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	<title>Il portale italiano delle buone relazioni &#187; relazione</title>
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		<title>Magia e illusione dell&#8217;Innamoramento</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/copppia-macchina-americana1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1881" title="copppia macchina americana" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/copppia-macchina-americana1.jpg" alt="copppia macchina americana1 Magia e illusione dellInnamoramento" width="400" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L&#8217;innamoramento può apparire nella nostra vita come un colpo di fulmine o come un&#8217;evoluzione di un rapporto di amicizia, la nostra relazione potrà poi bruciare velocemente o durare una vita intera, affievolirsi nella monotonia o mantenere la vitalità iniziale.<br />
Ognuno di noi può innamorarsi con modalità e tempi diversi ed il destino delle nostre relazioni dipende dalla conoscenza di noi stessi, dalla nostra capacità comunicativa e dalle contingenze esterne alla coppia (società, culture, vincoli), ma innamorarsi è senza dubbio un fatto universale che prescinde ogni possibile differenza socio-culturale, sociale, epocale.<br />
L&#8217;innamoramento irrompe nel nostro presente con uno slancio vitale che separa un&#8217;esperienza passata compiuta da un futuro pieno di incognite, ma estremamente interessante.<br />
Il momento in cui incontriamo l&#8217;altro e ce ne innamoriamo rappresenta l&#8217;inizio di uno stato di benessere che vorremmo non finisse mai.<strong> Ci sentiamo appagati, sicuri, in armonia con tutto ciò che ci circonda; l&#8217;incontro con l&#8217;altro toglie il velo grigio che non riusciva a farci vedere le vere tonalità del mondo che ci circonda e ci permette di respirare ed assaporare gli odori ed i sapori, ci sentiamo liberati e ricontattiamo il nostro sé autentico. In questo momento &#8220;magico&#8221; riusciamo a vedere l&#8217;essenza delle cose ed anche ciò che ci appare come negativo lo avvertiamo come passeggero. Questo stato di rinascita è caratterizzato da spontaneità, voglia di autenticità e di purezza. Per tale motivo sentiamo il bisogno di narrare le nostre storie passate per liberarci grazie all&#8217;altro, prendersi cura delle vecchie ferite, mettersi a nudo.</strong><br />
Tuttavia, e paradossalmente, è anche il momento in cui tentiamo di dare un&#8217;immagine di noi &#8220;perfetta&#8221;, utilizzando le nostre parti migliori e le nostre maschere più adeguate e seducenti; ovviamente anche l&#8217;altro segue un identico comportamento, mettendo in atto una serie di strategie seduttive.<br />
<strong>A chi di noi non è capitato al primo appuntamento (ma anche molto oltre) di cercare di mostrare la nostra parte migliore ?</strong><br />
<strong> Siamo spinti al miglioramento, ma siamo pronti anche a fingere, ad esagerare le nostre capacità pur di essere attraenti; tendiamo a questa perfezione per esaudire tutti i desideri dell&#8217;amato, così come desideriamo che l&#8217;altro esaudisca i nostri: seduciamo e divinizziamo l&#8217;altro.</strong><br />
Anche il corpo dell&#8217;altro ci appare divino e proviamo una forte e costante attrazione erotica e sessuale.<br />
Innamorandoci siamo partiti per un viaggio dell&#8217;anima…ma quando iniziamo una relazione dobbiamo davvero pensare di aver raggiunto la nostra meta? In realtà non siamo che al primo gradino di una scala che può portarci a raggiungere luoghi luminosi ma anche luoghi sotterranei.<br />
D.R. Kingma, psicoterapeuta americana, propone una suddivisione sintetica, ma significativa in sette fasi emotive e spirituali della relazione intima sottolineando che: &#8220;<em>A seconda della disponibilità a lasciare che l&#8217;anima faccia il suo lavoro su di noi, possiamo attraversare tutte queste fasi, oppure continuare a riciclarci attraverso le prime, in diverse relazioni successive</em>&#8221; (Kingma, <em>Il futuro dell&#8217;amore</em>, Gruppo Futura, 2000, p.55)<br />
<strong>La prima fase è quella dell&#8217;innamoramento viviamo un esperienza estatica e sentiamo di aver raggiunto la nostra completezza; la nostra personalità si sente fiduciosa di realizzare i suoi sogni ed appagare i suoi bisogni.</strong><br />
Nella fase successiva riconosciamo e vogliamo ufficializzare anche il mondo che ci circonda: la nostra relazione è nella fase dell&#8217;Impegno. Possiamo sposarci, convivere o semplicemente condividere momenti o spazi, in ogni caso è il momento in cui prendiamo un impegno reciproco a continuare la relazione che stiamo vivendo anche nel futuro.<strong> Abbiamo una visione del futuro insieme molto romantica, un&#8217;immagine perfetta ed immutabile della nostra vita di coppia, io sono perfetta, tu sei perfetto, la nostra casa è o sarà come l&#8217;abbiamo sempre sognata, perfetta! Avremo bambini perfetti, noi non litigheremo mai, ci piaceranno gli stessi film e le stesse letture, avremo gli stessi amici simpatici e suoceri adorabili, un gatto, un cane, un giardino sempre verde e fiorito e saremo sempre sorridenti,</strong> la relazione sarà tutta perfetta!……<strong>Ma tutto ciò non è possibile! Prima o poi verranno alla luce anche le nostre rispettive parti peggiori.</strong><br />
<strong> Il castello di sabbia dorato che la nostra mente ha costruito verrà inondato dal mare e allora ci troveremo a dover scegliere di ricostruirlo con del materiale più resistente o iniziarne un altro su di un&#8217;altra spiaggia.</strong><br />
Prima o poi tutte le relazioni attraversano questa terza fase, quella della Crisi.<br />
Veniamo così catapultati nella realtà e là dove atterriamo inizia lo Scontro, la &#8220;prova del fuoco&#8221; (quarta fase) che ci disorienta e ci porta nel Caos (quinta fase) in cui abbiamo la sensazione che non ci sia via di uscita.<br />
<strong>Ma se riusciamo ad abbandonare le nostre aspettative, allora la nostra relazione può prendere la direzione del Risveglio (sesta fase): è il momento in cui è possibile avere una visione lucida, ovvero diveniamo consapevoli dello stato delle cose e, grazie ad essa, rinasciamo come coppia.</strong><br />
<strong> Solo a questo punto possiamo entrare nell&#8217;ultima fase, quella della Trasformazione.</strong><br />
<strong> Non è un percorso facile, ma fortunatamente possiamo attingere a vari tipi di aiuto quali libri specifici sull&#8217;argomento, counselor relazionali e psicoterapeuti, corsi e seminari sull&#8217;argomento che possono accompagnarci nel nostro percorso di trasformazione e crescita nella coppia.</strong></p>
<p align="right"><em>Scheda di Angela Fortunato</em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/sull-amore.gif" alt="sull amore Magia e illusione dellInnamoramento" width="96" height="160" title="Magia e illusione dellInnamoramento" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Paolo Crepet" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paolo_crepet.php?pn=1218" target="_blank">Paolo Crepet</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218" target="_blank">Sull&#8217;Amore</a></div>
<div><a title="Einaudi" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_einaudi.php?pn=1218" target="_blank">Einaudi</a></div>
<div><a title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Magia e illusione dellInnamoramento"  title="Magia e illusione dellInnamoramento" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Imparare a Innamorarsi" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__imparare-a-innamorarsi.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/i/imparare-a-innamorarsi_26121.jpg" alt="imparare a innamorarsi 26121 Magia e illusione dellInnamoramento" width="104" height="160" title="Magia e illusione dellInnamoramento" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Sara Cattò" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_sara-catta.php?pn=1218" target="_blank">Sara Cattò</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Imparare a Innamorarsi" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__imparare-a-innamorarsi.php?pn=1218" target="_blank">Imparare a Innamorarsi</a></div>
