione e fiducia verso l’altro in quanto individuo.</p>
<p>Fare l’amore, provare piacere significa abbandonarsi, lasciarsi andare in modo totale, perdersi nell’altro.</p>
<p>Se sentiamo che il nostro partner non ci apprezza, o ci delude o ancora di più, il nostro partner ci ferisce e ci umilia con critiche e frasi sprezzanti, sarà poi difficile abbandonarsi a lui.</p>
<p>Può capitare l’inverso, cioè essere noi a non stimare e apprezzare il nostro partner per ciò che è e umiliarlo, anche in questo caso il desiderio viene a mancare: privato da quella componente indispensabile che è la stima reciproca, il desiderio scompare anche se il rapporto di coppia viene portato avanti.</p>
<p>Ci sarebbe da aprire un universo su questo tema ma per non allontanarci troppo dall’argomento di questo articolo, segnalo solo l’importanza di approfondire le dinamiche che tengono i partner in relazioni basate sulla disistima: capire perché ci si lascia trattare in quel modo; comprendere perché si è così sprezzanti; esplorare le dinamiche che stanno alla base di coppie “sadiche” e spesso violente.</p>
<p>Senza un adeguato rispetto di sé è quasi inimmaginabile potersi rapportare all’altro in maniera costruttiva, sana, fiduciosa.</p>
<p>Il disprezzo di noi ci tiene legati in relazioni che fanno male, ci fa sentire di non meritare altro, ci impedisce di apprezzare ciò che è altro da noi.</p>
<h4>La coppia conflittuale</h4>
<p>“L’amore non è bello se non è litigarello”, ritornello che si sente spesso ma che vero non è.</p>
<p>Al di là della fase di innamoramento più strutturalmente passionale dove con l’adrenalina scatenata dal litigio si attivano reazioni chimiche che risvegliano il desiderio sessuale, nelle altre fasi della coppia la conflittualità non aiuta una sana relazione sessuale.</p>
<p>Senza stare a ripetermi: ciò che trovate scritto nel paragrafo dedicato alla coppia umiliante, è spesso l’esperienza che si ritrova anche nella coppia conflittuale: una caduta di stima e il sentirsi in parti opposte della barricata.</p>
<p>Il conflitto di per sé è parte integrante di un rapporto di coppia, siamo individui distinti, con idee nostre, con visioni della vita a volte differenti, siamo individui insomma.</p>
<p>La cosa importante è saper gestire il conflitto e non cadere in una modalità di relazione conflittuale: se il conflitto fa da padrone non vi è lo spazio sicuro dove una buona sessualità può manifestarsi.</p>
<p>Tra l’altro, in questa tipologia di coppia più che in altre, si evidenzia la differenza con cui il maschile e il femminile si rapportano al sesso.</p>
<p>“… negli esseri umani i circuiti maschili dell’amore ricevono un impulso supplementare quando i livelli di stress sono alti. Dopo un’intensa prova fisica, per esempio, i maschi con più probabilità avranno rapporti sessuali con la prima donna ber disposta su cui poseranno lo sguardo… Al contrario, le donne sotto tensione respingeranno avances o espressioni di affetto e desiderio.”</p>
<p>E ancora “Per provare soddisfazione in un rapporto sessuale, una donna ha bisogno di trovarsi nello stato d’animo giusto. Prima di fare l’amore, tra i partner deve instaurarsi un’atmosfera di tranquillità e armonia, lontana da ogni sorta di irritazione: la collera è una delle cause più comuni dei problemi sessuali.</p>
<p>Molti terapisti del sesso sostengono che <strong>per le donne tutto quanto è accaduto nelle ventiquattr’ore che precedono la penetrazione finisce col fare parte dei preliminari; per gli uomini, solo quanto accade nei tre minuti precedenti</strong>.</p>
<p>Cari uomini, ricordate che fiori, cioccolatini e paroline dolci danno sempre buoni risultati per sbollire la collera della vostra donna e garantire a voi del buon sesso.</p>
<p>E voi donne, dite ai vostri uomini di pensarci due volte prima di criticarvi o cominciare una discussione se desiderano trascorrere una notte di sesso sfrenato.</p>
<p>Potrebbero infatti dover aspettare ventiquattr’ore prima di trovarvi ben disposte.”</p>
<p>Il cervello delle donne, Louann Brizendine</p>
<h4>La coppia non progettuale</h4>
<p>Vi ricordate la citazione riportata nella coppia simbiotica?</p>
<p>“Ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poi che il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”</p>
<p>Nella coppia dove viene a mancare la progettualità, i partner si trovano nella posizione antitetica alla coppia simbiotica: troppo distanti per reggere un tempio, troppo distanti perché la forza di attrazione possa operare.</p>
<p>In una coppia dove manca un progetto di vita, il desiderio sparisce, soprattutto nel partner che vuole “costruire”.</p>
<p>Ci unisce l’amore, ma non solo; noi siamo anche il retaggio del nostro passato antropologico, noi siamo anche tutte le reazioni chimiche che accadono dentro di noi.</p>
<p>Le emozioni si intrecciano con la biologia.</p>
<p>Il desiderio nel suo significato primario ha una funzione precisa nella preservazione della specie: due individui di sesso diverso si incontrano per dare vita a un terzo individuo.</p>
<p>Sembra strano in questi tempi dove il sesso si è staccato da finalità riproduttive, e invece no: nella sessualità questo istinto c’è ancora e dobbiamo esserne coscienti.</p>
<p>In più, il desiderio sessuale in un’accezione più ampia significa staccarci dalla nostra infanzia, andare incontro al nostro futuro, costruire.</p>
<p>Se nella coppia viene meno la progettualità, il volere comune di costruire qualcosa, il sintomo è spesso l’astinenza sessuale come non accettazione di una sessualità fine a se stessa.</p>
<p>La costruzione non significa necessariamente mettere al mondo un figlio, ma può tradursi in altri progetti in grado di smuovere la staticità della non progettualità.</p>
<p>Cosa può stare alla base di una coppia non progettuale?</p>
<p>Spesso il desiderio di rimanere nella dimensione infantile; spesso il non volersi assumere responsabilità; spesso la paura di perdere la propria libertà; spesso la paura di non essere all’altezza di essere davvero maturi e in grado di progettare il proprio futuro.</p>
<p>Tutte situazioni che devono essere guardate e risolte a livello individuale se vogliamo dare respiro e futuro alla relazione a due.</p>
<h4>La coppia stanca</h4>
<p>Ho deciso di dedicare qualche riga a questa tipologia di coppia perché credo essere di più facile gestione e, dalla mia esperienza clinica, è anche la situazione che con più frequenza si manifesta nella coppia sana, nella coppia cioè dove non vi siano importanti disturbi della modalità relazionale.</p>
<p>C’è tanto nella vita di una coppia matura: lavoro, figli, problemi&#8230; ci vogliamo mettere anche il sesso?</p>
<p>Se il calo di desiderio sessuale è solo imputabile alla stanchezza, la coppia ha buone possibilità di ritrovare il proprio appagamento sessuale; se dietro la stanchezza si nascondono altre cause, le cose si fanno più ardue ma per questa eventualità leggete le altre tipologie.</p>
<p>Allora, che si fa? Serve che la coppia si allei nel trovare spazi di rigenerazione, nel trovare momenti da dedicarsi appieno.</p>
<p>È necessario ristabilire le priorità e includervi la soddisfazione sessuale.</p>
<p>Vi sembra un discorso un po’ strategico e poco spontaneo?</p>
<p>In effetti lo è!</p>
<p>Se, presi come siamo presi dalla vita, ci accontentiamo di fare l’amore solo nei rari momenti in cui ci partono in modo spontaneo gli ormoni – sappiate che la tempesta ormonale dell’innamoramento dura dai sei agli otto mesi – la nostra attività sessuale può ridursi quasi a zero.</p>
<p>E come per la fame – meno si mangia meno si sentono i morsi della fame – anche per il sesso funziona la stessa equazione: meno sesso si fa, meno voglia abbiamo.</p>
<p>Per il benessere della coppia ma anche per il benessere personale è necessario fare l’amore: facendo l’amore il nostro organismo rilascia una serie di sostanze che ci portano uno stato di piacere interno, di appagamento, di soddisfazione.</p>
<p>Sapete bene come ci si sente dopo aver fatto l’amore in modo soddisfacente: rilassati, di buon umore, ci si sente anche più belli e desiderabili.</p>
<p>Da questo stato di abbondanza si affrontano tutte le situazioni in un modo più pacato e adeguato.</p>
<p><strong>Nel fare l’amore recuperiamo energia e buon umore. Col fare l’amore si rinnova la vicinanza e la complicità col nostro partner</strong>.</p>
<p>Ma allora, perché non lo si fa?</p>
<p>Quando propongo alle coppie in terapia di darsi degli appuntamenti per fare l’amore, la reazione è più o meno sempre la stessa: se non c’è un desiderio spontaneo diventa un dovere, non è più bello, non è genuino, anche il fare sesso diventa uno dei duri compiti della giornata.</p>
<p>Peccato che il desiderio spontaneo è pia illusione nella fase matura di una relazione.</p>
<h4>In conclusione</h4>
<p>Dopo questa parziale panoramica, voglio concludere riprendendo il discorso iniziale.</p>
<p>Due sono le cose importanti per il benessere della coppia: uno, ogni partner deve lavorare sul proprio carattere per uscire da meccanismi automatici che rendono limitata l’esperienza di essere adulto nelle coppia; due, è importante che la coppia sia consapevole della naturale evoluzione della relazione.</p>
<p><strong>Se siamo coscienti che dopo il primo periodo di passione deve prendere il posto una relazione adulta e volitiva, allora darsi degli appuntamenti amorosi, viversi l’attesa, decidere quando fare sesso e regalarsi del tempo esclusivo, può diventare un gioco divertente, un modo di essere complici</strong>.</p>
<p>La possibilità di ringiovanire la coppia giorno per giorno e, soprattutto, di riaccendere il desiderio.</p>
