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i problemi di comunicazione nella coppia

dipendere da un’amore impossibile

Cosa bisogna fare per una persona che nasce come una pozzo vuoto senza fondo perchè diventi una persona piena capace di amarsi e sentire l’amore come uno stato di diritto? Quale strategia adottare per affrontare il vuoto e trasformarlo in pieno, e dilatare lo spazio? Dilatare l’amore e la coscienza?
Forse appena consideriamo noi stessi e l’altro come un valore inestimabile, entriamo in un’ottica di spontanea attenzione all’amore ed alla felicità che non dipende mai da nessuno se non dalla nostra attitudine!
L’amore è un attitudine spirituale! Da oriente ad occidente e dall’antichità ad oggi dove ridondano sempre gli stessi messaggi. Quando siamo bambini ci dicono di amare i nostri fratellini, Dio ci dice di amare i nostri fratelli … Per vivere bene è deve avere un amore vero. Ma si può fare dell’amore un dovere?
Nessuno ci ha mai detto che amare è uno stile di vita e che non si compra e non si vende e non si impara: si lascia andare, anche per niente! L’amore è una sorta di volontariato. “…pensavo di voler tanto bene a mia madre ma temevo sempre di perdere il suo affetto. La mia affettività è rimasta per numerosi anni ingabbiata in questo amore/paura, e quindi, troppo preoccupata di essere amata, non ho saputo amare…”
Spesso, innamorarsi vuol dire creare relazioni in cui si cerca solo di riconquistare finalmente la madre o quel padre persi da bambini, quando si anelava uno sguardo, una carezza, un tocco, ed il vuoto invece pervadeva la nostra giornata fatta da fantasie e rifugi romantici su come avremmo voluto vicino nostro padre o nostra madre. Siamo persi anche da adulti in quel vuoto con in più l’illusione di riempire quel vuoto con tanti affetti di tante persone che non vediamo, in quanto specchio di figure mai state presenti come e quanto volevamo. Sperimentiamo ancora la fame. A volte ci fermiamo e ci chiediamo chi è questo Dio/amore impossibile, e dolorosamente sentiamo la paura che Dio possa non esistere. Con un lavoro più profondo possiamo giungere alla conclusione che per amare, dobbiamo iniziare ad amare noi stessi, unica garanzia di sincero amore. Inizia così ad avere un senso il grande comandamento: “ama il tuo prossimo come te stesso” .
Non siamo mai soddisfatti delle prestazioni amorose degli altri, sempre in credito di amore anche a cinquant’anni, non sapendo ancora bene cosa l’altro rappresenta per noi. Per sentirci amati accettiamo spesso inconsapevolmente una grossa manipolazione dei sentimenti. La tensione interiore che si produce per riuscire ad avere l’amore vero che ci spetta, paradossalmente ostacola il libero flusso dell’amore. Così rimaniamo stupiti quando scopriamo il sacrosanto diritto che l’altro ama a suo modo e sol così può farlo: in realtà stiamo scoprendo finalmente che l’altro è un altro e che non è neanche nostro padre o nostra madre.
Esiste qualcuno che sa amare? Certo: ad immagine e somiglianza di qualcuno. Di mia madre o mio padre di altri che ho idealizzato. Cerchiamo così di essere accolti, anziché accogliere, di essere amati anziché cedere nel bisogno altrui che reclama amore. Amare è rivelare all’altro la sua bellezza intrinseca, la sua capacità di essere al mondo, e questi non aspetta altro che la nostra fiducia come dono per questo riconoscimento. Appena guardiamo l’altro come un valore, entriamo in un’ottica di spontanea attenzione che ci lascia vedere quanto amiamo. Questo sguardo è purtroppo offuscato da filtri di giudizi, ostacolato dalla paura di soffrire.
La capacità d’amare è arrugginita rimasta bloccata, ripiegata come una fisarmonica non usata per anni. Come spesso i bambini dopo la nascita di un fratello, che appare come rivale o addirittura come negazione del valore di cui si godeva in quanto primogenito, l’adolescente fa di tutto per conquistare l’affetto del padre, come se dovesse per questo sorpassare in tutto gli altri. Diventa più intelligente degli altri dieci fratelli, nati prima di lui da donne meno amate di sua madre dal padre. Diventa uno dei tanti geni che hanno avuto una vita affettiva di una povertà sconcertante! Viene giudicato probabilmente “senza cuore”, senza capire la disperazione nascosta dietro al suo handicap emotivo. Si estenua per dimostrare quanto lui sia bravo o brava (specialmente ad amare).