<div><a title="Xenia Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_xenia_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Xenia Edizioni</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_5.gif" alt="rating 5 Magia e illusione dellInnamoramento"  title="Magia e illusione dellInnamoramento" /></p>
<div><a title="Imparare a Innamorarsi" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__imparare-a-innamorarsi.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Magia e illusione dellInnamoramento"  title="Magia e illusione dellInnamoramento" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Incontro,scontro e crescita nelle relazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 12:01:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1821" title="Coppia a letto di spalle" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle3.jpg" alt="Coppia a letto di spalle3 Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" width="400" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8221; la natura umana era in origine unica e noi eravamo interi, e il desiderio e la caccia dell’intero si chiama amore” </em>(Platone, Simposio).</strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Come si è visto, la relazione di coppia oggi non si limita più alla famiglia e alla procreazione, e non si esaurisce neppure nella sessualità e nei sentimenti, ma mette in gioco molte altre dimensioni che portano inevitabilmente ad un confronto di personalità e di mentalità che può evolversi sia come crescita sia come scontro, più spesso entrambi. Nelle fasi iniziali di una relazione le persone tendono a fare bella figura, a mostrare la parte &#8220;migliore&#8221; e più accettabile di sé. Se poi tra loro nasce un innamoramento ognuno tende a vedere l&#8217;altro ancor più bello e apprezzabile, idealizzandolo. Tuttavia, presto o tardi anche altri aspetti della personalità emergeranno e alla fase iniziale dell&#8217;innamoramento, in cui il partner appare splendente come il sole, subentrano fasi meno brillanti in cui si prende coscienza anche dei suoi limiti e dei suoi lati meno lucenti: </span><em style="font-size: small;">l&#8217;ombra</em><span style="font-size: small;">. E&#8217; qui che nascono le prime incomprensioni, le prime delusioni, i primi conflitti che poi, se manca una reciproca capacità di comunicare (e quasi sempre manca) inevitabilmente vanno ad accentuarsi fino a portare alla crisi.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">I modi di affrontare questi problemi variano da persona a persona: alcuni tendono a nascondere il disaccordo, inscenando una rappresentazione di armonia tutt&#8217;altro che veritiera, oppure si rassegnano a convivere con le tendenze distruttive, alternando fasi di litigiosità a fasi di relativa quiete. Altri, giunti oltre un certo livello, decidono di cessare la relazione per cercare un&#8217;altra persona che gli faccia riprovare l&#8217;ebbrezza dell&#8217;innamoramento e che sia finalmente quella <em>giusta</em>. Se in passato prevaleva la prima tendenza (rassegnazione e conflitto sotterraneo), oggi sta sempre più affermandosi la seconda (separazione e ricerca di un nuovo partner). Tuttavia, per quanto intensa possa essere la fase di innamoramento, per quanto giusto possa apparirci il nuovo partner, prima o poi si manifesteranno anche i suoi limiti e aspetti ombra, rinascerà il conflitto e saremo di nuovo punto e a capo. Il fatto è che tutti i suddetti modi di affrontare la questione sono errati: non va bene ignorare o sopportare il problema, perché vuol dire rinunciare a quanto di più bello una relazione di coppia può offrire, e non va bene neppure passare da una storia all&#8217;altra all&#8217;eterna ricerca del partner ideale, poiché non esistono persone fatte di sola luce e ognuno ha in sé anche delle zone oscure, inconsce, che premono per emergere e essere finalmente riconosciute. La relazione sentimentale non ha solo lo scopo di far stare bene i due partner, ma è anche e soprattutto il luogo in cui ognuno dei due desidera colmare il proprio <em>senso di incompletezza</em> e guarire una volta per tutte le proprie<em>ferite d’amore</em> <em>primarie, </em>vale a dire<em> </em>le carenze affettive e le delusioni subite durante l’infanzia, inclusi gli eventuali abusi fisici o morali. E’ un desiderio per lo più inconscio ma molto, molto potente, che influenza profondamente la dinamica della relazione e che ho illustrato più estesamente altrove (vedi E. Cheli, <em>Amarsi, comprendersi nelle relazioni di coppia</em>)</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Da bambini le nostra speranza più grande è che i nostri genitori ci accettino così come siamo e si impegnino a comprenderci realmente, a rispettarci ed amarci come e quanto abbiamo bisogno. Purtroppo è una speranza che si avvera solo in parte, talvolta addirittura per niente, creandosi così delle vere e proprie ferite affettive, più o meno profonde a seconda dei casi. Col tempo subentra una sorta di abitudine, di rassegnazione e infine di oblio. Ma la speranza non è morta, è solo in animazione sospesa, e si risveglia quando ci troviamo coinvolti in una relazione di coppia. Non sempre e non subito, però: solo in quelle relazioni in cui c’è un profondo coinvolgimento affettivo, un innamoramento, e solo quando i due hanno raggiunto un certo grado di confidenza e intimità e iniziano a fare a meno delle maschere. A questo punto scattano in entrambi forti aspettative nei confronti dell’altro:</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> “Che cosa farai per me? Mi aiuterai? Mi ascolterai? Mi farai sentire bene? Realizzerai i miei sogni? Sarai il padre che io non ho potuto avere, la madre che non ho avuto? Adesso che mi sono innamorato di te, tu hai il dovere di far scomparire le mie sofferenze. Ascoltami, guariscimi, fammi stare bene. (…) Ci sono due tipi di bisogni emotivi che cerchiamo di soddisfare nelle nostre relazioni intime: uno è quello di cui siamo consapevoli (fammi felice, dammi la sicurezza economica, sii un buon padre per i miei figli), l’altro è costituito dalle esigenze emotive inconsce che rappresentano il tentativo della nostra personalità di guarire tutto ciò che si frappone alla nostra capacità di sentirci integri. In ogni relazione esiste dunque un viaggio emotivo nascosto.” </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">La relazione di coppia diviene insomma una opportunità tramite cui crediamo di poter guarire una volta per tutte le ferite d’amore, le carenze affettive, le delusioni subite durante l’infanzia e il partner diviene per certi aspetti un sostituto di nostro padre, di nostra madre (o di entrambi) e inconsciamente lo invitiamo – talvolta sfidiamo &#8211; ad amarci in modo totale, ad accettarci per quello che siamo, ad essere il genitore perfetto che non abbiamo mai avuto ma abbiamo sempre desiderato.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Si tratta, come è facile intuire, di aspettative eccessive, che solo una mente bambina può sperare di poter soddisfare e tuttavia il nostro inconscio è sempre allo stadio infantile – è inconscio proprio perché non ha voluto /potuto crescere – e quindi è proprio sulla base di tali aspettative che passiamo dall’innamoramento alla relazione stabile. “Quando ci innamoriamo non ci limitiamo a dire: ‘Hai proprio una mente meravigliosa, sarà una gioia parlare con te per i prossimi cinquant’anni’. Quello che diciamo in realtà è: ‘Hai proprio una mente meravigliosa; mi aspetto anche che tu sia un amante eccezionale, una compagnia straordinaria per le uscite del venerdì sera, un padre stupendo, il mio sostegno e la mia spalla in società, il mio compagno politico, la persona di cui i miei genitori si possono fidare, il conforto nei momenti di sofferenza, e anche il mio guru, il mio lacrimatoio e la mia banca personale’” (ibidem).