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alimentare il desiderio senza fare spegnere la fiamma

La domanda è una di quelle da un milione di dollari: può una coppia continuare ad alimentare il fuoco del desiderio, anno dopo anno, senza fare spegnere la fiamma? Sì, se sa come farlo. E cioè imparando a far coesistere sesso, passione e unione: non si smette mai d’imparare. Cosa vogliono gli uomini? E le donne? Più della metà sostiene che il desiderio che prova nei confronti del partner è maggiore oggi di quando si sono incontrati. Chiamatela emozione della familiarità, a dispetto di quello che credono che il tempo trascorso insieme decapiti la passione. Mettetela così: il desiderio è come un muscolo, va allenato. Imparate a soddisfare il proprio lui, rendervi desiderabili sempre e vederlo sempre come un uomo desiderabile.
ENTUSIASMO
È il segreto numero uno. Quand’è stata l’ultima volta che avete preso l’iniziativa? Non penserete mica che non importa chi fa la prima mossa! Importa eccome. Iniziare dimostra la vostra voglia. Se è sempre lui a farsi avanti, prima o poi si farà delle domande: “Forse non mi vuole più?”. Molti compagni vorrebbero che le loro donne fossero più dirette e meno restie nel chiedere e farsi avanti.
VARIETÀ
Spontaneità, interesse, godimento. Il sesso dovrebbe essere questo. Perciò la varietà è importante. È vero, gli esseri umani sono tendenzialmente abitudinari. Ma quando proviamo qualcosa che ci piace e continuiamo a farla, a lungo andare prima o poi la troveremo noiosa. Vale sia per le donne che per gli uomini. Quando lo spogliarsi, i preliminari e il rapporto vero e proprio seguono un copione, è ora di cambiare. La scintilla scocca più facilmente se si provano cose nuove. Richiede sforzo ed energia. Ma ne vale la pena.
ALL’AVVENTURA
A volte c’è bisogno di fare i ragazzacci. Un po’ di avventura occasionale mette aggiunge del pepe. E non parliamo di corna, ma di imprevisti sessuali, cioè luoghi dove farsi cogliere improvvisamente dalla passione e consumare. Si tratta in genere di posti pubblici. C’è chi lo fa nella toilette del centro commerciale, nel camerino di un negozio, nel bagno dei futuri suoceri la domenica a pranzo. Così si lavora a tenere vivo il divertimento e si lascia spazio alla spontaneità. Scambiatevi reciprocamente le vostre fantasie sessuali e trasformatele in realtà.
GENEROSITÀ
L’amore non è una partita doppia: non bisogna stare a controllare il dare e l’avere con una precisione maniacale. Uno dei punti cruciali per molte coppie è il sesso orale. Molti credono che a tante non piaccia affatto, o chi ama riceverlo non ama farlo e viceversa. Certo, i gusti sessuali differiscono. A volte questa pratica è negoziata come una ricompensa o una punizione (della serie: «Mi hai fatto arrabbiare nel week end? Scordatelo, bello mio»). Ma il sesso usato come merce di scambio è una pessima cosa.
SINCERITÀ
“Un elemento imprescindibile”, come cantava Arisa. Per assurdo a volte la familiarità invece ci inibisce e finiamo così per non dire al partner quello che davvero vogliamo. Più vi esponete e comunicate, più aumenterà l’intimità, e il sesso sarà più appagante. Perciò se lui non intuisce i vostri desideri, fate richieste esplicite o guidatelo.
ATTENZIONE
“Attenzione, concentrazione… ritmo e vitalità”. Durante il ménage a due non mancheranno elementi che ruberanno la vostra reciproca attenzione e diminuiranno il tempo da passare insieme. Potrà essere il troppo lavoro, momenti in cui sarete più presi da voi stessi o dalla vostra famiglia d’origine (i genitori malati, la sorella che sta divorziando…). Ma mai come i bambini. Questo vale per le madri: automaticamente quando arriva un figlio il compagno passa in secondo piano, e dato che la paternità non è mai vissuta intensamente come la maternità, la cicogna genere spesso rotture e crisi rilevanti nella coppia. Rimedio: da parte sua la neo madre dovrà imparare a far convivere l’essere madre con l’essere donna; da parte sua il neo padre si deve impegnare a essere collaborativo, non un fantasma.
