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	<title>Il portale italiano delle buone relazioni &#187; Consulenze</title>
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		<title>fuga da un pessimo appuntamento</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 16:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fuga da un pessimo appuntamento in Lifestyle Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Fuga da un pessimo appuntamento</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">in Lifestyle</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun&#8217;altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">accompagnarvi siete nei guai.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschio danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine all’altare».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo, potete raccontargli che dovete andare a prendere le vostre amiche, perché avete in programma una</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">seconda serata con loro</div>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-672" title="figuraccia primo appuntamento" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/figuraccia-primo-appuntamento.jpg" alt="figuraccia primo appuntamento fuga da un pessimo appuntamento" width="450" height="310" /></div>
<div>Cosa fare quando scopri che accettare il suo <strong>invito a uscire è stata una pessima idea</strong>. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno <strong>elegantemente</strong>.</div>
<div>Capita a tutte di uscire <strong>col tipo sbagliato</strong>. Qualche volta il <strong>sospetto c’è già in partenza</strong>, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ <strong>perché si è lusingate </strong>dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non <strong>si ha niente altro da fare</strong>, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che evidentemente<strong> non è il ragazzo ideale</strong>. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato <strong>tanto simpatico e carino</strong> in compagnia, nel tête-à-tête si rivela tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, <strong>se non ce la si fa più a reggere il gioco?</strong></div>
<div>Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro <strong>è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua</strong>, ma che <strong>non siete interessate a una relazione</strong> in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle <strong>interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un piatto d’argento</strong>. Spiegate che in questa fase della vostra vita <strong>avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse</strong>.</div>
<div>A volte invece è talmente palese <strong>che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti.</strong> A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. <strong>Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra</strong>. Quando gli farai capire</div>
<div>che <strong>questa uscita non avrà un seguito</strong> digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun&#8217;altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, <strong>da presentagli</strong>.</div>
<div><strong>Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga</strong>, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che <strong>il vostro sogno è quello di sposarvi </strong>il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che <strong>il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione</strong> dove si trovava per tentato omicidio.</div>
<div><strong>Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate</strong>. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. <strong>Farsi scappare un ruttino</strong>. Annusarvi le ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «<strong>Ho un  callo sul piede</strong>» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».</div>
<div>Andiamo su qualcosa di più banale e <strong>meno pittoresco, ma efficace</strong>. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà. Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo <strong>che si è rivelata l’uscire con lui</strong>. Puntate sul lavoro, non si sbaglia mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e <strong>vi dovete svegliare molto presto</strong>. Se è pieno giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per accompagnarvi siete nei guai.</div>
<div><strong>Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica</strong>. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in compagnia <strong>del vostro spasimante</strong>. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «<strong>Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto</strong>: devo correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».  <strong>Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate</strong>.</div>
<div>Davanti alla precedentemente citata scusa del: «<strong>Non sto cercando una storia</strong>», alcuni maschi danno la seguente interpretazione mandrilla: «<strong>No relazione, sì avventura sessuale</strong>». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente <strong>che non c’è trippa per gatti,</strong> dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, <strong>voglio arrivare vergine</strong></div>
<div><strong>all&#8217;altare.</strong></div>
<div>Se avete avuto <strong>la pessima idea di invitarlo a casa vostra </strong>pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma <strong>stanno virando verso il disastro</strong>, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «<strong>No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba</strong>». Se non è stupido vi dirà che <strong>forse allora è il caso che se ne vada</strong>, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente <strong>di sì</strong>. Se lui non accenna a smontare le tende nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo ditele che vi stanno aspettando delle amiche perché avete in programma una seconda serata con loro.</div>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="La Verità è che non gli Piaci Abbastanza" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__non_gli_piaci_abbastanza.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/v/verita-non-gli-piaci.gif" alt="verita non gli piaci fuga da un pessimo appuntamento" width="104" height="160" title="fuga da un pessimo appuntamento" /></a></td>
<td>
<div><a title="Greg Behrendt" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_greg_behrendt.php?pn=1218" target="_blank">Greg Behrendt</a>, <a title="Liz Tuccillo" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_liz_tuccillo.php?pn=1218" target="_blank">Liz Tuccillo</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="La Verità è che non gli Piaci Abbastanza" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__non_gli_piaci_abbastanza.php?pn=1218" target="_blank">La Verità è che non gli Piaci Abbastanza</a></div>
<div>Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono</div>
<div><a title="Tea libri" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_tea_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Tea libri</a></div>
<p><a title="La Verità è che non gli Piaci Abbastanza" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__non_gli_piaci_abbastanza.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.it/img/partner/carrello.gif" alt="carrello fuga da un pessimo appuntamento"  title="fuga da un pessimo appuntamento" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Single? No, Grazie!" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__single-no-grazie.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/single-no-grazie_30946.jpg" alt="single no grazie 30946 fuga da un pessimo appuntamento" width="105" height="160" title="fuga da un pessimo appuntamento" /></a></td>
<td>
<div><a title="Andrew G. Marshall" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_andrew_g_marshall.php?pn=1218" target="_blank">Andrew G. Marshall</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Single? No, Grazie!" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__single-no-grazie.php?pn=1218" target="_blank">Single? No, Grazie!</a></div>
<div>Una guida per trovare l&#8217;amore eterno</div>
<div><a title="Corbaccio Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_corbaccio.php?pn=1218" target="_blank">Corbaccio Editore</a></div>
<p><a title="Single? No, Grazie!" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__single-no-grazie.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.it/img/partner/carrello.gif" alt="carrello fuga da un pessimo appuntamento"  title="fuga da un pessimo appuntamento" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Se amo me è più facile amare gli altri</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sempre più stupita di quanto le filosofie e le religioni orientali abbiano dei punti in comune con la psicologia. Prendiamo, ad esempio, l’amore. Osho afferma che l’amore non è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-461" title="ragazza che ride" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/ragazza-che-ride.jpg" alt="ragazza che ride Se amo me è più facile amare gli altri" width="305" height="203" /></p>
<p>Sono sempre più stupita di quanto le filosofie e le religioni orientali abbiano dei punti in comune con la psicologia.</p>
<p><strong>Prendiamo, ad esempio, l’amore.</strong></p>
<p>Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, <strong>si può tenere nella mano aperta,</strong> ma non nel pugno: appena si chiudono le mani <strong>esso si dilegua</strong>.</p>
<p>Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. <strong>L’avidità incorporea, tende al possesso</strong>; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.</p>
<p><strong>Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire</strong>, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.</p>
<p><strong>Amare se stessi significa rispettars</strong>i, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là <strong>di qualsiasi specifico credo religioso</strong>, che alberga in ciascuno di noi: <strong>la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo</strong> ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.</p>
<p><strong>Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.</strong></p>
<p>L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:<strong>è l’amore per se stessi</strong> che pone le basi per conoscersi. <strong>Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti,</strong> significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente,<strong> intesa come creazione sociale</strong>, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare <strong>l’autoconsapevolezza.</strong></p>
<p>Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, <strong>l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri</strong>. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo <strong>che potremmo mostrare non sarebbe autentico</strong>, sarebbe un modo <strong>per non pensare a noi stessi</strong>, un dovere, una formalità,un sacrificio.</p>
<p>Spesso si tende ad utilizzare <strong>una definizione non corretta di amore</strong>. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. <strong>Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato</strong>, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, <strong>una persona che ha così tanto da offrire</strong> vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza <strong>che vi sia alcuno che lo possa ammirare</strong>, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore <strong>è ciò che riempie e rende felici.</strong></p>
<p>L’amore non è dipendenza, <strong>non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota</strong>, non è ricatto, non è una forma di potere, <strong>non è un oggetto di contrattazione.</strong></p>
<p><strong>L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di no</strong>i e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, <strong>l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri</strong> non saranno mai realizzate.</p>
<p>Ecco, quindi, ancora una volta  <strong>si impone la necessità di imparare </strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>prima</strong></span><strong> a stare da soli con se stessi </strong>e <span style="text-decoration: underline;">poi</span> con gli altri. <strong>A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone</strong> in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. <strong>Se non si è in grado di stare da soli</strong> ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà <strong>soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà</strong> a causa di una personale incapacità. E l’odio, <strong>la rabbia, il disprezzo neo propri confronti</strong> quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, <strong>ma anche verso chi ci circonda</strong>, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.</p>
