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i problemi di comunicazione nella coppia

Problemi di comunicazione nella coppia
Autore: Dott.ssa Maura Santandrea
Sempre più persone chiedono una terapia a causa di problemi di comunicazione  nella loro vita di coppia, problemi che spesso generano malintesi, litigi, conflittualità di coppia
e un progressivo allontanamento reciproco.
Le persone vengono in terapia con la consapevolezza che manca qualcosa di importante nella loro relazione: un collante, una componente che li aiuti a ricostruire la dimensione
dell’intimità e della comprensione. A volte capita che un partner, dopo svariati tentativi, reputi ormai inutile continuare a cercare uno spazio di confronto con l’altro e si
distacchi sempre di più, evitando i momenti di condivisione, sviluppando una sorta di “istinto di sopravvivenza” che lo porta a puntare, suo malgrado, solo sulle proprie forze,
sulle proprie risorse, come se l’altro fosse ormai superfluo anzi, solamente fonte di dispiacere in quanto non riesce a comprendere i bisogni di chi gli sta vicino. Ognuno dei
due si costruisce una nicchia appartata in cui vive in solitudine, separato dall’altro ma ancora ufficialmente insieme, senza un vero dialogo, senza uno scambio autentico.
Generalmente, all’inizio di un rapporto, durante la fase dell’ innamoramento, ognuno sembra particolarmente disposto a parlare e ad ascoltare, a farsi conoscere e a voler
conoscere l’altro, in modo più spontaneo e naturale. Lo spazio che la coppia si ritaglia per affrontare la dimensione del “noi” è ricercato con maggior impegno.
Col trascorrere del tempo, questo spazio si riduce progressivamente, a causa di impegni apparentemente più incombenti; la comunicazione si fa più essenziale e,
nonostante alcuni partners continuino a comunicare “tra loro”, comunicano sempre meno “su di loro”, sui loro vissuti in rapporto con l’altro, sui loro stati d’animo,
sui loro desideri….
Alcune persone trascorrono anni in questo silenzio e nel frattempo crescono in solitudine, maturano separatamente l’uno dall’altro e ogni volta che la loro vita di coppia
fa incrociare i loro percorsi, si riscoprono vicendevolmente più diversi, scoprono l’altro sempre più distante dalla persona che era all’ inizio della loro storia,
più lontano dall’idea che uno aveva dell’altro, dalle aspettative e dalle speranze che alimentavano il desiderio di fare un percorso di vita insieme e perseguire un
progetto comune.  Ci si sente traditi, illusi, delusi, quasi ingannati: si perde la fiducia nell’altro e nella coppia.
Il senso di solitudine è alimentato soprattutto dalla percezione di una profonda diversità riscontrata nell’altro rispetto a noi stessi, una diversità
che all’inizio della relazione non assumeva questo peso: o non era vista, o non destava preoccupazione perché si pensava di poter cambiare l’altro o che egli sarebbe
“maturato” nel tempo. In questa fase iniziale del rapporto si era molto più colpiti dalle somiglianze con l’altro più che dalle differenze e le le diversità
esistenti potevano venire  interpretate anche come stimoli più che ostacoli.
Se all’inizio si stava insieme soprattutto grazie alle somiglianze, col tempo ci si allontana prevalentemente a causa delle differenze.
Questo accade quando  due partners crescono “uno accanto all’altro” ma  “non con l’altro”, nel frattempo  i loro pensieri si evolvono, il loro mondo interiore si
complessifica, le loro esigenze mutano, la loro visione della vita si arricchisce ma la persona che hanno accanto non ne è a conoscenza e spesso ciò accade proprio
perchè non c’è più uno “spazio-noi” in cui comunicare questi cambiamenti o essere recettivi a quello che l’altro cerca di comunicarci. Si può incorrere nel rischio di
dare per scontato che l’altro sappia cosa generi il nostro piacere o dispiacere, come dovrebbe comportarsi per farci stare bene oppure si può cadere nell’errore di
pensare che non ci sia bisogno di comunicare i nostri pensieri, tanto “l’ altro può capirmi anche se non parlo”! Quando ci si rende conto che tutto ciò che noi avevamo
supposto non accade e che l’altro non è in grado di comprendere le nostre esigenze, allora subentra un profondo senso di rabbia, frustrazione, delusione perché assumiamo
la consapevolezza che l’altro non ci conosce come noi vorremmo e che noi stessi non conosciamo abbastanza la persona che abbiamo vicina: molti gesti sottintesi, finiscono
per diventare malintesi.
La comunicazione utile ed efficace, all’interno di un rapporto, presuppone due dimensioni indispensabili:
1) riuscire ad esprimere    le  proprie emozioni, esigenze personali e di coppia in modo comprensibile per l’altro, sia a livello verbale che non verbale,
attraverso comportamenti e gesti significativi ed eloquenti;
2) riuscire a  comprendere i bisogni e le emozioni dell’altro attraverso un atteggiamento di ascolto e osservazione reali, in assenza di quella dose di
pregiudizio che ostacola l’accettazione sincera del modo di essere dell’altro.
Questi aspetti della comunicazione della coppia non sono semplici da perseguire, soprattutto perché bisogna mantenere una costante attenzione sulla salute
del rapporto attraverso interessamento reciproco e impegno nel desiderio di voler esprimere se stessi e comprendere l’altro.
Quando queste risorse sono arrugginite ormai da  lungo tempo, a volte è difficile ristabilire una comunicazione che assicuri un contatto genuino con la
persona amata e spesso la presenza  di un professionista esterno alle dinamiche di coppia, un terapeuta, riesce ad aiutare i partners a riappropriarsi delle proprie
capacità comunicative e relazionali e a ristabilire una relazione equilibrata e rispettosa dei vissuti di ognuno.