FIDUCIA
Regala energia ed eccitamento. Ci permette di lasciarci andare: se manca una parte di noi rimarrà sempre sulle sue e non potrà abbandonarsi al piacere come dovrebbe. Recitare una parte (quella del donna fatale piuttosto che quella del pornodivo) va bene sul palcoscenico, non in camera da letto. Chi ha fiducia in se stesso non ha bisogno di fingere, e si rilassa.
ATTRAZIONE
A giudicare dal numero di coppie che dopo il matrimonio o la convivenza si lascia pian piano andare al decadimento fisico, imbruttendosi e trascurandosi sempre più anno dopo anno, sembrerebbe che non sia così scontato che per risvegliare la sessualità serve il desiderio. Questo non vuol dire avere il pallino del corpo perfetto, ma semplicemente tenere al proprio aspetto fisico. E vale sia per lui che per lei.
PIACERE ASSOLUTO
Regalatevi quando potete una piccola luna di miele. Non serve andare in capo al mondo: un weekend in una bella città, una notte in un romantico bed&breakfast in un borgo medievale, un’intera giornata in una Spa vanno altrettanto bene. Ciò significa lasciare a casa i bambini. Ogni tanto è bello ricordarsi che oltre a genitori si è anche marito e moglie.
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Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso e la sessualità, e non avete mai osato chiedere, spiegato in modo chiaro e dettagliato
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come sedurre un’ uomo

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50 modi per sedurre fuori dalla camera da letto
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in coppia si rimane attraverso una comunicazione efficace

Questa comunicazione efficace è il dialogo, non è il semplice parlarsi, conversare; dialogare significa essere in due che a tempi alterni si esprimono, si ascoltano, si capiscono.
1) INTERESSE E RISPETTO RECIPROCO
Si dialoga se c’è interesse per la persona che ci sta davanti. C’è dialogo quando chi parla si fa capire, verifica che i messaggi che invia vengono ascoltati e recepiti. C’è dialogo quando chi ascolta lo fa mettendo l’altro al primo posto, e mettendo da parte se stesso: non è dialogo quando si risponde “anch’io…” o “invece io…”.
Dialogo è calarsi nel mondo di chi si sta esprimendo, attenti anche alle sfumature di quanto dice, comprendere più di quanto l’altro esprime consapevolmente. Dialogo è non mettersi fretta, perchè c’è la fiducia che esiste un tempo per ascoltare l’altro e un tempo per esprimere se stessi, e per poter ricevere a propria volta un ascolto attento e preciso.
Ascoltare è fare silenzio per dare spazio all’altro, per porsi in vero ascolto. Solo la capacità di prestare tutto l’ascolto necessario permette di non litigare, cioè di non sopraffare.
Esprimersi è istintivo, spesso avviene anche a nostra insaputa; quanto più le emozioni sono forti in noi, tanto più si manifestano quasi al di là del nostro volerle esternare. Ma recepire i messaggi non è altrettanto istintivo e facile. Bisogna metterci intenzionalità e attenzione per riuscire a comprendere e decodificare i significati.
Quando si ama una persona, questa assume la massima importanza nel proprio mondo percettivo e quindi riuscirà facile – perchè realmente coincidente col nostro interesse primario – ascoltarla nel momento in cui desidera esprimersi. Accorgersi di essere ascoltati davvero con interesse, è da stimolo ad esprmersi e parlare diventa più facile ed efficace.
Dialogare è scoprire la parte più intima, più segreta, personale, che si mostra a pochi. E’ come spogliarsi da maschere che nascondono, da corazze che proteggono. Dialogare è rispettarsi: accorgerci che siamo obbligati a comunicare poiché, nonostante la nostra volontà di conoscerci sempre più intimamente, resta un nucleo personale esprimibile solo da sè medesimi.