<p>Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi,<strong> mettendosi al centro del proprio cammino emotivo,</strong> spirituale, <strong>fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio</strong>, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le <strong>quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza</strong>. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, <strong>una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro</strong>, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, <strong>più profondo e duraturo</strong>.</p>
<p><strong>L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.</strong></p>
<p><em>Anna Fata<br />
</em></p>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Ama Te Stesso" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ama-te-stesso.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/a/ama-te-stesso.jpg" alt="ama te stesso Se amo me è più facile amare gli altri" width="107" height="160" title="Se amo me è più facile amare gli altri" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Louise L. Hay" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_louise_hay.php?pn=1218" target="_blank">Louise L. Hay</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Ama Te Stesso" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ama-te-stesso.php?pn=1218" target="_blank">Ama Te Stesso</a></div>
<div>Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d&#8217;amore la propria vita.</div>
<div><a title="Armenia" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_armenia.php?pn=1218" target="_blank">Armenia</a></div>
<p><a title="Ama Te Stesso" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ama-te-stesso.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.it/img/partner/carrello.gif" alt="carrello Se amo me è più facile amare gli altri"  title="Se amo me è più facile amare gli altri" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Amare Significa Guarire" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amare_significa_guarire.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/a/amare-significa-guarire-2007.gif" alt="amare significa guarire 2007 Se amo me è più facile amare gli altri" width="104" height="160" title="Se amo me è più facile amare gli altri" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Gerald Jampolsky" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_gerald_jampolsky.php?pn=1218" target="_blank">Gerald Jampolsky</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Amare Significa Guarire" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amare_significa_guarire.php?pn=1218" target="_blank">Amare Significa Guarire</a></div>
<div>I sette principi della guarigione degli atteggiamenti mentali</div>
<div><a title="Essere Felici Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_essere_felici.php?pn=1218" target="_blank">Essere Felici Edizioni</a></div>
<p><a title="Amare Significa Guarire" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amare_significa_guarire.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.it/img/partner/carrello.gif" alt="carrello Se amo me è più facile amare gli altri"  title="Se amo me è più facile amare gli altri" /></a></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 12:40:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avere delle relazioni gratificanti con gli altri è uno dei segreti per avere una vita felice e piena di soddisfazioni. Molte ricerche condotte nell&#8217;ambito della psicologia sociale, hanno evidenziato che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-366" title="l'amicizia è un'amore importante" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/community.jpg" alt="community Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine" width="477" height="300" /><br />
<strong>Avere delle relazioni gratificanti con gli altri è uno dei segreti per avere una vita felice e piena di soddisfazioni.</strong></p>
<p>Molte ricerche condotte nell&#8217;ambito della psicologia sociale, hanno <strong>evidenziato che chi ha una vita affettiva</strong> e relazionale soddisfacente, non solo <strong>è molto più</strong> <strong> felice,</strong><br />
ma, ha anche un<strong> salute migliore</strong>  e vive più a lungo, al contrario  di chi  ha con gli altri  rapporti solo superficiali e vive di più  la solitudine. <em><strong>La solitudine,</strong></em><br />
quando non è una scelta volontaria,  incide<strong> molto negativamente</strong> sul nostro benessere psicologico  più di quanto possiamo immaginare.     </p>
<p>La sensazione di<strong> non essere importanti per nessuno</strong> è la causa di molte depressioni e persino di molti suicidi. Eppure, triste a dirsi,<strong> la solitudine è una condizione</strong> che si sta diffondendo sempre di più, complici i ritmi <strong>frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani</strong>. Timidezza, scarse abilità sociali , diffidenza verso gli altri, sono ulteriori fattori che possono contribuire<strong> a peggiorare la solitudine</strong>. La solitudine, però, può essere sconfitta, facendo lo sforzo deliberato di <strong>uscire dal proprio guscio e di aprirsi agli altri</strong>.</p>
<p><em><strong>Alcuni consigli pratici per superare la solitudine</strong></em><br />
Non è possibile in un unico articolo trattare un problema complesso come quello <strong>della solitudine</strong> in un modo esaustivo. Anche perché ciascuno è solo in un modo diverso :<strong>c&#8217;è la solitudine del timido</strong> che non osa avvicinarsi agli altri, c&#8217;è la solitudine della persona <strong>sempre in viaggio per motivi di lavoro</strong>, e c&#8217;è chi invece si sente solo in mezzo ad una folla, ecc.. In questo paragrafo, tuttavia, darò alcuni consigli <strong>per sconfiggere la solitudine</strong> adatti ai diversi tipi di solitudine.     </p>
<p><strong><em>Fai uno sforzo consapevole per fare nuove amicizie</em></strong>. <br />
Finiti i tempi della scuola, <strong>diventa più difficile farsi dei nuovi amici</strong>. Le ragioni sono tante: <strong>si ha meno tempo</strong>, si è impegnati con il<strong> lavoro e con la famiglia</strong>, ciascuno ha la sua vita e c&#8217;è minor disponibilità a conoscere gente nuova. Anche con i vecchi amici potrebbe non esserci il feeling di un tempo : molte cose cambiano dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta  e i tuoi amici di sempre potrebbero aver preso<strong> una direzione nella vita completamente diversa dalla tua.</strong><br />
Proprio per questo<strong> se vuoi delle nuove amicizie</strong>, devi dedicare alla tua vita sociale, tempo ed energia, cercando di <strong> creare delle occasioni di incontro</strong>.<br />
Comincia a frequentare un posto dove puoi socializzare: una palestra, un associazione di volontariato, un corso di ballo, o di teatro ecc. Vai a concerti, al  cineforum, fai dei viaggi di gruppo, ecc.., l&#8217;importante è che cerchi di <strong>interagire con le persone che incontri</strong>.</p>
<p><strong>Sei timido? prova a fare la prima mossa</strong>  <br />
Sarà più facile fare amicizia, se prenderai<strong> l&#8217;iniziativa quando contatti gli altri</strong>.Se sei timido e ti sembra difficilissimo <strong>fare il primo passo</strong> prova a ridurre l&#8217;ansia ripetendoti che anche gli altri , anche quelli che sembrano brillanti e &#8220;vincenti&#8221;,<strong> hanno i loro timori e le loro insicurezze</strong> e magari, si sentono <strong>soli proprio come te</strong>. Hai il timore che le altre persone  notino <strong>solo e sopratutto i tuoi difetti?</strong>  non è così, gli altri, se non sono gravemente frustrati, non sono lì per giudicarti negativamente, ma <strong>per cercare di star bene e divertirsi</strong>. Se sei timido, ti potrà capitare di<strong> sentirti a disagio</strong> o  addirittura  di arrossire, quando parli con <strong>qualcuno che conosci poco</strong>: non farne un dramma. I timidi sono caratterizzati da<strong> eccessiva consapevolezza di sé</strong>, ma più ti focalizzai sulle tue sensazioni di imbarazzo, più l&#8217; imbarazzo aumenta, mentre se non ci dai più di tanto peso,<strong> il disagio scemerà gradualmente</strong>.</p>
<p><strong>Liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo.<br />
</strong>Nei primi contatti <strong>con un potenziale amico</strong>, quello che conta non è tanto apparire interessanti , quanto mostrarsi <strong>interessati all&#8217;altro</strong>.L&#8217;interesse sincero per l&#8217;altro<strong> è la chiave di un&#8217;amicizia ben riuscita</strong>. A questo proposito, vorrei citare un detto di Dale Carnegale che trovo profondamente vero: &#8220;Puoi trovare più amici in due mesi, interessandoti agli altri, che in due anni cercando di fare in modo che la gente si interessi a te&#8221;</p>
<p><strong>Sviluppa l&#8217;amicizia con gradualità</strong>.<br />
Alcune persone sole rovinano una potenziale amicizia,<strong> avanzando delle premature richieste  d&#8217;intimità</strong>. Sono quelle persone <strong>che tengono al telefono per ore</strong> una persona che conoscono poco, oppure una volta ottenuto il numero di telefono, cominciano a chiamare<strong> tutti i giorni a qualsiasi orario</strong>.<br />
Lo stesso discorso vale per l&#8217;aspetto affettivo della relazione : <strong>è meglio evitare all&#8217;inizio confidenze troppo personali</strong> perchè quasi sempre questo genere di confidenze fatte ad un conoscente, possono  spaventare e/o imbarazzare.</p>
<p><strong><em>Sìi te stesso</em></strong>.<br />
Molte persone con una <strong>brillante vita sociale</strong> devono combattere contro la sensazione di &#8220;<strong>sentirsi soli anche in</strong> <strong>mezzo ad una folla</strong>&#8220;.  Se anche tu, conosci un sacco di gente ma <strong>continui a sentirti solo</strong>, è perché instauri con gli altri dei <strong>rapporti solo superficiali</strong>. Con chi ti circonda<strong> non sei te stesso</strong>, reciti una parte, cercando di essere quello che gli altri <strong>si aspettano che tu sia</strong>. Quindi ti fingi più forte, più brillante, più sicuro di te di quanto tu non sia realmente, in questo modo<strong> non sperimenterai mai una vera</strong> <strong>intimità</strong> fecendo nascere la penosa sensazione di solitudine e l&#8217;impressione che nessuno possa <strong>capirti ed esserti vicino</strong>.<strong> Smettere di fingere di essere la persona</strong> che gli altri si aspettino che tu sia ,e  <strong>farsi vedere per quello che sei</strong>, è il mezzo migliore per trasformare dei conoscenti in amici.</p>
<p><strong><em>Non essere troppo critico verso gli altri.<br />
</em></strong>Alcune persone respingono gli altri, adottando inconsapevolmente <strong>un atteggiamento troppo rigido e critico</strong>. Tendono ad aspettarsi troppo nelle relazioni con gli altri e ad avere una concezione<strong> idealizzata dell&#8217;amicizia</strong> : di conseguenza, vengono <strong>facilmente delusi</strong>. Quando l&#8217; altro, come spesso succede,<strong> non soddisfa le loro aspettative</strong>, perdono la fiducia  e preferiscono <strong>rompere l&#8217; amicizia</strong>.<br />
A volte le persone <strong>con questo tipo di problematica</strong>, tendono a misurare <strong>quanto danno e quanto ricevono</strong> in cambio. Se per esempio, l&#8217;amico non ricambia, a breve, un invito, o una telefonata, <strong>si sentono ingannati</strong> e non apprezzati. Se ti sei riconosciuto in questo ritratto, devi imparare ad essere<strong> più tollerante</strong><br />
e non pretendere dagli altri più di quanto non ti possano dare: <strong>dopotutto non esiste l&#8217;amico perfetto</strong>. </p>
<p><strong><em>Sviluppa i tuoi interessi.</em></strong>  <br />
Se ti mancano gli argomenti di conversazione,<strong> devi ampliare i tuoi interessi</strong>. Il modo più semplice è quello di tenerti informato: puoi leggere il giornale, andare a vedere qualche film appena uscito o dedicarti alla lettura di quel nuovo best seller di cui parlano tutti, oppure puoi trovarti un hobby.<br />