paura che lui mi lasci i problemi di comunicazione nella coppia
Sempre più persone chiedono una terapia a causa di problemi di comunicazione  nella loro vita di coppia, problemi che spesso generano malintesi, litigi, conflittualità di coppia e un progressivo allontanamento reciproco.
Sempre più spesso le coppie cercano un mediatore familiare con la consapevolezza che manca qualcosa di importante nella loro relazione: un collante, una componente che li aiuti a ricostruire intimità e comprensione.
A volte capita che un partner, dopo svariati tentativi, reputi ormai inutile continuare a cercare uno spazio di confronto con l’altro e si distacchi sempre di più, evitando i momenti di condivisione, sviluppando una sorta di “istinto di sopravvivenza” che lo porta a puntare, suo malgrado, solo sulle proprie forze, sulle proprie risorse, come se l’altro fosse ormai superfluo anzi, solamente fonte di dispiacere in quanto non riesce a comprendere i bisogni di chi gli sta vicino. Ognuno dei due si costruisce una nicchia appartata in cui vive in solitudine, separato dall’altro ma ancora ufficialmente insieme, senza un vero dialogo, senza uno scambio autentico.
Generalmente, all’inizio di un rapporto, durante la fase dell’ innamoramento, ognuno sembra particolarmente disposto a parlare e ad ascoltare, a farsi conoscere e a voler conoscere l’altro, in modo più spontaneo e naturale. Lo spazio che la coppia si ritaglia per affrontare la dimensione del “noi” è ricercato con maggior impegno.
Col trascorrere del tempo, questo spazio si riduce progressivamente, a causa di impegni apparentemente più incombenti; la comunicazione si fa più essenziale e, nonostante alcuni partners continuino a comunicare “tra loro”, comunicano sempre meno “su di loro”, sui loro vissuti in rapporto con l’altro, sui loro stati d’animo, sui loro desideri….
Alcune persone trascorrono anni in questo silenzio e nel frattempo crescono in solitudine, maturano separatamente l’uno dall’altro e ogni volta che la loro vita di coppia fa incrociare  i loro percorsi, si riscoprono vicendevolmente più diversi, scoprono l’altro sempre più distante dalla persona che era all’ inizio della loro storia, più lontano dall’idea che uno aveva dell’altro, dalle aspettative e dalle speranze che alimentavano il desiderio di fare un percorso di vita insieme e perseguire un progetto comune.  Ci si sente traditi, illusi, delusi, quasi ingannati: si perde la fiducia nell’altro e nella coppia.
Il senso di solitudine è alimentato soprattutto dalla percezione di una profonda diversità riscontrata nell’altro rispetto a noi stessi, una diversità che all’inizio della relazione non assumeva questo peso: o non era vista, o non destava preoccupazione perché si pensava di poter cambiare l’altro o che egli sarebbe “maturato” nel tempo. In questa fase iniziale del rapporto si era molto più colpiti dalle somiglianze con l’altro più che dalle differenze e le le diversità esistenti potevano venire  interpretate anche come stimoli più che ostacoli.
Se all’inizio si stava insieme soprattutto grazie alle somiglianze, col tempo ci si allontana prevalentemente a causa delle differenze.
Questo accade quando  due partners crescono “uno accanto all’altro” ma  “non con l’altro”, nel frattempo  i loro pensieri si evolvono, il loro mondo interiore si complessifica, le loro esigenze mutano, la loro visione della vita si arricchisce ma la persona che hanno accanto non ne è a conoscenza e spesso ciò accade proprio perchè non c’è più uno “spazio-noi” in cui comunicare questi cambiamenti o essere recettivi a quello che l’altro cerca di comunicarci. Si può incorrere nel rischio di dare per scontato che l’altro sappia cosa generi il nostro piacere o dispiacere, come dovrebbe comportarsi per farci stare bene oppure si può cadere nell’errore di pensare che non ci sia bisogno di comunicare i nostri pensieri, tanto “l’ altro può capirmi anche se non parlo”!
Quando ci si rende conto che tutto ciò che noi avevamo supposto non accade e che l’altro non è in grado di comprendere le nostre esigenze, allora subentra un profondo senso di rabbia, frustrazione, delusione perché assumiamo la consapevolezza che l’altro non ci conosce come noi vorremmo e che noi stessi non conosciamo abbastanza la persona che abbiamo vicina: molti gesti sottintesi, finiscono per diventare malintesi.
La comunicazione utile ed efficace, all’interno di un rapporto, presuppone due dimensioni indispensabili:
1) riuscire ad esprimere    le  proprie emozioni, esigenze personali e di coppia in modo comprensibile per l’altro, sia a livello verbale che non verbale, attraverso comportamenti e gesti significativi ed eloquenti;
2) riuscire a  comprendere i bisogni e le emozioni dell’altro attraverso un atteggiamento di ascolto e osservazione reali, in assenza di quella dose di
pregiudizio che ostacola l’accettazione sincera del modo di essere dell’altro.
Questi aspetti della comunicazione della coppia non sono semplici da perseguire, soprattutto perché bisogna mantenere una costante attenzione sulla salute del rapporto attraverso interessamento reciproco e impegno nel desiderio di voler esprimere se stessi e comprendere l’altro.
Quando queste risorse sono arrugginite ormai da  lungo tempo, a volte è difficile ristabilire una comunicazione che assicuri un contatto genuino con la persona amata e spesso la presenza  di un professionista esterno alle dinamiche di coppia, un terapeuta, riesce ad aiutare i partners a riappropriarsi delle proprie capacità comunicative e relazionali e a ristabilire una relazione equilibrata e rispettosa dei vissuti di ognuno.
Autore: Dott.ssa Maura Santandrea