Il vero dialogo è però facilmente smarrito: basta che cali l’interesse per l’altro e prenderà spazio l’ abitudine, lo scontato, “lo so già”, la presunzione, la prevaricazione: parlo ma non esprimo nulla; sento ma non ascolto; guardo ma non vedo; sono presente col corpo, ma sono assente con la mente e col cuore.
2) TANTI MODI PER ESPRIMERE TANTI QUANTI PER ASCOLTARE
Sono così tanti i modi nei quali ci si esprime che quasi non ce ne rendiamo conto, ma chi ama li sa cogliere tutti, presta attenzione alle parole, al tono col quale sono pronunciate, alla mimica che le accompagna, ai gesti che le confermano o le contraddicono, Si accorge delle azioni che l’altro compie, o semplicemente al modo di camminare o di sedersi.
Solo se amo mi accorgo se chi mi sta di fronte impallidisce, è sereno, è preoccupato, sorride, si corruccia, spera, è impettito, o sovrappesantito. Anche le azioni che compie non sono mute alla mia comprensione. Vedo, e ciò che vedo coglie il significato che l’altro mette in ciò che fa, Mi apre la porta, mi cede il passo o si pulisce le scarpe prima di entrare… capisco ciò che nemmeno lui sa di esprimere.
Molto spesso il linguaggio verbale è il più povero, perchè‚ controllato dalla consapevolezza; più ricco e significativo è quello gestuale, dominato dalla emozionalità.
Nel mio ambito terapeutico spesso sento dire: “Lui non parla!, come faccio a capirlo?” L’unica risposta che io posso formulare è chiedere: “E tu, ascolti?” Non tutti ricordano che non si ascolta solo con le orecchie, ma anche con gli occhi, con l’intelligenza e col cuore!
3) ATTENZIONE ALLA PERSONA
In coppia si parla di tutto, ma lo scopo per cui si parla di tante cose è dirci di noi, del nostro mondo interiore, dei nostri problemi, sogni, aspettative, delusioni. Quando voglio bene, mi interessa la persona che amo, il suo mondo interiore, non tanto le cose che fa o che la circondano. Come ti senti? Cosa provi? queste sono le domande a cui cerco risposta.
Esprimere e recepire particolarmente i sentimenti e le emozioni viene definito: “Comunicazione emozionale” che è tipica della coppia di innamorati poiché nel periodo “di miele” la relazione è una parentesi rispetto alla realtà; i doveri sociali, le esigenze materiali, vengono lasciati fuori, assolti in altri contesti. Niente e nessuno è più importante della relazione stessa. Man mano che la relazione diventa solida e profonda, si espande non solo emotivamente, ma anche temporo-spazialmente fino a coinvolgere ogni ambito della realtà quotidiana; la coppia inizia a costituirsi come una micro-società che non sfugge alla legge dell’efficienza e della funzionalità: esige cioè che la comunicazione sia anche “funzionale“. che si occupi anche delle cose materiali ed esterne a “noi” e della loro organizzazione.
Funzionare non rischierà di inaridire la coppia, di trasformare i momenti di comunicazione in arida cronaca di cosa si fa o si dovrebbe fare, solo se abbiamo imparato che l’amore e l’interesse si esprimono con la comunicazione emozionale, cioè coi sentimenti che riguardano il come facciamo e come ci sentiamo.
Comunicazione sessuale
La sessualità è una delle espressioni più immediate e genuine dell’uomo collegata a ritmi biologici e fisiologici, essa si esprime attraverso una gamma illimitata di modalità più o meno consce. Con essa l’uomo esprime una realtà personale irripetibile. Forse per questo si è cercato di imbrigliarla in mille modi, stigmatizzandola e svilendola.
