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fuga da un pessimo appuntamento

Fuga da un pessimo appuntamento
in Lifestyle
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è
lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che
evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela
tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una
relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un
piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento
è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla
moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è
quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul
genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le
ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene
con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà.
Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia
mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno
giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per
accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in
compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che
è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo
correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».
Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschio danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì
avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti,
dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine all’altare».
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di
dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non
è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido
vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende
nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo, potete raccontargli che dovete andare a prendere le vostre amiche, perché avete in programma una
seconda serata con loro
figuraccia primo appuntamento
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente.
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà. Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».  Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschi danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti, dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine
all’altare.
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo ditele che vi stanno aspettando delle amiche perché avete in programma una seconda serata con loro.
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Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono

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Se amo me è più facile amare gli altri

ragazza che ride

Sono sempre più stupita di quanto le filosofie e le religioni orientali abbiano dei punti in comune con la psicologia.

Prendiamo, ad esempio, l’amore.

Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, si può tenere nella mano aperta, ma non nel pugno: appena si chiudono le mani esso si dilegua.

Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. L’avidità incorporea, tende al possesso; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.

Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.

Amare se stessi significa rispettarsi, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là di qualsiasi specifico credo religioso, che alberga in ciascuno di noi: la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.

Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.

L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:è l’amore per se stessi che pone le basi per conoscersi. Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti, significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente, intesa come creazione sociale, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare l’autoconsapevolezza.

Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo che potremmo mostrare non sarebbe autentico, sarebbe un modo per non pensare a noi stessi, un dovere, una formalità,un sacrificio.

Spesso si tende ad utilizzare una definizione non corretta di amore. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, una persona che ha così tanto da offrire vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza che vi sia alcuno che lo possa ammirare, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore è ciò che riempie e rende felici.

L’amore non è dipendenza, non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota, non è ricatto, non è una forma di potere, non è un oggetto di contrattazione.

L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di noi e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri non saranno mai realizzate.

Ecco, quindi, ancora una volta  si impone la necessità di imparare prima a stare da soli con se stessi poi con gli altri. A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. Se non si è in grado di stare da soli ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà a causa di una personale incapacità. E l’odio, la rabbia, il disprezzo neo propri confronti quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, ma anche verso chi ci circonda, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.

Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi, mettendosi al centro del proprio cammino emotivo, spirituale, fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, più profondo e duraturo.

L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.

Anna Fata

Ama Te Stesso
Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d’amore la propria vita.

carrello Se amo me è più facile amare gli altri

Amare Significa Guarire
I sette principi della guarigione degli atteggiamenti mentali

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Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine

l'amicizia è un'amore importante
Avere delle relazioni gratificanti con gli altri è uno dei segreti per avere una vita felice e piena di soddisfazioni.

Molte ricerche condotte nell’ambito della psicologia sociale, hanno evidenziato che chi ha una vita affettiva e relazionale soddisfacente, non solo è molto più  felice,
ma, ha anche un salute migliore  e vive più a lungo, al contrario  di chi  ha con gli altri  rapporti solo superficiali e vive di più  la solitudine. La solitudine,
quando non è una scelta volontaria,  incide molto negativamente sul nostro benessere psicologico  più di quanto possiamo immaginare.     

La sensazione di non essere importanti per nessuno è la causa di molte depressioni e persino di molti suicidi. Eppure, triste a dirsi, la solitudine è una condizione che si sta diffondendo sempre di più, complici i ritmi frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani. Timidezza, scarse abilità sociali , diffidenza verso gli altri, sono ulteriori fattori che possono contribuire a peggiorare la solitudine. La solitudine, però, può essere sconfitta, facendo lo sforzo deliberato di uscire dal proprio guscio e di aprirsi agli altri.

Alcuni consigli pratici per superare la solitudine
Non è possibile in un unico articolo trattare un problema complesso come quello della solitudine in un modo esaustivo. Anche perché ciascuno è solo in un modo diverso :c’è la solitudine del timido che non osa avvicinarsi agli altri, c’è la solitudine della persona sempre in viaggio per motivi di lavoro, e c’è chi invece si sente solo in mezzo ad una folla, ecc.. In questo paragrafo, tuttavia, darò alcuni consigli per sconfiggere la solitudine adatti ai diversi tipi di solitudine.     