<p>Daniela Wenger Uslenghi</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="L'Intelligenza Erotica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-intelligenza-erotica.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/i/intelligenza-erotica-eco.jpg" alt="intelligenza erotica eco La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" width="101" height="160" title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Esther Perel" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_esther_perel.php?pn=1218" target="_blank">Esther Perel</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="L'Intelligenza Erotica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-intelligenza-erotica.php?pn=1218" target="_blank">L&#8217;Intelligenza Erotica</a></div>
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</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Sesso e Intimità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sesso-intimita.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/sesso-intimita.jpg" alt="sesso intimita La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" width="100" height="160" title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></td>
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<div><a class="autore" title="Krishnananda" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_krishnananda.php?pn=1218" target="_blank">Krishnananda</a>, <a class="autore" title="Amana" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_amana.php?pn=1218" target="_blank">Amana</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Sesso e Intimità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sesso-intimita.php?pn=1218" target="_blank">Sesso e Intimità</a></div>
<div><a title="Feltrinelli" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_feltrinelli.php?pn=1218" target="_blank">Feltrinelli</a></div>
<div><a title="Sesso e Intimità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sesso-intimita.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni"  title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></div>
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		<title>Perchè viviamo l&#8217;abbandono?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:52:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Perchè viviamo l&#8217;abbandono? perchè ci sono momenti in cui basta così poco per farci sentire insicuri? cosa scatta dentro di noi? e soprattutto, perchè attribuiamo agli altri la responsabilità di un vissuto di abbandono?</span></span></span></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/abbandono.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1638" title="abbandono" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/abbandono.jpg" alt="abbandono Perchè viviamo labbandono?" width="320" height="320" /></a><a name="132ba12f12900f14_132b9e359cee27d5_BLOGGER_PHOTO_ID_5556173688329375266"></a></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333; font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;"><strong>L’abbandono</strong></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Mandiamo a monte rapporti, amicizie, famiglia e relazioni per l’abbandono. Ci viviamo questo disagio come se fosse una situazione importantissima. Perchè ciò accade?</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">E soprattutto perchè questo accade a noi adulti??… dovremmo aver superato da tempo la paura di perdere le persone care, la paura di venire abbandonati, la paura di non valere abbastanza agli occhi di un’altra persona sia essa compagna/o, amica, sorella o madre.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">L’abbandono e la paura dell’abbandono riguardano l’infanzia. Il bambino teme l’abbandono perchè la sua vita dipende dalla madre, l’essere umano emotivamente più vicino e capace di salvaguardarne l’esistenza, con cibo, acqua e affetto.</span></span></span></strong></p>
<p align="CENTER"><a name="132ba12f12900f14_132b9e359cee27d5_BLOGGER_PHOTO_ID_5556173687520003778"></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Ma da adulti cosa ci fa sentire come se fossimo creature indifese?</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Razionalmente questa situazione non esiste. Razionalmente ognuno di noi sa di essere indipendente, e di poter garantire a se stesso la propria incolumità. Allora quali altri fattori entrano in gioco?</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">La conferma. Di essere importante per qualcuno, di essere indispensabili a qualcuno, di sapere che – così come noi dipendiamo emotivamente da questa persona – esiste nel mondo qualcuno che dipende emotivamente da noi. Ci fa sentire importanti, ci fa stare bene, ci conferma appunto di avere un ruolo di rilievo nella vita delle persone che amiamo.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Non so dire se questo sia un bene o un male</strong>.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Sicuramente ci crea dipendenza, e la dipendenza di per se non è mai qualcosa di positivo, perchè crea automaticamente insicurezza e paura, ci crea dei bisogni fasulli e ci fa sentire vulnerabili. La paura dell’abbandono ci fa sentire vulnerabili e dipendenti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Chi di noi in fondo non è stato mai abbandonato? Da una moglie, da un marito, da un compagno che ci aveva promesso amore eterno, dall’amico del cuore e spesso dalla famiglia. Il più delle volte veniamo abbandonati senza una vera ragione, senza un motivo valido, senza una spiegazione immediata e ci comportiamo come se il mondo ci crollasse addosso, si chiude una relazione e noi non riusciamo a sollevarci, ma cadiamo sempre più giù, diventiamo tristi, dubitiamo di noi stessi e siamo certi di non meritare un destino di gioia e felicità. Ma ovviamente non è una cosa reale. E’ solo una sensazione data dalla paura. Paura di non essere adeguati, paura di non essere all’altezza, paura di non essere abbastanza forti.</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Come fare per superare tutto questo?</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Credo che la vera soluzione al problema sia rendersi conto di essere unici. Non solo nel senso dell’unicità, ma più che altro nel senso della individualità. Rendiamoci conto che qualunque legame noi stabiliamo all’esterno di noi, quello più forte e che ci tiene ben ancorati su questa terra è il legame che stabiliamo con noi stessi. Sono le certezze che ci rendono stabili. E ovviamente non mi riferisco alle certezze materiali.<strong> Sono le certezze di una individualità che ci fanno stare in piedi da soli, senza bisogno di punti di appoggio, senza una relazione stampella per tirarci su e per sostenerci. Le certezze di una indipendenza mentale, della capacità di organizzare la propria vita e le proprie giornate indipendentemente dall’amico, dal fidanzato o dalla famiglia</strong>. La certezza di poter trascorrere le giornate da soli e avere sempre qualcosa da fare, senza annoiarsi, senza ripiegare su un supporto esterno. Questo è essere adulti, indipendenti, questo è reggersi sulle proprie gambe. Se si è in grado di fare questo, allora si sarà in grado di costruire una relazione adulta, non una basata sul ricatto emotivo e sulla dipendenza. Ci si incontra come individui ognuno dotato del proprio zainetto di esperienza e si decide, autonomamente, di mettere a disposizione dell’altro il contenuto dello zainetto. Di condividere le esperienze, di condividere le emozioni, di condividere la propria individualità. Questa è una relazione adulta, quella dove non ci si appoggia all’altro, ma semplicemente si cammina uno accanto all’altro, ci si aspetta lungo il cammino, si parla quando si incontrano delle difficoltà, si condividono i momenti belli e quelli brutti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Quando saremo in grado di costruire la nostra individualità, allora saremo in grado di condividerla con un altro individuo per costruire una relazione vera, stabile, in grado di crescere e fortificarsi nel tempo, non una relazione dipendente di due individui che prendono l’uno dall’altro, ma una relazione in cui ognuno da e riceve dall’altro, ciascuno in base al proprio zainetto di emozioni e di esperienza&#8230;</span></span></span></strong></p>
<div><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span></div>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="La Seconda Chance in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_seconda_chance_in_amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/seconda-chance-amore.jpg" alt="seconda chance amore Perchè viviamo labbandono?" width="108" height="160" title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Sylvie Angel" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_sylvie_angel.php?pn=1218" target="_blank">Sylvie Angel</a>, <a class="autore" title="Stéphane Clerget" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_stephane_clerget.php?pn=1218" target="_blank">Stéphane Clerget</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="La Seconda Chance in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_seconda_chance_in_amore.php?pn=1218" target="_blank">La Seconda Chance in Amore</a></div>
<div><a title="Castelvecchi" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_castelvecchi.php?pn=1218" target="_blank">Castelvecchi</a></div>
<div><a title="La Seconda Chance in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_seconda_chance_in_amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè viviamo labbandono?"  title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/sull-amore.gif" alt="sull amore Perchè viviamo labbandono?" width="96" height="160" title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Paolo Crepet" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paolo_crepet.php?pn=1218" target="_blank">Paolo Crepet</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218" target="_blank">Sull&#8217;Amore</a></div>