Nella dialettica dell’amore ogni parte del corpo riassume in sè tutta la persona amata per cui non esiste una gerarchia di parti e organi e funzioni da ritenere privilegiate o più umili
Tutti i gesti possono essere modi per comunicare e per entrare in dialogo.
Il rapporto sessuale è uno di questi, peculiare per la coppia. Esso aiuta ed alimenta la comunicazione emozionale poiché‚ è linguaggio istintivo, non verbale e riesce ad essere vera comunicazione se rispetta le caratteristiche che abbiamo esaminato sopra a proposito di dialogo.
1) INTERESSE E RISPETTO RECIPROCO: per fare all’amore bisogna essere in due, il rapporto sessuale non è una masturbazione a due, ma è avere piacere nel dare e ricevere piacere all’ altro. E’ un coinvolgimento a vari livelli: fisico, sentimentale, emozionale, fantasioso, ecc.
2) TANTI MODI PER ESPRIMERE TANTI QUANTI PER ASCOLTARE. Esiste un diverso modo per il maschio e per la femmina di considerare il sesso, legato sia a motivi culturali che fisiologici. Tanto ci sarebbe da dire sulle influenze culturali, ma qui mi limito a un accenno al solo aspetto fisiologico: Il maschio fa un’esperienza preminentemente fisica rispetto alla sua genitalità. Ha molta dimestichezza col suo membro dato che è “a portata di mano”; sa bene cosa siano eccitazione ed orgasmo. La donna invece fa un’esperienza emozionale della sua genitalità, conosce meno gli aspetti fisici del suo organo genitale, dato che è anche interno. Riconosce attraverso sensazioni e impressioni, non sempre precise, la sua eccitazione e il suo orgasmo.
Data questa diversità, non è raro che in coppia si comunichi male quando si usa il linguaggio sessuale perchè ciascun partner si esprime con modi e modalità proprie; è come se fossero stranieri che, metaforicamente, parlassero l’uno il tedesco, l’altra il francese. E’ anche in questo caso il voler bene che permette di maturare anche sessualmente: impegnarmi a renderti comprensibili i miei gesti e voler capire i messaggi che tu mi invii, conduce a non restare chiusi e limitati nella ristrettezza della parzialità di ciascuno e di scoprire altre potenzialità espressive e percettive.
3) ATTENZIONE ALLA PERSONA : anche nella sessualità ciò che conta di più per l’unione della coppia è il linguaggio emozionale, piuttosto che quello funzionale: poco importa il dove, quanto tempo, quante volte, se prima ancora non si privilegia il come stiamo, come ci sentiamo, cosa desideriamo, cosa ci piace e cosa no.
Vitalità della coppia
Se resta vivo il dialogo – l’interesse reciproco, l’efficacia dell’espressione e dell’ascolto, l’attenzione alla persona – resta viva e vitale anche la coppia. Solo il dialogo consente una conoscenza dinamica che continua nel tempo poiché‚ l’individuo muta nel tempo.
La coppia ha delle stagioni: inizialmente si isola, sia nel fidanzamento che all’inizio del matrimonio. La comunicazione emozionale è così intensa che lo spazio e il tempo per farcela stare sembra stretto, ed è quindi fisiologico rimanere soli disinteressandosi del mondo circostante.
Solo dopo aver consolidato il proprio legame e avergli dato spazio, la coppia riesce ad aprirsi al mondo.
Allora può aprirsi alla vita sociale. Inizia a funzionare, a dedicare spazio anche a “costruire la casa”; adesso può accettare il figlio. L’apertura dà nuove risorse e nuove occasioni di crescita.
La relazione di coppia è una relazione davvero coinvolgente e significativa per i singoli partners, li fa crescere, maturare, sviluppa le loro potenzialità. Occorre volerla portare avanti giorno dopo giorno, e assumersi la responsabilità della sua buona riuscita. Molto semplicemente il compito che impone è che chi ama comunichi nei modi in cui è capace, senza illudersi che la relazione, una volta costruita, duri solo per contratto.
CHI AMA:
* parla per se stesso/a ( a me piace…, io penso che..)