fuga da un pessimo appuntamento

Fuga da un pessimo appuntamento
in Lifestyle
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è
lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che
evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela
tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una
relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un
piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento
è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla
moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è
quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul
genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le
ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene
con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà.
Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia
mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno
giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per
accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in
compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che
è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo
correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».
Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschio danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì
avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti,
dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine all’altare».
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di
dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non
è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido
vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende
nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo, potete raccontargli che dovete andare a prendere le vostre amiche, perché avete in programma una
seconda serata con loro
figuraccia primo appuntamento
Cosa fare quando scopri che accettare il suo invito a uscire è stata una pessima idea. Tanti modi per darsi alla macchia, più o meno elegantemente.
Capita a tutte di uscire col tipo sbagliato. Qualche volta il sospetto c’è già in partenza, ma un po’ perché si spera in una svolta, un po’ perché si è lusingate dalle sue attenzioni e un po’ perché quella sera non si ha niente altro da fare, si finisce con l’accettare l’appuntamento con quello che evidentemente non è il ragazzo ideale. Altre volte invece, il tipo che ci era sembrato tanto simpatico e carino in compagnia, nel tête-à-tête si rivela tremendo. Come fare a darsela a gambe levate, se non ce la si fa più a reggere il gioco?
Un modo schietto e sincero di tagliare la testa al toro è dirgli il più dolcemente possibile che non è colpa sua, ma che non siete interessate a una relazione in questo momento. Se vi siete mollate da poco, o avete una storia lunga alle spalle interrotta abbastanza di recente, la scusa è servita su un piatto d’argento. Spiegate che in questa fase della vostra vita avete bisogno di pensare principalmente a voi stesse.
A volte invece è talmente palese che siete incompatibili che pure i muri se ne sono accorti. A te piace andare a ballare, per lui il massimo del divertimento è una cena in pizzeria. Appena puoi fai le ore piccole, mentre lui alle dieci è già a letto. Ami viaggiare, e lui ha paura dell’aereo. Sei sempre vestita alla moda, mentre lui compra le t-shirt in serie per corrispondenza. Insomma, tutto si può dire tranne che siete fatti l’uno per l’altra. Quando gli farai capire
che questa uscita non avrà un seguito digli che certamente sarà il Mr Right di qualcun’altra. Magari hai anche un’amica cozz… ehm, pantofolaia, da presentagli.
Se vuoi che sia lui a darsi alla fuga, e guardarlo mentre corre via veloce come Roadrunner, il metodo è davvero facilissimo: ditegli che il vostro sogno è quello di sposarvi il prima possibile, avere tanti bambini e andare a vivere nella casa vicina ai tuoi genitori e tua sorella. Oppure se volete virare sul genere noir-poliziesco potete sempre inventarvi che il vostro gelosissimo ex tra qualche settimana uscirà di prigione dove si trovava per tentato omicidio.
Altro modo per farlo scappare a gambe levate: fate le maleducate. Qualche esempio: masticare a bocca aperta. Farsi scappare un ruttino. Annusarvi le ascelle. Andiamo avanti? Di esempi ce ne sono davvero un’infinità. Potete commettere volontariamente delle gaffe nel bel mezzo di un dialogo uscendovene con qualcosa di altamente inopportuno, o dire cose ripugnanti del tipo: «Ho un  callo sul piede» o «Mi è venuto un brufolo orribile proprio sotto l’ascella».
Andiamo su qualcosa di più banale e meno pittoresco, ma efficace. Parliamo della classica scusa che si capisce lontano un miglio cosa nasconde in realtà. Dovete solo inventarvi una giustificazione per mettere fine a questa perdita di tempo che si è rivelata l’uscire con lui. Puntate sul lavoro, non si sbaglia mai. Gli potete raccontare che l’indomani mattina avete un appuntamento importantissimo fuori città e vi dovete svegliare molto presto. Se è pieno giorno, invece, inventatevi che dovete curare i bambini di vostra sorella. Non dite cose tipo: «Devo andare a prenderli all’asilo», perché se lui insiste per accompagnarvi siete nei guai.
Molte usano il jolly: la telefonata dell’amica. Ci si mette d’accordo con un’amica, chiedendole di chiamarvi a una determinata ora, mentre siete in compagnia del vostro spasimante. Fatele capire se riuscirete a sopravvivere a un’intera serata o non ce la fate. Nel caso, quando riattaccate inventatevi che è successo un imprevisto e dovete correre via. Tipo: «Il fidanzato di Stella ha la batteria della macchina scarica e non può accompagnarla in aeroporto: devo correre da lei, altrimenti perde il volo». O ancora: «La mia coinquilina ha dimenticato le chiavi in ufficio è rimasta chiusa fuori casa, devo andare».  Rifiutate fermamente l’invito a essere accompagnate.
Davanti alla precedentemente citata scusa del: «Non sto cercando una storia», alcuni maschi danno la seguente interpretazione mandrilla: «No relazione, sì avventura sessuale». Se avete il sospetto che abbia tradotto così la vostra affermazione, fategli capire immediatamente che non c’è trippa per gatti, dicendo cose del tipo: «Trovo che tendenzialmente le ragazze di oggi siano troppo facili, io ci tengo molto alla mia integrità, voglio arrivare vergine
all’altare.
Se avete avuto la pessima idea di invitarlo a casa vostra pur sospettando che stavate andando incontro a un’esperienza fallimentare, non possiamo evitare di dirvi che siete delle sciocchine . Se le cose invece sono partite benino ma stanno virando verso il disastro, potete sempre iniziare a sbadigliare. Se non è stupido vi chiederà: «Ti sto annoiando?». Risposta: «No, è che sono davvero molto stanca e domattina ho la sveglia praticamente all’alba». Se non è stupido vi dirà che forse allora è il caso che se ne vada, e voi risponderete in modo molto gentile e sorridente di sì. Se lui non accenna a smontare le tende nonostante l’abbiate invitato per un semplice aperitivo ditele che vi stanno aspettando delle amiche perché avete in programma una seconda serata con loro.
La Verità è che non gli Piaci Abbastanza
Il manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono

carrello fuga da un pessimo appuntamento

Single? No, Grazie!
Una guida per trovare l’amore eterno

carrello fuga da un pessimo appuntamento

perchè le donne tradiscono

corna perchè le donne tradiscono

Cari amici uomini vi siete mai chiesti perchè le donne tradiscono, ecco alcune spiegazioni tratte da un’articolo di Libero New.

VENDETTA

“Vendetta tremenda vendetta”. “La vendetta è un piatto che va servito freddo2. “La vendetta è una specie di giustizia selvaggia”. “Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all’ingiustizia”. Volete altre citazioni? Noi ci fermeremmo qui. Le donne tradiscono per vendicarsi. A volte hanno la certezza di avere piantate in testa un bel paio di cornazze, altre hanno semplicemente un forte sospetto. Così si gettano tra le braccia di un altro.

C’E’ QUALCOSA CHE NON VA
Avete tutto: una bella casa, dei figli, non navigate nell’oro ma in sostanza non vi manca niente, ogni tanto riuscite a togliervi degli sfizi… ma non trascurate il fattore intimità. Mai. Se nel vostro rapporto non ce n’è, lei andrà a cercarla nel letto di un altro. Cercate di scoprire cos’è successo, dove si è persa: la passione si è spenta col tempo? O in realtà sotto le lenzuola non c’è mai stata affinità?

tradimento perchè le donne tradiscono

RAPPORTI COL CONTAGOCCE
La frequenza con cui fate sesso è un segnale importante sul come procede il vostro rapporto. Certo, capita a tutti di vivere dei periodi di forte stress o di svogliatezza, ma se dopo le settimane in bianco si passano a contare i mesi in bianco, allora significa che le cose non procedono per niente bene.

CRISI ESISTENZIALE
La crisi di mezza età colpisce sia le donne che gli uomini. Può verificarsi sulla soglia dei 40 anni, così come coincidere con la menopausa. Ci si può sentire confuse come adolescenti, sentirsi terrorizzate per il tempo che passa. Temere i cambiamenti che il trascorrere degli anni segnano inevitabilmente il corpo. Vi sembra roba da poco? Non lo è affatto. La menopausa, poi, per molte donne non è nient’altro che un’adolescenza più tragica: un devastante coinvolgimento ormonale.