</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Poiché ci aspettiamo che una singola relazione soddisfi pienamente e perfettamente tutte le nostre esigenze in questa maniera stravagante e irreale, naturalmente tendiamo ad escludere tutte le altre persone che potrebbero partecipare alla soddisfazione delle nostre esigenze; questo allevia tali persone da potenziali fardelli e in un certo senso fa sembrare la vita meno complicata, ma sovraccarica il partner &#8211; che è soltanto un semplice mortale che ci ama, non un dio che può realizzare ogni nostro sogno e, nell’aggrapparci a questo mito diventiamo troppo esigenti.</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Se ci limitassimo ad invitare il partner ad amarci, senza sfidarlo, senza aggredirlo, senza nasconderci, il rapporto sarebbe meno teso, meno ambiguo; se sapessimo comunicare con chiarezza e chiedere apertamente al partner ciò di cui abbiamo bisogno, lo metteremmo nelle condizioni per fare del suo meglio e capiremmo che anche lui si trova nella nostra stessa situazione. Potremmo a questo punto reagire in due modi:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">1)       Lasciarlo, perché ci ha rivelato la sua fragilità e i suoi limiti mentre noi cerchiamo un partner super che non sia ferito e bisognoso ma generoso, impeccabile e tutto per noi (questa aspettativa è molto simile a quella del bambino verso il genitore: da piccoli tutti noi vediamo i genitori come esseri enormi, onnipotenti, vere e proprie divinità). Si tratta di una reazione sbagliata, ma sempre meglio che continuare a perdere tempo in sfide, conflitti, scontri.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">2)       Affrontare in modo più realistico il rapporto, comprendendo che il nostro partner non ha il potere magico di guarire le nostre ferite di cuore e di riempire i nostri vuoti esistenziali – né lui né nessun altro partner. Guarire tali ferite e colmare tali vuoti è un processo possibile – anche se lungo e laborioso &#8211; ma può avvenire solo attraverso l’autoguarigione; certo, un partner comprensivo e amorevole può esserci di grande aiuto, ma il lavoro ognuno lo deve fare da sé su di sé.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">Il punto di partenza per un tale lavoro è assumersi la responsabilità della propria guarigione, senza scaricarla su altre persone: né sui nostri veri genitori né sul nostro partner. Dobbiamo accettare che quel che è stato è stato: nostri genitori non cambieranno, così come le situazioni e le cause che hanno prodotto le nostre ferite affettive non possono essere cambiate: appartengono al passato e i fatti del passato non possono mutare. Può però mutare la nostra interpretazione di quei fatti e possono mutare le conseguenze di quei fatti. Posso per prima cosa interpretare la mancanza di amore non come una mia sfortuna e ingiustizia privata ma come un male collettivo che affligge tutta l’umanità; in tal modo smetterò di sentirmi vittima e di attribuire colpe agli altri – se colpe vi sono, sono collettive – e potrò poi perdonare coloro che – genitori, partner precedenti – involontariamente mi hanno fatto soffrire perché a loro volta sofferenti.</span><span style="font-size: small;">Posso a questo punto lavorare sul mio malessere attuale prescindendo dalle cause passate: se un’altra persona ferisce il mio corpo con un coltello, posso curarmi la ferita senza il bisogno coinvolgere colui che mi ha ferito; per guarire non è necessario né che recuperi il coltello, né che mi sforzi di indurre l’altra persona a cambiare e a non farlo più. Analogamente, potremmo curare le ferite affettive senza tirare in ballo i nostri genitori, ma imparando a fare da padre e madre amorevoli di noi stessi – qualcosa di molto simile a ciò che molti maestri spirituali hanno chiamato “amare se stessi”. (per un approfondimento cfr. E. Cheli, Amarsi, comprendersi e anche L’età del risveglio interiore, Franco Angeli).</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Oltre a curare le ferite dobbiamo anche imparare a comunicare meglio con noi stessi e con l’altro, a comprendere e accettare le nostre e le altrui zone d’ombra, e a riconoscere e gestire le nostre e altrui emozioni, poiché solo così potremo davvero aiutarci e sostenerci in questo difficile ma entusiasmante percorso che è la relazione.</span></p>
<p>Articolo di Enrico Cheli</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="L'Età del Risveglio Interiore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-eta-del-risveglio-interiore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/l-eta-del-risveglio-interiore_29231.jpg" alt="l eta del risveglio interiore 29231 Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" width="107" height="160" title="Incontro,scontro e crescita nelle relazioni" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Enrico Cheli" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_enrico_cheli.php?pn=1218" target="_blank">Enrico Cheli</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="L'Età del Risveglio Interiore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-eta-del-risveglio-interiore.php?pn=1218" target="_blank">L&#8217;Età del Risveglio Interiore</a></div>
<div><a title="Franco Angeli Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_franco_angeli_editore.php?pn=1218" target="_blank">Franco Angeli Editore</a></div>
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		<title>La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 14:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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<p> <a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1753" title="Coppia a letto di spalle" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/Coppia-a-letto-di-spalle.jpg" alt="Coppia a letto di spalle La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" width="400" height="300" /></a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come e perché si arriva alla mancanza di desiderio, le fasi della coppia e come influisce il modello dei genitori sul tipo di relazione che viene costruita.</p>
<p>Nella mia esperienza clinica la ragione del calo del desiderio ha varie origini e provoca differenti conseguenze, è importante quindi poterla considerare nella sua complessità e non banalizzarla come spesso sento e leggo.</p>
<p>La mia intenzione in questo articolo è poter aiutare la coppia ad allearsi nell’affrontare questa problematica e trovare soluzioni favorevoli al benessere della coppia stessa.</p>
<p>Parto da una premessa: conosciamo il naturale sviluppo di una coppia? Accettiamo il fatto che la coppia non è un’entità statica ma è in continuo movimento? Consideriamo gli eventi che portano ai cambiamenti nella coppia?</p>
<p>O preferiamo tenere come modello di coppia quella proposta dai film o quella che abbiamo visto nei nostri genitori?</p>
<p>Mi sento di fare queste domande un po’ provocatorie perché vedo ogni giorno nel lavoro clinico con le coppie quanta inconsapevolezza ancora oggi ci sia.</p>
<p>Prima di addentrarci quindi nella tematica specifica della mancanza di desiderio permettetemi una breve digressione che darà senso a quanto dirò più avanti.</p>
<h4>Le fasi della coppia</h4>
<p>Senza entrare in un tema immenso del perché ci si innamora di una persona piuttosto che di un’altra, prendiamo semplicemente atto che ci innamoriamo.</p>
<p>L’innamoramento è uno stato molto strano, è una dimensione molto particolare; quando siamo innamorati siamo un po’ “pazzi”: pensiamo davvero che quello che abbiamo incontrato sia il migliore, il più bello, la più bella, il più intelligente, il più accogliente, il più caro, il più sicuro, colui al quale ci si può affidare senza timore.</p>