<strong>La qualità delle nostre relazioni con gli altri</strong> dipende molto dal nostro atteggiamento. E&#8217;  importante sapere che gli altri<strong> hanno i tuoi stessi problemi</strong>.  Non bisogna essere così<strong> egocentrici da credere</strong> che il mondo giri intorno a quello che la gente pensa del tuo aspetto ,<strong>delle tue sensazioni e del tuo comportamento</strong>. Gli altri non stanno sempre lì a<strong> giudicarti e a valutarti</strong> negativamente. <strong>Pensano a se stessi</strong> ,e sei tu che devi uscire fuori dal tuo guscio e <strong>andare verso gli altri</strong> , perché quando entriamo in <strong>contatto con un&#8217;altra persona</strong> allo stesso tempo  ci mettiamo in <strong>contatto con noi stessi</strong> :  aiutiamo noi stessi. Sono fermamente convinta che siamo un tutto<br />
unico. Lo siamo veramente  e più  sorridi e<strong> ti protendi verso gli altri</strong> , tanto più riceverai in cambio: si raccoglie quello che si è seminato.</p>
<p>Sì, lo so, è un clichè ma è un clichè proprio <strong>perché è profondamente vero</strong>. E allora coraggio, vai avanti e stabilisci un contatto con le altre persone. Se,per esempio, quando <strong>nelle occasioni dove incontri gente</strong> capisci che qualcuno è timido o triste ecco questa è l&#8217;occasione di protendersi verso gli altri. Nel  momento in<br />
cui lo farai, vedrai che  scoprirai qualcosa di stupendo.</p>
<p>Sì le persone sono meravigliose e tutto quello di cui <strong>hanno bisogno è un po&#8217;  tenerezza</strong>, amore e attenzione: è il miglior antidoto contro <strong>la solitudine.!<br />
</strong>Anna de Angelis</p>
<table border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="195" align="center" valign="top"><a title="Uscire dalla Solitudine" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__uscire-dalla-solitudine.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/u/uscire-dalla-solitudine_31323.jpg" alt="uscire dalla solitudine 31323 Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine"  title="Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Olga Chiaia" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_olga-chiaia.php?pn=1218">Olga Chiaia</a></div>
<div><a title="Uscire dalla Solitudine" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__uscire-dalla-solitudine.php?pn=1218">Uscire dalla Solitudine</a></div>
<div>Dietro le nuvole, l&#8217;amicizia e l&#8217;amore</div>
<div>Urra Edizion </div>
<div><a title="Uscire dalla Solitudine" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__uscire-dalla-solitudine.php?pn=1218">Compralo su Macrolibrarsi</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>                          <a href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_sperling_kupfer_editori.php?pn=1218">r</a></p>
<table border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="195" align="center" valign="top"><a title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/legge-delle-relazioni-losie.jpg" alt="legge delle relazioni losie Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine"  title="Come trovare nuovi amici e vincere la solitudine" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Michael J. Losier" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_michael-j-losier.php?pn=1218">Michael J. Losier</a></div>
<div><a title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1218">La Legge delle Relazioni</a></div>
<div>Il Segreto per attirare le persone giuste per l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, il lavoro</div>
<div><a title="Sperling &amp; Kupfer Editori" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_sperling_kupfer_editori.php?pn=1218">Sperling &amp; Kupfer Editori</a></div>
<div><a title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1218">Compralo su Macrolibrarsi</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>lunga vita alla coppia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:04:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella vita di coppia non ci sono solo passione e tenerezza. La convivenza è anche fatta di momenti di fiacca e tensione: non è tutto rose e fiori. Ecco alcuni consigli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_326" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><img class="size-full wp-image-326" title="in coppia è meglio" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/COPPIA-CHE-RIDE.jpg" alt="COPPIA CHE RIDE lunga vita alla coppia" width="274" height="274" /><p class="wp-caption-text">l&#39;amore fa bene al corpo e all&#39;anima</p></div>
<p><strong>Nella vita di coppia</strong> non ci sono solo <strong>passione e tenerezza</strong>. La convivenza è anche fatta di momenti di<strong> fiacca e tensione</strong>: non è tutto rose e fiori. Ecco alcuni consigli per vivere al meglio la <strong>quotidianità senza soccombere alla routine.</strong></p>
<p>C&#8217;è passione e tenerezza <strong>nella vita a due</strong>, ma anche noia e routine. Il condividere<strong> l&#8217;esistenza non è facile</strong>. Eppure ci sono <strong>paroline magiche</strong> che possono trasformare il quotidiano <strong>in un gioco</strong> impegnativo ma molto redditizio <strong>se si ha a cuore</strong> lo sviluppo armonioso della coppia. Ecco alcuni consigli per mantenere il feeling tra voi due<strong> sempre al top</strong>, anche dopo dieci anni di<br />
convivenza.</p>
<p><strong>Innanzitutto privilegiare la comunicazione</strong>.</p>
<p>Quanti <strong>dissapori</strong> potrebbero essere <strong>evitati</strong> se invece di accettare di fare quella cosa che tanto <strong>ti dà sui nervi</strong> aprissi la bocca per <strong>dirglielo in modo chiaro ed inequivocabile</strong>. Invece no, rimani dell&#8217;idea che <strong>prima o poi lui/lei  capirà</strong> e ti verrà incontro. Invece la scenetta che ti si presenta<strong> segue un altre strade</strong>. Un esempio: sei sfinita dopo una <strong>giornata massacrante</strong> e la tua più grande aspirazione per la serata  è quella di<strong> fiondarti a letto per una dormita</strong> da Guinness, ma purtroppo per quella sera è in programma un&#8217;uscita e  devi uscire, provi a  pronunciare  la tipica frase:  &#8221;<strong>Ma sei proprio sicuro</strong> <strong>di volerci andare?&#8221;. </strong> <strong>Il risultato</strong>: lui/lei  non capisce quanto<strong> tu sia stanca/o  e  vuole uscire</strong>.  A quel punto la serata diventa per te<strong> un vero supplizio</strong>, mentre luilei  rimane disorientato dal tuo ph decisamente acido. <strong>La ricetta è semplicissima</strong>: imparare a esprimere <strong>desideri e frustrazioni</strong>  è  il  modo giusto per evitare di accumulare<strong> risentimenti</strong>, vera bomba a orologeria nella vita di una coppia.</p>
<p>Ci si mette<strong> insieme per affinità</strong> ma due persone sono <strong>due individui</strong> e le differenze sono naturali. Dopo essersi conosciuti ci si deve <strong>adattare l&#8217;uno all&#8217;altra </strong> necessariamente ,perchè non si hanno le stesse abitudini e gli stessi<strong> modi di affrontare la vita</strong>. E se le vostre personalità sono diverse ci sarebbe da augurarsi qualche correzione di tiro per accettare meglio<strong> desideri e bisogni dell&#8217;altro</strong>. Che importanza ha se il mazzo di chiavi di casa non è messo nel cestino posto sullo scaffale della  libreria? Casca forse il mondo? A questo punto la flessibilià è la carta vincente.</p>
<p>Ogni persona <strong>ha bisogno del proprio spazio</strong>, anche la più innamorata. Per quanto forte possa essere<strong> l&#8217;intimità</strong> fisica ed emozionale, ci sono momenti durante i quali si vuole coltivare il proprio giardino in<strong> piena libertà</strong> e solitudine. Ci consente di mantenere <strong>quella parte di mistero</strong> che rappresenta il sale in una relazione amorosa. E smettiamola di assillarlo con la solita domanda <strong>&#8220;A cosa pensi, tesoro</strong>?&#8221;. E non dimentichiamo che a non perdersi mai di vista si rischia di<strong> non guardarsi più</strong>.</p>
<p><strong>La generosità</strong> fa bene alla coppia, non dimentichiamocelo. Non si tratta di <strong>accogliere</strong> ogni giorno il partner con un <strong>regalo</strong>. Molto meglio è regalargli tempo, <strong>disponibilità, ascolto</strong>. Baci, scambi di tenerezza e dimostrazioni di<br />
affetto non devono rimanere confinati nel periodo dell&#8217; innamoramento. Spesso quando si raggiunge un alto livello di <strong>intimità</strong> ci si sente autorizzate a parlare in<strong> modo troppo diretto</strong>. Ma per essere <strong>schietti</strong> non è necessario<strong> ferire</strong><br />
o umiliare. Paradossalmente è proprio <strong>la persona più amata</strong> quella a cui riserviamo il trattamento <strong>più duro</strong>. Il rispetto del partner non va abbandonato nemmeno quando gli riservate<strong> le critiche più aspre</strong>.</p>
<p>Un discorso a parte lo merita <strong>la seduzione</strong>, spesso un po&#8217; dimenticata quando <strong>si convive da qualche tempo</strong>. Un grave errore che commettiamo in molti è quello di considerarla un<strong> un mezzo di conquista</strong>. Niente di più sbagliato, se non si presta attenzione si rischia di banalizzare l&#8217;altro.  <strong>La seduzione è un processo senza fine</strong>. Allora,abbandoniamo quel vecchio pigiama tanto comodo che ci trasforma in una specie di befana stagionata. Non siate spettatori passivi <strong>ma protagonisti della vostra vita affettiva sempre</strong>.</p>
<p>Anna De Angelis.</p>
<td width="195" align="center" valign="top"> </td>
<p> </p>
<p> <a title="Psicologia della Coppia: Attrazione e Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__psicologia_della_coppia_attrazione-amore.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/p/psicologia-della-coppia-att.jpg" alt="psicologia della coppia att lunga vita alla coppia"  title="lunga vita alla coppia" /></a></p>
<p><a class="autore" title="Giulia Savarese" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_giulia_savarese.php?pn=1218">Giulia Savarese</a></p>
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		<title>come farsi apprezzare maggiormente dagli altri</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:38:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_321" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-321" title="ARTE DEL VIVERE INSIEME" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/ARTE-DEL-VIVERE-INSIEME1.jpg" alt="ARTE DEL VIVERE INSIEME1 come farsi apprezzare maggiormente dagli altri" width="350" height="408" /><p class="wp-caption-text">arte del vivere insieme</p></div>
<p> Immaginate di poter assistere, senza essere visti, ad una seduta di psicoterapia e <strong>di poter ascoltare</strong> quello che un paziente dice al suo psicoterapeuta. Siete curiosi, vero? Probabilmente, una delle conversazioni che ascoltereste con maggior frequenza riguarderebbe <strong>l&#8217;insoddisfazione per i propri rapporti con gli altri</strong>. A questo proposito, una delle &#8221; <strong>lamentele</strong>&#8221; più ricorrenti potrebbe suonare più o meno così: &#8220;<strong> Io  do</strong> <strong>moltissimo e faccio tanto</strong> per gli altri, ma in cambio <strong>ottengo poco o niente</strong>&#8220;. La sensazione di sentirsi <strong>poco amati ed apprezzati</strong> è purtroppo molto comune e riguarda <strong>ogni tipo di relazione</strong> sia essa di carattere sentimentale, piuttosto che amicale, familiare, lavorativo, ecc?<br />
 <br />
Fortunatamente, è sempre possibile imparare a farsi <strong>apprezzare e costruire con gli altri</strong>  delle relazioni più soddisfacenti.  <strong>Dare e ricevere</strong>: un problema universale<br />
In una ricerca di psicologia sociale fu chiesto a un numero cospicuo di coppie sposate di fare un bilancio di quello<strong> che davano e ricevevano nel loro rapporto</strong> sia dal punto di vista <strong>pratico</strong> che da quello <strong>affettivo</strong>. Inoltre, ciascuno dei partner doveva indicare <strong>chi fosse il più generoso della coppia</strong>. Il risultato fu<br />
sorprendente: sia il marito che la moglie percepivano se stessi <strong>come la persona che dà di più nel rapporto</strong>.</p>
<p>Da un certo punto di vista, questo risultato non sorprende :<strong> fa parte della natura umana</strong> considerarsi migliori di quello che si è ,e reputarsi più generosi e più disponibili di quanto non si sia in realtà. Ma questo studio mette in luce un punto importante: in molti rapporti si creano delle <strong>dinamiche psicologiche</strong> per cui si tende a <strong>non riconoscere</strong> e quindi a <strong>non apprezzare</strong> quello che l&#8217;altro fa per noi.  <br />
<strong>Perché do tanto e ricevo in cambio così poco?</strong><br />
Ogni individuo ha il suo modo particolare <strong>di rapportarsi agli altri e di esprimere il proprio affetto</strong>.<br />