CAMBIAMENTO NON NOTATO

Parliamo di cambiamenti in positivo. Può succedere che lei, in evidente sovrappeso, decida di mettersi a dieta. E si scopra bella come non si è mai vista. Oppure che, dietro suggerimento delle amiche, decida di abbandonare un look acqua e sapone (leggasi: incolta e trascurata) per uno più curato, e si accorga di essere carina. Se il compagno non si accorge di quant’è migliorata, si può star sicuri che lo faranno gli altri.

SI SENTE TRASCURATA
Una donna vuole sentirsi considerata e desiderata. Se ha una bassa autostima, se non crede abbastanza in se stessa, non c’è niente di meglio che sentirsi apprezzata. Il sesso naturalmente gioca un ruolo importante. Quindi se non lo si fa col proprio uomo… e non è solo una questione di letto.

OPS, CHE SBANDATA
Semplicemente si è innamorata di un altro. Magari è solo un’avventura, ma può anche essere che sia la storia della sua vita. O almeno lei lo creda. Si può vivere relazione extraconiugale, ma c’è anche chi manda tutto a quel pese, molla coniuge ed eventualmente figli, per costruirsi una nuova vita. L’amore non è una giustificazione… ma può succedere.

LA SOLITA MINESTRA
Tutto il resto è noia”, cantava Franco Califano. Non c’è più eccitazione, non c’è più sorpresa. Non ci sono più farfalle nello stomaco: sono morte. L’elettrocardiogramma è piatto. Anche il sesso è noioso, e quando lo si fa sembra di seguire un copione che ormai si è imparato a memoria. Perciò si va a cercare una scarica di adrenalina altrove.

LA DONNA DI UN FANTASMA
Le relazioni a distanza , così come uno dei due impegnato in un lavoro che lo porta spesso a trascorrere giorni fuori casa, sono un’arma a doppio taglio. Da una parte spezzano la routine, rendono in qualche modo più apprezzabili i momenti che si trascorrono insieme, perché non sono così frequenti. Dall’altra possono portare la persona che sta acasa ad aspettare, a cercare qualcun altro con cui passare il tempo che si sta sole.

SE LUI LA MALTRATTA
Una lei vittima di abusi difficilmente riesce a staccarsi dal suo carnefice, perché nella sua mente ritiene erroneamente impossibile lasciarlo. Ma un marito o un compagno che maltratta fisicamente o verbalmente la propria donna, può spingere questa a trovare quello che non ha da lui (amore e rispetto) in un altro uomo.

ATTENZIONI
Ok, i diamanti sono i migliori amici delle ragazze. Ma la maggior parte si accontenta di molto meno. L’abbiamo già scritto: ci sono piccole cose, banali, semplici e soprattutto gratuite, che ogni lei vorrebbe che il suo lui si ricordasse di fare. Gesti di tenerezza o di passione, ricorrenze da non dimenticare e via dicendo. Se ci scappa anche un week-end fuori o una cena romantica, un mazzo di fiori o anche solo una misera rosa rossa, meglio ancora. Altrimenti il primo che le regalerà dei Baci Perugina la manderà in estasi.

Tradimento Rancore Perdono

carrello perchè le donne tradiscono

Se amo me è più facile amare gli altri

ragazza che ride

Sono sempre più stupita di quanto le filosofie e le religioni orientali abbiano dei punti in comune con la psicologia.

Prendiamo, ad esempio, l’amore.

Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, si può tenere nella mano aperta, ma non nel pugno: appena si chiudono le mani esso si dilegua.

Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. L’avidità incorporea, tende al possesso; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.

Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.

Amare se stessi significa rispettarsi, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là di qualsiasi specifico credo religioso, che alberga in ciascuno di noi: la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.

Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.

L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:è l’amore per se stessi che pone le basi per conoscersi. Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti, significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente, intesa come creazione sociale, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare l’autoconsapevolezza.

Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo che potremmo mostrare non sarebbe autentico, sarebbe un modo per non pensare a noi stessi, un dovere, una formalità,un sacrificio.

Spesso si tende ad utilizzare una definizione non corretta di amore. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, una persona che ha così tanto da offrire vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza che vi sia alcuno che lo possa ammirare, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore è ciò che riempie e rende felici.

L’amore non è dipendenza, non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota, non è ricatto, non è una forma di potere, non è un oggetto di contrattazione.

L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di noi e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri non saranno mai realizzate.

Ecco, quindi, ancora una volta  si impone la necessità di imparare prima a stare da soli con se stessi poi con gli altri. A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. Se non si è in grado di stare da soli ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà a causa di una personale incapacità. E l’odio, la rabbia, il disprezzo neo propri confronti quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, ma anche verso chi ci circonda, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.

Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi, mettendosi al centro del proprio cammino emotivo, spirituale, fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, più profondo e duraturo.

L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.