<p>Sogniamo, coloriamo la realtà con le nostre attese.</p>
<p>Diventiamo parzialmente ciechi poiché la spinta della passione, dell’attrazione, della componente ormonale, offusca la nostra capacità di vedere davvero l’altro nella sua totalità.</p>
<p>Il tempo di durata dell’innamoramento, varia da coppia a coppia ma la condizione normale, naturale, è quella per cui l’innamoramento piano piano si attenua e deve prendere spazio qualcosa di nuovo e di diverso.</p>
<p>Questo è un momento di passaggio molto delicato, qui molte coppie decidono di separarsi, non sopportano la perdita dello stato estatico dell’innamoramento, e tanti tra noi pensano di non amare più l’altro perché hanno smesso di pensare solo a lui/lei, perché la realtà ha tolto il velo dell’illusione.</p>
<p>Sì, nell’innamoramento siamo in un’illusione: il mio partner è esattamente come lo voglio io, è perfetto!</p>
<p>E poi ci svegliamo, fatalmente ogni partner della coppia si delude e prendiamo atto che ci troviamo di fronte un essere umano con una serie numerosa di difetti, che non ci sa ascoltare, che vuole sempre avere ragione, che non c’è mai quando abbiamo bisogno, che non sa cucinare, che è rude e poco affettuoso, e così via.</p>
<p>In termini tecnici, siamo entrati nella fase della delusione.</p>
<p>Spesso in questa fase cade anche il desiderio sessuale insieme all’idealizzazione, ma ne parliamo più avanti.</p>
<p>Quello che ora mi preme dire è che la delusione è una fase necessaria, non è necessariamente la fine di un rapporto.</p>
<p>La delusione ci riporta coi piedi a terra, ci permette di vedere l’altro anche negli aspetti prima trascurati, ci permette di farci delle domande che quando si è innamorati non ci poniamo neppure, del tipo: amo questa persona?</p>
<p>Ci sto davvero bene insieme? Potrei sopravvivere senza di lei? La stimo? Condividiamo gli stessi valori?</p>
<p>Se a queste domande (e a molte altre) si risponde di sì, e spesso non ci si accorge nemmeno di essersele fatte, dalla delusione una persona può passare alla disillusione: “Il mio compagno la mia compagna quanti difetti ha, quanti limiti!”</p>
<p>Sono disilluso, cioè prendo atto, uscendo dalla delusione, che insieme agli aspetti positivi che ci sono, che tengono in piedi la relazione, che ne fanno vedere il bene, ci sono aspetti negativi di cui prendere coscienza; aspetti negativi che però non danneggiano la relazione, ma la colorano di umanità, la rendono più reale.</p>
<p><strong>Essere disillusi ha il vantaggio di poter conservare gli aspetti di positività e farli convivere con gli aspetti di negatività, rende la coppia matura e in grado di confrontarsi con la realtà, mette la coppia nello stato di poter compiere nuovi passi, nel riconfermare giorno per giorno la scelta di stare insieme</strong>.</p>
<p>In sintesi: dall’innamoramento alla coppia matura il viaggio è lungo e non senza ostacoli.</p>
<p>Ogni persona deve saper reggere la delusione per poter disilludersi e vedere l’altro per ciò che è.</p>
<p>È importante sottolineare che la disillusione non è rassegnazione: la rassegnazione porta ad una passività frustrata.</p>
<p>La disillusione invece, ci fa vedere la vita in modo reale e ci mette nella condizione di appoggiarci sulle cose positive per meglio affrontare quelle che non vanno bene e modificarle insieme.</p>
<h4>Il desiderio e la sua mancanza</h4>
<p>È ovvio pensare che nella fase di innamoramento la sessualità è molto vivace e il desiderio molto alto e, a meno che ci siano problematiche particolari, le cose vanno proprio così.</p>
<p>L’altro è il soggetto delle nostre fantasie, desideriamo passare il tempo solo con lui/lei, ci manca quando non c’è; lo pensiamo sempre – a volte anche a scapito di altre nostre occupazioni – l’attrazione è fortissima e vogliamo solo fare l’amore, appena è davanti a noi lo desideriamo, ci eccitiamo e così via.</p>
<p>Lo abbiamo tutti sperimentato: dopamina in circolo, attrazione alle stelle, è proprio un bel sentimento davvero!</p>
<p>E dopo un po’ di tempo? Dopo che conosci il tuo partner bene? Dopo che ci passi tanto tempo insieme?</p>
<p>L’attrazione agisce quando vi è distanza, quando la distanza si annulla anche la forza attrattiva non agisce, una semplice legge della fisica.</p>
<p>Partiamo da questa considerazione perché dal mio punto di vista è importante sapere che stando insieme si abbassa l’attrazione e non perché non ci piacciamo più o non ci soddisfiamo ma per il naturale evolvere delle cose.</p>
<p>Nella vita di coppia, mano a mano che andiamo avanti, si aggiungono tante altre componenti che acquisiscono valore e occupano spazio: pensate al mettere su casa, alla venuta dei bambini, ma anche alla vicinanza affettiva, alla complicità tra i partner che si sviluppa sempre più, all’affrontare problemi e così via.</p>
<p>Cosa sto dicendo, che dobbiamo metterci l’anima in pace?</p>
<p>Assolutamente no, credo però che se non consideriamo questo aspetto del desiderio, non possiamo affrontare la problematica nella giusta prospettiva e pensare alle giuste soluzioni.</p>
<p>Vi propongo ora vari scenari di mancanza del desiderio per poter essere più specifici e più chiari.</p>
<h4>La coppia simbiotica</h4>
<p>Un saggio di nome Kahlil Gibran scrisse parlando della coppia e dell’amore: “ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poichè il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”</p>
<p>In queste parole vi è la base dell’attrazione: insieme nella costruzione, nel portare avanti la stessa visione di vita, nel supporto e nel sostegno, e distanti, individui autonomi, che mantengono la propria individualità, che hanno spazi differenziati, che possano ancora incontrarsi proprio perché sono distanti.</p>
<p>Per la coppia simbiotica questa dimensione non esiste.</p>
<p>Questo tipo di coppia la riconosci facilmente: fanno tutto insieme, hanno gli stessi interessi, le stesse opinioni, gli stessi valori, quasi mai si scontrano perché è inimmaginabile pensarla in modo differente, non possono nemmeno pensare di poter vivere senza l’altro.</p>
<p>Gli spazi individuali si annullano via via che il tempo procede, nel loro spazio difficilmente entra linfa nuova, aria fresca, sempre e solo IO e TE.</p>
<p>All’inizio questa simbiosi genere molta relazione sessuale ma col tempo questa indifferenziazione annulla il bisogno, il desiderio di fondersi nell’altro: lo sono già tutto il tempo ed è per loro molto confortevole, stanno bene.</p>
<p>Il prezzo da pagare è la propria autonomia, la propria individualità, il proprio spazio.</p>
<p>Questa modalità di stare insieme copre dei bisogni primari che l’individuo non ha riempito e crede di non poter colmare da solo.</p>
<p>Perché? Perché prima di essere partner di una coppia, l’individuo è individuo.</p>
<p><strong>Tanto del nostro vissuto di adulti si forma nella prima fase della nostra vita: i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre idee del mondo, le nostre idee sull’amore e sulla coppia nascono in quel tempo.</strong></p>
<p>E sempre in quel tempo, si creano anche le strutture deficitarie.</p>
<p>Questa premessa varrà ovviamente per tutti gli scenari che andremo ad esplorare, ma per ora mi focalizzo sulla coppia simbiotica.</p>
<p>Cosa può essere l’esperienza remota di adulti che trovano nella simbiosi la loro forma d’amore?</p>
<p>È chiaro che non potrò essere esaustiva: l’indicazione che posso dare è la ricerca diretta, e in prima persona, delle cause; ciò che qui offro sono solo spunti di riflessione.</p>
<p>La possibilità più diretta è aver visto la coppia dei propri genitori funzionare così; se questo è il vostro caso, sappiate che a livelli profondi vi portate dentro questa immagine che volente o nolente condiziona il vostro vissuto di oggi: solo se simbiotica una coppia è una coppia di amore.</p>