Per fare un esempio banale ma efficace, alcune persone <strong>preferiscono dimostrare il loro amore con i fatti</strong>, prendendosi cura del partner dal punto di vista <strong> pratico e materiale</strong>. Anche quando amano profondamente, queste persone <strong>fanno fatica a dire &#8221; ti amo</strong>&#8221; e sono parchi <strong>di abbracci e coccole</strong>, ma non fanno mai mancare il loro sostegno al partner. Per loro una camicia perfettamente stirata o riparare un rubinetto che perde sono l&#8217;equivalente di un<strong> appassionata dichiarazione d&#8217;amore</strong>.   Altre persone, invece, sono espansive ed affettuose e per sentirsi amate<strong> hanno bisogno di dialogo, abbracci e tenerezze</strong>.</p>
<p>Se come spesso succede, una persona che esprime il suo affetto in modo pragmatico si sposa con un partner più emotivo e passionale, è facile che, con il tempo, ciascuno dei due finisca <strong>per sentirsi poco amato e poco apprezzato</strong>. Sempre per proseguire con l&#8217;esempio, supponiamo che il tipo pratico sia il marito e il tipo più affettivo sia la moglie. In questo caso, il marito farà di tutto (dal suo punto di vista) per far funzionare il rapporto: si impegnerà sul lavoro, aiuterà nei lavori domestici, non le farà mancare niente di materiale e non capirà come mai la moglie sia <strong>sempre così scontenta</strong>. Inoltre, si lamenterà<strong> del disordine che regna in casa</strong> e del fatto che sua moglie sia così fredda a letto. Dal canto suo, la moglie potrebbe soffrire per i troppi impegni lavorativi del marito, <strong>per la mancanza di</strong> <strong>dialogo e di tenerezza</strong> e potrebbe sentirsi <strong>trascurata e poco amata</strong>, nonostante la sicurezza finanziaria ed emotiva che il marito le offre. Nei confronti della loro vita sessuale, la moglie potrebbe lamentarsi perché<br />
il marito <strong>che la ignora completamente durante il giorno, la cerca solo quando vuole fare l&#8217;amore</strong>.</p>
<p>In realtà, ciascuno dei membri della coppia dà<strong> e riceve molto</strong>, ma dal momento che quello che riceve è diverso da quello <strong>che desidererebbe</strong>, ha la sensazione di non <strong>ricevere niente</strong>. Nessuno dei due, infatti, si sforza di capire che cosa è importante per l&#8217;altro e <strong>di soddisfare i suoi bisogni</strong>.<br />
Ovviamente queste dinamiche non si verificano solo nel rapporto di coppia ma in tutti i tipi di relazione umana. Tuttavia, è possibile migliorare qualsiasi relazione <strong>sviluppando la capacità di mettersi nei panni dell&#8217;altro</strong>.</p>
<p><strong>Il segreto per farsi apprezzare</strong>.<br />
Provereste gratitudine se qualcuno vi facesse un regalo costosissimo ma che voi reputate orribile ed inutile? O preferireste invece un regalo molto più economico, una piccola cosa, che però desiderate veramente? Nelle relazioni con gli altri funziona lo stesso principio: perché quello che diamo <strong>sia veramente gradito deve rispondere ai bisogni</strong> <strong>dell&#8217;altro.</strong><br />
Le persone tendono a dare nella relazione<strong> quello che loro desidererebbero dagli altri</strong>, ma questo non sempre coincide con quello <strong>di cui gli altri hanno bisogno</strong>.  Tuttavia, se non si sviluppa la capacità di mettersi nei panni dell&#8217;altra persona,<strong> si rischia di dare tantissimo e di non essere apprezzati</strong>.         <br />
Un esempio classico di questo meccanismo psicologico potrebbe essere quello di un ipotetica  madre che vive in funzione del  figlio. Questa mamma al figlio dà tutto (affetto, consigli, attenzioni, regali ecc) tranne l&#8217;unica cosa che lui vorrebbe veramente, e cioè che la madre fosse meno presente nella sua vita e rispettasse di più i <strong>suoi spazi</strong> e il suo <strong>bisogno di autonomia</strong>. Paradossalmente questa madre riceverebbe di più nel rapporto con il figlio imparando a dare di meno.</p>
<p><strong>Dedicato a chi dà troppo</strong><br />
Alcune persone <strong>danno tantissimo nei rapporti con gli altri</strong> ma in cambio ricevono<strong> veramente poco</strong>.In genere questo tipo di persona ha<strong> un grandissimo bisogno d&#8217;amore</strong> ed è disposto a fare di tutto per accattivarsi le simpatie dell&#8217;altro sia che si tratti di un amico, di un potenziale partner, di un parente ecc. Queste persone<br />
quando tengono a qualcuno <strong>lo sommergono di manifestazioni d&#8217;affetto</strong>, attenzioni, regali e piaceri. In ufficio sono quelli che fanno anche il lavoro degli altri e si sobbarcano tutti i lavori più ingrati, <strong>in tutte le situazioni della vita</strong> considerano <strong>le esigenze degli altri più importanti delle proprie</strong>.<br />
Ma tanta generosità <strong>può avere un risvolto negativo</strong>: questi individui, a livello inconscio, si ritengono immeritevoli d&#8217;amore e <strong>danno per &#8220;comprare&#8221; la benevolenza degli altri</strong>.<br />
La loro disponibilità verso il prossimo <strong>nasce più dall&#8217;insicurezza che da un reale interesse verso l&#8217;altro</strong>: dal momento che disperano di essere amati per quello che sono,<strong> si accontentano di essere utili</strong>, anzi indispensabili. Il dare compulsivo nasconde in realtà <strong>una forte richiesta di attenzione e di amore</strong>. Gli altri lo avvertono inconsciamente e provano  disagio <strong>perché si sentono in debito e obbligati</strong> a ricambiare e a dare più di quanto non farebbero normalmente. </p>
<p><strong>Come ricevere di più nei rapporti con gli altri</strong><br />
Alcuni consigli per stabilire con gli altri <strong>delle relazioni più soddisfacenti</strong>.</p>
<p>1) <strong>Date per il piacere di farlo</strong><br />
Alcune persone hanno nei confronti degli altri un atteggiamento &#8220;da contabile&#8221;, tendono, cioè, a fare una specie di &#8220;bilancio mentale&#8221; di quello<strong> che danno e ricevono nelle loro relazioni</strong>. Fanno volentieri dei piccoli favori, ma in cambio si aspettano che il beneficiario delle loro attenzioni <strong>restituisca loro  il favore con la massima solerzia</strong>, e se questo non avviene, si sentono <strong>delusi e poco apprezzati</strong>. Per esempio, ci rimangono male se un&#8217;amica non<br />
ricambia a breve l&#8217;invito a pranzo e se un collega, a cui hanno dato un passaggio, non si sdebita offrendo qualcosa da bere. Paradossalmente, è proprio <strong>la paura di non ricevere abbastanza</strong> nei rapporti con gli altri che impedisce a queste persone <strong>di ricevere di più</strong>, mentre un atteggiamento <strong>più generoso e rilassato</strong> nei confronti del prossimo garantirebbe loro quell&#8217; apprezzamento e quell&#8217; affetto <strong>che desiderano ardentemente</strong>.</p>
<p>2) <strong>Imparate ad apprezzare quello che ricevete</strong><br />
La maggior parte delle persone, quando ha la sensazione <strong>di non ricevere abbastanza da un rapporto</strong>, tende a diventare critica nei confronti dell&#8217;altra persona e a concentrare l&#8217;attenzione <strong>su quello che l&#8217;altro non riesce a fare</strong> o a dare, sottovalutando invece gli aspetti positivi della relazione. Ma, sottolineare in continuazione<strong> l&#8217;egoismo</strong> o la pigrizia del partner, del figlio, del collega, non spingerà l&#8217; altro a dare di più, ma a dare sempre di meno.<br />
Infatti, l&#8217;altra persona, sentendosi <strong>criticata e messa in discussione</strong>, smetterà di fare anche quel poco che fa. Per invertire questo circolo vizioso, occorre invertire la rotta e<strong> iniziare ad apprezzare quello che riceviamo</strong> per quanto inferiore alle nostra aspettative possa essere. Infatti, mostrando di notare e di apprezzare quello che l&#8217;altra persona fa per noi,<strong> la motiveremo da dare di più.</strong></p>
<p>3)<strong> Esplicitate le vostre aspettative</strong><br />
Ogni persona ha il suo modo peculiare di percepire la realtà, anche e soprattutto per quanto riguarda il rapporto con gli altri. Molte incomprensioni nascono da una<strong> divergenza di aspettative che non è mai stata esplicitata</strong>. Non date per scontato che gli altri capiscano quello che volete, anche se si tratta di una cosa ovvia: spesso quello che è <strong>evidente per una persona, può non esserlo per un&#8217;altra</strong>.</p>
<p>Dottoressa Anna Zanon</p>
<table border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
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<td>
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</td>
</tr>
</tbody>
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<p> </p>
<td align="center" valign="top"> </td>
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<p><a class="autore" title="Anna Laura Boldorini" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_anna-laura-boldorini.php?pn=1218">Anna Laura Boldorini</a></p>
<div><a title="Le Chiavi dell'Autostima" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le-chiavi-dell-autostima.php?pn=1218">Le Chiavi dell&#8217;Autostima</a></div>
<div>Stare bene con se stessi &#8211; Stare bene con gli altri</div>
<div>Ecomind</div>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:37:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-285" title="coppia_crisi_guida" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia_crisi_guida.jpg" alt="coppia crisi guida superare la fine di un amore" width="375" height="344" /></p>
<p><strong>&#8220;Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla</strong>&#8221; .</p>
<p> Questa struggente frase di C. Pavese sintetizza bene la condizione in cui ci si ritrova <strong>per la fine di un amore</strong>. Tale condizione è tanto più grande quanto più lacerante è la riflessione sulla fine di un amore. Riflessione che per attribuzione <strong>di sensi di colpa</strong>,  volontà di autopunirsi per quello che è successo,<strong> perdita di fiducia e stima verso sè </strong> e gli altri, può portare a veri e propri stati depressivi. <strong>Diventa quindi necessario</strong> effettuare un percorso per il superamento di questa fine.</p>
<p>Innanzitutto bisogna <strong>accettare che l&#8217;amore è finito</strong> e che nel finire ci ha completamente disarmati, come nella frase di Pavese. Senza un&#8217;accettazione di ciò qualsiasi<strong> percorso è inutile</strong>.  Sembra scontato ciò, ma non lo è. All&#8217;inizio, sopratutto se la fine sopraggiunge in maniera improvvisa ed imprevista, si tende a negare il tutto o quanto meno a minimizzare. Si ritiene <strong>che l&#8217;altro ritornerà</strong>, che ha confuso qualche suo dubbio o quant&#8217;altro come <strong>mancanza d&#8217;amore</strong>.</p>
<p>Dopo che si è arrivati ad accettare <strong>che l&#8217;amore è realmente finito</strong>, si sprofonda in un cupo,<strong> lacerante dolore</strong>. Bisogna allora concedersi un<strong> periodo di lutto</strong> . In questo periodo che può durare <strong>giorni o settimane ed a volte mesi</strong>, và cacciato fuori<strong> tutto il nostro dolore</strong>. Bisogna piangere<strong> tutte le lacrime di questo mondo</strong>. Ci si può far affiancare in questo periodo <strong>da una persona a noi cara che prestandoci semplicemente ascolto</strong>, raccogliendo il nostro dolore, ci allevierà un pò la sofferenza. Và espressa anche tutta la <strong> rabbia che si ha dentro</strong>. Vanno anallizzati eventuali sensi di colpa che si provono.</p>
<p><strong>Serve un distacco totale dalla persona che ci ha lasciato</strong>. Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere <strong>una minimo di relazione, di tipo amicale</strong>, con l&#8217;altro.<br />
 Ci si illude che così il dolore<strong> sara meno lacerante</strong>, mentre non si fà altro che<strong> prolungare l&#8217;agonia</strong>. Inoltre quest&#8217;atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia,<strong> che l&#8217;amore possa ritornare</strong>. Quindi, prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente formale con l&#8217;altro, <strong>occorre tempo</strong>.</p>
<p>Come suggeriva già Ovidio nel suo trattato Remedia Amoris,<strong> evitare luoghi e situazioni della relazione finita</strong>. Spesso, si tende a ritornare sul &#8220;luogo del delitto&#8221; a <strong>voler simbolicamente rivivere l&#8217;amore finito</strong>, al fine di attenuarne il dolore. <strong>Niente di più sbagliato</strong>, è solo una sorta di masochismo sentimentale che prolunga solo l&#8217;agonia.<br />
L&#8217;evitare luoghi e situazioni dell&#8217;amore finito fà parte di quel distacco assoluto, necessario al superamento del tutto.</p>
