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fuga da un pessimo appuntamento

Fuga da un pessimo appuntamento
in Lifestyle
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è
lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che
evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela
tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una
relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un
piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento
è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla
moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è
quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul
genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le
ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene
con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà.
Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia
mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno
giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per
accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in
compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che
è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo
correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».
Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschio danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì
avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti,
dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine all’altare».
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di
dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non
è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido
vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende
nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo, potete raccontargli che dovete andare a prendere le vostre amiche, perché avete in programma una
seconda serata con loro
figuraccia primo appuntamento
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente.
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà. Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».  Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschi danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti, dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine
all’altare.
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo ditele che vi stanno aspettando delle amiche perché avete in programma una seconda serata con loro.
La Verità è che non gli Piaci Abbastanza
Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono

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Single? No, Grazie!
Una guida per trovare l’amore eterno

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cambiare il partner: è possibile o è un’utopia

alberi di cuori rosso 

 

Una premessa è d’obbligo. Generalmente si ritiene che la coppia sia fondata su una diade, l’Io ed il Tu. Niente di più errato. La coppia nasce da una diade, ma per sopravvivere nel tempo necessita di evolversi in una triade: l’Io, il Tu ed il Noi. Il Noi è la relazione stessa, inteso come spazio di condivisione e progettualità reciproca. Senza di esso la diade o diventa una monade fusionale o permane in una dualità senza nessun fine.

Molti di noi vorrebbero cambiare i comportamenti del partner, ma è possibile?
Ritengo che possiamo cambiare il partner solo in qualche suo atteggiamento. Anzi se ci ostiniamo a volerlo cambiare otterremmo il solo risultato di farlo sentire poco capito, poco apprezzato e poco amato.
Semmai il cercare di cambiare il partner nasconde una problematica di tipo relazionale che non si vuole riconoscere.   A volte questa ostinazione nasconde una vera dipendenza affettiva, non si riesce a vedere il partner per quello che è realmente, ma per quello che potrebbe essere, se accettasse di essere cambiato da noi.   La psichiatra Marta Selvin Palazzoli usa il termine Ibris a denotare l’assurda, sconsiderata, inutile presunzione di farcela.   A questo punto, soggetto del cambiamento non deve essere il partner ma la relazione stessa, salvando così, l’unicità e l’individualità dei componenti della stessa.   Ed intervenendo sulla relazione si crea un processo circolare foriero di quei cambiamenti del partner che si desiderano, oltre ad avere un cambiamento anche su noi stessi.   Il processo circolare è del tipo: cambia la relazione, cambiamo noi, cambia il partner, cambia la relazione.
Vorrei citare al riguardo un brano di Gibran:
L’amore, come un corso d’acqua, deve essere in continuo movimento.   Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie?   Credono che le acque del fiume scorrano per sempre, e non se ne preoccupano più.   Poi arriva l’inverno, e le acque gelano.   Solo allora comprendono che niente, in questa vita, è assolutamente garantito.
Facciamo in modo che la nostra relazione non geli e non diventi qualcosa di assolutamente garantito.