<div><a title="Einaudi" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_einaudi.php?pn=1218" target="_blank">Einaudi</a></div>
<div><a title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè viviamo labbandono?"  title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Come avere una buona relazione se oggi sono single</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:36:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-standard.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1585" title="coppia standard" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-standard.jpg" alt="coppia standard Come avere una buona relazione se oggi sono single" width="239" height="211" /></a>Perchè vivere una relazione felice,autentica e duratura sta diventando sempre più difficile? La verità è che non sappiamo come fare&#8230; mi sento di dire, senza timore di smentita che purtroppo non ci è stato insegnato. Sappiamo tutto sulle regole sociali, su cosa è giusto fare o non fare, su come ci si deve comportare per non litigare e tenere unita una famiglia ma non ci hanno insegnato che si ama con il cuore; quello che abbiamo appreso è tutto frutto di mente e razionalità, la verità è che dobbiamo amare prima di tutto noi stessi, dobbiamo essere il nostro primo amore. <strong>A questo punto sono sicura che mi fareste, perchè sorge spontanea, la domanda “ Ma chi ci doveva insegnare? “ In questo articolo preferisco non dirlo, non lo reputo importante, preferisco focalizzarmi sulla consapevolezza e andare verso nuove conoscenze per ovviare a questa carenza.</strong></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">Potrebbe essere un problema non capire bene come si svolge una relazione ideale perché gli esempi sono sempre più scarsi. I nostri genitori formavano una “coppia ideale”? I nostri amici o famigliari ci mostrano relazioni felici e durature? La società ci aiuta a capire cosa ci vuole per costruire relazioni autentiche? Purtroppo la risposta a tutte queste domande è quasi sempre negativa.</span></span></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">Non ci hanno insegnato come comunicare le nostre esigenze e necessità senza offendere l’ascoltatore, e neppure come ascoltare gli altri. Non ci hanno insegnato come l’onestà e l’impegno sono gli ingredienti primari di qualsiasi relazione. Spesso non ci conosciamo abbastanza bene per sapere quello che vogliamo e quello che siamo pronti a compromettere per avere una relazione funzionale e felice.</span></span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">Se siete single e alla ricerca di un partner ideale, bisogna essere pronti e consapevoli di quello che si vuole dalla propria vita. Quali sono i nostri sogni, sentimenti, esigenze, necessità e scelte? qual’è il proprio proposito nella vita , quali sono i fattori non-negoziabili che ci devono essere affinché una relazione possa essere stabile e funzionale (onestà, fedeltà,valori) Questi sono diversi per ognuno di noi, ma sono talmente importanti che sono irrisolvibili; non possono svanire col tempo. E’ importantissimo che ognuno riconosca le proprie esigenze non- negoziabili prima di vivere una relazione. Nessuna relazione può funzionare a lungo senza onorare questi fattori non-negoziabili.</span></span></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">Le necessita all&#8217;interno della coppia sono sia funzionali che emotive :Nella prima categoria, le cose funzionali sono tipo chi fa la spesa, chi paga le bollette, chi fa i lavori domestici, chi butta la pattumiera chi porta i figli a scuola ecc..sono eventi domestici necessari per il buon funzionamento della casa. Nella seconda categoria ci sono i sentimenti, amare e sentirsi amati, fare dei gesti amorevoli verso il partner,supportarsi a vicenda nei moneti di calo emotivo,sapere che si diventa “ NOI “ nei momenti duri, non voler cambiare a tutti i costi l&#8217;altro,rispettare le diversità caratteriali, solo cosi si può stare insieme tutta la vita. La formula magica è SCEGLIERSI TUTTI I GIORNI come compagni.</span></span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">Dopo vengono le voglie, che portano piacere e gioie nella vita. E’ “la ciliegina sulla torta”, ben sostituibile, cambiabile e transitoria. Come le vacanze, una buona cena a lume di candele, una passeggiata insieme…</span></span></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">Ai single di oggi mi sento di dire che bisogna essere pronti per accogliere una relazione autentica che possa avere un buon esito. Volerla non basta. Bisogna risolvere qualsiasi tipo di problema che si ha, con se stessi o con gli altri, e poi conoscersi a </span></span>fondo, prima di offrirsi per una relazione importante. Bisogna sentirsi pronti in ogni senso</strong>.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-abbracciati-divano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1589" title="coppia abbracciati divano" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-abbracciati-divano.jpg" alt="coppia abbracciati divano Come avere una buona relazione se oggi sono single" width="170" height="112" /></a></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">I 10 principi per iniziare a conoscere gli altri sono:</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">1.      Conoscere chi sei e sapere quello che vuoi</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">2.      Imparare come ottenere ciò che vuoi</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">3.      Essere una persona che “sceglie” ciò che vuole e ciò che fa</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">4.      Bilanciare la testa con il cuore</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">5.      Essere pronti e liberi per una relazione autentica</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">6.      Usare bene “la legge dell’attrazione”</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">7.      Informarsi sulle tecniche e le realtà delle relazioni e imparare ad essere consapevoli e abili</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">8.      Crearsi una comunità di sostegno</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">9.      Essere positivi ma assertivi</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;">10.  Essere un single di successo prima di essere un partner.</span></span></p>
<p><em><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: x-small;">Se facciamo molta attenzione a cosa proviamo e cosa sentiamo, nella nostra parte più profonda, ci facilitiamo la strada per capire e per conoscerci sempre meglio e se decidete che, per fare questo bellissimo viaggio verso l&#8217;amore, avete bisogno di una guida sappiate che io ci sono e che sarò felice di essere il vostro LOVE COACH personale, nella sezione contatti trovate tutti i miei recapiti per contattarmi velocemente e non sottovalutate l&#8217;offerta delle consulenze gratuite che potete chiedere iscrivendovi alla news letter. </span></span></span></strong></em></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></span></span></strong></p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="101 Motivi per cui le Donne Ragionano con il Cervello e gli Uomini con il Pisello" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__101-motivi-per-cui-le-donne-ragionano-con-il-cervello-e-gli-uomini-con-il-pisello.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/1/101-motivi-per-cui-le-donne-ragionano-con-il-cervello-e-gli-uomini-con-il-pisello_34993.jpg" alt="101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello 34993 Come avere una buona relazione se oggi sono single" width="99" height="160" title="Come avere una buona relazione se oggi sono single" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Eva Cleis" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_eva-cleis.php?pn=1218" target="_blank">Eva Cleis</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="101 Motivi per cui le Donne Ragionano con il Cervello e gli Uomini con il Pisello" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__101-motivi-per-cui-le-donne-ragionano-con-il-cervello-e-gli-uomini-con-il-pisello.php?pn=1218" target="_blank">101 Motivi per cui le Donne Ragionano con il Cervello e gli Uomini con il Pisello</a></div>
<div><a title="Newton &amp; Compton Editori" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_newton_compton_editori.php?pn=1218" target="_blank">Newton &amp; Compton Editori</a></div>
<div><a title="101 Motivi per cui le Donne Ragionano con il Cervello e gli Uomini con il Pisello" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__101-motivi-per-cui-le-donne-ragionano-con-il-cervello-e-gli-uomini-con-il-pisello.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Come avere una buona relazione se oggi sono single"  title="Come avere una buona relazione se oggi sono single" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Perchè gli Uomini Sono Stronzi e le Donne Rompicoglioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__perche-gli-uomini-sono-stronzi-e-le-donne-rompicoglioni.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/p/perche-gli-uomini-sono-stronzi-e-le-donne-rompicoglioni_33552.jpg" alt="perche gli uomini sono stronzi e le donne rompicoglioni 33552 Come avere una buona relazione se oggi sono single" width="102" height="160" title="Come avere una buona relazione se oggi sono single" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Alberto De Martini" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alberto-de-martini.php?pn=1218" target="_blank">Alberto De Martini</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Perchè gli Uomini Sono Stronzi e le Donne Rompicoglioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__perche-gli-uomini-sono-stronzi-e-le-donne-rompicoglioni.php?pn=1218" target="_blank">Perchè gli Uomini Sono Stronzi e le Donne Rompicoglioni</a></div>