<p>Di solito i bambini nati da una coppia simbiotica si sentono tagliati fuori da quel grande amore, vivono una situazione di separazione, esclusione, rifiuto.</p>
<p>La dose di amore che i genitori normalmente riversano sui figli, a questi bambini è negata, o perlomeno è inferiore al bisogno.</p>
<p>Stando così le cose, il bambino sperimenta un grande vuoto che “pensa” sarà possibile riempire solo incontrando l’anima gemella.</p>
<p>L’altro grande scenario si verifica se il genitore non rompe piano piano la simbiosi col bambino.</p>
<p>Bimbi che sperimentano l’amore solo nella relazione esclusiva, profonda col genitore, andranno alla ricerca della stessa forma una volta adulti.</p>
<p>Per dare un esempio: una madre che vive solo per il figlio, che lo innalza a “senso della vita”, che trova in lui la soddisfazione che forse le manca col marito, non aiuta il bimbo a separarsi da lei; in più spesso il padre è assente e non adempie al suo compito di aiutare il bambino a individuarsi.</p>
<p>Questa separazione la devono portare avanti gli adulti, perché il bambino nella simbiosi sta bene, ha tutto quello che desidera, tutti i suoi bisogni primari sono soddisfatti, e da adulto cercherà la stessa “cuccia” confortevole a scapito della propria adultità.</p>
<h4>La coppia accuditiva</h4>
<p>Essere accuditi, accudire, sostenersi, anche questi sono bisogni primari dell’uomo e della donna.</p>
<p>Quando questi aspetti nella vita di una coppia prendono il sopravvento, può succedere che il desiderio sessuale cali senza drammi.</p>
<p>È un’esperienza comune a molte coppie, soprattutto in quelle in cui entrambi i partner hanno avuto un’infanzia in cui hanno sentito la mancanza di cure parentali, in cui non hanno percepito abbastanza amore, sufficiente accudimento e così, una volta adulti, cercano e offrono ciò che è mancato.</p>
<p>Questo scenario è il più tipico, può però anche succedere il contrario: la forma di amore sperimentata nell’infanzia era solo quella della cura e nei nostri circuiti cerebrali è “il prendersi cura e l’essere curati” la sola forma di amore riconosciuta.</p>
<p>Nella coppia questa dimensione è importante ma se diventa la matrice principale promuove una sorta di inibizione sessuale.</p>
<p>Il prendersi cura e l’essere accudito caratterizzano la relazione adulto/bambino, relazione nella quale ogni impulso sessuale viene annullato.</p>
<p>Nella coppia accuditiva quindi, al sesso si sostituisce la tenerezza, all’erotismo l’affettività.</p>
<p>In questo modo i partner trovano una gratificazione profonda, una gratificazione però che annulla il loro essere adulti, il loro essere davvero una coppia.</p>
<p>E soprattutto, la gratificazione sperimentata è illusoria perché non rispecchia il vissuto del momento ma colma bisogni infantili e crea dipendenza dall’altro.</p>
<h4>La coppia preoccupata</h4>
<p>Non è difficile in questi tempi essere preoccupati per qualche cosa, la vita ci offre molti motivi per esserlo.</p>
<p>La preoccupazione di per sé non è nulla di male, può semplicemente allertarci su possibili pericoli e renderci pronti a dare risposte adeguate.</p>
<p>Ma quando il preoccuparsi è uno stile di vita, dobbiamo iniziare a preoccuparci della nostra preoccupazione.</p>
<p>La preoccupazione innesca meccanismi neuronali e ormonali di risposta al pericolo che inibiscono ogni altro impulso, incluso quello sessuale.</p>
<p>Quando si è costantemente in allerta non vi è possibilità di rilassarsi, di distogliere la mente dalle preoccupazioni, di creare uno spazio tra i partner dove il piacere possa sgorgare.</p>
<p>Lo stile di vita preoccupato si forma nella prima infanzia, può basarsi sulla semplice assimilazione del comportamento genitoriale o anche sul vissuto del bambino di non essere protetto a sufficienza e quindi di essere in pericolo di fronte alla vita.</p>
<p>Per queste persone è davvero difficile sentirsi al sicuro, potersi fidare di un altro da sé, poter abbandonarsi e non pensare.</p>
<p>La ripercussione sulla vita di coppia è importante: non ci si fida nemmeno della persona scelta come partner d’amore, nella coppia non si riesce a trovare un luogo di ristoro e sicurezza, spesso ci si preoccupa anche dell’altro, di cosa potrebbe fare o di cosa potrebbe accadere.</p>
<p>Se poi il partner è simile a noi nella dinamica preoccupata – cosa che molto spesso accade – questa dimensione prende il sopravvento su tutto, e addio alla sessualità.</p>
<p>Guardare e cercare di risolvere questa situazione è necessario e non solo per il benessere della coppia ma anche per il singolo individuo: vivere in uno stato di preoccupazione costante è rischioso per la salute oltre che per lo scarso piacere che viene concesso alla propria vita.</p>
<h4>La coppia umiliante</h4>
<p>Oltre a sentirsi amata, una persona ha bisogno di sentirsi stimata.</p>
<p><strong>Amore e stima sono presupposti indispensabili per una sana relazione di coppia.</strong></p>
<p>In effetti, l’investimento sessuale, non solo quello affettivo, si base sulla stima, sempre.</p>
<p>Accanto all’attrazione deve esserci anche ammirazione e fiducia verso l’altro in quanto individuo.</p>
<p>Fare l’amore, provare piacere significa abbandonarsi, lasciarsi andare in modo totale, perdersi nell’altro.</p>
<p>Se sentiamo che il nostro partner non ci apprezza, o ci delude o ancora di più, il nostro partner ci ferisce e ci umilia con critiche e frasi sprezzanti, sarà poi difficile abbandonarsi a lui.</p>
<p>Può capitare l’inverso, cioè essere noi a non stimare e apprezzare il nostro partner per ciò che è e umiliarlo, anche in questo caso il desiderio viene a mancare: privato da quella componente indispensabile che è la stima reciproca, il desiderio scompare anche se il rapporto di coppia viene portato avanti.</p>
<p>Ci sarebbe da aprire un universo su questo tema ma per non allontanarci troppo dall’argomento di questo articolo, segnalo solo l’importanza di approfondire le dinamiche che tengono i partner in relazioni basate sulla disistima: capire perché ci si lascia trattare in quel modo; comprendere perché si è così sprezzanti; esplorare le dinamiche che stanno alla base di coppie “sadiche” e spesso violente.</p>
<p>Senza un adeguato rispetto di sé è quasi inimmaginabile potersi rapportare all’altro in maniera costruttiva, sana, fiduciosa.</p>
<p>Il disprezzo di noi ci tiene legati in relazioni che fanno male, ci fa sentire di non meritare altro, ci impedisce di apprezzare ciò che è altro da noi.</p>
<h4>La coppia conflittuale</h4>
<p>“L’amore non è bello se non è litigarello”, ritornello che si sente spesso ma che vero non è.</p>
<p>Al di là della fase di innamoramento più strutturalmente passionale dove con l’adrenalina scatenata dal litigio si attivano reazioni chimiche che risvegliano il desiderio sessuale, nelle altre fasi della coppia la conflittualità non aiuta una sana relazione sessuale.</p>
<p>Senza stare a ripetermi: ciò che trovate scritto nel paragrafo dedicato alla coppia umiliante, è spesso l’esperienza che si ritrova anche nella coppia conflittuale: una caduta di stima e il sentirsi in parti opposte della barricata.</p>
<p>Il conflitto di per sé è parte integrante di un rapporto di coppia, siamo individui distinti, con idee nostre, con visioni della vita a volte differenti, siamo individui insomma.</p>
<p>La cosa importante è saper gestire il conflitto e non cadere in una modalità di relazione conflittuale: se il conflitto fa da padrone non vi è lo spazio sicuro dove una buona sessualità può manifestarsi.</p>
<p>Tra l’altro, in questa tipologia di coppia più che in altre, si evidenzia la differenza con cui il maschile e il femminile si rapportano al sesso.</p>
<p>“… negli esseri umani i circuiti maschili dell’amore ricevono un impulso supplementare quando i livelli di stress sono alti. Dopo un’intensa prova fisica, per esempio, i maschi con più probabilità avranno rapporti sessuali con la prima donna ber disposta su cui poseranno lo sguardo… Al contrario, le donne sotto tensione respingeranno avances o espressioni di affetto e desiderio.”</p>