* constata la realtà qui e ora ( oggi, adesso, in questo momento…)
* è disponibile a capire anche le cose meno evidenti
* è rispettoso e umile
Chi non ama:
* giudica, emette sentenze: tu sei..;
* generalizza: tu sempre…; tu mai…; tutti…; nessuno…
* usa categorie assolutizzanti: giusto/sbagliato, buono/cattivo, torto/ragione; morale/immorale;
* fa violenza mentale: io so che tu pensi…; io so che tu senti…;
* ridicolizza o scoraggia.
l’intimità nella relazione di coppia

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Tra sesso e computer la rivincita dei sentimenti
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il tradimento
IL TRADIMENTO

Il tradimento è una esperienza molto diffusa, mai indolore. Spesso il tradimento si consuma nel proprio ambiente di lavoro o addirittura tra le mura di casa come nel caso delle “infedeltà virtuali”, consumate davanti al computer utilizzando “chat” e “web cam” ,il tradimento è una spia di problematiche di coppia molto profonde che la coppia farebbe bene ad affrontare ai primi segnali.
Perché un partner può non bastare?
Tradirsi è un evento sconvolgente, minaccia la fiducia reciproca, è un venir meno del “noi“, della fusione della coppia. Chi viene tradito rimprovera all’altro di muoversi da solo, trasgredendo l’unione totale. Spesso si è portati a formare una coppia per la paura della solitudine, per un bisogno di sicurezza e non perché si è interessati veramente all’altro.
L’amore è strettamente legato al desiderio di voler dare qualcosa di sé all’altro. Spesso invece, nella coppia si è portati solo a chiedere (o a pretendere) cure e attenzioni dal partner, rendendo impossibile la
“crescita” di entrambi. Quanta frustrazione in questa continua richiesta d’amore! E’ questa la classica situazione di chi amasoprattutto per colmare un vuoto, legato probabilmente a qualcosa che è mancato nel periodo infantile (sicurezza, protezione, rifugio, tenerezza, comprensione).
Il sentimento dell’amore matura se all’interno della coppia si cresce prima “individualmente“, creando i propri spazi,coltivando le proprie passioni (e senza temere che questo danneggi l’altro). All’interno della coppia vengono continuamente depositate le novità, i cambiamenti dell’uno e dell’altra e saranno proprio questi cambiamenti a stimolare l’evoluzione della coppia stessa.
Purtroppo a volte ci si spaventa all’idea che l’altro possa cambiare e si associa il cambiamento alla possibilità di essere lasciati. Altre volte si pretende che l’altro cambi per diventare “come noi desideriamo“. Una coppia matura solo se entrambi sono consapevoli dei cambiamenti e riescono a parlarne con il partner.
Se questo non accade cresce la sensazione di non sentirsi compresi e può diventare più facile avvicinarsi ad una terza persona che, almeno in apparenza, sembra rispondere meglio ai propri bisogni. L’amante può dunque arrivare proprio nel monento in cui forte è la necessità di essere compresi diventando improvvisamente la persona che “salva“, che può sconvolgere totalmente la vita in un turbine di energie, passione, stordimento emozionale. Ogni persona è diversa dall’altra, e può stimolare in noi aspetti che altrimenti non sarebbero emersi. Si è portati ad amare persone diverse in modi differenti, evolvendosi continuamente.
Che differenze ci sono fra uomini e donne?
Esiste il traditore seriale, vittima del copione uomo-cacciatore. In questo caso, il tradimento permette all’uomo di verificare la propria “efficienza sessuale“, avere più partner sessuali lo rassicura sulla sua virilità. Il più delle volte si tratta di uomini insicuri alla ricerca continua di rassicurazione e conferme sulle proprie capacità.
Anche se può a volte subentrare un senso di noia e di stanchezza, il traditore seriale ha bisogno di rispettare questo copione.