Anna Fata

Ama Te Stesso
Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d’amore la propria vita.

carrello Se amo me è più facile amare gli altri

Amare Significa Guarire
I sette principi della guarigione degli atteggiamenti mentali

carrello Se amo me è più facile amare gli altri

l’intimità nella relazione di coppia

In questi ultimi anni si registra una sempre maggior consapevolezza  dell’importanza dei legami sociali per la vita umana e, soprattutto, emerge, con sempre più chiarezza,
il desiderio crescente delle persone di soddisfare  il bisogno di entrare con gli altri in  ”relazioni intime”,  cioè relazioni strette,  prolungate nel tempo, implicanti
vicinanza emotiva, capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione.
Ma quali sono i fattori che consentono alle persone di sperimentare legami  intimi e duraturi? L’intimità può essere incrementata e migliorata?
Facciamo una premessa :
L’uomo per sua natura, è un animale sociale, ha bisogno di confrontarsi con gli altri, di sentirsi parte di un gruppo e di entrare in relazione, seppur a livelli diversi,
con le altre persone.  Se pensiamo alla nostra storia personale, ci possiamo facilmente rendere conto del fatto che siamo nati  in un mondo di “relazioni significative”,
siamo cresciuti confrontandoci con chi ci stava vicino, abbiamo imparato dal riflesso che le nostre azioni avevano sugli altri, ci siamo definiti riconoscendoci in alcuni
aspetti uguali e in altri diversi dalle persone, soprattutto quelle per noi significative, che ci hanno circondato. Ultimamente  c’è  una presa di consapevolezza dell’importanza
dei legami sociali  che evidenzia come ci sia un desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di entrare con gli altri in relazioni intime, cioè strette,
prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione.  Si tratta di un desiderio che investe
tutte le nostre relazioni significative  tuttavia, benché sia assodato che tutti abbiamo bisogno e cerchiamo il contatto e il confronto con gli altri, da più parti emerge
come vada diminuendo la capacità di instaurare relazioni intime.
In effetti, spesso si assiste ad  un’ambivalenza tra il desiderio e il timore nei confronti di questa esperienza. Alcune ragioni per cui le persone talvolta  rifuggono dalle
relazioni intime sono:  il timore di fidarsi, di essere abbandonate, di essere attaccate nelle proprie fragilità, di perdere la propria  individualità . L’intimità in una
relazione dipende quindi dal modo di percepirsi:  saldi nella nostra identità o fragili e non ben definiti. Infatti, la condizione essenziale per entrare in relazioni intime,
superando i timori, è ” Percepirsi provvisti di un’identità personale solida e ben definita ” , fattore che ci consente di entrare in relazione con l’altro senza perdersi,
senza avere l’impressione di dissolvere nell’altro le proprie caratteristiche, la propria individualità e originalità. In questo senso, autonomia individuale e capacità di
amare sono associate e quindi, tanto più una persona ha raggiunto la propria autonomia ed è consapevole di se stessa, tanto più è capace di entrare in intimità con l’altro
rispettandone l’unicità.  Tutto questo è  estremamente importante nell’ambito della relazione di coppia, dove, per poter sperimentare intimità, è essenziale favorire l’identità
personale e l’unità di coppia, che in altri termini significa favorire la capacità di ciascuno di sperimentarsi come separato e diverso dall’altro all’interno di un rapporto,
di un’alleanza basata sulla capacità di essere presenti a sé e all’altro.  L’ intimità non  deve essere considerata come un qualcosa di scontato,  solo perchè ci si vuole bene,
ma deve essere  considerata come un aspetto della relazione di coppia che, per essere mantenuto, richiede impegno e  sforzo  se si vuole stare insieme tutta la vita.
Vediamo  ora quali sono i fattori importanti per una buona intimità :
1)- Capacità dei partner di comunicarsi reciprocamente i propri valori personali
La comunicazione è essenziale  alla vita di relazione e assume qualità specifiche a seconda che sia a servizio della negoziazione e quindi “ del fare e dell’avere” dove si
comunica in vista del raggiungimento di obiettivi comuni,o  dell’intimità e quindi “ dell’essere,” dove il parlare  è confidenza e l’ascoltare diventa disponibilità verso il
partner .Risulta essenziale, perché si verifichi questo tipo di comunicazione, il fatto che all’interno della relazione di coppia ci sia un clima di libertà e non di costrizione
o controllo, la percezione di una uguale importanza di sé e dell’altro e la consapevolezza che questa condivisione non potrà mai essere totale: ognuno ha una propria
individualità e non può “fondersi” o “confondersi” con l’altro.
2) – Capacità di rispettare i sentimenti personali dell’altro
Il nucleo centrale di ogni individualità è rappresentata dal fatto che ciascuno ha una propria storia,familiare e sociale, dei propri sentimenti, gusti, preferenze, memorie,
sensibilità, bisogni aspettative, ecc. Da questo punto di vista, amarsi, entrare in intimità con l’altro non significa sentire allo stesso modo, ma significa poter potenziare