<p>E ancora “Per provare soddisfazione in un rapporto sessuale, una donna ha bisogno di trovarsi nello stato d’animo giusto. Prima di fare l’amore, tra i partner deve instaurarsi un’atmosfera di tranquillità e armonia, lontana da ogni sorta di irritazione: la collera è una delle cause più comuni dei problemi sessuali.</p>
<p>Molti terapisti del sesso sostengono che <strong>per le donne tutto quanto è accaduto nelle ventiquattr’ore che precedono la penetrazione finisce col fare parte dei preliminari; per gli uomini, solo quanto accade nei tre minuti precedenti</strong>.</p>
<p>Cari uomini, ricordate che fiori, cioccolatini e paroline dolci danno sempre buoni risultati per sbollire la collera della vostra donna e garantire a voi del buon sesso.</p>
<p>E voi donne, dite ai vostri uomini di pensarci due volte prima di criticarvi o cominciare una discussione se desiderano trascorrere una notte di sesso sfrenato.</p>
<p>Potrebbero infatti dover aspettare ventiquattr’ore prima di trovarvi ben disposte.”</p>
<p>Il cervello delle donne, Louann Brizendine</p>
<h4>La coppia non progettuale</h4>
<p>Vi ricordate la citazione riportata nella coppia simbiotica?</p>
<p>“Ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poi che il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”</p>
<p>Nella coppia dove viene a mancare la progettualità, i partner si trovano nella posizione antitetica alla coppia simbiotica: troppo distanti per reggere un tempio, troppo distanti perché la forza di attrazione possa operare.</p>
<p>In una coppia dove manca un progetto di vita, il desiderio sparisce, soprattutto nel partner che vuole “costruire”.</p>
<p>Ci unisce l’amore, ma non solo; noi siamo anche il retaggio del nostro passato antropologico, noi siamo anche tutte le reazioni chimiche che accadono dentro di noi.</p>
<p>Le emozioni si intrecciano con la biologia.</p>
<p>Il desiderio nel suo significato primario ha una funzione precisa nella preservazione della specie: due individui di sesso diverso si incontrano per dare vita a un terzo individuo.</p>
<p>Sembra strano in questi tempi dove il sesso si è staccato da finalità riproduttive, e invece no: nella sessualità questo istinto c’è ancora e dobbiamo esserne coscienti.</p>
<p>In più, il desiderio sessuale in un’accezione più ampia significa staccarci dalla nostra infanzia, andare incontro al nostro futuro, costruire.</p>
<p>Se nella coppia viene meno la progettualità, il volere comune di costruire qualcosa, il sintomo è spesso l’astinenza sessuale come non accettazione di una sessualità fine a se stessa.</p>
<p>La costruzione non significa necessariamente mettere al mondo un figlio, ma può tradursi in altri progetti in grado di smuovere la staticità della non progettualità.</p>
<p>Cosa può stare alla base di una coppia non progettuale?</p>
<p>Spesso il desiderio di rimanere nella dimensione infantile; spesso il non volersi assumere responsabilità; spesso la paura di perdere la propria libertà; spesso la paura di non essere all’altezza di essere davvero maturi e in grado di progettare il proprio futuro.</p>
<p>Tutte situazioni che devono essere guardate e risolte a livello individuale se vogliamo dare respiro e futuro alla relazione a due.</p>
<h4>La coppia stanca</h4>
<p>Ho deciso di dedicare qualche riga a questa tipologia di coppia perché credo essere di più facile gestione e, dalla mia esperienza clinica, è anche la situazione che con più frequenza si manifesta nella coppia sana, nella coppia cioè dove non vi siano importanti disturbi della modalità relazionale.</p>
<p>C’è tanto nella vita di una coppia matura: lavoro, figli, problemi&#8230; ci vogliamo mettere anche il sesso?</p>
<p>Se il calo di desiderio sessuale è solo imputabile alla stanchezza, la coppia ha buone possibilità di ritrovare il proprio appagamento sessuale; se dietro la stanchezza si nascondono altre cause, le cose si fanno più ardue ma per questa eventualità leggete le altre tipologie.</p>
<p>Allora, che si fa? Serve che la coppia si allei nel trovare spazi di rigenerazione, nel trovare momenti da dedicarsi appieno.</p>
<p>È necessario ristabilire le priorità e includervi la soddisfazione sessuale.</p>
<p>Vi sembra un discorso un po’ strategico e poco spontaneo?</p>
<p>In effetti lo è!</p>
<p>Se, presi come siamo presi dalla vita, ci accontentiamo di fare l’amore solo nei rari momenti in cui ci partono in modo spontaneo gli ormoni – sappiate che la tempesta ormonale dell’innamoramento dura dai sei agli otto mesi – la nostra attività sessuale può ridursi quasi a zero.</p>
<p>E come per la fame – meno si mangia meno si sentono i morsi della fame – anche per il sesso funziona la stessa equazione: meno sesso si fa, meno voglia abbiamo.</p>
<p>Per il benessere della coppia ma anche per il benessere personale è necessario fare l’amore: facendo l’amore il nostro organismo rilascia una serie di sostanze che ci portano uno stato di piacere interno, di appagamento, di soddisfazione.</p>
<p>Sapete bene come ci si sente dopo aver fatto l’amore in modo soddisfacente: rilassati, di buon umore, ci si sente anche più belli e desiderabili.</p>
<p>Da questo stato di abbondanza si affrontano tutte le situazioni in un modo più pacato e adeguato.</p>
<p><strong>Nel fare l’amore recuperiamo energia e buon umore. Col fare l’amore si rinnova la vicinanza e la complicità col nostro partner</strong>.</p>
<p>Ma allora, perché non lo si fa?</p>
<p>Quando propongo alle coppie in terapia di darsi degli appuntamenti per fare l’amore, la reazione è più o meno sempre la stessa: se non c’è un desiderio spontaneo diventa un dovere, non è più bello, non è genuino, anche il fare sesso diventa uno dei duri compiti della giornata.</p>
<p>Peccato che il desiderio spontaneo è pia illusione nella fase matura di una relazione.</p>
<h4>In conclusione</h4>
<p>Dopo questa parziale panoramica, voglio concludere riprendendo il discorso iniziale.</p>
<p>Due sono le cose importanti per il benessere della coppia: uno, ogni partner deve lavorare sul proprio carattere per uscire da meccanismi automatici che rendono limitata l’esperienza di essere adulto nelle coppia; due, è importante che la coppia sia consapevole della naturale evoluzione della relazione.</p>
<p><strong>Se siamo coscienti che dopo il primo periodo di passione deve prendere il posto una relazione adulta e volitiva, allora darsi degli appuntamenti amorosi, viversi l’attesa, decidere quando fare sesso e regalarsi del tempo esclusivo, può diventare un gioco divertente, un modo di essere complici</strong>.</p>
<p>La possibilità di ringiovanire la coppia giorno per giorno e, soprattutto, di riaccendere il desiderio.</p>
<p>Daniela Wenger Uslenghi</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="L'Intelligenza Erotica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-intelligenza-erotica.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/i/intelligenza-erotica-eco.jpg" alt="intelligenza erotica eco La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" width="101" height="160" title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Esther Perel" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_esther_perel.php?pn=1218" target="_blank">Esther Perel</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="L'Intelligenza Erotica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-intelligenza-erotica.php?pn=1218" target="_blank">L&#8217;Intelligenza Erotica</a></div>
<div><a title="Tea libri" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_tea_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Tea libri</a></div>