Fai uno sforzo consapevole per fare nuove amicizie
Finiti i tempi della scuola, diventa più difficile farsi dei nuovi amici. Le ragioni sono tante: si ha meno tempo, si è impegnati con il lavoro e con la famiglia, ciascuno ha la sua vita e c’è minor disponibilità a conoscere gente nuova. Anche con i vecchi amici potrebbe non esserci il feeling di un tempo : molte cose cambiano dall’adolescenza all’età adulta  e i tuoi amici di sempre potrebbero aver preso una direzione nella vita completamente diversa dalla tua.
Proprio per questo se vuoi delle nuove amicizie, devi dedicare alla tua vita sociale, tempo ed energia, cercando di  creare delle occasioni di incontro.
Comincia a frequentare un posto dove puoi socializzare: una palestra, un associazione di volontariato, un corso di ballo, o di teatro ecc. Vai a concerti, al  cineforum, fai dei viaggi di gruppo, ecc.., l’importante è che cerchi di interagire con le persone che incontri.

Sei timido? prova a fare la prima mossa  
Sarà più facile fare amicizia, se prenderai l’iniziativa quando contatti gli altri.Se sei timido e ti sembra difficilissimo fare il primo passo prova a ridurre l’ansia ripetendoti che anche gli altri , anche quelli che sembrano brillanti e “vincenti”, hanno i loro timori e le loro insicurezze e magari, si sentono soli proprio come te. Hai il timore che le altre persone  notino solo e sopratutto i tuoi difetti?  non è così, gli altri, se non sono gravemente frustrati, non sono lì per giudicarti negativamente, ma per cercare di star bene e divertirsi. Se sei timido, ti potrà capitare di sentirti a disagio o  addirittura  di arrossire, quando parli con qualcuno che conosci poco: non farne un dramma. I timidi sono caratterizzati da eccessiva consapevolezza di sé, ma più ti focalizzai sulle tue sensazioni di imbarazzo, più l’ imbarazzo aumenta, mentre se non ci dai più di tanto peso, il disagio scemerà gradualmente.

Liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo.
Nei primi contatti con un potenziale amico, quello che conta non è tanto apparire interessanti , quanto mostrarsi interessati all’altro.L’interesse sincero per l’altro è la chiave di un’amicizia ben riuscita. A questo proposito, vorrei citare un detto di Dale Carnegale che trovo profondamente vero: “Puoi trovare più amici in due mesi, interessandoti agli altri, che in due anni cercando di fare in modo che la gente si interessi a te”

Sviluppa l’amicizia con gradualità.
Alcune persone sole rovinano una potenziale amicizia, avanzando delle premature richieste  d’intimità. Sono quelle persone che tengono al telefono per ore una persona che conoscono poco, oppure una volta ottenuto il numero di telefono, cominciano a chiamare tutti i giorni a qualsiasi orario.
Lo stesso discorso vale per l’aspetto affettivo della relazione : è meglio evitare all’inizio confidenze troppo personali perchè quasi sempre questo genere di confidenze fatte ad un conoscente, possono  spaventare e/o imbarazzare.

Sìi te stesso.
Molte persone con una brillante vita sociale devono combattere contro la sensazione di “sentirsi soli anche in mezzo ad una folla“.  Se anche tu, conosci un sacco di gente ma continui a sentirti solo, è perché instauri con gli altri dei rapporti solo superficiali. Con chi ti circonda non sei te stesso, reciti una parte, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che tu sia. Quindi ti fingi più forte, più brillante, più sicuro di te di quanto tu non sia realmente, in questo modo non sperimenterai mai una vera intimità fecendo nascere la penosa sensazione di solitudine e l’impressione che nessuno possa capirti ed esserti vicino. Smettere di fingere di essere la persona che gli altri si aspettino che tu sia ,e  farsi vedere per quello che sei, è il mezzo migliore per trasformare dei conoscenti in amici.