e dispiegare le proprie capacità individuali per arricchire la relazione di due differenti sensibilità.  In altre parole, intimità e condivisione sono raggiungibili accettando
e rispettando se stessi e l’unicità dell’altro.
3) -Accettazione reciproca dei limiti personali
Tutti noi siamo fallibili e abbiamo dei limiti: la convivenza e la solidarietà  umana si basano proprio su questi assunti. Se questo è valido per ogni relazione tra persone è particolarmente tangibile per due coniugi che hanno scelto di condividere la propria esistenza.In questo senso essere intimi significa: lasciare che
l’altro ci veda per quello che siamo , evitando di cadere nella tentazione di voler sempre  apparire adeguati o perfetti e sopportando di sentirci vulnerabili ed esposti alla
possibilità di un rifiuto. Accettare l’altro nei suoi limiti , alcuni dei quali conosciuti e altri che si scopriranno nella vita insieme. Essere solidali  l’un l’altro, aiutandosi
reciprocamente, per quanto possibile, ad andare oltre i limiti stessi. Valorizzazione reciproca delle rispettive potenzialità.
4)-Capacità di perdonare e tollerare gli sbagli dell’altro
Si cerchi di capire le ragioni che hanno portato allo sbaglio
Si sappia differenziare ciò che è importante da ciò che non è di primaria importanza nella relazione
Si permetta e si aiuti l’altro a riparare
Fortunatamente le persone non hanno solo limiti, ma possiedono anche delle potenzialità che vanno valorizzate.Si tratta di un processo per cui ciascun partner favorisce la
crescita personale dell’altro, stimolandone le risorse  nascoste e apprezzandone i comportamenti e gli atteggiamenti positivi. E’ essenziale, perché questo processo porti
all’intimità che: sia reciproco e veda entrambi lavorare per la realizzazione di ciascuno : se così non fosse, non si sperimenterebbe intimità e collaborazione,
ma competizione ed egoismo. E’ necessario che si renda possibile riconoscere a se stessi e all’altro che la propria realizzazione passa anche attraverso l’aiuto e la
vicinanza del partner. La capacità dei partner di condividere i dolori e il timore di essere feriti  e’ il fattore chiave per raggiungere e mantenere l’intimità è racchiude
due aspetti: il potersi mostrare all’altro senza maschere con tutta la propria fragilità e vulnerabilità chiedendo e ottenendo dall’altro la sua presenza, il suo esserci;
il tollerare che quanto più un legame è stretto, tanto più alta è la possibilità di ferire ed essere feriti. In effetti, non veniamo feriti dagli estranei, il potere di
ferire solitamente è riservato a poche persone: quelle per noi importanti, alle quali siamo legati da vincoli di attaccamento e d’amore
uomo donna con tramonto
In questi ultimi anni si registra una sempre maggior consapevolezza dell’importanza dei legami sociali per la vita umana e, soprattutto, emerge, con sempre più chiarezza,il desiderio crescente delle persone di soddisfare  il bisogno di entrare con gli altri in  ”relazioni intime”,  cioè relazioni strette,  prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione.
Ma quali sono i fattori che consentono alle persone di sperimentare legami  intimi e duraturi? L’intimità può essere incrementata e migliorata?
Facciamo una premessa :
L’uomo per sua natura, è un animale sociale, ha bisogno di confrontarsi con gli altri, di sentirsi parte di un gruppo e di entrare in relazione, seppur a livelli diversi,con le altre persone.  Se pensiamo alla nostra storia personale, ci possiamo facilmente rendere conto del fatto che siamo nati  in un mondo di “relazioni significative”,siamo cresciuti confrontandoci con chi ci stava vicino, abbiamo imparato dal riflesso che le nostre azioni avevano sugli altri, ci siamo definiti riconoscendoci in alcuni aspetti uguali e in altri diversi dalle persone, soprattutto quelle per noi significative, che ci hanno circondato. Ultimamente  c’è  una presa di consapevolezza dell’importanza dei legami sociali  che evidenzia come ci sia un desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di entrare con gli altri in relazioni intime, cioè strette,prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione.  Si tratta di un desiderio che investe tutte le nostre relazioni significative  tuttavia, benché sia assodato che tutti abbiamo bisogno e cerchiamo il contatto e il confronto con gli altri, da più parti emerge come vada diminuendo la capacità di instaurare relazioni intime.