Ma come s’interviene sulla relazione e quindi sul NOI. Migliorando la comunicazione all’interno del processo relazionale.   Spesso ci si lamenta che il proprio partner presta poca attenzione alle nostre esigenze , ai nostri discorsi, alle nostre richieste, a differenza di ciò che facciamo noi. Ma siamo proprio sicuri che noi gli prestiamo quell’attenzione e quell’ascolto che noi vorremmo a nostra volta.   Miglioriamo la comunicazione, in tal senso.  Passiamo ad un’autentico interesse ed ascolto verso il partner, di tipo empatico. Prestiamogli un’ascolto attento, anche in maniera non verbale, attraverso carezze, sorrisi e quant’altro.
Consideramio il partner come il nostro migliore amico.  Confidiamogli sogni, emozioni, progetti, siamo aperti e sinceri .   Accettiamo l’altro così come è e non cerchiamo di cambiarlo.   A questo proposito ricordiamo l’insegnamento di G.Galilei .  Non puoi insegnare nulla ad un’uomo, puoi solo aiutarlo a scoprire ciò che ha dentro di sé.
Inizialmente il partner rimarrà sorpreso dei nostri nuovi atteggiamenti.  Probabilmente si ritirerà sulla difensiva. Noi avremo l’impressione di aver fatto un buco nell’acqua. Ma se avremo pazienza e determinazione, i frutti del cambiamento non tarderanno.  E cambieranno tutti e tre i termini della relazione.  Noi ed il partner cambieremo, senza grandi stravolgimenti e preservando la nostra individualità, ma soprattutto la relazione sarà cambiata, di quei cambiamenti che desideravamo originariamente nell’altro.
Il vero cambiamento avviene anche quando smettiamo di cercare di cambiare  l’altro e cerchiamo di cambiare dentro noi stessi.

Dott. Roberto Cavaliere

impara dire no cambiare il partner: è possibile o è unutopia
Quanti problemi in meno con un “no” detto al momento giusto e con il giusto tono…

oggi parliamo di AMORE consapevole

  

COME CRESCERE INSIEME NEL RAPPORTO DI COPPIA
- 10 regole di buon senso per la coppia emotivamente intelligente -

bacio al tramonto 21 150x117 oggi parliamo di AMORE consapevole

A cura di Angelo Battista

Il rapporto di coppia è per sua natura caratterizzato da un’interazione dinamica e persistente tra due persone che comunicano sulla base della presunzione di una conoscenza reciproca più o meno approfondita. Ed è proprio questo aspetto, cioè la conoscenza dell’altro l’elemento più critico ed emblematico della vita a due, che sempre più spesso riserva ai componenti della coppia brutte sorprese. Infatti, spesso si pensa di conoscere il proprio partner molto bene, anzi profondamente, salvo poi a scoprire con grande delusione che di questa persona con la quale si può aver vissuto anche a lungo, si aveva una conoscenza piuttosto superficiale, soprattutto se essa (ma a volte sono coinvolti entrambi i componenti la coppia) inconsciamente o magari intenzionalmente ha comunicato ed agito con il preciso scopo di far conoscere al proprio partner la parte migliore di sé, nascondendo volutamente – per non apparire poco desiderabili o peggio ancora vulnerabili – quella parte di sé che non si accetta o che si intende volutamente tenere segreta, o addirittura ignota a se stessi.

Un simile comportamento potrebbe quanto meno apparire ingannevole nei confronti dell’altro che avrebbe così acquisito informazioni parziali e incomplete sul proprio interlocutore ricavandone un profilo di personalità poco vero, non autentico e soprattutto diverso dalla realtà in quanto solo parzialmente corrispondente alle vere caratteristiche psico-fisiche, relazionali ed emotive del soggetto. Ma chi intenzionalmente avesse posto in essere una simile strategia di comunicazione e di comportamento autoprotettivo e/o manipolativo pensando di far bene il suo “gioco”, presto rimarrebbe assai deluso dai risultati assolutamente negativi con i quali potrebbe chiudersi la partita a due. Infatti, su un piatto della bilancia ci sarebbe la delusione del partner “tradito” per la mal ripagata fiducia, sull’altro un sentimento ancora più grave: l’umiliazione di aver mentito a se stessi, con gravi perdite sul fronte dell’autostima.