Questo personaggio infatti prova ancora il bisogno di valorizzarsi, raccontando questa volta la sua bravura a saper amare. La sua ricerca affannosa di conferma lo spinge ad ostentare amore e quindi a farsi rifiutare. Il baratro diventa ancora più spaventoso. Come può un bambino in cerca di conferme, non essere super obbediente ai genitori? Delusi si continua a dimostrare un essere eccezionale. Dovere a tutti costi farsi non solo accettare ma ammirare. Comprato dal bisogno degli altri che si innamorano di lui. Il bisogno di d’essere amati si incontra per ragioni diverse col bisogno di raccontare la proprio storia all’altro, questo suscita innamoramenti continui che spesso rappresentano semplicemente il bisogno di presentarsi e di raccontarsi per scegliere poi se offrirsi all’altro o meno.
A questo punto la preoccupazione di perfezione non permette di percepire la parte di strumentalizzazione che induce a sedurre l’altro pur di non fallire. C’è un tempo per “rientrare in sé”. Il momento necessario della riflessione sulla relazione che induce a fare autoanalisi, prendere coscienza di tutto quello che capita, di chi in passato ci ha sempre guidato verso la conferma di “essere” e che ora si riproduce sotto mentite spoglie.
Coloro che non ci hanno ascoltato in tempo ora sono assenti e scegliamo gli altri perché ci ascoltino e confondiamo così l’amore per il bisogno di essere accolti nelle nostre richieste. È necessario non temere più di rivivere il vuoto iniziale dove c’era l’assenza di un ascoltatore, ma fidarsi della presenza attuale di un Lui o di una Lei reale ed attuale. Iniziare ad aprirsi alle ricchezze della vita, a guardarsi intorno anziché restare fissato sul modo di “provocare” l’amore, in una perpetua tensione angosciosa verso la ricerca della perfezione di chi possa sentire i nostri reclami.
Il cuore si dilata ora nella fiducia di essere un valore per l’altro e per se. La fragilità, dovuta al vuoto in cui abbiamo fluttuato per anni, ora si muta poco a poco in una sicurezza incrollabile, dovuta alla presenza dell’altro che, se pur necessario, non è necessario per la nostra sopravvivenza.
Ancora una volta c’è da dire che per amare fino in fondo, è necessario fare un lavoro su di sé, ed in tal modo che si riesce ancora ad innamorarsi di una persona in carne e ossa. L’alternativa è avere un affettività ripiegata su se stessa, accusando continuamente gli altri di essere inefficaci e ritenendosi prigionieri dell’incomprensione. A contatto con questo ambiente interno, fatto di fantasmi e zone d’ombrai si ritorna ad essere continuamente manipolatori della realtà e inconsapevolmente facciamo pagare al coniuge o addirittura ai figli il vuoto affettivo ed esistenziale subito nella la nostra infanzia. Tuttavia, possiamo uscirne facilmente lasciando fluire l’emozione e lasciando affiorare tutta la nostra sensibilità. Il bambino ferito dall’assenza di conferma e che si era indurito, e che non concedeva di provare più emozioni, si libera dall’asprezza che lo ha spinto a sopportare tutto stringendo i denti per offrirsi, con il suo successo strepitoso, la certezza di essere un valore. La fonte della tenerezza si riapre: è il momento di cedere alla gratuità dell’amore.
È necessario però riconoscere il bisognoso del perdono che mette in grado di aprirsi all’altro che a volte si odia paradossalmente come contro altare dell’amore. L’abbandono dell’amor proprio è più forte di tutti gli altri abbandoni. È un abbandono tra i più duri in quanto deve fare i conti con l’orgoglio, ma una volta che ci si è affrancati le emozioni, anziché restate bloccate per la paura di soffrire, ridestano la sensibilità e si riconquista uno stile di vita, che trasforma la paura in disponibilità per il diverso da se: condizione, la diversità, forse necessaria per un amore veramente sincero.