<div><a title="L'Intelligenza Erotica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-intelligenza-erotica.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni"  title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Sesso e Intimità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sesso-intimita.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/sesso-intimita.jpg" alt="sesso intimita La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" width="100" height="160" title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Krishnananda" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_krishnananda.php?pn=1218" target="_blank">Krishnananda</a>, <a class="autore" title="Amana" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_amana.php?pn=1218" target="_blank">Amana</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Sesso e Intimità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sesso-intimita.php?pn=1218" target="_blank">Sesso e Intimità</a></div>
<div><a title="Feltrinelli" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_feltrinelli.php?pn=1218" target="_blank">Feltrinelli</a></div>
<div><a title="Sesso e Intimità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sesso-intimita.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni"  title="La mancanza di desiderio nella coppia: cause e soluzioni" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Perchè viviamo l&#8217;abbandono?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:52:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Perchè viviamo l&#8217;abbandono? perchè ci sono momenti in cui basta così poco per farci sentire insicuri? cosa scatta dentro di noi? e soprattutto, perchè attribuiamo agli altri la responsabilità di un vissuto di abbandono?</span></span></span></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/abbandono.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1638" title="abbandono" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/abbandono.jpg" alt="abbandono Perchè viviamo labbandono?" width="320" height="320" /></a><a name="132ba12f12900f14_132b9e359cee27d5_BLOGGER_PHOTO_ID_5556173688329375266"></a></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333; font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;"><strong>L’abbandono</strong></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Mandiamo a monte rapporti, amicizie, famiglia e relazioni per l’abbandono. Ci viviamo questo disagio come se fosse una situazione importantissima. Perchè ciò accade?</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">E soprattutto perchè questo accade a noi adulti??… dovremmo aver superato da tempo la paura di perdere le persone care, la paura di venire abbandonati, la paura di non valere abbastanza agli occhi di un’altra persona sia essa compagna/o, amica, sorella o madre.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">L’abbandono e la paura dell’abbandono riguardano l’infanzia. Il bambino teme l’abbandono perchè la sua vita dipende dalla madre, l’essere umano emotivamente più vicino e capace di salvaguardarne l’esistenza, con cibo, acqua e affetto.</span></span></span></strong></p>
<p align="CENTER"><a name="132ba12f12900f14_132b9e359cee27d5_BLOGGER_PHOTO_ID_5556173687520003778"></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Ma da adulti cosa ci fa sentire come se fossimo creature indifese?</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Razionalmente questa situazione non esiste. Razionalmente ognuno di noi sa di essere indipendente, e di poter garantire a se stesso la propria incolumità. Allora quali altri fattori entrano in gioco?</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">La conferma. Di essere importante per qualcuno, di essere indispensabili a qualcuno, di sapere che – così come noi dipendiamo emotivamente da questa persona – esiste nel mondo qualcuno che dipende emotivamente da noi. Ci fa sentire importanti, ci fa stare bene, ci conferma appunto di avere un ruolo di rilievo nella vita delle persone che amiamo.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Non so dire se questo sia un bene o un male</strong>.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Sicuramente ci crea dipendenza, e la dipendenza di per se non è mai qualcosa di positivo, perchè crea automaticamente insicurezza e paura, ci crea dei bisogni fasulli e ci fa sentire vulnerabili. La paura dell’abbandono ci fa sentire vulnerabili e dipendenti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Chi di noi in fondo non è stato mai abbandonato? Da una moglie, da un marito, da un compagno che ci aveva promesso amore eterno, dall’amico del cuore e spesso dalla famiglia. Il più delle volte veniamo abbandonati senza una vera ragione, senza un motivo valido, senza una spiegazione immediata e ci comportiamo come se il mondo ci crollasse addosso, si chiude una relazione e noi non riusciamo a sollevarci, ma cadiamo sempre più giù, diventiamo tristi, dubitiamo di noi stessi e siamo certi di non meritare un destino di gioia e felicità. Ma ovviamente non è una cosa reale. E’ solo una sensazione data dalla paura. Paura di non essere adeguati, paura di non essere all’altezza, paura di non essere abbastanza forti.</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Come fare per superare tutto questo?</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Credo che la vera soluzione al problema sia rendersi conto di essere unici. Non solo nel senso dell’unicità, ma più che altro nel senso della individualità. Rendiamoci conto che qualunque legame noi stabiliamo all’esterno di noi, quello più forte e che ci tiene ben ancorati su questa terra è il legame che stabiliamo con noi stessi. Sono le certezze che ci rendono stabili. E ovviamente non mi riferisco alle certezze materiali.<strong> Sono le certezze di una individualità che ci fanno stare in piedi da soli, senza bisogno di punti di appoggio, senza una relazione stampella per tirarci su e per sostenerci. Le certezze di una indipendenza mentale, della capacità di organizzare la propria vita e le proprie giornate indipendentemente dall’amico, dal fidanzato o dalla famiglia</strong>. La certezza di poter trascorrere le giornate da soli e avere sempre qualcosa da fare, senza annoiarsi, senza ripiegare su un supporto esterno. Questo è essere adulti, indipendenti, questo è reggersi sulle proprie gambe. Se si è in grado di fare questo, allora si sarà in grado di costruire una relazione adulta, non una basata sul ricatto emotivo e sulla dipendenza. Ci si incontra come individui ognuno dotato del proprio zainetto di esperienza e si decide, autonomamente, di mettere a disposizione dell’altro il contenuto dello zainetto. Di condividere le esperienze, di condividere le emozioni, di condividere la propria individualità. Questa è una relazione adulta, quella dove non ci si appoggia all’altro, ma semplicemente si cammina uno accanto all’altro, ci si aspetta lungo il cammino, si parla quando si incontrano delle difficoltà, si condividono i momenti belli e quelli brutti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;">Quando saremo in grado di costruire la nostra individualità, allora saremo in grado di condividerla con un altro individuo per costruire una relazione vera, stabile, in grado di crescere e fortificarsi nel tempo, non una relazione dipendente di due individui che prendono l’uno dall’altro, ma una relazione in cui ognuno da e riceve dall’altro, ciascuno in base al proprio zainetto di emozioni e di esperienza&#8230;</span></span></span></strong></p>
<div><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span></div>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="La Seconda Chance in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_seconda_chance_in_amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/seconda-chance-amore.jpg" alt="seconda chance amore Perchè viviamo labbandono?" width="108" height="160" title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Sylvie Angel" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_sylvie_angel.php?pn=1218" target="_blank">Sylvie Angel</a>, <a class="autore" title="Stéphane Clerget" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_stephane_clerget.php?pn=1218" target="_blank">Stéphane Clerget</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="La Seconda Chance in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_seconda_chance_in_amore.php?pn=1218" target="_blank">La Seconda Chance in Amore</a></div>