<p><strong>AGIRE</strong>. Bisogna, nel frattempo,<strong> fare qualcosa di positivo per sé stessi, per riempire il vuoto della mancanza</strong> della persona amata. Non si può interrompere un rapporto di dipendenza <strong>senza sostituirgliene un altro</strong> che ne prenda il posto. La nuova dipendenza,<strong>deve essere positiva</strong> però, bisogna cercare un nuovo forte interesse, che non riempirà appieno <strong>il baratro lasciato dal precedente, ma ci aiuterà comunque</strong>.<br />
<strong>La natura umana aborrisce il vuoto</strong>,<strong>soprattutto nell&#8217;area dei comportamenti e delle emozioni umane</strong>. Se non colmiamo, pur parzialmente, questo vuoto, il comportamento dipendente <strong>si rafforza</strong>.</p>
<p>Ricordarsi della massima del filosofo Nieztsche che recita &#8220;<strong>Tutto ciò che non mi uccide mi giova</strong>&#8220;. La fine dell&#8217;amore <strong>rappresenta anche un momento di crescita , di rafforzamento delle proprie capacità</strong> di superare le difficoltà. Inoltre può rappresentare l&#8217;inzio di un percorso volto a meglio <strong>conoscere noi stessi</strong>. Se riusciremo in tutto questo saremo sicuramente <strong>più forti e più maturi</strong>.</p>
<p>Capire quali eventuali <strong>vuoti interiori</strong> questo amore così forte e<strong> passionale colmava</strong>. Infatti spesso sentimenti molto forti non sono dovuti all&#8217;amore per l&#8217;amato, ma a vere  proprie<strong> carenze affettive passate</strong>.</p>
<p>Ricostruire gli &#8220;<strong>abbandoni passati</strong>&#8220;. Infine non dobbiamo dimenticare che il nostro modo di superare la fine di un amore è legato ai nostri<strong> primi &#8220;abbandoni&#8221; quelli infantili</strong>.<br />
Non ricordo chi diceva &#8220;<strong>il bambino è il padre dell&#8217;uomo</strong>&#8220;. Mai come in questo caso ha ragione. Infatti a seconda di come siamo <strong>stati &#8220;abbandonati&#8221; ed abbiamo vissuto e superato tali &#8220;abbandoni&#8221; da piccoli</strong>, che rivivremo quelli attuali e futuri. Capire tutto ciò  che è meglio per noi  nel superare la fine di un amore,<strong> di cambiare il &#8220;copione</strong>&#8221; passato.</p>
<p>Non dimenticarsi <strong>del dottore &#8221; Tempo</strong> &#8221; che col suo trascorrere cicatrizza qualsiasi ferita. Al riguardo gli antichi greci distinguevano due diversi concetti di tempo.<br />
<strong>Cronos </strong>che è il tempo cronologico, quello delle ore, dei giorni e dei mesi. Lo scorrere di Cronos e importante per <strong>superare un amore</strong>. Qualche autore è del parere che sono necessari <strong>almeno sei mesi per superare un lutto</strong> o un abbandono. L&#8217;altro concetto di tempo è <strong>Kairòs</strong> che è un tempo individuale , un tempo necessario per dire<strong> &#8220;basta</strong>&#8220;, vale a dire <strong>tempo del cambiamento interno</strong>. E&#8217; quel momento in cui ci rendiamo conto voche è il momento di voltare pagina.</p>
<p>Per quanto <strong>doloroso e lento</strong> possa essere  questo percorso di superamento <strong>della fine di un&#8217;amore</strong>, arriverà un&#8217;ora dove vi accorgerete <strong>di essere guariti</strong>. E vi renderete conto che il più grande amore è quello che ancora<br />
<strong>stà aspettando</strong>.</p>
<p>Ricordate, di fronte, alla cupa<strong> disperazione per la fine di un amore</strong> questo aforisma: &#8220;Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non sono precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l&#8217;ha sempre avuta vinta.&#8221; (P. Besson)</p>
<p><strong>Concluderei con una metafora</strong>: superare la fine di un amore, di una relazione è come attraversare un tunnel buio di cui non conosciamo la lunghezza ma che comunque<strong> ha un&#8217;uscita</strong>.<br />
All&#8217;ingresso del tunnel, con i due piedi già dentro,<strong> ci si dimena per uscirne subito</strong>, ma purtroppo è già stato chiuso l&#8217;ingresso. <strong>Bussare a quest porta è inutile</strong>, fà perdere solo tempo. Ma neanche velocemente ci si può uscirne. Và attraversato tutto e nell&#8217;attraversarlo i <strong>momenti di sconforto per timore che non ci sia mai la fine</strong> sono frequenti e  fanno parte <strong>del percorso</strong>. In qualche punto del tunnel <strong>ci si può fermare e non avere più la</strong> forza di andare avanti. Ma si riparte e l&#8217;uscita<strong> prima o poi arriva</strong>. Ma quel prima o poi <strong>dipende da noi</strong>. Prima lo attraversiamo senza indugi e <strong>prima ne usciamo</strong>.</p>
<p><strong>CHIARIMENTO CHIESTO DA UNA LETTRICE DOPO AVER LETTO L&#8217;ARTICOLO</strong></p>
<p>Ho fatto leggere anche alle<strong> mie amiche coodipendenti</strong> quello che ha pubblicato e ne abbiamo discusso insieme. Un punto solo vorrei discutere con lei. <strong>Non sono d&#8217;accordo</strong> quando dice &#8220;Non si può interrompere un rapporto di dipendenza senza sostituirgliene un altro &#8221; <strong>bisogna colmare il vuoto</strong>. Ma le persone <strong>non sono intercambiabili</strong>! Se penso poi che ciò potrebbe essere <strong>applicato a me stessa</strong>, cioè visto che <strong>non ci sono più io va bene anche un&#8217;altra</strong>, la cosa mi fa rabbrividire. Ma come si può sostituire <strong>un rapporto fatto di anni</strong>  di conoscenza, condivisione, <strong>familiarità, intimità con un&#8217;altra banale esperienza?<br />
</strong>E<strong> poi c&#8217;è anche il corpo</strong>. Io amo <strong>quegli occhi, quelle mani, quella pelle che per me sono insostituibili</strong> e, come lei ben sa, sono maggiormente tali in quanto<strong> mi vengono negati</strong>.<br />
Poi c&#8217;è anche il fatto che sento dentro che la fonte d&#8217;amore si è esaurita, <strong>dopo aver amato tanto</strong>. Ad un certo punto, <strong>come si fa a ricominciare ad amare?</strong> Penso sia impossibile.<br />
Le sarò grata se mi manderà una sua risposta.</p>
<p><strong>LA RISPOSTA</strong></p>
<p>Apprezzo il suo &#8220;<strong>disaccordo</strong>&#8221; perché ritengo che soprattutto nel campo delle dipendenze affettive, nessuno può dire di avere la <strong>&#8220;cura&#8221; giusta</strong>. Per cui le replico con piacere e la ringrazio per lo &#8220;<strong>spunto riflessivo</strong>&#8221; che mi ha fornito. Innanzitutto il punto con cui lei è in dissaccordo è il seguente: <strong>&#8220;Non si può interrompere un rapporto di dipendenza</strong>  senza sostituirgliene un altro che ne prenda il posto &#8220;. La nuova dipendenza,deve essere però <strong>positiva ,</strong> bisogna cercare un <strong>nuovo forte interesse</strong>, che non riempirà appieno il baratro lasciato dal precedente, ma ci <strong>aiuterà comunque</strong>.&#8221;</p>
<p>Quindi, quando parlo <strong>di sostituire la dipendenza affettiva con un&#8217;altra</strong>, intendo un altro tipo di dipendenza. Infatti interrompere una dipendenza affettiva che ci ha &#8220;assorbito&#8221; <strong>in tutto e per tutto</strong>, senza la quale ci sembra di <strong>precipitare in un vuoto, o meglio in un baratro</strong>,  <strong>che ci fallire in partenza</strong> qualsiasi tentativo stesso, per quanto motivato, di superare la fine della relazione<strong> non è affatto facile</strong>. Se noi tendiamo di <strong>colmare questo vuoto</strong>, questa dipendenza, non con un&#8217;altra persona (e qui che, forse, non sono stata chiara)ma con una forma di  <strong>dipendenza &#8220;sana</strong>&#8221; il vuoto ci apparirà meno vuoto. Un esempio: di solito le persone affette da &#8220;dipendenza affettiva&#8221; sono piene di mille interessi tutti &#8220;sedati&#8221; dalla dipendenza stessa. Rispetto al<strong> &#8220;portone sprangato</strong> &#8221; della relazione che si è chiusa proviamo ad aprire il <strong>&#8220;piccolo oblò</strong>&#8221; del nostro vero essere. Cerchiamo di dipendere <strong>da noi stessi</strong>, dai nostri <strong>interessi sopiti</strong>, optiamo per un <strong>&#8220;sano egoismo</strong>&#8220;. Smettiamo di parlare con gli altri di &#8220;lui&#8221;, ma parliamo di &#8220;noi<strong>&#8220;, dedichiamoci a &#8220;noi&#8221;.</strong><br />
Ci renderemo conto <strong>che da quel piccolo oblò potremmo arrivare</strong> a vedere un mondo per noi sconosciuto. Belle parole mi dirà,<strong> ma difficili da applicare di fronte al dilagare del dolore per la fine di un&#8217;amore</strong>. Incominciamo a fare <strong>dei piccoli e timidi passi</strong>, forse ritornermo indietro, forse andremo avanti, ma di fronte al dolore non recitiamo:  &#8220;<strong>Non ci riesco!!!&#8221;</strong> . A volte, <strong>anche se ci sembra di aver tentato</strong>, è un tentativo poco <strong>sentito e motivato</strong>, che serve per giustificare, inconsciamente, <strong>il fallimento del tentativo </strong>stesso. E come dirsi: <strong>&#8220;Ci ho tentato, non ci sono riuscita, vuol dire che è l&#8217;unico vero amore della mia vita. E&#8217; l&#8217;unico.Non voglio altri che lui</strong>&#8220;. Qui il discorso, come lei sa, diventa più complesso: <strong>copioni passati, codipendenza</strong>, complesso di cenerentola e via dicendo. Proprio per questo è necessario anche una<strong> profonda riflessione interiore</strong>. Conclusione: è un <strong>impresa titanica</strong> ma ci si puo riuscire, soprattutto se non adduciamo <strong>troppi pretesti con noi stessi</strong>.</p>
<p><strong>CONSIGLI PERSONALI DI PATRIZIA (lettrice anonima</strong>)</p>
<p>Questi i miei consigli per gestire la fine di un amore, almeno quello che <strong>ho imparato a fare io</strong>:<br />
1) &#8211; <strong>Piangere tutte le lacrime</strong>, sfogarsi fa bene e permette di scaricare <strong>la rabbia</strong>. Fare del moto, ginnastica, il corpo ha bisogno come il cervello di scaricare le energie negative represse. Ove fosse possibile allontanarsi, con un viaggio anche breve, dai luoghi abituali della vostra vita.<br />
2) &#8211; <strong>Quando si riacquista un po&#8217; di lucidità</strong> stilare una lista di ciò che pensiamo dell&#8217;ex partner: lati positivi e lati negativi; facciamo la stessa cosa con noi stessi.<br />
3) &#8211; <strong>Riflettere su ciò che abbiamo considerato negativo nell&#8217;altro</strong>: sono aspetti che possiamo tollerare oppure intollerabili? Che cosa ci teneva legati a lei/lui? Scrivere ciò che  pensiamo in proposito.<br />
Questo ci serve per stabilire un<strong> minimo di obiettività su ciò che è accaduto</strong>: ristabilire le responsabilità reciproche sull&#8217;andamento e la fine del rapporto stesso. A questa fase subentra <strong>coscienza ed amor proprio</strong>, rendersi conto di aver partecipato involontariamente <strong>allo spegnersi di un sentimento</strong> non è facile, ma se riusciamo a vedere là dove il  nostro <strong>errore è conciso</strong> con l&#8217;errore altrui e i meccanismi che si sono innestati, riusciamo a<strong> farci una ragione di ciò</strong> che è accaduto e forse mettiamo il primo mattone che ci aiuta a superare il lutto.<br />
Poi, riuscire a perdonarci per non essere <strong>stati consapevoli durante il rapporto</strong> di ciò che accadeva e perdonare l&#8217;altro per le sue debolezze. Da qui in avanti spetta a noi <strong> risollevarci e credere</strong> di poter costruire un rapporto positivo memori<strong> dell&#8217;esperienza che abbiamo vissuto</strong>, prendendoci tutto il tempo che ci occorre. Durante questo tempo bisognerebbe:<br />
- <strong>Sforzarsi di prendersi cura di sé</strong>: preparare piatti che stimolino il nostro appetito anche quando apparentemente non abbiamo fame, essere <strong>più attenti alla cura di se stessi</strong>,prendersi dei momenti per farsi dei bagni rilassanti, massaggiarsi, aver cura del proprio ambiente notturno, vestirsi per farsi piacere, guardarsi allo specchio commentando <strong>sui propri progressi</strong>: oggi sto&#8217; un po&#8217; giù, oggi va un po&#8217; meglio, oggi non c&#8217;è male etc.<br />
-<strong> Dedicarsi ad un&#8217;attività che abbiamo tralasciato per mancanza di tempo</strong>: il tempo ora non deve essere né stancamente vissuto, né ammazzato con troppe attività. Bisogna assecondare <strong>le proprie energie</strong>: leggere, cucire, lavorare a maglia, all&#8217;uncinetto, fare del découpage, dipingere, disegnare, scrivere, risistemare la libreria secondo un ordine corretto o cambiamo qualcosa nel nostro ambiente.Tiriamo fuori, insomma, la nostra creatività, che è quella che caratterizza ognuno di noi e <strong>che ci aiuta a recuperare il nostro valore</strong> a prescindere dalla presenza di qualcuno.<br />
