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Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono
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Una guida per trovare l’amore eterno
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perchè le donne tradiscono

Cari amici uomini vi siete mai chiesti perchè le donne tradiscono, ecco alcune spiegazioni tratte da un’articolo di Libero New.
VENDETTA
“Vendetta tremenda vendetta”. “La vendetta è un piatto che va servito freddo2. “La vendetta è una specie di giustizia selvaggia”. “Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all’ingiustizia”. Volete altre citazioni? Noi ci fermeremmo qui. Le donne tradiscono per vendicarsi. A volte hanno la certezza di avere piantate in testa un bel paio di cornazze, altre hanno semplicemente un forte sospetto. Così si gettano tra le braccia di un altro.
C’E’ QUALCOSA CHE NON VA
Avete tutto: una bella casa, dei figli, non navigate nell’oro ma in sostanza non vi manca niente, ogni tanto riuscite a togliervi degli sfizi… ma non trascurate il fattore intimità. Mai. Se nel vostro rapporto non ce n’è, lei andrà a cercarla nel letto di un altro. Cercate di scoprire cos’è successo, dove si è persa: la passione si è spenta col tempo? O in realtà sotto le lenzuola non c’è mai stata affinità?

RAPPORTI COL CONTAGOCCE
La frequenza con cui fate sesso è un segnale importante sul come procede il vostro rapporto. Certo, capita a tutti di vivere dei periodi di forte stress o di svogliatezza, ma se dopo le settimane in bianco si passano a contare i mesi in bianco, allora significa che le cose non procedono per niente bene.
CRISI ESISTENZIALE
La crisi di mezza età colpisce sia le donne che gli uomini. Può verificarsi sulla soglia dei 40 anni, così come coincidere con la menopausa. Ci si può sentire confuse come adolescenti, sentirsi terrorizzate per il tempo che passa. Temere i cambiamenti che il trascorrere degli anni segnano inevitabilmente il corpo. Vi sembra roba da poco? Non lo è affatto. La menopausa, poi, per molte donne non è nient’altro che un’adolescenza più tragica: un devastante coinvolgimento ormonale.
CAMBIAMENTO NON NOTATO
Parliamo di cambiamenti in positivo. Può succedere che lei, in evidente sovrappeso, decida di mettersi a dieta. E si scopra bella come non si è mai vista. Oppure che, dietro suggerimento delle amiche, decida di abbandonare un look acqua e sapone (leggasi: incolta e trascurata) per uno più curato, e si accorga di essere carina. Se il compagno non si accorge di quant’è migliorata, si può star sicuri che lo faranno gli altri.
SI SENTE TRASCURATA
Una donna vuole sentirsi considerata e desiderata. Se ha una bassa autostima, se non crede abbastanza in se stessa, non c’è niente di meglio che sentirsi apprezzata. Il sesso naturalmente gioca un ruolo importante. Quindi se non lo si fa col proprio uomo… e non è solo una questione di letto.
OPS, CHE SBANDATA
Semplicemente si è innamorata di un altro. Magari è solo un’avventura, ma può anche essere che sia la storia della sua vita. O almeno lei lo creda. Si può vivere relazione extraconiugale, ma c’è anche chi manda tutto a quel pese, molla coniuge ed eventualmente figli, per costruirsi una nuova vita. L’amore non è una giustificazione… ma può succedere.
LA SOLITA MINESTRA
“Tutto il resto è noia”, cantava Franco Califano. Non c’è più eccitazione, non c’è più sorpresa. Non ci sono più farfalle nello stomaco: sono morte. L’elettrocardiogramma è piatto. Anche il sesso è noioso, e quando lo si fa sembra di seguire un copione che ormai si è imparato a memoria. Perciò si va a cercare una scarica di adrenalina altrove.
LA DONNA DI UN FANTASMA
Le relazioni a distanza , così come uno dei due impegnato in un lavoro che lo porta spesso a trascorrere giorni fuori casa, sono un’arma a doppio taglio. Da una parte spezzano la routine, rendono in qualche modo più apprezzabili i momenti che si trascorrono insieme, perché non sono così frequenti. Dall’altra possono portare la persona che sta acasa ad aspettare, a cercare qualcun altro con cui passare il tempo che si sta sole.
SE LUI LA MALTRATTA
Una lei vittima di abusi difficilmente riesce a staccarsi dal suo carnefice, perché nella sua mente ritiene erroneamente impossibile lasciarlo. Ma un marito o un compagno che maltratta fisicamente o verbalmente la propria donna, può spingere questa a trovare quello che non ha da lui (amore e rispetto) in un altro uomo.
ATTENZIONI
Ok, i diamanti sono i migliori amici delle ragazze. Ma la maggior parte si accontenta di molto meno. L’abbiamo già scritto: ci sono piccole cose, banali, semplici e soprattutto gratuite, che ogni lei vorrebbe che il suo lui si ricordasse di fare. Gesti di tenerezza o di passione, ricorrenze da non dimenticare e via dicendo. Se ci scappa anche un week-end fuori o una cena romantica, un mazzo di fiori o anche solo una misera rosa rossa, meglio ancora. Altrimenti il primo che le regalerà dei Baci Perugina la manderà in estasi.
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Se amo me è più facile amare gli altri

Sono sempre più stupita di quanto le filosofie e le religioni orientali abbiano dei punti in comune con la psicologia.
Prendiamo, ad esempio, l’amore.
Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, si può tenere nella mano aperta, ma non nel pugno: appena si chiudono le mani esso si dilegua.
Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. L’avidità incorporea, tende al possesso; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.
Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.
Amare se stessi significa rispettarsi, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là di qualsiasi specifico credo religioso, che alberga in ciascuno di noi: la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.
Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.
L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:è l’amore per se stessi che pone le basi per conoscersi. Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti, significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente, intesa come creazione sociale, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare l’autoconsapevolezza.
Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo che potremmo mostrare non sarebbe autentico, sarebbe un modo per non pensare a noi stessi, un dovere, una formalità,un sacrificio.
Spesso si tende ad utilizzare una definizione non corretta di amore. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, una persona che ha così tanto da offrire vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza che vi sia alcuno che lo possa ammirare, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore è ciò che riempie e rende felici.
L’amore non è dipendenza, non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota, non è ricatto, non è una forma di potere, non è un oggetto di contrattazione.
L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di noi e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri non saranno mai realizzate.
Ecco, quindi, ancora una volta si impone la necessità di imparare prima a stare da soli con se stessi e poi con gli altri. A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. Se non si è in grado di stare da soli ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà a causa di una personale incapacità. E l’odio, la rabbia, il disprezzo neo propri confronti quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, ma anche verso chi ci circonda, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.
Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi, mettendosi al centro del proprio cammino emotivo, spirituale, fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, più profondo e duraturo.
L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.
Anna Fata
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Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d’amore la propria vita.
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