Non essere troppo critico verso gli altri.
Alcune persone respingono gli altri, adottando inconsapevolmente un atteggiamento troppo rigido e critico. Tendono ad aspettarsi troppo nelle relazioni con gli altri e ad avere una concezione idealizzata dell’amicizia : di conseguenza, vengono facilmente delusi. Quando l’ altro, come spesso succede, non soddisfa le loro aspettative, perdono la fiducia  e preferiscono rompere l’ amicizia.
A volte le persone con questo tipo di problematica, tendono a misurare quanto danno e quanto ricevono in cambio. Se per esempio, l’amico non ricambia, a breve, un invito, o una telefonata, si sentono ingannati e non apprezzati. Se ti sei riconosciuto in questo ritratto, devi imparare ad essere più tollerante
e non pretendere dagli altri più di quanto non ti possano dare: dopotutto non esiste l’amico perfetto

Sviluppa i tuoi interessi.  
Se ti mancano gli argomenti di conversazione, devi ampliare i tuoi interessi. Il modo più semplice è quello di tenerti informato: puoi leggere il giornale, andare a vedere qualche film appena uscito o dedicarti alla lettura di quel nuovo best seller di cui parlano tutti, oppure puoi trovarti un hobby.
La qualità delle nostre relazioni con gli altri dipende molto dal nostro atteggiamento. E’  importante sapere che gli altri hanno i tuoi stessi problemi.  Non bisogna essere così egocentrici da credere che il mondo giri intorno a quello che la gente pensa del tuo aspetto ,delle tue sensazioni e del tuo comportamento. Gli altri non stanno sempre lì a giudicarti e a valutarti negativamente. Pensano a se stessi ,e sei tu che devi uscire fuori dal tuo guscio e andare verso gli altri , perché quando entriamo in contatto con un’altra persona allo stesso tempo  ci mettiamo in contatto con noi stessi :  aiutiamo noi stessi. Sono fermamente convinta che siamo un tutto
unico. Lo siamo veramente  e più  sorridi e ti protendi verso gli altri , tanto più riceverai in cambio: si raccoglie quello che si è seminato.

Sì, lo so, è un clichè ma è un clichè proprio perché è profondamente vero. E allora coraggio, vai avanti e stabilisci un contatto con le altre persone. Se,per esempio, quando nelle occasioni dove incontri gente capisci che qualcuno è timido o triste ecco questa è l’occasione di protendersi verso gli altri. Nel  momento in
cui lo farai, vedrai che  scoprirai qualcosa di stupendo.

Sì le persone sono meravigliose e tutto quello di cui hanno bisogno è un po’  tenerezza, amore e attenzione: è il miglior antidoto contro la solitudine.!
Anna de Angelis

uscire dalla solitudine 31323 Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine
Dietro le nuvole, l’amicizia e l’amore
Urra Edizion 

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Il Segreto per attirare le persone giuste per l’amore, l’amicizia, il lavoro

lunga vita alla coppia

l'amore fa bene al corpo e all'anima

l'amore fa bene al corpo e all'anima

Nella vita di coppia non ci sono solo passione e tenerezza. La convivenza è anche fatta di momenti di fiacca e tensione: non è tutto rose e fiori. Ecco alcuni consigli per vivere al meglio la quotidianità senza soccombere alla routine.

C’è passione e tenerezza nella vita a due, ma anche noia e routine. Il condividere l’esistenza non è facile. Eppure ci sono paroline magiche che possono trasformare il quotidiano in un gioco impegnativo ma molto redditizio se si ha a cuore lo sviluppo armonioso della coppia. Ecco alcuni consigli per mantenere il feeling tra voi due sempre al top, anche dopo dieci anni di
convivenza.

Innanzitutto privilegiare la comunicazione.