<div><a title="Mondadori" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_mondadori.php?pn=1218" target="_blank">Mondadori</a></div>
<div><a title="Perchè gli Uomini Sono Stronzi e le Donne Rompicoglioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__perche-gli-uomini-sono-stronzi-e-le-donne-rompicoglioni.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Come avere una buona relazione se oggi sono single"  title="Come avere una buona relazione se oggi sono single" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Perchè l&#8217;amore finisce?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 11:05:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span><span style="font-family: Verdana;"><strong><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/di-spalle-sul-letto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1567" title="di spalle sul letto" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/di-spalle-sul-letto.jpg" alt="di spalle sul letto Perchè lamore finisce?" width="274" height="274" /></a><br />
</strong> <strong></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><span style="color: #000000;"><span><span style="font-family: Verdana;"><strong>Una delle esperienze più difficili che spesso si sperimentano durante il corso della propria vita è  la fine di una relazione. Essa è talmente dolorosa che si teme di non riuscire a sopportarla poiché spesso è accompagnata da sentimenti di disperazione, inadeguatezza, solitudine, inutilità, mancanza di speranza. Per questo motivo, alcune volte, si preferisce non affrontare alcun tipo di cambiamento, continuando, invece, a vivere un rapporto</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span><span style="font-family: Verdana;"><strong> </strong></span></span></span><strong>insoddisfacente, sterile e frustrante, piuttosto che far fronte ai sentimenti che derivano da una separazione.</strong></p>
<p><strong>Ma perché troncare una relazione è così difficile?</strong> In generale le storie d&#8217;amore seguono un copione ben preciso: i due si innamorano, si sposano e vivono per sempre felici e contenti. Nella nostra mitologia amorosa inconscia consideriamo il matrimonio una meta, presupponiamo che i sentimenti dirompenti, esaltanti e positivi che ci fanno innamorare non cambieranno mai, che l&#8217;amore vincerà su tutto e durerà in eterno. Abbiamo accettato così ciecamente il mito dell&#8217;amore eterno che quando una relazione finisce pensiamo che ci sia qualcosa di sbagliato in noi e trascorriamo un sacco di tempo a torturarci perché non riusciamo ad accettare che forse il mito dell&#8217;eternità è sbagliato.</p>
<p>Un altro mito da sfatare è quello che vuole che le relazioni siano onnicomprensive, cioè si dà per scontato che lui o lei basti a soddisfare tutte le nostre esigenze, contiamo sul fatto di ottenere dalla persona amata compagnia e divertimento, stimoli intellettuali ed emotivi, conforto fisico ed appagamento sessuale, insomma che lei o lui sia il nostro tutto. Ed è proprio perché nutriamo aspettative tanto elevate ed esclusive verso le nostre relazioni che coliamo a picco quando queste finiscono.</p>
<p><strong>Ma allora qual è la vera ragione per cui stringiamo un rapporto? Ci si innamora per conseguire i propri obiettivi di sviluppo interiore ed esteriore. Nella vita di tutti noi vi è una cosa in particolare che cerchiamo di compiere: costruire la nostra personalità. Questo significa che cerchiamo di capire qualcosa della nostra identità e per farlo creiamo una serie di esperienze di vita che ci aiutino in questo percorso; e sono proprio le relazioni, più di qualsiasi altra esperienza che ci permettono di perseguire tali obiettivi attraverso i quali arrivare a definire noi stessi</strong>.</p>
<p>Può essere un obiettivo di cui siamo consapevoli, come quando aspiriamo a raggiungere una certa posizione sociale o a formarci una famiglia, oppure di cui siamo ignari, come quando cerchiamo di conquistarci la sicurezza emotiva. Quest&#8217; ultimo rientra negli obiettivi di sviluppo psicologico che si dividono principalmente in due categorie: quelli volti a supplire le specifiche carenze dell&#8217;infanzia e quelli che mirano a scoprire i significati emotivi della nostra infanzia. Tutti noi ci portiamo dentro la nostra infanzia che costituisce la matrice di ciò che avviene nella nostra vita di adulti. Inconsciamente recuperiamo le dinamiche emotive e i contesti che hanno caratterizzato i nostri rapporti con i genitori e li ricreiamo nelle relazioni con il partner. E&#8217; come se ricreassimo e rivedessimo il film della nostra infanzia finché non ne traiamo le lezioni che ci servono per continuare a vivere con la nostra vera identità, capaci di stabilire relazioni sane, complete, adulte. Per cui, anche se la coppia è inconsapevole dei motivi per cui la relazione funziona, molti rapporti d&#8217;amore hanno come loro ragion d&#8217;essere e come principale obiettivo il completamento del processo di maturazione.</p>
<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-crisi1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1568" title="coppia crisi" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-crisi1.jpg" alt="coppia crisi1 Perchè lamore finisce?" width="269" height="187" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Verdana;">Come Mediatore Familiare ho aiutato molte coppie a vivere consapevolmente il momento difficile della fine di un&#8217;amore e tutte indicano che,nonostante il dolore della separazione, ogni rapporto vanta ragioni buone, legittime e persino necessarie per concludersi e la sua fine coincide invariabilmente con il completamento degli obiettivi di crescita personale.</span></span></strong></p>
<p>Il processo della separazione si attua su due livelli: emotivo e inconscio. A livello emotivo spesso non capiamo che cosa è successo realmente nella nostra relazione e ci troviamo ad affrontare mille dubbi, sentimenti di confusione e rimorsi, accompagnati da un continuo rivangare il passato. Così le prime sensazioni che accompagnano la consapevolezza della fine di un rapporto riguardano, per esempio, il rifiuto della realtà perché è impensabile che un rapporto considerato eterno stia finendo; il panico, che porta ad un disperato e audace tentativo di recuperare e di salvare il rapporto; la colpevolizzazione nei propri confronti o verso il partner riguardo le cause della rottura; la paura che il dolore continuerà ad essere così grande da non riuscire più a smettere di piangere.</p>
<p><strong>“Nella nostra cultura abbiamo paura della profondità dei sentimenti, soprattutto quando tale profondità viene manifestata con le lacrime. Il nostro Io più profondo ci vuole migliori, più forti, più duri e ci consiglia di non piangere se vogliamo essere più felici e avere più successo. In un certo senso ci viene detto che il pianto non è una cosa da adulti”.</strong> Ma quando si soffre è giusto piangere e più ci si abbandona al pianto più il dolore diminuisce: soltanto piangendo tutte le lacrime, soffrendo fino in fondo, vedendo annullate tutte le proprie speranze e aspettative si è in grado di ricostruirsi daccapo. Succede sempre che arriva un momento in cui ai livelli più profondi della coscienza il carico emotivo della relazione è stato neutralizzato. Ora anziché pensare alla persona che abbiamo amato con nostalgia o rimpianto, con rabbia o risentimento, con delusione o dolore, la consideriamo semplicemente qualcuno che abbiamo conosciuto, una delle persone che abbiamo incontrato nel corso della nostra vita e ci si accorge di non essere più emotivamente coinvolti.</p>
<p>Per quanto riguarda il livello inconscio della separazione, le persone riferiscono spesso di fare sogni in cui compaiono simboli quali terremoti, maremoti, inondazioni, incendi. Praticamente l&#8217;inconscio riflette sul disastro che si sta verificando producendo in modo sufficientemente appropriato immagini che lo rappresentino. “Quando finalmente il processo di guarigione emotiva è stato completato ai livelli più profondi, è possibile percepire e considerare la persona che abbiamo amato con obiettività. L&#8217;immaginario onirico attraversa una radicale trasformazione: da un lato, le immagini riguardanti l&#8217;ex partner diminuiscono fino a scomparire, dall&#8217;altro il sogno si incentra molto di più sull&#8217;emergere dell&#8217;Io. Questo indica che la vita non è più focalizzata sulla relazione che non esiste più, ma sulla rinascita personale. In questa fase, spesso, si sognano le immagini più classiche indicanti i nuovi inizi, come la nascita di un bambino (l&#8217;Io che rinasce), germogli che spuntano dal terreno, o paesaggi e ambienti”.</p>