- <strong>Tenere un diario</strong>: annotare le proprie emozioni e gli accadimenti che sono significativi.<br />
- <strong>Imparare a confrontarsi con gli amici</strong> e i conoscenti senza cercare di scaricare su di loro le nostre frustrazioni o continuando a <strong>parlare di ciò che è accaduto</strong> in continuazione  non vi serve, è come un continuare a nutrire il <strong>vostro dolore</strong>. Se vi accorgete di non poter fare da soli <strong>rivolgetevi ad un terapeuta</strong>, è importante riconoscere i<br />
 <strong> propri limiti</strong>. Siamo esseri umani e se una cosa non riusciamo a superarla dobbiamo <strong>capirne l&#8217;origine</strong>, potrebbe <strong>essere molto lontana</strong> nel tempo e non legata<strong> a ciò che ci accade  al momento</strong> e se non andate a trovare una <strong>risposta ora</strong>, nel tempo potreste essere <strong>costretti a farlo in un altro momento</strong>, magari con maggiore difficoltà.</p>
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		<title>la sessualità e la crisi di coppia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 13:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-268" title="libertaà sensuale" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/libertaà-sensuale.jpg" alt="libertaà sensuale la sessualità e la crisi di coppia" width="124" height="122" /><br />
<strong>La sessualità e l’intimità</strong> sono ingredienti importanti della<strong> relazione di</strong><br />
<strong>coppia,</strong> nonché indici del benessere del rapporto. <strong>Sessualità e intimità</strong> sono<br />
strettamente legate tra loro e ognuna completa e arricchisce l’altra.</p>
<p><strong>L’intimità</strong> rappresenta un legame affettivo che implica <strong>condivisione,</strong><br />
accoglienza delle <strong>reciproche differenze</strong>, accettazione della possibilità che l’altro</p>
<p> entri in contatto anche con la<strong> nostra vulnerabilità</strong>, spesso nascosta da<br />
una forzata adeguatezza, la libertà di poter<strong> esprimere i propri sentimenti</strong><br />
senza <strong>paura del giudizio</strong>, la disponibilità a tollerare che un legame intenso ed<br />
importante ci esponga alla possibilità di<strong> sperimentare dolore o ferire l’altro</strong>,<br />
un vicendevole scambio emotivo, aperto e senza difese, <strong>basato sulla fiducia</strong> e<br />
sul desiderio di fare l’altro <strong>partecipe dei nostri vissuti</strong>.</p>
<p>Va fatta però una precisazione importante sul significato <strong>dell’intimità</strong>, in<br />
quanto è spesso <strong>oggetto di malintesi</strong>: questo legame non si basa sull’<br />
“uguaglianza del modo di sentire”<strong>di due persone</strong>, in una sorta di unione<br />
fusionale tra i due partners, ma si fonda <strong>sul rispetto delle differenze</strong> del<br />
partner, rispetto che ci predispone ad<strong> accogliere “il modo di sentire</strong> dell’<br />
altro”, condividere con lui/lei “il nostro modo di sentire” e dare vita ad una<br />
<strong>nuova possibilità di relazione</strong> che implica il contributo di ognuno e che,<br />
proprio per la <strong>spontaneità e naturalezza</strong> con cui si esplica, diventa<br />
arricchente, valorizzante, gratificante e genera la reciprocità, ovvero il<br />
<strong>senso del “noi</strong>”.</p>
<p>L’intimità costituisce un<strong> aspetto importante della sessualità di una coppia</strong><br />
consolidata, in quanto predispone i partners a vivere l’area sessuale in modo<br />
più <strong>completo, disinibito, autentico</strong>.<br />
Molto spesso capita che, quelle coppie che<strong> all’inizio della relazione</strong><br />
godevano di una sessualità intensa, appagante per frequenza e intensità, col<br />
<strong>trascorrere del tempo</strong>, vedono sempre più compromessa quest’area delicata ed<br />
importante della propria relazione, <strong>con grande sofferenza o disagio</strong>, espressi<br />
in modi diversi, da parte di entrambi i partners.<br />
A volte nessuno dei due riesce a<strong> comprendere con esattezza</strong> quali siano i<br />
motivi che abbiano portato ad un simile <strong>deterioramento di questa componente</strong> del<br />
rapporto, una volta<strong> preservata</strong> da qualsiasi minaccia e fonte di grande<br />
soddisfazione, mentre ora invece è<strong> trascurata e scalzata</strong> da mille altri impegni<br />
prioritari che, in qualche modo, sembra abbiano <strong>sempre più rilevanza</strong> della<br />
possibilità di stare insieme.<br />
Mentre <strong>l’erotismo</strong>, in senso stretto, è transitorio è destinato a concludersi<br />
con l’atto sessuale dell’orgasmo, <strong>la sessualità di coppia invece</strong>, ha dei<br />
significati più ampi all’interno <strong>della relazione</strong> nella dimensione passata,<br />
presente e futura e costituisce una metafora <strong>dell’alleanza tra i patners</strong>.</p>
<p>Per questo motivo spesso accade<strong> che la sessualità</strong> sia il teatro di molte<br />
battaglie, senza che i due contendenti<strong> comprendano bene</strong> quali siano i reali<br />
motivi per cui sono entrati in guerra, ma la <strong>consapevolezza più evidente</strong> che<br />
hanno, riguarda l’aridità dei loro rapporti sessuali minacciati da ritorsioni,<br />
rancore, colpi bassi, rifiuti, prevaricazioni.</p>
<p>Quando si passa dalla fase di<strong> innamoramento</strong> ad <strong>un’unione più stabile</strong> e<br />
consolidata, anche la sessualità cambia e i due partners si relazionano in modo<br />
diverso l’uno all’altro e al mondo esterno: l’altro diventa <strong>“mio</strong>” ma non nel<br />
senso di mero possesso: “<strong>mio” marito, “mia” moglie</strong> in un contesto piu  ampio.<br />
Come sottolineano Vella e Solfaroli Camillocci, subentra una nuova forma di<br />
<strong>consapevolezza:</strong> “…la nuova situazione comporta la padronanza dell’altro e<br />
poiché il veicolo principale di questo senso di padronanza dell’altro è<br />
l&#8217;esperienza ripetuta dell’unione  <strong>dei due corpi nel raggiungimento</strong> di<br />
una soddisfazione condivisa, sembra inevitabile che proprio questo veicolo<br />
subisca contraccolpi, ogni volta che gli eventi della vita insieme mettono in<br />
crisi questo <strong>senso di padronanza</strong>”.</p>
<p>Gli eventi critici <strong>della vita di una coppia</strong> sono molteplici e assumono una<br />
diversa risonanza a seconda del significato che rivestono per i partners, o le<br />
famiglie d’origine, e del valore che loro gli attribuiscono: convivenza,<br />
matrimonio, gravidanza, neogenitorialità, successi o fallimenti lavorativi,<br />
economici, sociali, lutti, vecchiaia……</p>
<p>In molti casi le coppie si<strong> formano</strong> sulla base di <strong>aspettative illusorie</strong> sulla<br />
relazione e sull’altro, ispirate da premesse di base che, se<strong> disattese</strong> dal<br />
proprio partner, generano una discrepanza tale tra ciò che era <strong>stato immaginato</strong><br />
e ciò che costituisce <strong>la realtà vissuta</strong>, che la persona delusa sperimenta più o<br />
meno esplicitamente<strong> rancore, delusione</strong> verso il partner da cui si sente<br />
<strong>ingannata/o o abbandonata/o.<br />
</strong><br />
<strong>Le sensazioni vissute</strong> da ognuno, all’interno della relazione, sono<br />
molteplici: <strong>frustrazione, solitudine, rancore</strong>, rabbia, senso di vuoto,<br />
indifferenza, rifiuto, dubbi, percezione di<strong> essere incompresi</strong> e di non poter<br />
più condividere le <strong>proprie emozioni con l’altro</strong>, sorpresa e incredulità per la<br />
situazione attuale, <strong>senso di impotenza</strong> dovuto soprattutto al fatto che,<br />
costringersi a “ripristinare la salute” della sfera sessuale in modo forzato,<br />
non fa che comprometterla ancora di più e<strong> privarla di quella spontaneità</strong> e<br />
naturalezza che la rendono piacevole.<br />
In questi casi, <strong>un aiuto esterno come una terapia di coppia</strong>, offre la<br />
possibilità di dare uno spazio più circoscritto a tutti quei motivi di contesa<br />
che, se restano sepolti, potrebbero essere dirottati in modo sotterraneo in<br />
quell’area che, prima fra tutte,<strong> caratterizza il legame</strong> dello stare insieme: la<br />
sfera sessuale.<br />
Essa funge <strong>da agente collante</strong> quando c’è chiarezza nella contrattazione,<br />
implicita o esplicita,<strong> delle regole della relazione</strong> e tolleranza delle<br />
differenze; funge da forza disgregante e corrosiva quando alcune ragioni di<br />
conflitto, che è <strong>naturale e fisiologico</strong> che si vengano a creare nel rapporto di<br />
coppia, restano però inesplorate e, per diversi motivi, si evita di affrontarle<br />
direttamente.</p>
<p>Questo articolo è della Dott.ssa Maura Santandrea</p>
<td width="124"> </td>
<p> </p>
<p> <a title="Sessualità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sessualita.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/sessualita.gif" alt="sessualita la sessualità e la crisi di coppia"  title="la sessualità e la crisi di coppia" /></a></p>
<p><a class="autore" title="Franco Cusimano" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_franco_cusimano.php?pn=1218">Franco Cusimano</a></p>
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<tr>
<td width="124"><a title="La Gioia del Sesso" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-gioia-del-sesso.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/la-gioia-del-sesso_27476.jpg" alt="la gioia del sesso 27476 la sessualità e la crisi di coppia"  title="la sessualità e la crisi di coppia" /></a></td>
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</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>la relazione di coppia e le sue contraddizioni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 13:57:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-217" title="coppia abbracciata" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-abbracciata2.jpg" alt="coppia abbracciata2 la relazione di coppia e le sue contraddizioni" width="96" height="96" /> A cura della Dott.ssa E. Maino</p>
<p><strong>Nella società odierna emerge con estrema chiarezza la crescente fragilità del</strong><br />
<strong>sistema &#8211; coppia</strong>. I divorzi e le separazioni sono in <strong>costante aumento</strong> e, come<br />
scrive Maurizio Andolfi , quello che più sconcerta è la constatazione che<strong> non</strong><br />
<strong>esiste più un periodo critico nell&#8217;evoluzione del rapporto di coppia</strong>:<br />
assistiamo a separazioni dopo un periodo<strong> brevissimo di convivenza</strong>, a rotture<br />
del rapporto all&#8217;arrivo di un figlio, a separazioni <strong>dolorose dopo 20 o 30 anni</strong><br />
di vita in comune. <strong>Le ragioni di questa crisi sono molteplici</strong> e alcune, forse,<br />
sono da far risalire a quelle &#8220;contraddizioni&#8221; o &#8220;rovesci di medaglia&#8221; che la<br />
relazione di coppia porta con sé . <br />
Ad esempio, <strong>costruire una famiglia in questi anni è forse più difficile</strong> che<br />
in passato in quanto ci si scontra con un mito molto presente<strong> nella società</strong><br />
<strong>occidentale, che vede nella libertà individuale</strong> e nella propria<br />
<strong>autorealizzazione</strong> un obiettivo da raggiungere a tutti i costi : pertanto, tutto<br />
ciò che minaccia tale obiettivo, <strong>legami familiari compresi</strong>, va tenuto a debita<br />
distanza. Spesso tuttavia, <strong>concentrati su questo mito</strong>, si perde di vista il<br />
fatto che, in realtà, potrebbe essere proprio un legame familiare , magari una<br />
<strong>relazione di coppia matura e appagante,</strong> ad aiutarci a realizzare ciò che<br />
desideriamo <strong>fare o diventare</strong> . In questo senso anche la relazione di coppia,<br />
lungi dal rappresentare un ostacolo potrebbe diventare possibilità,<strong> trampolino</strong><br />
<strong>di lancio</strong>, luogo dove dimezzare le fatiche e raddoppiare i guadagni.Un altro<br />
aspetto da non trascurare, e che potrebbe rendere ragione della fragilità del<br />
rapporto di coppia nel contesto odierno, è data dal fatto che le <strong>aspettative di</strong><br />
<strong>ciascun partner relativamente al proprio rapporto di coppia</strong> , e a quanto può<br />
dare, sono oggi più elevate che in passato e questo espone <strong>con estrema facilità</strong><br />
<strong>la relazione di coppia a cocenti delusioni</strong>. Infatti al proprio partner e alla<br />