In effetti, spesso si assiste ad  un’ambivalenza tra il desiderio e il timore nei confronti di questa esperienza. Alcune ragioni per cui le persone talvolta rifuggono dalle relazioni intime sono:  il timore di fidarsi, di essere abbandonate, di essere attaccate nelle proprie fragilità, di perdere la propria individualità . L’intimità in una relazione dipende quindi dal modo di percepirsi: saldi nella nostra identità o fragili e non ben definiti. Infatti, la condizione essenziale per entrare in relazioni intime,superando i timori, è ” Percepirsi provvisti di un’identità personale solida e ben definita ” , fattore che ci consente di entrare in relazione con l’altro senza perdersi,senza avere l’impressione di dissolvere nell’altro le proprie caratteristiche, la propria individualità e originalità. In questo senso, autonomia individuale e capacità di amare sono associate e quindi, tanto più una persona ha raggiunto la propria autonomia ed è consapevole di se stessa, tanto più è capace di entrare in intimità con l’altro rispettandone l’unicità.  Tutto questo è  estremamente importante nell’ambito della relazione di coppia, dove, per poter sperimentare intimità, è essenziale  favorire l’identità personale e l’unità di coppia, che in altri termini significa favorire la capacità di ciascuno di sperimentarsi come separato e diverso dall’altro all’interno di un rapporto, di un’alleanza basata sulla capacità di essere presenti a sé e all’altro.  L’ intimità non deve essere considerata come un qualcosa di scontato, solo perchè ci si vuole bene, ma deve essere  considerata come un aspetto della relazione di coppia che, per essere mantenuto, richiede impegno e  sforzo  se si vuole stare insieme tutta la vita.
Vediamo  ora quali sono i fattori importanti per una buona intimità :
1)- Capacità dei partner di comunicarsi reciprocamente i propri valori personali
La comunicazione è essenziale  alla vita di relazione e assume qualità specifiche a seconda che sia a servizio della negoziazione e quindi “ del fare e dell’avere” dove si comunica in vista del raggiungimento di obiettivi comuni,o  dell’intimità e quindi “ dell’essere,” dove il parlare  è confidenza e l’ascoltare diventa disponibilità verso il partner .Risulta essenziale, perché si verifichi questo tipo di comunicazione, il fatto che all’interno della relazione di coppia ci sia un clima di libertà e non di costrizione o controllo, la percezione di una uguale importanza di sé e dell’altro e la consapevolezza che questa condivisione non potrà mai essere totale: ognuno ha una propria individualità e non può “fondersi” o “confondersi” con l’altro.
2) - Capacità di rispettare i sentimenti personali dell’altro.
Il nucleo centrale di ogni individualità è rappresentata dal fatto che ciascuno ha una propria storia,familiare e sociale, dei propri sentimenti, gusti, preferenze, memorie,sensibilità, bisogni aspettative, ecc. Da questo punto di vista, amarsi, entrare in intimità con l’altro non significa sentire allo stesso modo, ma significa poter potenziare e dispiegare le proprie capacità individuali per arricchire la relazione di due differenti sensibilità. In altre parole, intimità e condivisione sono raggiungibili accettando e rispettando se stessi e l’unicità dell’altro.
3) -Accettazione reciproca dei limiti personali
Tutti noi siamo fallibili e abbiamo dei limiti: la convivenza e la solidarietà  umana si basano proprio su questi assunti. Se questo è valido per ogni relazione tra persone è particolarmente tangibile per due coniugi che hanno scelto di condividere la propria esistenza.In questo senso essere intimi significa: lasciare che l’altro ci veda per quello che siamo , evitando di cadere nella tentazione di voler sempre  apparire adeguati o perfetti e sopportando di sentirci vulnerabili ed esposti alla possibilità di un rifiuto. Accettare l’altro nei suoi limiti , alcuni dei quali conosciuti e altri che si scopriranno nella vita insieme. Essere solidali  l’un l’altro, aiutandosi reciprocamente, per quanto possibile, ad andare oltre i limiti stessi. Valorizzazione reciproca delle rispettive potenzialità.
4)-Capacità di perdonare e tollerare gli sbagli dell’altro.
Si cerchi di capire le ragioni che hanno portato allo sbaglio
Si sappia differenziare ciò che è importante da ciò che non è di primaria importanza nella relazione
Si permetta e si aiuti l’altro a riparare.
Fortunatamente le persone non hanno solo limiti, ma possiedono anche delle potenzialità che vanno valorizzate.Si tratta di un processo per cui ciascun partner favorisce la crescita personale dell’altro, stimolandone le risorse  nascoste e apprezzandone i comportamenti e gli atteggiamenti positivi. E’ essenziale, perché questo processo porti all’intimità che: sia reciproco e veda entrambi lavorare per la realizzazione di ciascuno : se così non fosse, non si sperimenterebbe intimità e collaborazione,ma competizione ed egoismo. E’ necessario che si renda possibile riconoscere a se stessi e all’altro che la propria realizzazione passa anche attraverso l’aiuto e la vicinanza del partner. La capacità dei partner di condividere i dolori e il timore di essere feriti e’ il fattore chiave per raggiungere e mantenere l’intimità è racchiude due aspetti: il potersi mostrare all’altro senza maschere con tutta la propria fragilità e vulnerabilità chiedendo e ottenendo dall’altro la sua presenza, il suo esserci;
il tollerare che quanto più un legame è stretto, tanto più alta è la possibilità di ferire ed essere feriti. In effetti, non veniamo feriti dagli estranei, il potere di ferire solitamente è riservato a poche persone: quelle per noi importanti, alle quali siamo legati da vincoli di attaccamento e d’amore.
ANNA DE ANGELIS
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