Autore Guglielmo De Martino
alimentare il desiderio senza fare spegnere la fiamma

La domanda è una di quelle da un milione di dollari: può una coppia continuare ad alimentare il fuoco del desiderio, anno dopo anno, senza fare spegnere la fiamma? Sì, se sa come farlo. E cioè imparando a far coesistere sesso, passione e unione: non si smette mai d’imparare. Cosa vogliono gli uomini? E le donne? Più della metà sostiene che il desiderio che prova nei confronti del partner è maggiore oggi di quando si sono incontrati. Chiamatela emozione della familiarità, a dispetto di quello che credono che il tempo trascorso insieme decapiti la passione. Mettetela così: il desiderio è come un muscolo, va allenato. Imparate a soddisfare il proprio lui, rendervi desiderabili sempre e vederlo sempre come un uomo desiderabile.
ENTUSIASMO
È il segreto numero uno. Quand’è stata l’ultima volta che avete preso l’iniziativa? Non penserete mica che non importa chi fa la prima mossa! Importa eccome. Iniziare dimostra la vostra voglia. Se è sempre lui a farsi avanti, prima o poi si farà delle domande: “Forse non mi vuole più?”. Molti compagni vorrebbero che le loro donne fossero più dirette e meno restie nel chiedere e farsi avanti.
VARIETÀ
Spontaneità, interesse, godimento. Il sesso dovrebbe essere questo. Perciò la varietà è importante. È vero, gli esseri umani sono tendenzialmente abitudinari. Ma quando proviamo qualcosa che ci piace e continuiamo a farla, a lungo andare prima o poi la troveremo noiosa. Vale sia per le donne che per gli uomini. Quando lo spogliarsi, i preliminari e il rapporto vero e proprio seguono un copione, è ora di cambiare. La scintilla scocca più facilmente se si provano cose nuove. Richiede sforzo ed energia. Ma ne vale la pena.
ALL’AVVENTURA
A volte c’è bisogno di fare i ragazzacci. Un po’ di avventura occasionale mette aggiunge del pepe. E non parliamo di corna, ma di imprevisti sessuali, cioè luoghi dove farsi cogliere improvvisamente dalla passione e consumare. Si tratta in genere di posti pubblici. C’è chi lo fa nella toilette del centro commerciale, nel camerino di un negozio, nel bagno dei futuri suoceri la domenica a pranzo. Così si lavora a tenere vivo il divertimento e si lascia spazio alla spontaneità. Scambiatevi reciprocamente le vostre fantasie sessuali e trasformatele in realtà.
GENEROSITÀ
L’amore non è una partita doppia: non bisogna stare a controllare il dare e l’avere con una precisione maniacale. Uno dei punti cruciali per molte coppie è il sesso orale. Molti credono che a tante non piaccia affatto, o chi ama riceverlo non ama farlo e viceversa. Certo, i gusti sessuali differiscono. A volte questa pratica è negoziata come una ricompensa o una punizione (della serie: «Mi hai fatto arrabbiare nel week end? Scordatelo, bello mio»). Ma il sesso usato come merce di scambio è una pessima cosa.
SINCERITÀ
“Un elemento imprescindibile”, come cantava Arisa. Per assurdo a volte la familiarità invece ci inibisce e finiamo così per non dire al partner quello che davvero vogliamo. Più vi esponete e comunicate, più aumenterà l’intimità, e il sesso sarà più appagante. Perciò se lui non intuisce i vostri desideri, fate richieste esplicite o guidatelo.
ATTENZIONE
“Attenzione, concentrazione… ritmo e vitalità”. Durante il ménage a due non mancheranno elementi che ruberanno la vostra reciproca attenzione e diminuiranno il tempo da passare insieme. Potrà essere il troppo lavoro, momenti in cui sarete più presi da voi stessi o dalla vostra famiglia d’origine (i genitori malati, la sorella che sta divorziando…). Ma mai come i bambini. Questo vale per le madri: automaticamente quando arriva un figlio il compagno passa in secondo piano, e dato che la paternità non è mai vissuta intensamente come la maternità, la cicogna genere spesso rotture e crisi rilevanti nella coppia. Rimedio: da parte sua la neo madre dovrà imparare a far convivere l’essere madre con l’essere donna; da parte sua il neo padre si deve impegnare a essere collaborativo, non un fantasma.