<p><strong>Ma cosa è possibile fare “concretamente” per superare la fine di una relazione? Raccontare la propria storia d&#8217;amore, poiché per uscirne veramente è necessario riviverla,è un buon esercizio da fare cominciando dall&#8217;inizio; raccontare la verità riguardo il vero obiettivo di crescita interiore; affrontare la fine e quindi ripensare al momento in cui è scattato qualcosa che ci ha fatto capire che la relazione non sarebbe continuata riconoscendo i propri sbagli e quelli del partner; accettare i doni che inevitabilmente la relazione ci lascia in eredità; ridefinire, infine, la realtà, conferendo una nuova identità al partner e a se stessi. Solo a questo punto si è pronti per iniziare una nuova relazione. </strong></p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Quando Finisce un Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando-finisce-un-amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/q/quando-finisce-un-amore.jpg" alt="quando finisce un amore Perchè lamore finisce?" width="104" height="160" title="Perchè lamore finisce?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Mauro Soldano " href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_mauro-soldano.php?pn=1218" target="_blank">Mauro Soldano </a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Quando Finisce un Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando-finisce-un-amore.php?pn=1218" target="_blank">Quando Finisce un Amore</a></div>
<div><a title="Armenia" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_armenia.php?pn=1218" target="_blank">Armenia</a></div>
<div><a title="Quando Finisce un Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando-finisce-un-amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè lamore finisce?"  title="Perchè lamore finisce?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>L&#8217;Amore Maturo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 11:26:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-fronte-appoggiata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1520" title="coppia fronte appoggiata" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-fronte-appoggiata.jpg" alt="coppia fronte appoggiata LAmore Maturo" width="285" height="177" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #cc0099; font-size: medium;"><strong>L</strong></span>’amore maturo è una unione che mantiene intera la propria identità: il vero amore fa sì che due esseri diventino “uno” rimanendo “due”.</p>
<p>Spesso non è così. Infatti si creano situazioni di “simbiosi” (cioè in cui uno vive dell’altro) che ingenerano o situazioni di “dominio” o di “sudditanza”, in cui quello che appare “forte” ha bisogno del “debole” per darsi una identità e viceversa (in termine tecnico si indicano come simbiosi sadiche e masochiste).<br />
Invece l’amore non vive dell’altro (cioè lo “succhio” per nutrimene) bensì vive per l’altro: si dona all’altro. In altre parole non è un’esperienza “passiva” ma un’esperienza “attiva”.<br />
L’amore perciò si può definire come una attività interiore dell’uomo, cioè che “produce” e non è “prodotta”. L’amore è perciò libero e “realizza” la relazione. Questo la differenzia dalle passioni in cui la persona è “vittima” di una pressione esterna che la causa (“prodotta” appunto) che invece “consuma” la relazione.<br />
Quindi l’amore maturo si può definire anche come: orientamento della persona verso il mondo dove l’uomo non “consuma” ma “realizza” dei rapporti.</p>
<p><strong><span style="color: #cc0099;">Qual è lo strumento “produttivo” della persona?</span></strong><br />
Il “dare”.<br />
<img src="http://www.somgiovani.it/doppioclic/images2clic/sguardi.jpg" alt="sguardi LAmore Maturo" width="150" height="113" align="right" border="0" title="LAmore Maturo" />Purtroppo il “dare” è un concetto che è stato caricato di sfumature ambigue da cui è necessario liberarsi. Il dare non è “cedere” o “privarsi” o “sacrificarsi”. Queste sono visioni infantili e immature di chi non ha ancora raggiunto una certa armonia con la propria interiorità: ci si comporta ancora in maniera passiva nei confronti della realtà.<br />
Invece dare è la più alta espressione di potenza e di libertà dell’uomo. Nello stesso atto del dare io provo la mia forza e il mio potere su me stesso e sulla realtà. E questa percezione di vitalità mi riempie di gioia. Quindi c’è veramente più gioia nel dare che nel ricevere non perché è una privazione o un sacrificio, ma perché in quell’atto mi sento vivo, sono me stesso. Infatti chi dà in realtà non dà cose ma sé stesso. E anche nelle cose da sé stesso. Chi ama dà la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, magari la propria tristezza, comunque manifestazioni di ciò che è vitale in lui.<br />
Se l’amore si esprime così allora “produce” la relazione e genera reciprocità: “dare” significa fare anche dell’altra persona un essere che dà ed entrambi dividono la gioia di sentirsi vivi. Quindi l’amore maturo è una forza che produce amore.</p>
<p><strong><span style="color: #cc0099;">Ma come si esprime il dare?</span> </strong></p>
<p><img src="http://www.somgiovani.it/doppioclic/images2clic/famigliefelici.jpg" alt="famigliefelici LAmore Maturo" width="200" height="116" align="right" border="0" title="LAmore Maturo" />In quattro modi fondamentali: premura, responsabilità, rispetto, conoscenza. Sono virtù che fanno parte della personalità matura, cioè che ha superato i sogni narcisistici di onnipotenza ed ha acquistato l’umiltà dalla sua capacità di sentirsi vivo.<br />
<strong><span style="color: #cc0099;">*</span></strong> <strong>Premura</strong>. E’ l’interesse attivo per la vita e la crescita di ciò che amiamo. Una mamma che dice di amare il proprio pargolo ma si dimentica di dargli da mangiare ha un ben povero amore.<br />
<span style="color: #cc0099;"><strong>*</strong></span> <strong>Responsabilità</strong>. E’ la risposta al bisogno espresso o inespresso di un altro: chi ama “risponde” perché la vita dell’altro lo riguarda.<br />
<span style="color: #cc0099;"><strong>*</strong></span> <strong>Rispetto</strong>. La responsabilità da sola può sfociare in “dominio” ma chi ama rispetta. Non è timore ma vedere la persona come è (respicere = guardare) perciò desiderare che cresca e si sviluppi per ciò che è. Il rispetto però è possibile se io ho raggiunto l’indipendenza e l’autonomia, cioè se so stare in piedi da solo senza il bisogno di quella gruccia che il dominare su o dipendere da qualcuno.<br />
<strong><span style="color: #cc0099;">*</span></strong> <strong>Conoscenza</strong>. Come posso rispettare ciò che non conosco? Molti sono i gradi della conoscenza ma l’amore non è mai superficiale. Oltrepassare il limite della superficialità è possibile solo sono se riesco ad “annullarmi” di fronte all’altro per non filtrarlo attraverso i miei schemi e pregiudizi per vederlo come veramente è.</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Verso il Vero Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__verso-il-vero-amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/v/verso-vero-amore.jpg" alt="verso vero amore LAmore Maturo" width="106" height="160" title="LAmore Maturo" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Marie Lise Labonté" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_marie-lise-labonte.php?pn=1218" target="_blank">Marie Lise Labonté</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Verso il Vero Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__verso-il-vero-amore.php?pn=1218" target="_blank">Verso il Vero Amore</a></div>
<div><a title="Corbaccio Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_corbaccio.php?pn=1218" target="_blank">Corbaccio Editore</a></div>
<div><a title="Verso il Vero Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__verso-il-vero-amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello LAmore Maturo"  title="LAmore Maturo" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="L'amore non ha Legge" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-non-ha-legge.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/l-amore-non-ha-legge_39584.jpg" alt="l amore non ha legge 39584 LAmore Maturo" width="104" height="160" title="LAmore Maturo" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Valentina Rimini" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_valentina-rimini.php?pn=1218" target="_blank">Valentina Rimini</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="L'amore non ha Legge" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-non-ha-legge.php?pn=1218" target="_blank">L&#8217;amore non ha Legge</a></div>
<div><a title="Kowalski" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_kowalski.php?pn=1218" target="_blank">Kowalski</a></div>