Quanti dissapori potrebbero essere evitati se invece di accettare di fare quella cosa che tanto ti dà sui nervi aprissi la bocca per dirglielo in modo chiaro ed inequivocabile. Invece no, rimani dell’idea che prima o poi lui/lei  capirà e ti verrà incontro. Invece la scenetta che ti si presenta segue un altre strade. Un esempio: sei sfinita dopo una giornata massacrante e la tua più grande aspirazione per la serata  è quella di fiondarti a letto per una dormita da Guinness, ma purtroppo per quella sera è in programma un’uscita e  devi uscire, provi a  pronunciare  la tipica frase:  ”Ma sei proprio sicuro di volerci andare?”.  Il risultato: lui/lei  non capisce quanto tu sia stanca/o  e  vuole uscire.  A quel punto la serata diventa per te un vero supplizio, mentre luilei  rimane disorientato dal tuo ph decisamente acido. La ricetta è semplicissima: imparare a esprimere desideri e frustrazioni  è  il  modo giusto per evitare di accumulare risentimenti, vera bomba a orologeria nella vita di una coppia.

Ci si mette insieme per affinità ma due persone sono due individui e le differenze sono naturali. Dopo essersi conosciuti ci si deve adattare l’uno all’altra  necessariamente ,perchè non si hanno le stesse abitudini e gli stessi modi di affrontare la vita. E se le vostre personalità sono diverse ci sarebbe da augurarsi qualche correzione di tiro per accettare meglio desideri e bisogni dell’altro. Che importanza ha se il mazzo di chiavi di casa non è messo nel cestino posto sullo scaffale della  libreria? Casca forse il mondo? A questo punto la flessibilià è la carta vincente.

Ogni persona ha bisogno del proprio spazio, anche la più innamorata. Per quanto forte possa essere l’intimità fisica ed emozionale, ci sono momenti durante i quali si vuole coltivare il proprio giardino in piena libertà e solitudine. Ci consente di mantenere quella parte di mistero che rappresenta il sale in una relazione amorosa. E smettiamola di assillarlo con la solita domanda “A cosa pensi, tesoro?”. E non dimentichiamo che a non perdersi mai di vista si rischia di non guardarsi più.

La generosità fa bene alla coppia, non dimentichiamocelo. Non si tratta di accogliere ogni giorno il partner con un regalo. Molto meglio è regalargli tempo, disponibilità, ascolto. Baci, scambi di tenerezza e dimostrazioni di
affetto non devono rimanere confinati nel periodo dell’ innamoramento. Spesso quando si raggiunge un alto livello di intimità ci si sente autorizzate a parlare in modo troppo diretto. Ma per essere schietti non è necessario ferire
o umiliare. Paradossalmente è proprio la persona più amata quella a cui riserviamo il trattamento più duro. Il rispetto del partner non va abbandonato nemmeno quando gli riservate le critiche più aspre.

Un discorso a parte lo merita la seduzione, spesso un po’ dimenticata quando si convive da qualche tempo. Un grave errore che commettiamo in molti è quello di considerarla un un mezzo di conquista. Niente di più sbagliato, se non si presta attenzione si rischia di banalizzare l’altro.  La seduzione è un processo senza fine. Allora,abbandoniamo quel vecchio pigiama tanto comodo che ci trasforma in una specie di befana stagionata. Non siate spettatori passivi ma protagonisti della vostra vita affettiva sempre.

Anna De Angelis.

 

 

 psicologia della coppia att lunga vita alla coppia

Giulia Savarese

come farsi apprezzare maggiormente dagli altri

arte del vivere insieme

arte del vivere insieme

 Immaginate di poter assistere, senza essere visti, ad una seduta di psicoterapia e di poter ascoltare quello che un paziente dice al suo psicoterapeuta. Siete curiosi, vero? Probabilmente, una delle conversazioni che ascoltereste con maggior frequenza riguarderebbe l’insoddisfazione per i propri rapporti con gli altri. A questo proposito, una delle ” lamentele” più ricorrenti potrebbe suonare più o meno così: “ Io  do moltissimo e faccio tanto per gli altri, ma in cambio ottengo poco o niente“. La sensazione di sentirsi poco amati ed apprezzati è purtroppo molto comune e riguarda ogni tipo di relazione sia essa di carattere sentimentale, piuttosto che amicale, familiare, lavorativo, ecc?
 