FIDUCIA
Regala energia ed eccitamento. Ci permette di lasciarci andare: se manca una parte di noi rimarrà sempre sulle sue e non potrà abbandonarsi al piacere come dovrebbe. Recitare una parte (quella del donna fatale piuttosto che quella del pornodivo) va bene sul palcoscenico, non in camera da letto. Chi ha fiducia in se stesso non ha bisogno di fingere, e si rilassa.
ATTRAZIONE
A giudicare dal numero di coppie che dopo il matrimonio o la convivenza si lascia pian piano andare al decadimento fisico, imbruttendosi e trascurandosi sempre più anno dopo anno, sembrerebbe che non sia così scontato che per risvegliare la sessualità serve il desiderio. Questo non vuol dire avere il pallino del corpo perfetto, ma semplicemente tenere al proprio aspetto fisico. E vale sia per lui che per lei.
PIACERE ASSOLUTO
Regalatevi quando potete una piccola luna di miele. Non serve andare in capo al mondo: un weekend in una bella città, una notte in un romantico bed&breakfast in un borgo medievale, un’intera giornata in una Spa vanno altrettanto bene. Ciò significa lasciare a casa i bambini. Ogni tanto è bello ricordarsi che oltre a genitori si è anche marito e moglie.
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Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso e la sessualità, e non avete mai osato chiedere, spiegato in modo chiaro e dettagliato
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diventare seduttore\seduttrice : requisiti base

Molti si chiedono se per essere seduttori è sufficiente:
- Avere milioni di euro come quelli di Bill Gates o di qualche altro riccone planetario
- Essere belli come Johnny Depp o Sharon Stone
- Avere una Ferrari o una Porsche
- Avere una super villa o uno yacht iper accessoriato
La risposta è un sonoro NO. Certamente, tutte queste belle cose aiutano, ma se bastassero i soldi e la ricchezza per conquistare una persona non ci sarebbero tante storie fallite proprio in quegli ambienti in cui vi è prosperità economico/finanziaria.In realtà non bisogna pensare che a far innamorare siano i beni materiali. Infatti, se sono i beni a generare attrazione è chiaro che non siamo noi l’oggetto del desiderio ma i beni stessi. Tu vorresti un partner che si innamori dei tuoi averi o che ami te e le tue abilità? Penso che la risposta sia la seconda.
Ti capita di pensare:
- Voglio migliorare la mia relazione
- Voglio conquistare una persona che desidero fortemente e nel più breve tempo possibile
- Vorrei una vita sessuale appagante e ricca di vitalità
- Vorrei riuscire a conquistare con le mie abilità
Bene, allora si tratta di riuscire a tirar fuori il meglio che c’è in te e che riesce ad attrarre a te la persona che desideri. Il potere della seduzione è insito dentro ognuno di noi, basta scoprirlo, imparare i meccanismi ed avere fiducia che i risultati arriveranno.
Innamorarsi,Cosa ci vuole allora per essere abili nella seduzione?
Come detto prima, non è necessario essere belli e ricchi , dobbiamo solo portare il partner ad innamorarsi di te come persona,a sceglierti per quello che sei naturalmente
A condurre a te la persona che desideri saranno queste abilità:
- Avere carisma
- Essere intriganti e ammaliatori
- Essere magnetici
- Essere affascinanti
Come fare ad imparare e/o potenziare queste abilità?
Il trucco sta nella comunicazione. Infatti, così come ci insegnano i grandi maestri della seduzione, i guru dell’attrazione, per condurre a te la donna o l’uomo che desideri è necessario maneggiare con destrezza le armi della comunicazione, sia verbale che non verbale.Le persone sono attratte prevalentemente da persone che sono sicure di se, hanno ben chiari i propri valori e gli obbiettivi che desiderano raggiungere, sanno dove stanno andando e riescono a comunicare con sicurezza la propria identità e la missione.
Quindi, siccome seduttori non si nasce, ma SEDUTTORI SI DIVENTA, è necessario sapere quale strada percorrere per acquisire le strategie di comunicazione e di comportamento che portano al successo nella conquista di cuori. Naturalmente non è solo necessario sapere cosa e come fare, ma è indispensabile applicare in pratica le tecniche, allenandosi tutti i giorni, ripetendo i comportamenti delle persone che hanno successo nella seduzione.