<div><a title="L'amore non ha Legge" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-non-ha-legge.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello LAmore Maturo"  title="LAmore Maturo" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Amarsi per sempre è possibile?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 11:52:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">AMARSI PER SEMPRE E’ POSSIBILE?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Marco Cunico*</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nella società in cui viviamo oggi è possibile riuscire a pensare che qualcosa duri per sempre?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le problematiche con le quali dobbiamo confrontarci oggi per riuscire a trovare una risposta a questo quesito.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nella società:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> I cambiamenti culturali sono sempre più rapidi: riesco a stare al passo in modo adeguato?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ES: il mondo del lavoro è in continua evoluzione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Vi è un clima di precarietà sia per quel che riguarda l’aspetto lavorativo sia riguardo al rapporto che si ha con gli oggetti (tutto è subito vecchio e superato).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Vale la stessa cosa anche per quel che riguarda gli affetti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Vi è l’abitudine alle emozioni forti a causa di meccanismi di tipo commerciale. E’ necessario soffermarsi e chiedersi se anche la coppia può dare sempre emozioni forti o se le caratteristiche che ne determinano la solidità e la continuità sono altre.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> L’abitudine alla virtualità (tv, videogiochi, internet, second life,…) fa si che le persone si costruiscano con molta facilità la realtà virtuale che vogliono e che più le soddisfa fuggendo così da quello che è il processo di accettazione della realtà “vera”. Anzi, più la realtà si presenta frustrante più le persone sono incentivate a costruirsene un’alternativa più appagante. Questo facilita l’instaurarsi di falsi meccanismi di onnipotenza.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Quando poi, inevitabilmente, ci si deve confrontare con alcuni aspetti reali si preferisce fuggire e “tagliare” i rapporti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> E’ sempre più diffusa la tendenza a scegliere la strada più facile, quindi a comprare anziché riparare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Si fa così anche con le persone e quindi anche con i rapporti? Perché non provare a sistemare quello che non va invece di cambiare compagno/a?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Viene dato agli oggetti un valore esasperato; infatti, nella società di oggi viene attribuito il valore delle persone quasi esclusivamente in base agli oggetti che esse possiedono. Questo inserisce la persona all’interno di un circolo vizioso dove, valendo esclusivamente per quello che si ha (e non per quello che si è!), si devono avere sempre più cose o, altrimenti, si va subito incontro ad una crisi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> L’abitudine a vivere tutto in tempo reale (telefonate, sms, internet) genera stati di ansia quando non c’è subito la risposta e allo stesso tempo crea dipendenza verso gli stessi mezzi di comunicazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non sarebbe meglio, invece, lasciare del tempo ai pensieri perché possano essere elaborati prima di essere esternati?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Crescere in una società ansiogena come la nostra (telegiornale, film violenti …) porta a vedere l’altro sempre come un nemico da cui bisogna difendersi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come si fa dunque a riuscire ad instaurare un rapporto di fiducia?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Disgregazione sociale: una volta vi erano, in negativo, maggiori pressioni, condizionamenti e pettegolezzi, ma vi era un maggior senso di sicurezza e d’inserimento. Oggi, invece, vi è da una parte una maggior libertà, ma dall’altra un senso più profondo di solitudine e vuoto (“Una comunità di soli”).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Lo spostamento delle scelte in avanti (“A quaranta anni sono ancora giovane e mi devo divertire!”) ha ricadute diverse fra uomo e donna, per la diversità dei tempi psicologici e biologici. La donna tendenzialmente anticipa i tempi rispetto all’uomo e non vedendo soddisfatte le sue richieste (es: l’aspettativa di un figlio), entra in uno stato di ansia ed esercita pressioni sul partner, il quale spesso risponde fuggendo dalla coppia o dal rapporto sessuale (impotenza).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> La difficoltà di scegliere qualcosa di duraturo e definitivo per sé e per la coppia: si procede con tanti piccoli passi (“intanto cerchiamo un appartamento in affitto e poi vediamo”) senza però riuscire nella realtà ad avere e mettere poi in atto un grande progetto. I rapporti, invece, per crescere hanno bisogno di sogni importanti da poter poi realizzare insieme.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> La dipendenza è arrivata a non essere più un problema, ma la normalità. Se per molte persone è normale usare droghe e alcool, perché non dovrebbe essere normale vivere la dipendenza nei rapporti affettivi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nella famiglia:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> La separazione è una realtà sempre più diffusa e questa generazione è la prima nella quale tanti ragazzi/e sono cresciuti come figli di genitori separati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Avendo dunque alla base un’esperienza di questo tipo come fanno poi questi giovani ad avere voglia di sposarsi e di crearsi una famiglia? Quanti traumi si portano dentro? Se non è durato il rapporto tra i genitori come possono pensare che duri per sempre il loro?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> L’educazione per certi versi si dimostra notevolmente cambiata: si cresce senza normative; senza sperimentare la distanza tra il desiderio e la soddisfazione, quindi senza acquisire una certa tolleranza alle frustrazioni; senza essere più abituati a chiedere “scusa” o a dire “grazie”. Tutti questi elementi sono fondamentali per vivere all’interno di un rapporto di coppia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L’essere abituati al “tutto e subito” mi permette di accettare che l’altro non mi può dare tutto? Essere abituati al perfetto, al migliore mi permette poi di accettare che l’altro abbia delle mancanze e che possa darmi poco?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nelle emozioni:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> All’interno della società di oggi, è scomparso il senso di colpa. Diventa quindi tutto lecito e il passaggio all’atto molto più semplice (es: tradimento), con tutti gli effetti devastanti che questo provoca sulla coppia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> È sempre più presente il sentimento della vergogna che impedisce alle persone di dire ciò che pensano realmente poiché temono il giudizio altrui. Questo ostacola notevolmente l’intimità psicologica della coppia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Le proiezioni sono un meccanismo sempre più spesso utilizzato: è diffuso il vissuto paranoico che l’altro sia un nemico (es: il capo ufficio non mi saluta), questo perché manca la capacità di verificare se la propria fantasia è corretta o errata. Le persone così tendono a restare della propria convinzione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> Manca l’abitudine al sacrificio, alla costanza, alla pazienza e ai tempi lunghi…si vuole tutto e subito! (internet-ansia).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> La sempre più diffusa abitudine alla svalutazione dell’altro porta a non rispettare le persone che ci circondano e ciò si verifica anche nei confronti del partner.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Intelligenza emotiva o fragilità emotiva?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In conclusione, è importante essere coscienti che queste problematiche possono portare a una condizione di fragilità emotiva. Per riuscire a superarla è necessario sviluppare e rafforzare una propria intelligenza emotiva, fondamentale per saper riconoscere le emozioni, tollerare le frustrazioni e mettersi nei panni dell’altro. L’intelligenza emotiva è uno strumento prezioso per rapportarsi in modo costruttivo alle problematiche che abbiamo analizzato e sviluppare così tutti quegli elementi che stanno alla base di un rapporto solido e duraturo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">È quindi possibile amarsi per sempre, anche se è sempre più difficile, solo però a condizione di essere coscienti delle proprie fragilità emotive.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">*Dr. Marco Cunico</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Direttore del Consultorio Familiare di Verona Sud</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">http://www.consultoriofamiliarevrsud.it/</div>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-1420" title="finalmente sposi" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/finalmente-sposi1.jpg" alt="finalmente sposi1 Amarsi per sempre è possibile?" width="400" height="300" /></div>
<div><strong>Nella società in cui viviamo oggi è possibile riuscire a pensare che qualcosa duri per sempre?</strong></div>
<div>Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le problematiche con le quali dobbiamo confrontarci oggi per riuscire a trovare una risposta a questo quesito.</div>
<div><strong>Nella società:</strong></div>
<div> I cambiamenti culturali sono sempre più rapidi: riesco a stare al passo in modo adeguato?</div>
<div>ES: il mondo del lavoro è in continua evoluzione.</div>
<div> Vi è un clima di precarietà sia per quel che riguarda l’aspetto lavorativo sia riguardo al rapporto che si ha con gli oggetti (tutto è subito vecchio e superato).</div>
<div>Vale la stessa cosa anche per quel che riguarda gli affetti?</div>
<div> <strong>Vi è l’abitudine alle emozioni forti</strong> a causa di meccanismi di tipo commerciale. E’ necessario soffermarsi e chiedersi se anche la coppia può dare sempre emozioni forti o se le caratteristiche che ne determinano la solidità e la continuità sono altre.</div>
<div><strong> L’abitudine alla virtualità (tv, videogiochi, internet, second life,…) </strong>fa si che le persone si costruiscano con molta facilità la realtà virtuale che vogliono e che più le soddisfa fuggendo così da quello che è il processo di accettazione della realtà “vera”. Anzi, più la realtà si presenta frustrante più le persone sono incentivate a costruirsene un’alternativa più appagante. <strong>Questo facilita l’instaurarsi di falsi meccanismi di onnipotenza.</strong></div>