       ECCO IL DECALOGO CHE VI SERVIRA’ PER AVERE UNA BUONA RELAZIONE D’AMORE

1 –   DARE SPAZIO ALL’AMORE
trovare sempre nell’arco della giornata il tempo e il modo per dire al proprio partner “ti amo” . Può sembrare banale, ma è importantissimo farlo, ovviamente a condizione di sentirlo. Qualsiasi modo va bene (non ci sono limiti alla fantasia): può bastare un fiore, una carezza, un pensiero gentile, una telefonata, una sorpresa o piccole attenzioni, che faranno capire alla persona che amate quanto è importante per voi. Dopotutto è il pensiero che conta!
2 –   ESSERE COERENTI:
l’amore va soprattutto dimostrato e non solo dichiarato. Comportarsi in maniera coerente rispetto al punto precedente è una strategia salva rapporto di importanza cruciale se si vuole evitare di creare contraddizioni tra quello che viene detto a parole e ciò che viene comunicato con i fatti e le azioni quotidiane. Attenzione, dire al proprio partner “ti amo” e poi non essere presenti nei momenti importanti e nelle decisioni che contano nella vita di coppia, equivale a mentire spudoratamente. Può essere utile a questo punto ricordare il primo assioma della comunicazione che afferma…“Non si può non comunicare e tutto comunica… ogni comportamento è comunicazione e la comunicazione è comportamento”.
3 -  COMUNICARE IN MANIERA APERTA E LEALE:
in situazioni di divergenza di opinioni, di contrasto e/o di conflitto, è importante confrontarsi serenamente e ascoltare con calma, rispetto ed empatia anche le ragioni e i punti di vista dell’altro senza alcun pregiudizio, e soprattutto con la piena consapevolezza che l’apparente vittoria dell’uno sull’altro equivale in realtà alla sconfitta di entrambi. Se possibile, non lasciar trascorrere più di 24 ore dall’eventuale litigio per cercare di risolvere il problema o di superare al più presto la situazione conflittuale. E’ bene tener presente, inoltre, che i contrasti e i conflitti, peraltro assolutamente normali in una coppia, possono rappresentare un momento di riflessione, di maggiore conoscenza dell’altro, di confronto e, quindi, di crescita e di evoluzione della coppia, ma possono anche trasformarsi, come più spesso facilmente accade per mancanza di intelligenza sociale, in una trappola mortale per il rapporto che rischia di svuotarsi di ogni sentimento e di rimanere soffocato da violenti scontri diretti ad annientare psicologicamente l’altro. Pertanto, quando ci si ritrova in situazioni di esasperato conflitto è importante domandarsi se si vuole costruire un rapporto migliore o si vuole distruggere quello che si è già costruito.
4 -  RICONOSCERE I PROPRI ERRORI:
sembra facile, ma non è da tutti riuscire a farlo perché riconoscere di aver sbagliato richiede umiltà, coraggio e soprattutto intelligenza sociale ed emotiva. Un comportamento socialmente competente ed emotivamente intelligente prevede una strategia infallibile in tre punti: a) riconoscere i propri errori senza mezzi termini; b) scusarsi sinceramente per l’accaduto; c) impegnarsi a non ripetere l’errore commesso. Le coppie che hanno fatto proprio questo fondamentale principio di comunicazione interpersonale, hanno vita lunga, quelle che invece prediligono giochi pericolosi come “la caccia alle streghe”, “nascondersi dietro un dito” e “il gioco al massacro (è tutta colpa tua se…)” hanno i giorni contati, insieme alla certezza di soffrire.
5 - IMPARARE A PERDONARE:
l’amore è anche e forse soprattutto capacità di perdonare. Il perdono è un atto d’amore che appartiene alle persone generose di cuore. Chi non sa perdonare, non può dire di saper veramente amare. Ci sono situazioni in cui il perdono, di per sé difficile da concedere, rappresenta l’unica via d’uscita, da pagare a volte a caro prezzo, ma è un investimento pur sempre conveniente se si tratta di vero amore. In caso contrario, negato il perdono, ci si troverà sicuramente pieni di orgoglio, ma allo stesso tempo più vuoti dentro nell’attesa di potersi “leccare” la propria ferita narcisistica.
6 – RINUNCIARE ALLA PERFEZIONE:
ricordarsi che nessuno è perfetto è una regola d’oro spesso dimenticata che, se puntualmente osservata, può evitare inutili tensioni, ansia da prestazione e stress nella coppia. Se non accettiamo i limiti del nostro partner o non tolleriamo i suoi difetti e le sue imperfezioni, con molta probabilità non lo amiamo abbastanza o forse abbiamo (e il ché è ancora più grave) una visione distorta e infantile dell’amore. Questo potrà generare anche aspri conflitti nella relazione, ma a quel punto conviene interrogarsi sulle ragioni di fondo della propria scelta e darsi delle risposte coerenti. Insomma, pretendere la perfezione nel rapporto di coppia o dal proprio partner equivale a chiedere a un cavallo di volare…non sarà mai capace di farlo! Bisognerebbe, invece, imparare ad accettare i propri limiti e quelli altrui e saper essere soprattutto tolleranti per quello che non ci piace in noi o nella persona con la quale si è deciso di condividere un progetto di vita. Non è sicuramente facile, ma è prova di grande maturità e di buon equilibrio interiore.
7 – FAR PREVALERE IL SENSO DEL ” NOI “:
sembra banale dirlo, ma la coppia è composta da due persone con bisogni, motivazioni, obiettivi, interessi, aspettative e desideri diversi; e fino a quando nella coppia prevarranno interessi personali e forme di egoismo, comunque espresse, non si andrà molto lontano sul difficile cammino della crescita emotiva, dell’amore e della felicità. Questo traguardo, che ogni coppia desidera raggiungere, è invece possibile se i partner sono entrambi capaci di creare da subito quel magico “senso del noi ” che è un sentimento profondo, basato sulla condivisione di tutto ciò che crea e rinforza un legame affettivo, e che va alimentato costantemente nel tempo.
Ma come si costruisce il senso del noi ? Innanzitutto con quella complicità , tipica delle coppie molto unite, che pervade anche le piccole cose come i rituali piacevoli e tutti quei momenti emotivamente coinvolgenti che scandiscono il rapporto di coppia, come viaggiare e far vacanza insieme, ritrovarsi a tavola, passeggiare tenendosi per mano, far l’amore, divertirsi, gioire dei momenti di intimità, ma anche affrontando uniti le inevitabili difficoltà della vita, le situazioni di dolore e i momenti di sofferenza, senza dimenticare l’importanza di avere un linguaggio comune che faccia da sfondo al rapporto di coppia, caratterizzandone in modo esclusivo le fasi evolutive. Questo e molto altro ancora serve a creare il senso del noi , che ovviamente comprende anche le decisioni importanti da prendere insieme per il bene della coppia, come per esempio l’acquisto di una casa, il lavoro, l’educazione dei figli. Insomma, il senso del noi è un potente antidoto allo stress emotivo e relazionale della vita a due, che comporta un “affidarsi reciproco” , ossia una dimensione affettiva che unisce nonostante tutto, e nella quale ognuno si sente protetto da un rassicurante e tranquillizzante noi , capace di creare fiducia reciproca, indispensabile per andare avanti, e di emanare una straordinaria forza ed energia che rinsaldano profondamente il legame, rendendolo inossidabile e invulnerabile alle avversità quotidiane e ai problemi dell’esistenza.
8 – ALIMENTARE LA PASSIONE:  
 