La chiave è proprio questa: per essere bravi nella seduzione, bisogna “modellarsi”, bisogna imparare le strategie dei grandi seduttori. In breve tempo cambierai modo di comportarti e noterai che anche gli altri cominceranno a percepirti in modo diverso. E’ un processo che richiede impegno e costanza ma che porta in breve tempo a risultati duraturi nel tempo.Un po’ come quando hai imparato a usare forchetta e coltello, magari all’inizio non li sapevi neppure tenere in mano, adesso li usi senza neppure guardarli.
Quali sono le leve che muovono il processo di seduzione?Semplicemente le emozioni date dalla soddisfazione dei propri valori e dal vivere specifici stati d’animo. Bisogna riuscire a soddisfare le esigenze emotive di una persona per riuscire a rappresentare l’appagamento delle necessità emozionali e creare una dipendenza della persona nei tuoi confronti.
Pensando ai bambini, io lo chiamo effetto cioccolato. Hai presente che i bambini soddisfano i loro bisogni di affetto e dolcezza ingozzandosi di cioccolato? Ebbene, tu puoi “diventare il cioccolato” della persona che desideri. Ti basta suonare le corde delle sue emozioni e perderà la testa per te.
Così come nei film e nei racconti romantici, nei cosiddetti due cuori e una capanna, ciò che importa è la relazione fatta di buone emozioni. Quindi anche non vivendo in una villa di lusso è possibile vivere emozioni piacevoli come se si vivesse nella più rosea condizione.So che così dicendo sembra di parlare di cose troppo astratte, ma è proprio così che funziona. L’attrazione è un processo mentale e come tale è fatto di tanti piccoli particolari che innescano il desiderio di stare con una persona.
Prova a immaginare come sarebbe la tua vita con la persona che desideri, dove andresti, cosa faresti, cosa diresti e cosa ti piacerebbe sentirti dire, pensalo veramente e intensamente…. come ti senti? Cosa senti nel tuo corpo e nella mente? Riesci a sentire le sensazioni di questo evento come se fosse vero? Le emozioni non solo si possono vivere durante gli episodi della nostra vita ma li puoi vivere anche immaginandole con la tua mente. La tua mente è come una videoteca in cui puoi prendere i film che più ti intrigano e ti arrapano e vivere nel profondo le emozioni. Così è per gli altri.
Come si innamorano le persone?Ecco la serratura della porta delle seduzione. Cos’è che fa innamorare la persona che desideri conquistare? Cos’è che gli suscita le emozioni che portano quella persona a sentirsi innamorata?Di cosa ha bisogno?Forse di porvare passione, attrazione, eccitazione, divertimento, soddisfazione? Cosa?
Hai bisogno di capire quale emozione serve e fare in modo da evocare nella persona questi stati emotivi. Ma come si fa? Ti anticipo che è più semplice di ciò che credi, basta un uso sapiente delle parole e della comunicazione in genere
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L’arte di farsi amare
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L’arte di farsi amare
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il distacco totale
Nelle favole c’è un filtro magico che ti fa addormentare. Ti svegli e ti innamori della prima persona che vedi. È la più geniale metafora dell’amore che sia stata concepita. L’amore è cieco, inspiegabile e crudele. Ed è anche precario. Nulla di così insensato può mai durare a lungo. (Acqua di mare di Charles Simmons).
Il distacco totale è la migliore strategia da adottare nel caso in cui una relazione finisca, anche se rappresenta l’approccio più doloroso, perché tende a tagliare di netto ogni tipo di contatto. Distacco totale vuol dire nessun tipo di contatto sia di persona che tramite terzi,

il distacco inizia cosi
o tramite email, sms, telefonate, ecc. Il distacco totale è la via migliore per superare il dolore della fine della relazione specialmente,quando si è stati lasciati dai propri partners. Ci evita l’ umiliazione di pregarli di tornare sui loro passi (in realtà allontanandoli ancora di più da noi). Ma soprattutto il distacco totale permette di poter effettivamente iniziare il processo d’elaborazione del lutto per la fine della relazione. Qualsiasi distacco di tipo parziale è come se non mettesse un punto fermo per poter rielaborare la fine di un amore.