propria relazione si chiede molto:<strong> ci si aspetta di ricevere empatia</strong>,<br />
<strong>comprensione, condivisione, sostegno, cura, protezione e soprattutto, in modo<br />
più o meno consapevole, ci si aspetta che il partner e il legame con lui<br />
appaghino i nostri bisogni più profondi.</strong></p>
<p>Non a caso  molti esperti  ritengono che il rapporto di<br />
coppia si fondi non solo su di un<strong> patto dichiarato</strong> &#8211; un patto che ha nel<br />
matrimonio la sua visibilità a livello sociale, che è sostenuto dall&#8217;impegno e<br />
da una progettualità comune connessa alla volontà di dare continuità alla<br />
relazione &#8211; ma anche su di un<strong> patto segreto</strong> . Quest&#8217;ultimo rappresenta un<br />
intreccio inconsapevole di <strong>bisogni e speranze</strong> che nascono dalla storia<br />
<strong>personale e familiare</strong> di ognuno e che ciascun partner si aspetta di soddisfare<br />
all&#8217;interno della  relazione di coppia . Sulla base di questo intreccio si<br />
concretizza la scelta reciproca.</p>
<p>Si tratta tuttavia di un<strong> patto segreto</strong> che a volte può essere praticato -<br />
rendendo così possibile ai partner, attraverso il loro incontro, di soddisfare<br />
i loro bisogni profondi, e di sperimentare una relazione appagante &#8211; e altre<br />
volte non può esserlo in quanto i bisogni che i due partner speravano di<br />
soddisfare reciprocamente vengono sistematicamente disattesi.  In questo caso a<br />
prevalere all&#8217;interno della relazione di coppia saranno<strong> il disagio</strong> e il<br />
<strong>malessere</strong> e si potrebbe sperimentare quell&#8217;ambivalenza dei sentimenti descritta<br />
da Catullo nei famosi versi &#8220;Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.<br />
escio, sed fieri sentio et excrucior.&#8221; (&#8220;<strong>Odio e amo, mi chiedi perché, non lo</strong><br />
<strong>so, ma sento che accade e mi struggo</strong>&#8220;); oppure si potrebbe giungere a dire con<br />
Warkentin che &#8220;<strong>Tutto è permesso in amore e in guerra</strong>. E il matrimonio è tutt&#8217;e<br />
due&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-208" title="mani unite" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/mani-unite1.jpg" alt="mani unite1 la relazione di coppia e le sue contraddizioni" width="180" height="222" /></p>
<p> </p>
<p>E qui entra in gioco un&#8217;altra fondamentale &#8220;contraddizione&#8221;: le relazioni più<br />
<strong>strette </strong>sono ad un tempo le più appaganti e le più rischiose, dove consolazione<br />
e ferite si dispensano in abbondanza. In effetti, come sostiene Luciano L&#8217;Abate<br />
, noi non veniamo feriti da estranei scortesi o da conoscenze occasionali.<br />
Possiamo essere offesi o contrariati da loro, ma il potere di ferire<br />
solitamente<strong> è riservato a poche persone</strong>: quelle per noi importanti , alle quali<br />
<strong>siamo legati da vincoli di attaccamento e di amore</strong>. Tendiamo a dimenticare la<br />
maleducazione e la scortesia di un estraneo, ma restiamo molto colpiti e<br />
amareggiati se la stessa maleducazione,<strong> scortesia o rabbia</strong> viene utilizzata nei<br />
nostri confronti da qualcuno che amiamo e <strong>che riteniamo per noi importante</strong>.<br />
Anzi, più il legame è stretto, più la possibilità di ferire ed essere feriti è<br />
alta. Si potrebbe quasi dire che sappiamo quanto amiamo qualcuno in base a<br />
quanto siamo vulnerabili nei suoi confronti.</p>
<p>Ma non è tutto, perché, paradossalmente,<strong> noi abbiamo bisogno di conforto</strong> e<br />
sostegno proprio da parte di coloro che possiamo aver ferito e che possono<br />
averci feriti. Da questo punto di vista non c&#8217;è da stupirsi se l&#8217;intimità ,<br />
quando viene definita<strong> come la condivisione del dolore e della paura di essere</strong><br />
<strong>feriti,</strong> è così difficile da raggiungere al punto che molti vogliono evitarla il<br />
più possibile , senza però rendersi conto che questo tipo di condivisione è<br />
quella che ci permette di vivere insieme anche le gioie e mantenere saldo il<br />
legame.</p>
<p><strong>Condividere il dolore spaventa</strong> : non c&#8217;è nulla più del dolore in grado di<br />
metterci a<strong> nudo di fronte all&#8217;altro</strong>. Condividere il dolore con la persona che<br />
si ama significa entrare in <strong>relazione senza maschere</strong> e lasciare che l&#8217;altro<br />
tocchi con mano le nostre<strong> debolezze e fragilità</strong>. Significa anche fidarsi<br />
dell&#8217;altro e stimarlo capace di sostenerci e continuare ad <strong>amarci così come</strong><br />
siamo. Ma non è automatico raggiungere questa condivisione, occorrono impegno,<br />
una profonda stima reciproca e soprattutto occorre che entrambi i partner si<br />
<strong>sentano in una posizione di uguaglianza</strong>, in una situazione in cui entrambi<br />
siano in grado di riconoscere l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro la propria debolezza e<br />
vulnerabilità.<br />
Del resto, un conto è giocare a carte scoperte da parte di entrambi, un<br />
conto è, <strong>per timore che l&#8217;altro possa ferirci</strong>, mantenere le difese, lasciare<br />
l&#8217;altro nel dubbio di essere, della diade, il solo vulnerabile. Sicuramente<br />
fidarsi a tal punto dell&#8217;altro da riuscire a<strong> condividere con lui le nostre</strong><br />
<strong>fragilità,</strong> sentendoci comunque <strong>amati e sostenuti</strong>, significa avere buone<br />
potenzialità per poter vivere anche le<strong> situazioni di crisi e di difficoltà</strong><br />
nella relazione come<strong> occasione di crescita e rilancio per le persone e il<br />
legame e non come momento di disgregazione</strong>.</p>
<p>E si potrebbe pensare a questa come <strong>una terza &#8220;contraddizione</strong>&#8220;, ossia,<br />
pensare, come sostiene Paolo Menghi , che una coppia sta bene non quando non ci<br />
sono situazioni di <strong>crisi e sofferenza</strong>, ma soprattutto quando è in grado di<br />
approfittare<strong> dei fastidi e delle eventuali sofferenze come stimolo a una spinta</strong><br />
<strong>evolutiva </strong>e ad una comprensione maggiore dell&#8217;altro e del legame.  Del resto, i<br />
legami <strong>non restano mai uguali</strong>, si modificano con il tempo e questo può essere<br />
fonte di crisi. Crisi in greco significa &#8220;separazione, scelta&#8221;. Ogni<br />
cambiamento <strong>comporta delle scelte</strong>, comporta di<strong> rinunciare a qualcosa a favore</strong><br />
di qualcosa d&#8217;altro. E anche questa può essere vista come un&#8217;occasione per<br />
continuare a scegliersi, <strong>per riscoprire in se stessi e nell&#8217;altro qualcosa</strong> di<br />
nuovo, di unico, di utile per perseguire un progetto comune che veda entrambi<br />
<strong>vincitori.</strong></p>
<p>Probabilmente non c&#8217;è soluzione a queste e ad altre contraddizioni della vita<br />
di coppia. Forse, la vera sfida, per il mantenimento del legame, è quella di<br />
riuscire a guardare al proprio rapporto<strong> in tutte le sue sfaccettature</strong>,<br />
percependo l&#8217;intero e non solo una faccia della medaglia.</p>
<table style="margin-top:20px" border="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="124"><a title="Mal d'Amore o Amor Sano?" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mal_d_amore_o_amor_sano.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/m/mal-amore-amor-sano.jpg" alt="mal amore amor sano la relazione di coppia e le sue contraddizioni"  title="la relazione di coppia e le sue contraddizioni" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Patrizia Adamoli" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_patrizia_adamoli.php?pn=1218">Patrizia Adamoli</a>, <a class="autore" title="Alberto Ugo Caddeo" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alberto_ugo_caddeo.php?pn=1218">Alberto Ugo Caddeo</a></div>
<div><a title="Mal d'Amore o Amor Sano?" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mal_d_amore_o_amor_sano.php?pn=1218">Mal d&#8217;Amore o Amor Sano?</a></div>
<div>Come dire addio alla sofferenza e imparare ad amare</div>
<div><a title="Franco Angeli Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_franco_angeli_editore.php?pn=1218">Franco Angeli Editore</a></div>
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</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>oggi parliamo di&#8230;..RELAZIONI INTIME  seconda parte</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:13:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Nella relazione una coppia felice può incontrare dei momenti di crisi, questo fa parte del gioco della vita. Ad esempio, tensioni a causa dello stress lavorativo, monotonia del rapporto,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_103" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-103" title="viso uomo donna" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/viso-uomo-donna-150x150.jpg" alt="viso uomo donna 150x150 oggi parliamo di.....RELAZIONI INTIME  seconda parte" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">amarsi e capirsi</p></div>
<p>Nella relazione una coppia felice</p>
<p>può incontrare dei momenti di crisi, questo fa parte del gioco della vita. Ad esempio, tensioni a causa dello stress lavorativo, <strong>monotonia del rapporto</strong>, l?arrivo di un figlio (cosa meravigliosa, ma che potrebbe alterare l?equilibrio della coppia) possono innescare una serie problematiche che, se non risolte sul nascere, possono trascinarsi a lungo.</p>
<p>La PNL studia tre fenomeni interessanti nell&#8217;ambito del Metamodello (linguaggio di precisione):</p>
<p>- <strong>la Generalizzazione</strong><br />
- <strong>la Cancellazione</strong><br />
- <strong>la Deformazione</strong></p>
<p><strong>La Generalizzazione</strong> è un fenomeno importante perché ci permette di estendere un apprendimento a tutte le situazioni future simili. Ad esempio, la prima volta che scopro che una porta si apre abbassando la maniglia verso il basso, generalizzo che tutte le porte con una maniglia si aprono in quel modo. Da quel momento in poi, non avrò più bisogno di studiare una porta per aprirla.<br />
Come puoi osservare, si tratta di un meccanismo importante, ma c&#8217;è il rovescio della medaglia: se mi trovo davanti una porta che si apre ruotando la maniglia verso l&#8217;alto (situazione contraria a tutte le mie esperienze del passato), rischio di incaponirmi cercando di aprirla abbassando la maniglia: Non funziona, la porta è rotta?. Solo dopo molti tentativi scoprirò come aprirla.</p>
<p><strong>Come possiamo applicare questo meccanismo alle relazioni intime?</strong></p>
<p>Supponiamo che un giorno mia moglie mi stia dicendo una cosa importante e mi distraggo sul più bello non ascoltandola. Lei potrebbe dire:<br />
<strong>Ecco, tu non mi ascolti</strong>.<br />
In seguito questa mia disattenzione si verifica un altro paio di volte. A questo punto potrebbe esclamare:<br />
Ecco!vedi? Tu non mi ascolti MAI.</p>
<p>Questa frase, magari, non è vera perché su dieci volte in cui abbiamo parlato, l&#8217;ho ascoltata attentamente sette volte. Però, può partire una Generalizzazione solo sulle tre volte che non le ho prestato attenzione.<br />
Da questa generalizzazione può partire una convinzione che, una volta radicata, si trasformerà in un vero e proprio problema nella coppia. Infatti, potrebbe avviarsi il fenomeno della Cancellazione:<br />
si tratta di un processo importante grazie al quale possiamo ridurre il mondo in piccole fette gestibili. Ad esempio, quando siamo ad una festa in cui vi è musica ad alto volume, la gente parla e vogliamo prestare attenzione alle parole del nostro interlocutore, riusciamo a cancellare i suoni e le voci attorno a noi per concentrarci sulle parole di chi abbiamo di fronte. Non è possibile fare tutto contemporaneamente <strong>per la legge del 7+-2</strong>: possiamo gestire sette più o meno due pezzi di informazione per volta. Superato questo limite o dimentichiamo quello che abbiamo sentito o cancelliamo le nuove informazioni in entrata. Anche questo fenomeno è importante come la generalizzazione, ma presenta degli svantaggi: possiamo cancellare segnali di affetto, di stima o di amore.</p>
<p>Ad esempio, supponiamo che mia moglie abbia generalizzato che io non le presto mai attenzione. Su dieci volte in cui abbiamo parlato, sette volte sono stato attento, tre volte sono stato disattento. Grazie alla convinzione (Non mi ascolti MAI) ?cancella le volte in cui sono stato attento nei suoi confronti. Questo processo serve a rafforzare e non contraddire la convinzione che limita il rapporto tra di noi.</p>