Gli uomini, più delle donne, hanno la tendenza a trascinare relazioni parallele, la moglie e l’amante, la famiglia ufficiale e la “seconda casa” clandestina. Si sentono buoni mariti perché provvedono alla moglie e non le fanno mancare niente e non la lascerebbero: un certo senso del dovere li tiene ancorati a casa. Ci sono uomini che amano molto la compagna ma sono inconsciamente spaventati dall’intensità del legame: il tradimento garantisce loro la distanza di sicurezza da un sentimento che temono possa renderli dipendenti, succubi della donna amata.
Una tipologia di tradimento comune è quella di uomini che trovano fuori dalla coppia quella carica erotica che si è affievolita nel rapporto. E, ancora, il tradimento omosessuale (meno raro di quanto comunemente si pensi),irresistibile attrazione vissuta però con molta vergogna e conflittualità. Nell’uomo, amore e desiderio viaggiano su due binari che possono anche non incontrarsi, spesso avviene una scissione tra l’amore (la moglie) e il desiderio sessuale (l’amante). E’ vero che, in questo modo, gli incontri sessuali possono acquisire un irresistibile fascino, ma così potrebbe perdersi il piacere di godere la persona che si ama in tutta la sua intensità.
Le donne, invece, quando tradiscono, il più delle volte è perché si innamorano. Hanno maggiori difficoltà a portare avanti storie parallele, sono portate ad interrompere il rapporto precedente per vivere il nuovo amore liberamente.
Il tradimento, per gli uomini e per le donne, porta con sé una grande dose di sofferenza, sensi di colpa, tristezza,umore altalenante. Chi tradisce desidera inconsciamente essere scoperto e punito, molto frequenti sono tracce lasciate incustodite:messaggi del telefonino non cancellati, conti del ristorante, lettere d’amore appassionate nelle e-mail del computer etc.
Quali sono le coppie più a rischio tradimenti?
-Le coppie che evitano l’intimità: i partner hanno paura di lasciarsi andare e di diventare vulnerabili. La coppia riesce ad incontrarsi su un piano conflittuale, aggressivo, con una comunicazione caratterizzata da sarcasmo, critiche ed offese. Raramente ci si sente in colpa. Non si riesce a dire all’altro quanto sia importante e desiderabile, descrivendolo sempre come disinteressato, noncurante. In questo caso l’amante assume il ruolo di salvatore, privo di difetti.
-Le coppie che evitano il conflitto: i partner comunicano poco all’interno della relazione, vivendo in un’atmosfera di controllata amabilità. L’infedele, marito o moglie che sia, è il più insoddisfatto e fa in modo di essere scoperto per far saltare il coperchio delle problematiche. I due non imparano dall’inizio ad affrontare i conflitti insieme, si sforzano di piacere all’altro, sacrificandosi e cercando di modificare i propri comportamenti quando in qualche modo urtano il partner, senza tuttavia andare fino in fondo per capirsi realmente. Sono persone abituate sin dalla tenera età a pensare che la collera sia negativa o di meritare una punizione se si manifesta palesemente il proprio disaccordo. La relazione extraconiugale, in questi casi, raramente è seria e duratura e ha lo scopo di attirare l’attenzione del coniuge.
-Le coppie che vivono il nido vuoto: i partner dubitano spesso della loro relazione ma sono comunque disposti a farla funzionare, spesso focalizzando le energie sui figli. La famiglia d’origine è stata di cattivo esempio negativo e loro non vogliono ripetere gli stessi errori: se il padre è stato rigido e violento, lui tenderà a diventare dolce e premuroso, se la madre è stata invadente, lei tenderà ad essere più distaccate. Ben presto si può scoprire che questa non può essere la formula magica per la felicità coniugale. Subentra l’insoddisfazione, non si dorme più insieme, la comunicazione si limita al quotidiano. In questo caso la relazione extraconiugale può durare anche anni, il tradimento offre tutto quello che si è perduto nel matrimonio, rinvigorisce, eccita. Solo i figli legano questi coniugi. Il tradito di solito brontola per le continue assenze del coniuge ma accetta la situazione. Se è la donna ad essere tradita, nella maggior parte dei casi riesce a passare sopra il tradimento del marito e a fare di tutto per tenere salda la sua famiglia. Sono donne depresse, che tendono a incolparsi per il fallimento del
loro matrimonio.