Vediamo nel dettaglio i punti principali del distacco totale. Essi richiedono estrema determinazione , procurano ulteriore sofferenza rispetto a quella già accumulata con la fine della relazione, ma sono essenziali nel superare definitivamente il proprio dolore.
1 – Il distacco totale è un impegno che prendete con voi stessi e nessun altro. Se non lo portate a termine dovete prendervela solo con voi stessi perché è una vostra scelta e nessuno vi obbliga.
2 – Và effettuato con la giusta motivazione. Il distacco totale non deve essere usato come strategia al fine di far sentire all’altro la nostra mancanza e quindi rendere possibile un ritorno. In questo caso vi procurerebbe solo ulteriore dolore.
3 – Effettuare un distacco totale è un impegno con sé stessi e l’interromperlo espone,conseguentemente, solo sé stessi alle relative conseguenze. Ad esempio la/il vostro ex partner potrebbe essere seccato dal vostro riprendere un contatto perché ritenevano che aveste superato la fine della relazione. Ciò li potrebbe rafforzare ulteriormente nella loro scelta di aver dato fine alla storia.
4 – Il distacco totale serve anche a mantenere una personale dignità, perché non darete mai al vostro ex la gratificazione di sapere che siete ancora coinvolti e sconvolti dalla fine del rapporto. Questo tipo di distacco vi permetterà di non pregarli di tornare indietro; di non dire cose che non vorreste dire, di non fargli vedere che state male.
5 – Solitamente il distacco totale viene adottato da chi è lasciato. Ma può succedere anche il contrario, nel caso ad esempio che abbiate scoperto un tradimento dell’altro partner e quest’ultimo voglia tornare chiedendo perdono. Se non siete convinti del perdono il distacco totale vi permetterà di riflettere con maggiore serenità sulla decisione da prendere.
6 – Spesso si afferma che una relazione pur essendo finita da diverso tempo non ci si riesce a superare il dolore o a finire di sperare. In questo caso sono del parere che dal punto di vista psicologico la fine della relazione avviene solo nel momento in cui volenti o nolenti c’è un distacco totale. Prima di quel momento, con qualsiasi altro tipo di distacco, non si è posto ancora, psicologicamente, la parola fine.
Un commento e una risposta a questo articolo
Roberto 33 anni.
Salve a tutti Sono appena uscito da una storia breve ma intensa,furono solo quattro mesi pero ogni giorno sentivo crescere quest’amore e lei mi sussurrava che avrebbe voluto restare con me tutta la vita.C’era un’onda incredibile tra di noi,conil tempo libero dividevamo idee,cose,viaggi. Tutto seguiva cosi,io non mi sono mai accorto che lei avesse qualcosa dentro che le avrebbe portato poi adecidere di rompere. E cosi successe,un sabato sera mi confessa che non e’ piu sicura di continuare, che non sente piu’ lo stesso sentimento dell’inizio, che io non c’entro niente in questa decisione,lasciandomi senza parole. Dopo una settimana mi ha chiamato per bere qualcosa insieme,pero non ho voluto rispondere,francamente sono confuso,non capisco come puo’ finire un amore quando senti che la coppia e’ felice. E’ una delusione grande anche perhe’ mi e’ difficile accettarlo e pensare di non vederla piu, sono innamorato di lei e lei lo sa perfettamente. Però il distacco puo servire a farla riflettere? O dovrei gia’ metterci una pietra sopra?
COMMENTO
Sì, il distacco serve. Se una persona ci promette sentimenti d’amore eterno, è brutto dirlo, ma spesso non dobbiamo illuderci troppo. L’amore eterno funziona solo su lunghi percorsi di vita, con analisi a posteriori. Se già dopo 2,3,4 mesi una persona ha dubbi sui suoi sentimenti, è un problema solo suo che dovrà risolvere soltanto lei, da sola e senza interferenze, insistenze, ma solo tanto rispetto. Se torna, dovrà a sua volta rispettare anche i nostri tempi di riacquisizione della fiducia verso lei,che sappiamo, non sono facili. Se non torna, non era amore eterno, e non era nemmeno amore, ed ha parlato a vanvera,cioè senza conoscere bene se stessa (come spesso capita!)
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Effetti collaterali dell’amore
Castelvecchio
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