<p>Ma può succedere di peggio: supponiamo che io riesca a farla rendere conto che per ben sette volte le ho prestato molta attenzione. Potrebbe dirmi: Si, lo hai fatto solo perché dovevi chiedermi qualcosa! In pratica, si attiva un processo di Deformazione della realtà: si tratta di un fenomeno importante che è strettamente legato all&#8217;immaginazione, capacità che ha permesso tutte le realizzazioni artistiche e le invenzioni dell&#8217;uomo. È un processo fondamentale in quanto ci permette di anticipare nella nostra mente possibili azioni future. Ad esempio, se dovrò sostenere un colloquio con una persona che non ho mai visto, posso simulare l&#8217;incontro nella mia mente cercando di anticipare le possibili domande e risposte. Si trasforma in un processo limitante nel momento in cui visualizzo un colloquio che va male in cui l&#8217;altra persona mi fa domande difficili, in questo modo tenderò a suggestionarmi negativamente.</p>
<p>Nelle relazioni intime, la Deformazione tende ad alterare e modificare tutti gli eventi e situazioni che vanno a contraddire le convinzioni limitanti. Ad esempio, se mia moglie è convinta<strong> che io non le presto attenzione</strong>, ogni volta che le farò notare che in passato l&#8217;ho fatto, potrebbe rispondermi:<br />
Mi hai ascoltato solo perché avevi qualcosa da chiedermi, oppure facevi finta di ascoltarmi.</p>
<p>Come si può notare, <strong>si tratta di lettura della mente</strong>, ovvero il soggetto tende a leggere le intenzioni dell&#8217;altro senza avere un riscontro oggettivo. È un processo per rafforzare il ciclo e non sperimentare situazioni che possono contraddire il modello creato.</p>
<p><strong>Cosa bisogna fare quando ci si trova in simili situazioni?</strong></p>
<p><strong>La prima cosa importante</strong> da fare è cercare di bloccare le Generalizzazioni sul nascere. Quando senti frasi come:<br />
- Tu non mi ascolti MAI- Sei SEMPRE assente- Mi lasci SEMPRE da solo/a<br />
- Non mi fai MAI un gesto affettuoso ecc.<br />
è importante far rendere conto l&#8217;altra parte che vi sono state esperienze diverse nel passato e che quello che dice non è la realtà.<br />
Spezzare sul nascere questo fenomeno è importante per evitare che l&#8217;altra parte ripeta spesso queste frasi creando una <strong>convinzione.</strong><br />
Quando ci troviamo di fronte a Cancellazioni e Deformazioni è importante far sperimentare all&#8217;altra persona esperienze che contraddicano la sua convinzione. Ad esempio, se mia moglie pensa che io non faccio MAI gesti carini, la porterò a cena a lumi di candela, le farò un regalo e la riempirò di attenzioni. All&#8217;inizio potrebbe deformare la realtà (ad esempio: Cosa fai? Cerchi di darmi un contentino??), ma andrò avanti fino a quando non instillerò un forte dubbio nella sua convinzione, elemento che la depotenzierà.</p>
<p>Infine, vorrei parlare di un altro meccanismo che tende a rovinare un rapporto: parlare di problemi, ansie e sfogare tensioni con la persona amata nei pochi momenti in cui si è insieme. È bello parlare e confidarsi con la nostra metà, ma se passiamo il 90% del nostro tempo con lei ad arrabbiarci (ad esempio) per problemi sul lavoro, ad angustiarci e a scaricare emozioni negative, a lungo andare si crea un &#8216;ancoraggio negativo sulla nostra faccia (o su quella di entrambi). In altre parole, quando vedrà la nostra faccia, inconsciamente proverà emozioni negative. Senza rendercene conto, a lungo andare, non vorrà più vederci perché sentirà<strong> sensazioni non piacevoli</strong> (e viceversa). Ripeto questo meccanismo si crea solo se passiamo quasi tutto il tempo a parlare con lei di cose frustranti  da un punto di vista emozionale.</p>
<p>È molto importante <strong>ricavarsi degli spazi in cui i problemi restano fuori</strong>, momenti in cui ci si guarda negli occhi ricordando momenti intensi del passato o provando belle emozioni in situazioni nuove. In questo modo si ri- ancorano sensazioni piacevoli.<br />
L&#8217;errore più grosso<strong> è dare per scontata la persona al nostro fianco</strong> e che per amore resterà sempre con noi anche se siamo nervosi per motivi esterni o non abbiamo più tanta voglia di uscire fuori casa. È molto importante vivere momenti emozionali significativi con la nostra dolce metà perché questi alimentano il rapporto nel tempo.</p>
<p>questo articolo è di Vincenzo Fanelli</p>
<table style="margin-top:20px" border="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="124"><a title="Il Futuro dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_futuro_dell_amore.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/f/futuro-amore.gif" alt="futuro amore oggi parliamo di.....RELAZIONI INTIME  seconda parte"  title="oggi parliamo di.....RELAZIONI INTIME  seconda parte" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Daphne Rose Kingma" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_daphne_rose_kingma.php?pn=1218">Daphne Rose Kingma</a></div>
<div><a title="Il Futuro dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_futuro_dell_amore.php?pn=1218">Il Futuro dell&#8217;Amore</a></div>
<div>Il potere spirituale delle relazioni intime</div>
<div><a title="Gruppo Editoriale Futura" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_gruppo_editoriale_futura.php?pn=1218">Gruppo Editoriale Futura</a></div>
<p><a title="Il Futuro dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_futuro_dell_amore.php?pn=1218">Compralo su Macrolibrarsi</a></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Consulenze</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 00:04:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>QUESTE SONO LE AREE DELLE NOSTRE CONSULENZE CHE POSSONO ESSERE FATTE  ANCHE CON SKIPE E TELEFONO</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>TERAPIA DI COPPIA</strong></span></p>
<p>Quando si inizia in genere una <strong>terapia </strong>di <strong>coppia</strong>?<br />
Si giunge in genere ad una terapia di coppia quando c’è una cronica mancanza di <strong>dialogo</strong>, quando si sono verificati dei <strong>tradimenti</strong>, oppure ci sono <strong>dissonanze</strong> significative sull’<strong>educazione</strong> da dare ai figli. Quando si è sull’orlo di una separazione legale i due <strong>partners</strong> non comunicano più e soprattutto non si fidano più l&#8217;uno dell&#8217;altro.<br />
La Terapia di coppia rappresenta una modalità efficace per risolvere i problemi e i <strong>conflitti</strong> che gravano sulla relazione e che i due partners non riescono a gestire da soli<br />
Si giunge ad una terapia di coppia quando ci si rende conto che, per tantissimi motivi, non ci si riesce da soli e si ha bisogno di un aiuto esterno.</p>
<p><strong>COUNSELING RELAZIONALE</strong></p>
<p><strong>Il Counseling Relazionale: un aiuto per risolvere difficoltà, incomprensioni e conflitti nelle relazioni </strong></p>
<p>Ogni persona, in alcuni momenti della sua vita, si trova confrontarsi con problemi che scaturiscono dalla relazione con altre persone &#8211; sia all&#8217;interno della coppia che in famiglia, sul lavoro o altrove; in queste occasioni il conforto e l&#8217;aiuto degli amici o di persone vicine non sempre è sufficiente. E&#8217; necessario l&#8217;aiuto di qualcuno che ha una specifica competenza in questo campo, di un esperto. Ma che tipo di esperto?<br />
Il <em>Counseling Relazionale </em>non è un intervento di psicoterapia ma un metodo per aiutare a comprendere i problemi di relazione e trovare soluzioni pratiche per migliorare la situazione nei casi di difficoltà . Rivolgersi a un counselor è un modo sano ed efficace per esprimere la propria volontà di crescere e di affrontare in modo più efficace e costruttivo le relazioni.<br />
L&#8217;intervento del Counselor è in primo luogo basato sull&#8217;ascolto, per comprendere la natura del problema, le esigenze della persona coinvolta e le caratteristiche dell&#8217;ambiente socioculturale in cui essa vive. Una volta compresi i termini del problema il Counselor punta a facilitare la soluzione del problema stimolando le capacità di consapevolezza e creatività del cliente, anche attraverso la proposizione di attività formative quali esercizi, letture, corsi, seminari finalizzati al miglioramento delle sue abilità comunicative e relazionali. Diversamente, nel caso in cui il problema posto al Counselor richieda un tipo di intervento diverso, questi indirizzerà il cliente verso lo specialista appropriato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>MAL D&#8217;AMORE</strong></span></p>
<p>Il <strong>mal d&#8217;amore</strong> è la <strong>passione</strong> che diventa <strong>dolore</strong>, è quello che i Greci antichi definivano &#8220;<em>follia che proviene dagli Dei</em>&#8221; (theìa-manìa) che Saffo e Ovidio ben conoscevano.<br />
E&#8217; il <strong>desiderio</strong> travolgente della costante presenza dell&#8217;amato, di avere un contatto fisico, di essere approvati, desiderati, di possedere e di essere appagati da un altro.<br />
E&#8217; <strong>agitazione</strong>, <strong>insonnia</strong>, <strong>febbre</strong> perdita dell&#8217;appetito, mal di <strong>cuore</strong> e <strong>paura</strong> fortissima di essere abbandonati.<br />
Questa <strong>tempesta emotiva</strong> è un vero Killer delle relazioni e deve  essere  necessariamente  allontanata.</p>
<p>Viviamo in un epoca particolare per ciò che riguarda i <strong>rapporti</strong> interpersonali e<strong> sentimentali</strong>. La società degli ultimi decenni è cambiata, e non sempre è preparata a questo nuovo grande numero di persone single, divorziate, con o senza figli. La <strong>frustrazione</strong> può essere trasformata in soddisfazione attraverso un buon lavoro svolto insieme di <a title="Love Coaching" href="http://www.buonerelazioni.it/love-coaching-strategie-seduzione-benefici-emozioni-anima-gemella-comunicare-amore/" target="_self"><strong>Love Coaching</strong></a>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
LOVE COACHING</strong></span></p>
<p>Nelle tue <strong>relazioni</strong> noti la tendenza a ripetere situazioni simili?<br />
Ti capita di incontrare lo stesso genere di persona?<br />
Ti succede in ogni relazione di incontrare lo stesso tipo di <strong>problemi</strong>?<br />
Incontri persone che tendono ad interrompere le relazioni?<br />
Tendi a lasciare o ad essere lasciato/a?<br />
Pensi che altre persone, o i tuoi <strong>amici</strong> siano più <strong>fortunati</strong>?<br />
Incontri persone che hanno già una relazione e ti concedono <strong>poco spazio</strong>?<br />
Non trovi gli spazi per <strong>concretizzare</strong> i tuoi rapporti?<br />
Pensi di essere poco compreso dal sesso opposto?<br />
Pensi di avere ricevuto meno <strong>amore</strong> di quanto sei stato disposto ad offrirne?<br />
Hai perso la <strong>fiducia</strong> negli uomini o nelle donne?<br />
Hai la <strong>sensazione</strong> di avere <strong>paura</strong> di &#8220;sbagliare&#8221;?<br />
Le tue relazioni iniziano bene e poi tendono a naufragare?<br />
Hai incontrato molte persone ma nessuna di loro ti sembrava quella giusta?<br />
E&#8217; arrivato il momento per te di <strong>cambiare la tua storia</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
SCELTA E RICERCA DEL PARTNER</strong></span></p>
<p>E&#8217; molto difficile per un uomo o una donna <strong>rinnamorarsi</strong> dopo tanto tempo vissuto come “<strong>single</strong>”. Anche se le cause di questi timori possono essere svariate, la maggior parte è riconducibile ad una sorta di “<em><strong>meccanismo di difesa</strong></em>” secondo il quale “<em><strong>non amiamo per non soffrire</strong></em>”. Infatti, se una passata <strong>delusione</strong> d’<strong>amore</strong> ci ha profondamente ferito possiamo arrivare al punto di non volerne più sapere d&#8217;<strong>innamorarci</strong> per il <strong>timore di soffrire</strong> di nuovo o essere nuovamente <strong>delusi</strong>. Nel momento in cui la persona percepisce la sua <strong>insicurezza</strong> di fronte alla possibilità di intrecciare un nuovo rapporto non dovrebbe mai fuggire dinanzi a questa paura bensì cercare di comprenderne le ragioni. Laddove non ce la facesse da sola, la persona che ha “<em><strong>paura d’amare</strong></em>” dovrebbe ricorrere all’aiuto di un esperto insieme al quale capire l’origine dei timori e soprattutto individuare le modalità più funzionali per uscire da questa condizione di “<em><strong>solitudine forzata</strong></em>”.</p>
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