<div>Quando poi, inevitabilmente, ci si deve confrontare con alcuni aspetti reali si preferisce fuggire e “tagliare” i rapporti.</div>
<div><strong> E’ sempre più diffusa la tendenza a scegliere la strada più facile, quindi a comprare anziché riparare.</strong></div>
<div>Si fa così anche con le persone e quindi anche con i rapporti? Perché non provare a sistemare quello che non va invece di cambiare compagno/a?</div>
<div> <strong>Viene dato agli oggetti un valore esasperato</strong>; infatti, nella società di oggi viene attribuito il valore delle persone quasi esclusivamente in base agli oggetti che esse possiedono. Questo inserisce la persona all’interno di un circolo vizioso dove, valendo esclusivamente per quello che si ha (e non per quello che si è!), si devono avere sempre più cose o, altrimenti, si va subito incontro ad una crisi.</div>
<div><strong> L’abitudine a vivere tutto in tempo reale (telefonate, sms, internet) </strong>genera stati di ansia quando non c’è subito la risposta e allo stesso tempo crea dipendenza verso gli stessi mezzi di comunicazione.</div>
<div>Non sarebbe meglio, invece, lasciare del tempo ai pensieri perché possano essere elaborati prima di essere esternati?</div>
<div> <strong>Crescere in una società ansiogena come la nostra (telegiornale, film violenti …)</strong> porta a vedere l’altro sempre come un nemico da cui bisogna difendersi.</div>
<div>Come si fa dunque a riuscire ad instaurare un rapporto di fiducia?</div>
<div> <strong>Disgregazione sociale: </strong>una volta vi erano, in negativo, maggiori pressioni, condizionamenti e pettegolezzi, ma vi era un maggior senso di sicurezza e d’inserimento. Oggi, invece, vi è da una parte una maggior libertà, ma dall’altra un senso più profondo di solitudine e vuoto (“Una comunità di soli”).</div>
<div> <strong>Lo spostamento delle scelte in avanti (“A quaranta anni sono ancora giovane e mi devo divertire</strong>!”) ha ricadute diverse fra uomo e donna, per la diversità dei tempi psicologici e biologici. La donna tendenzialmente anticipa i tempi rispetto all’uomo e non vedendo soddisfatte le sue richieste (es: l’aspettativa di un figlio), entra in uno stato di ansia ed esercita pressioni sul partner, il quale spesso risponde fuggendo dalla coppia o dal rapporto sessuale (impotenza).</div>
<div><strong> La difficoltà di scegliere qualcosa di duraturo e definitivo</strong> per sé e per la coppia: si procede con tanti piccoli passi (“intanto cerchiamo un appartamento in affitto e poi vediamo”) senza però riuscire nella realtà ad avere e mettere poi in atto un grande progetto. I rapporti, invece, per crescere hanno bisogno di sogni importanti da poter poi realizzare insieme.</div>
<div> <strong>La dipendenza è arrivata a non essere più un problema, ma la normalità</strong>. Se per molte persone è normale usare droghe e alcool, perché non dovrebbe essere normale vivere la dipendenza nei rapporti affettivi?</div>
<div>Nella famiglia:</div>
<div> <strong>La separazione è una realtà sempre più diffusa e</strong> questa generazione è la prima nella quale tanti ragazzi/e sono cresciuti come figli di genitori separati.</div>
<div>Avendo dunque alla base un’esperienza di questo tipo come fanno poi questi giovani ad avere voglia di sposarsi e di crearsi una famiglia? Quanti traumi si portano dentro? Se non è durato il rapporto tra i genitori come possono pensare che duri per sempre il loro?</div>
<div> <strong>L’educazione per certi versi si dimostra notevolmente cambiata</strong>: si cresce senza normative; senza sperimentare la distanza tra il desiderio e la soddisfazione, quindi senza acquisire una certa tolleranza alle frustrazioni; senza essere più abituati a chiedere “scusa” o a dire “grazie”. Tutti questi elementi sono fondamentali per vivere all’interno di un rapporto di coppia.</div>
<div><strong>L’essere abituati al “tutto e subito” mi permette di accettare che l’altro non mi può dare tutto? Essere abituati al perfetto, al migliore mi permette poi di accettare che l’altro abbia delle mancanze e che possa darmi poco?</strong></div>
<div><strong>Nelle emozioni:</strong></div>
<div><strong> All’interno della società di oggi, è scomparso il senso di colpa</strong>. Diventa quindi tutto lecito e il passaggio all’atto molto più semplice (es: tradimento), con tutti gli effetti devastanti che questo provoca sulla coppia.</div>
<div> È sempre più presente il sentimento della vergogna che impedisce alle persone di dire ciò che pensano realmente poiché temono il giudizio altrui. Questo ostacola notevolmente l’intimità psicologica della coppia.</div>
<div> <strong>Le proiezioni sono un meccanismo sempre più spesso utilizzato</strong>: è diffuso il vissuto paranoico che l’altro sia un nemico (es: il capo ufficio non mi saluta), questo perché manca la capacità di verificare se la propria fantasia è corretta o errata. Le persone così tendono a restare della propria convinzione.</div>
<div><strong> Manca l’abitudine al sacrificio, alla costanza, alla pazienza e ai tempi lunghi…si vuole tutto e subito! (internet-ansia).</strong></div>
<div> <strong>La sempre più diffusa abitudine alla svalutazione dell’altro</strong> porta a non rispettare le persone che ci circondano e ciò si verifica anche nei confronti del partner.</div>
<div><strong>Intelligenza emotiva o fragilità emotiva?</strong></div>
<div>In conclusione, è importante essere coscienti che queste problematiche possono portare a una condizione di fragilità emotiva. Per riuscire a superarla è necessario sviluppare e rafforzare una propria intelligenza emotiva, fondamentale per saper riconoscere le emozioni, tollerare le frustrazioni e mettersi nei panni dell’altro. L’intelligenza emotiva è uno strumento prezioso per rapportarsi in modo costruttivo alle problematiche che abbiamo analizzato e sviluppare così tutti quegli elementi che stanno alla base di un rapporto solido e duraturo.</div>
<div>È quindi possibile amarsi per sempre, anche se è sempre più difficile, solo però a condizione di essere coscienti delle proprie fragilità emotive.</div>
<div>*Dr. Marco Cunico</div>
<div>Direttore del Consultorio Familiare di Verona</div>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="La Legge dell'attrazione e le Relazioni Affettive" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-dell-attrazione-e-le-relazioni-Affettive.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/la-legge-dell-attrazione-e-le-relazioni-affettive_38975.jpg" alt="la legge dell attrazione e le relazioni affettive 38975 Amarsi per sempre è possibile?" width="102" height="160" title="Amarsi per sempre è possibile?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Esther &amp; Jerry Hicks" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_esther-e-jerry-hicks.php?pn=1218" target="_blank">Esther &amp; Jerry Hicks</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="La Legge dell'attrazione e le Relazioni Affettive" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-dell-attrazione-e-le-relazioni-Affettive.php?pn=1218" target="_blank">La Legge dell&#8217;attrazione e le Relazioni Affettive</a></div>
<div><a title="Tea libri" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_tea_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Tea libri</a></div>
<div><a title="La Legge dell'attrazione e le Relazioni Affettive" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-dell-attrazione-e-le-relazioni-Affettive.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Amarsi per sempre è possibile?"  title="Amarsi per sempre è possibile?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Marte e Venere si Corteggiano" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__marte-venere_si_corteggiano.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/m/marte-venere-corteggiano-new.gif" alt="marte venere corteggiano new Amarsi per sempre è possibile?" width="101" height="160" title="Amarsi per sempre è possibile?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="John Gray" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_john_gray.php?pn=1218" target="_blank">John Gray</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Marte e Venere si Corteggiano" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__marte-venere_si_corteggiano.php?pn=1218" target="_blank">Marte e Venere si Corteggiano</a></div>
<div><a title="Tea libri" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_tea_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Tea libri</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_5.gif" alt="rating 5 Amarsi per sempre è possibile?"  title="Amarsi per sempre è possibile?" /></p>
<div><a title="Marte e Venere si Corteggiano" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__marte-venere_si_corteggiano.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Amarsi per sempre è possibile?"  title="Amarsi per sempre è possibile?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 10:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1414" title="autostima mi bacio" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/autostima-mi-bacio.jpg" alt="autostima mi bacio Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" width="275" height="183" />L’Autostima è  collegata in modo molto stretto al tema delle relazioni, e quindi anche ai principi che costituiscono la base del metodo dei  QUATTRO PASSI</strong>. Vediamo ora in sintesi come essa può influenzare la possibilità di<strong> avere relazioni serene e soddisfacenti.</strong><br />