Fortunatamente, è sempre possibile imparare a farsi apprezzare e costruire con gli altri  delle relazioni più soddisfacenti.  Dare e ricevere: un problema universale
In una ricerca di psicologia sociale fu chiesto a un numero cospicuo di coppie sposate di fare un bilancio di quello che davano e ricevevano nel loro rapporto sia dal punto di vista pratico che da quello affettivo. Inoltre, ciascuno dei partner doveva indicare chi fosse il più generoso della coppia. Il risultato fu
sorprendente: sia il marito che la moglie percepivano se stessi come la persona che dà di più nel rapporto.

Da un certo punto di vista, questo risultato non sorprende : fa parte della natura umana considerarsi migliori di quello che si è ,e reputarsi più generosi e più disponibili di quanto non si sia in realtà. Ma questo studio mette in luce un punto importante: in molti rapporti si creano delle dinamiche psicologiche per cui si tende a non riconoscere e quindi a non apprezzare quello che l’altro fa per noi.  
Perché do tanto e ricevo in cambio così poco?
Ogni individuo ha il suo modo particolare di rapportarsi agli altri e di esprimere il proprio affetto.
Per fare un esempio banale ma efficace, alcune persone preferiscono dimostrare il loro amore con i fatti, prendendosi cura del partner dal punto di vista  pratico e materiale. Anche quando amano profondamente, queste persone fanno fatica a dire ” ti amo” e sono parchi di abbracci e coccole, ma non fanno mai mancare il loro sostegno al partner. Per loro una camicia perfettamente stirata o riparare un rubinetto che perde sono l’equivalente di un appassionata dichiarazione d’amore.   Altre persone, invece, sono espansive ed affettuose e per sentirsi amate hanno bisogno di dialogo, abbracci e tenerezze.

Se come spesso succede, una persona che esprime il suo affetto in modo pragmatico si sposa con un partner più emotivo e passionale, è facile che, con il tempo, ciascuno dei due finisca per sentirsi poco amato e poco apprezzato. Sempre per proseguire con l’esempio, supponiamo che il tipo pratico sia il marito e il tipo più affettivo sia la moglie. In questo caso, il marito farà di tutto (dal suo punto di vista) per far funzionare il rapporto: si impegnerà sul lavoro, aiuterà nei lavori domestici, non le farà mancare niente di materiale e non capirà come mai la moglie sia sempre così scontenta. Inoltre, si lamenterà del disordine che regna in casa e del fatto che sua moglie sia così fredda a letto. Dal canto suo, la moglie potrebbe soffrire per i troppi impegni lavorativi del marito, per la mancanza di dialogo e di tenerezza e potrebbe sentirsi trascurata e poco amata, nonostante la sicurezza finanziaria ed emotiva che il marito le offre. Nei confronti della loro vita sessuale, la moglie potrebbe lamentarsi perché
il marito che la ignora completamente durante il giorno, la cerca solo quando vuole fare l’amore.

In realtà, ciascuno dei membri della coppia dà e riceve molto, ma dal momento che quello che riceve è diverso da quello che desidererebbe, ha la sensazione di non ricevere niente. Nessuno dei due, infatti, si sforza di capire che cosa è importante per l’altro e di soddisfare i suoi bisogni.
Ovviamente queste dinamiche non si verificano solo nel rapporto di coppia ma in tutti i tipi di relazione umana. Tuttavia, è possibile migliorare qualsiasi relazione sviluppando la capacità di mettersi nei panni dell’altro.

Il segreto per farsi apprezzare.
Provereste gratitudine se qualcuno vi facesse un regalo costosissimo ma che voi reputate orribile ed inutile? O preferireste invece un regalo molto più economico, una piccola cosa, che però desiderate veramente? Nelle relazioni con gli altri funziona lo stesso principio: perché quello che diamo sia veramente gradito deve rispondere ai bisogni dell’altro.
Le persone tendono a dare nella relazione quello che loro desidererebbero dagli altri, ma questo non sempre coincide con quello di cui gli altri hanno bisogno.  Tuttavia, se non si sviluppa la capacità di mettersi nei panni dell’altra persona, si rischia di dare tantissimo e di non essere apprezzati.         
Un esempio classico di questo meccanismo psicologico potrebbe essere quello di un ipotetica  madre che vive in funzione del  figlio. Questa mamma al figlio dà tutto (affetto, consigli, attenzioni, regali ecc) tranne l’unica cosa che lui vorrebbe veramente, e cioè che la madre fosse meno presente nella sua vita e rispettasse di più i suoi spazi e il suo bisogno di autonomia. Paradossalmente questa madre riceverebbe di più nel rapporto con il figlio imparando a dare di meno.