significa desiderare l’altro e sentirsi fisicamente, sessualmente e emotivamente attratti dall’altro, ma allo stesso tempo rendersi a propria volta sempre desiderabili e attraenti agli occhi del proprio partner. Insieme all’intimità e all’impegno, la passione è un elemento cardine del rapporto di coppia da cui dipende la stabilità relazionale; e forse è anche l’aspetto più difficile da gestire nel tempo. E la difficoltà consiste nel fatto che la passione per sua natura è un fattore che molti considerano legato esclusivamente alla bellezza, all’attrazione fisica, alla corporeità e meno ad elementi più intangibili come il “fascino ” che è invece una qualità importantissima che una bella persona è in grado di emanare a prescindere dalla sua età anagrafica. Per mantenere sempre alta la “fiamma” della passione, allora la coppia ha bisogno di evolvere anche sessualmente e di rinnovarsi per riuscire ad essere sempre all’altezza delle aspettative affettive, sessuali ed emotive del partner. Molte coppie commettono invece l’errore fatale di dare tutto per scontato sul piano affettivo e quindi si adagiano, cadono nella routine, pensando che ormai non sia più così importante risultare desiderabili e attraenti agli occhi del proprio compagno con il quale magari si convive già da anni.

Se è vero che invecchiando la bellezza esteriore diminuisce e con essa le prestazioni fisiche e l’esuberanza sessuale, allora è anche vero che coltivare il proprio fascino e la bellezza interiore è un’arte che si può imparare, che forse rimane l’unica, vera arma segreta per mantenere sempre vivo e coinvolgente un rapporto di coppia che permette ai partner di crescere insieme.

                                                                                                                                          AMO 150x150 oggi parliamo di AMORE consapevole

9 – CREARE INTIMITA’ NELLA COPPIA:
la tenuta di una coppia nel tempo è direttamente proporzionale al grado di intimità che i partner riescono a stabilire tra di loro. L’intimità è uno straordinario collante ancora più forte della passione, ma che per funzionare ha bisogno di essere continuamente alimentato attraverso una fiducia reciproca profonda e incondizionata. Solo su queste basi è possibile rivelarsi completamente all’altro, svelare i propri segreti, mettere a nudo le proprie debolezze o paure senza il timore di apparire fragili, vulnerabili o di essere giudicati per le proprie “zone erronee”.

L’intimità, quella vera, richiede soprattutto coraggio ed onestà intellettuale per affermare la propria identità, oltre alla consapevolezza che essa non è mai un punto di partenza, ma un punto di arrivo, un traguardo che si conquista pian piano, giorno dopo giorno nel tempo. L’intimità è in sintesi un elemento fortemente caratterizzante la stabilità della coppia, che più sarà intima e più apparirà unita e sicura anche agli occhi degli altri, grazie a quell’invidiabile senso di complicità che è allo stesso tempo causa ed effetto dell’intimità tra due persone che si amano.
10 – IMPEGNARSI VERO L’ALTRO:
è in assoluto la regola di buon senso più difficile da seguire in un rapporto di coppia. Infatti, l’impegno implica da un lato l’assunzione di responsabilità nei confronti del proprio partner, specificamente legate a tale ruolo, dall’altro la volontà e il desiderio di non deludere mantenendo in qualsiasi situazione un comportamento adeguato che garantisca condizioni di equilibrio emotivo e stabilità nella coppia. Più in particolare, il termine impegno ha una valenza olistica, che abbraccia diverse dimensioni del rapporto, tutte assolutamente importanti, che vanno da quella relazionale , a quella psicologica, affettiva e professionale.

Impegno dal punto di vista relazionale vuol dire innanzitutto fedeltà e rispetto per l’altro; nella dimensione psicologica l’impegno assume il significato di fiducia e aiuto fornito al partner per sostenerlo nel suo percorso di autorealizzazione e crescita personale; in ambito affettivo l’impegno sottintende la presenza non solo fisica, ma soprattutto emotiva sia nei momenti belli che in quelli difficili della vita; in ambito professionale, infine, l’impegno per il proprio partner si estrinseca con la disponibilità a cercare insieme occasioni e opportunità che favoriscano il suo successo in ambito lavorativo, magari attraverso una più efficace strategia di valorizzazione delle sue risorse personali, che abbia anche lo scopo di migliorare la sua autostima. Ma perché è così difficile impegnarsi verso l’altro? Forse perché l’impegno richiede sacrificio, rinunce, capacità di donarsi senza pretendere nulla in cambio, impiego di risorse personali a favore dell’altro, altruismo o meglio ancora assenza di egoismo, dedizione. In una parola “amore” , un sentimento davvero grande, capace di raccogliere in sé tutte queste cose che solo chi ama sinceramente riesce a ritrovare con assoluta naturalezza nel suo repertorio comportamentale.

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