Nella comune accezione, l’autostima rappresenta il giudizio che diamo di noi stessi e l’atteggiamento che ne consegue: se una persona si accetta e si piace così com’è, si dice che ha molta autostima; ne ha invece poca se non si accetta, non si piace e tende a giudicarsi. Nella visione dei QUATTRO PASSI, invece, avere una buona autostima significa riconoscere il proprio valore e le proprie qualità ma anche avere la forza di assumersi la responsabilità delle proprie azioni soprattutto nelle loro conseguenze sulle altre persone.<br />
<strong> Poiché ogni azione che compiamo si ripercuote anche su chi vive intorno a noi, non è dunque difficile comprendere quanto il livello di accettazione e stima che proviamo per noi stessi influenzi anche la qualità delle nostre relazioni, sia affettive che lavorative.</strong><br />
Quando una persona non apprezza sé stessa, non si stima, o addirittura si detesta per ciò che è, fa o dice, il suo processo di crescita affettiva rimane inibito, se non addirittura bloccato, mentre se ci apprezziamo e ci amiamo per quello che siamo, ci apriremo e disporremo per dare agli altri la possibilità di apprezzarci e di amarci a loro volta ricevendone quel nutrimento psicologico ed emozionale così prezioso e desiderato.<br />
<strong> Normalmente la convinzione che esista un partner perfetto, in grado di amarci e soddisfare tutti i nostri bisogni, non è che una fantasia romantica, un tentativo di trovare un sostituto idealizzato dei nostri genitori che, con la sua presenza, compensi ciò che pensiamo di non aver ricevuto da essi</strong>.<br />
A volte il bisogno infantile di avere qualcuno che si prenda cura di noi per sempre può essere facilmente travisato nell’enfasi dell’innamoramento, a tal punto da cullarci per un po’ nell’illusione di avere trovato una persona che fa le veci del genitore talmente bene da non doverci più preoccupare di crescere e maturare in modo autonomo. In realtà, il bisogno di innamorarsi per colmare un “vuoto” affettivo dovrà essere elaborato fino ad un reale apprezzamento e stima di sé, per creare così le condizioni idonee ad incontrare la persona veramente giusta per noi.</p>
<p><strong>Spesso siamo ingannati dal pensiero che essere apprezzati e ricevere amore da qualcuno ci farà sentire felici e che solo di conseguenza potremo sentirci veramente bene ed appagati nella relazione. Le frasi “se soltanto riuscissi a trovare l’uomo/la donna ideale sarei tanto felice &#8230; se soltanto il mio capo fosse più tollerante, il lavoro sarebbe una pacchia …” indicano proprio che stiamo cercando appagamento ai nostri bisogni affettivi al di fuori di noi, ma così facendo rischiamo di rimanere imprigionati in uno schema di dipendenza. Infatti, se siamo convinti che la nostra felicità dipenda dalle azioni degli altri, perdiamo il nostro potere e la nostra determinazione ad agire per realizzare da soli le condizioni del nostro benessere e della nostra felicità</strong>.<br />
Ogni essere umano dovrebbe infatti cercare di essere la fonte primaria di amore e di apprezzamento nella propria vita; l’amore deve necessariamente esprimersi prima di tutto  nel nostro cuore ed essere rivolto verso noi stessi e le persone che incontriamo non esprimono altro che il riflesso dei sentimenti che nutriamo nei nostri confronti: anche se può essere difficile da accettare, il nostro partner tenderà a trattarci esattamente come noi trattiamo noi stessi nel nostro profondo. E’ inutile cercare all’esterno ciò che ci neghiamo noi per primi: non riusciremo a trovare la persona giusta se non ci sentiamo noi stessi giusti come persona.<br />
Possiamo affermare che vi sono sostanzialmente due aree di sviluppo e di consolidamento dell’autostima:</p>
<p>·       <strong> L’accettazione di sé.</strong><br />
L’atto di accettare sé stessi, nonostante i limiti ed i difetti che ci attribuiamo, ci permette di esprimere liberamente la nostra personalità senza rimanere intrappolati nei giudizi nostri ed altrui, e crea le premesse adatte per amare anche il partner in modo profondo, accettandolo e concedendogli la medesima libertà.<br />
E’ importante precisare che l’espressione “accettare sé stessi” non significa assolutamente “rassegnarsi”, non si traduce in “non valgo nulla, ma devo accettarlo”; è piuttosto un profondo sentimento di amorevolezza, comprensione e accoglienza della nostra personalità nel suo complesso, compresi i nostri lati più problematici, perché si è imparato soprattutto a riconoscere, valorizzare ed esprimere le nostre qualità e capacità.</p>
<p>·      <strong> Il rispetto di sé.</strong><br />
Rispettare sé stessi costituisce un altro punto fondamentale per favorire e consolidare la propria autostima e permette di produrre profondi cambiamenti nella propria vita; la forza interiore che ci viene dal sentire che stiamo rispettando i nostri valori e le nostre convinzioni, ci aiuta a non soccombere alle pressioni del mondo che ci circonda.</p>
<p><strong>Alcuni effetti concreti della bassa autostima :</strong><br />
·        il cosiddetto “paradosso della bassa autostima” per cui, a fronte di una scarsa stima di noi stessi, se qualcuno ci ama, la nostra reazione sarà dubitare della sua sincerità o respingerlo, perché ritenuto di non particolare valore egli stesso, proprio in virtù del gradimento che ha manifestato nei nostri confronti (come esprime efficacemente una battuta di Woody Allen: “non vorrei mai essere iscritto ad un club che mi accettasse come membro”);<br />
·        a volte investiamo molta energia per conquistare la persona che immaginiamo sia quella giusta per noi, ma poi alla fine, nostro malgrado, non riusciamo a restare in relazione con lei perché convinti di non meritarla davvero;<br />
·        quando amiamo una persona più di quanto lei ami se stessa, potremmo essere comunque rifiutati e provocare solamente il suo risentimento anche se ci sforziamo nel riconoscere il suo valore.</p>
<p><strong>L’autostima quindi costituisce la base di ogni sana e soddisfacente relazione, affettiva ma non solo, e più essa è forte all’interno della coppia, più gli argomenti e gli strumenti descritti nel metodo dei QUATTRO PASSI saranno facilitati e troveranno la loro migliore applicazione.</strong><br />
Più noi amiamo noi stessi e più riusciremo ad amare il nostro partner e ad essere da lui amati. Così il nostro cuore continuerà ad aprirsi sempre più, permettendoci di comprendere e sperimentare che esiste amore per noi e ciò ci farà apprezzare particolarmente l’esperienza di essere in relazione.</p>
<p>Di Eugenio Vignali  http://www.theheartexperience.it</p>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="I Quattro Passi" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-quattro-passi.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/i/i-quattro-passi_32559.jpg" alt="i quattro passi 32559 Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" width="103" height="160" title="Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Eugenio Vignali" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_eugenio-vignali.php?pn=1218" target="_blank">Eugenio Vignali</a>, <a class="autore" title="Stefania Muraro" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_stefania-muraro.php?pn=1218" target="_blank">Stefania Muraro</a>, <a class="autore" title="Alberto Mantovani" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alberto-mantovani.php?pn=1218" target="_blank">Alberto Mantovani</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="I Quattro Passi" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-quattro-passi.php?pn=1218" target="_blank">I Quattro Passi</a></div>
<div><a title="Punto d'Incontro" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_punto_dincontro.php?pn=1218" target="_blank">Punto d&#8217;Incontro</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_5.gif" alt="rating 5 Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri"  title="Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" /></p>
<div><a title="I Quattro Passi" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-quattro-passi.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri"  title="Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" /></a></div>
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</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
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<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Amare per Essere Amati" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amare-per-essere-amati.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/a/amare-per-essere-amati_27641.jpg" alt="amare per essere amati 27641 Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" width="108" height="160" title="Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" /></a></td>
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<div><a class="autore" title="Sondra Ray" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_sondra_ray.php?pn=1218" target="_blank">Sondra Ray</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Amare per Essere Amati" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amare-per-essere-amati.php?pn=1218" target="_blank">Amare per Essere Amati</a></div>
<div><a title="Armenia" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_armenia.php?pn=1218" target="_blank">Armenia</a></div>
<div><a title="Amare per Essere Amati" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amare-per-essere-amati.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri"  title="Il metodo dei quattro passi:amare se stessi per essere amati dagli altri" /></a></div>
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