Dedicato a chi dà troppo
Alcune persone danno tantissimo nei rapporti con gli altri ma in cambio ricevono veramente poco.In genere questo tipo di persona ha un grandissimo bisogno d’amore ed è disposto a fare di tutto per accattivarsi le simpatie dell’altro sia che si tratti di un amico, di un potenziale partner, di un parente ecc. Queste persone
quando tengono a qualcuno lo sommergono di manifestazioni d’affetto, attenzioni, regali e piaceri. In ufficio sono quelli che fanno anche il lavoro degli altri e si sobbarcano tutti i lavori più ingrati, in tutte le situazioni della vita considerano le esigenze degli altri più importanti delle proprie.
Ma tanta generosità può avere un risvolto negativo: questi individui, a livello inconscio, si ritengono immeritevoli d’amore e danno per “comprare” la benevolenza degli altri.
La loro disponibilità verso il prossimo nasce più dall’insicurezza che da un reale interesse verso l’altro: dal momento che disperano di essere amati per quello che sono, si accontentano di essere utili, anzi indispensabili. Il dare compulsivo nasconde in realtà una forte richiesta di attenzione e di amore. Gli altri lo avvertono inconsciamente e provano  disagio perché si sentono in debito e obbligati a ricambiare e a dare più di quanto non farebbero normalmente. 

Come ricevere di più nei rapporti con gli altri
Alcuni consigli per stabilire con gli altri delle relazioni più soddisfacenti.

1) Date per il piacere di farlo
Alcune persone hanno nei confronti degli altri un atteggiamento “da contabile”, tendono, cioè, a fare una specie di “bilancio mentale” di quello che danno e ricevono nelle loro relazioni. Fanno volentieri dei piccoli favori, ma in cambio si aspettano che il beneficiario delle loro attenzioni restituisca loro  il favore con la massima solerzia, e se questo non avviene, si sentono delusi e poco apprezzati. Per esempio, ci rimangono male se un’amica non
ricambia a breve l’invito a pranzo e se un collega, a cui hanno dato un passaggio, non si sdebita offrendo qualcosa da bere. Paradossalmente, è proprio la paura di non ricevere abbastanza nei rapporti con gli altri che impedisce a queste persone di ricevere di più, mentre un atteggiamento più generoso e rilassato nei confronti del prossimo garantirebbe loro quell’ apprezzamento e quell’ affetto che desiderano ardentemente.

2) Imparate ad apprezzare quello che ricevete
La maggior parte delle persone, quando ha la sensazione di non ricevere abbastanza da un rapporto, tende a diventare critica nei confronti dell’altra persona e a concentrare l’attenzione su quello che l’altro non riesce a fare o a dare, sottovalutando invece gli aspetti positivi della relazione. Ma, sottolineare in continuazione l’egoismo o la pigrizia del partner, del figlio, del collega, non spingerà l’ altro a dare di più, ma a dare sempre di meno.
Infatti, l’altra persona, sentendosi criticata e messa in discussione, smetterà di fare anche quel poco che fa. Per invertire questo circolo vizioso, occorre invertire la rotta e iniziare ad apprezzare quello che riceviamo per quanto inferiore alle nostra aspettative possa essere. Infatti, mostrando di notare e di apprezzare quello che l’altra persona fa per noi, la motiveremo da dare di più.

3) Esplicitate le vostre aspettative
Ogni persona ha il suo modo peculiare di percepire la realtà, anche e soprattutto per quanto riguarda il rapporto con gli altri. Molte incomprensioni nascono da una divergenza di aspettative che non è mai stata esplicitata. Non date per scontato che gli altri capiscano quello che volete, anche se si tratta di una cosa ovvia: spesso quello che è evidente per una persona, può non esserlo per un’altra.

Dottoressa Anna Zanon

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Anna Laura Boldorini

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