Quando ci si lascia e quando invece si può superare e addirittura rinforzare la coppia?
Può succedere che il tradimento sia un tentativo di uscire da una relazione insoddisfacente. Può avvenire che il tradito si vendichi quasi subito, atteggiamento questo che, se da un lato può scaricare la tensione, dall’altro non risolve i problemi.
Il tradimento può essere vissuto come una profonda ferita nella propria autostima, determinando reazioni di tipo depressivo. Ma fingere che non sia successo niente è un modo immaturo di affrontare la sofferenza. Il tradimento scoperchia problematiche che altrimenti non sarebbero venute fuori e può essere utile per rinnovare un progetto di coppia che vada oltre la sola intesa sessuale. All’inizio di una storia d’amore predominano colori vivaci, intensi: passione, grandi aspettative nei confronti dell’altro, si desidera stare insieme per sempre, sembra tutto meraviglioso, perfetto. L’altro appaga i nostri bisogni, è stato scelto proprio per questo, ci fa sentire speciali. Ma l’amore ha bisogno di crescere, maturare e anche la sessualità si trasforma attraverso lo stare in coppia. Il passaggio dall’idealizzazione infantile della coppia ad una dimensione più realistica del rapporto è delicato e spesso doloroso. L’altro si può incontrare anche a livelli diversi.
Con il tempo aumenta la consapevolezza di sé e la reciproca conoscenza, la sessualità diviene una delle tante strade per conoscersi, per comunicare la tenerezza e per stare bene insieme in modo più profondo e completo.
Il tradimento è doloroso ma potrebbe diventare una opportunità per accogliere il cambiamento dell’altro come una sfida a modificarsi profondamente e a mutare la relazione. E’ un percorso difficilissimo: il raggiungimento della meta dipende da quanto entrambi i partner desiderano mettersi in discussione e soprattutto dalla capacità di entrambi di elaborare anche il negativo che c’è in un rapporto. Per affrontare la crisi ci vogliono complicità, intimità, condivisione. Se non ci si rimbocca entrambi le maniche per ricominciare è inutile andare avanti, in questo caso è necessario cercare di capire profondamente se si tiene veramente all’altro. La separazione in questi casi potrebbe essere sicuramente più costruttiva per entrambi.
A volte il tradimento può coincidere con la presa di coscienza di uno dei due di aver fatto un percorso di crescita diverso dal partner. In questi casi la rottura può essere una scelta coraggiosa.
Quali consigli per non tradire? E quali per non essere traditi?
L’unico consiglio che si può dare è di parlare con il proprio partner, cercare una comunicazione sempre.
Capita, a volte, che tutta una serie di preoccupazioni e problemi (i figli, la malattia di persone care, questioni lavorative) rendano più tiepido il desiderio, e creino una distanza dal partner. In questi casi è necessario comunicare all’altro, con estrema sincerità, lo stato d’animo del momento, rendendolo partecipe della propria difficoltà, del proprio disagio, chiarendo soprattutto che il malessere del momento non va interpretato come la diminuzione del sentimento d’amore. Le incomprensioni, a lungo andare, possono allontanare, congelano gli slanci emotivi. Quando non c’è la disponibilità a parlare con l’altro, si possono creare degli spazi vuoti all’interno della coppia che, inevitabilmente possono riempirsi successivamente in altro modo. Stare in una coppia è una scommessa avvincente, è una messa in discussione della propria personalità che può maturare e arricchirsi se si permette all’altro di aprirsi, se si accoglie la sua diversità per scoprire insieme l’eccitazione del cambiamento.
Dott.ssa Mariacandida Mazzilli
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Che cosa ci spinge a tradire il partner pur amandolo
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