<div><a title="Castelvecchi" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_castelvecchi.php?pn=1218" target="_blank">Castelvecchi</a></div>
<div><a title="La Seconda Chance in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_seconda_chance_in_amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè viviamo labbandono?"  title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/sull-amore.gif" alt="sull amore Perchè viviamo labbandono?" width="96" height="160" title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Paolo Crepet" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paolo_crepet.php?pn=1218" target="_blank">Paolo Crepet</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218" target="_blank">Sull&#8217;Amore</a></div>
<div><a title="Einaudi" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_einaudi.php?pn=1218" target="_blank">Einaudi</a></div>
<div><a title="Sull'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sull_amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Perchè viviamo labbandono?"  title="Perchè viviamo labbandono?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>L&#8217;Amore Maturo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 11:26:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-fronte-appoggiata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1520" title="coppia fronte appoggiata" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-fronte-appoggiata.jpg" alt="coppia fronte appoggiata LAmore Maturo" width="285" height="177" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #cc0099; font-size: medium;"><strong>L</strong></span>’amore maturo è una unione che mantiene intera la propria identità: il vero amore fa sì che due esseri diventino “uno” rimanendo “due”.</p>
<p>Spesso non è così. Infatti si creano situazioni di “simbiosi” (cioè in cui uno vive dell’altro) che ingenerano o situazioni di “dominio” o di “sudditanza”, in cui quello che appare “forte” ha bisogno del “debole” per darsi una identità e viceversa (in termine tecnico si indicano come simbiosi sadiche e masochiste).<br />
Invece l’amore non vive dell’altro (cioè lo “succhio” per nutrimene) bensì vive per l’altro: si dona all’altro. In altre parole non è un’esperienza “passiva” ma un’esperienza “attiva”.<br />
L’amore perciò si può definire come una attività interiore dell’uomo, cioè che “produce” e non è “prodotta”. L’amore è perciò libero e “realizza” la relazione. Questo la differenzia dalle passioni in cui la persona è “vittima” di una pressione esterna che la causa (“prodotta” appunto) che invece “consuma” la relazione.<br />
Quindi l’amore maturo si può definire anche come: orientamento della persona verso il mondo dove l’uomo non “consuma” ma “realizza” dei rapporti.</p>
<p><strong><span style="color: #cc0099;">Qual è lo strumento “produttivo” della persona?</span></strong><br />
Il “dare”.<br />
<img src="http://www.somgiovani.it/doppioclic/images2clic/sguardi.jpg" alt="sguardi LAmore Maturo" width="150" height="113" align="right" border="0" title="LAmore Maturo" />Purtroppo il “dare” è un concetto che è stato caricato di sfumature ambigue da cui è necessario liberarsi. Il dare non è “cedere” o “privarsi” o “sacrificarsi”. Queste sono visioni infantili e immature di chi non ha ancora raggiunto una certa armonia con la propria interiorità: ci si comporta ancora in maniera passiva nei confronti della realtà.<br />
Invece dare è la più alta espressione di potenza e di libertà dell’uomo. Nello stesso atto del dare io provo la mia forza e il mio potere su me stesso e sulla realtà. E questa percezione di vitalità mi riempie di gioia. Quindi c’è veramente più gioia nel dare che nel ricevere non perché è una privazione o un sacrificio, ma perché in quell’atto mi sento vivo, sono me stesso. Infatti chi dà in realtà non dà cose ma sé stesso. E anche nelle cose da sé stesso. Chi ama dà la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, magari la propria tristezza, comunque manifestazioni di ciò che è vitale in lui.<br />
Se l’amore si esprime così allora “produce” la relazione e genera reciprocità: “dare” significa fare anche dell’altra persona un essere che dà ed entrambi dividono la gioia di sentirsi vivi. Quindi l’amore maturo è una forza che produce amore.</p>
<p><strong><span style="color: #cc0099;">Ma come si esprime il dare?</span> </strong></p>
<p><img src="http://www.somgiovani.it/doppioclic/images2clic/famigliefelici.jpg" alt="famigliefelici LAmore Maturo" width="200" height="116" align="right" border="0" title="LAmore Maturo" />In quattro modi fondamentali: premura, responsabilità, rispetto, conoscenza. Sono virtù che fanno parte della personalità matura, cioè che ha superato i sogni narcisistici di onnipotenza ed ha acquistato l’umiltà dalla sua capacità di sentirsi vivo.<br />
<strong><span style="color: #cc0099;">*</span></strong> <strong>Premura</strong>. E’ l’interesse attivo per la vita e la crescita di ciò che amiamo. Una mamma che dice di amare il proprio pargolo ma si dimentica di dargli da mangiare ha un ben povero amore.<br />
<span style="color: #cc0099;"><strong>*</strong></span> <strong>Responsabilità</strong>. E’ la risposta al bisogno espresso o inespresso di un altro: chi ama “risponde” perché la vita dell’altro lo riguarda.<br />
<span style="color: #cc0099;"><strong>*</strong></span> <strong>Rispetto</strong>. La responsabilità da sola può sfociare in “dominio” ma chi ama rispetta. Non è timore ma vedere la persona come è (respicere = guardare) perciò desiderare che cresca e si sviluppi per ciò che è. Il rispetto però è possibile se io ho raggiunto l’indipendenza e l’autonomia, cioè se so stare in piedi da solo senza il bisogno di quella gruccia che il dominare su o dipendere da qualcuno.<br />
<strong><span style="color: #cc0099;">*</span></strong> <strong>Conoscenza</strong>. Come posso rispettare ciò che non conosco? Molti sono i gradi della conoscenza ma l’amore non è mai superficiale. Oltrepassare il limite della superficialità è possibile solo sono se riesco ad “annullarmi” di fronte all’altro per non filtrarlo attraverso i miei schemi e pregiudizi per vederlo come veramente è.</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="Verso il Vero Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__verso-il-vero-amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/v/verso-vero-amore.jpg" alt="verso vero amore LAmore Maturo" width="106" height="160" title="LAmore Maturo" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Marie Lise Labonté" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_marie-lise-labonte.php?pn=1218" target="_blank">Marie Lise Labonté</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Verso il Vero Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__verso-il-vero-amore.php?pn=1218" target="_blank">Verso il Vero Amore</a></div>
<div><a title="Corbaccio Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_corbaccio.php?pn=1218" target="_blank">Corbaccio Editore</a></div>
<div><a title="Verso il Vero Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__verso-il-vero-amore.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello LAmore Maturo"  title="LAmore Maturo" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="140"><a title="L'amore non ha Legge" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-non-ha-legge.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/l-amore-non-ha-legge_39584.jpg" alt="l amore non ha legge 39584 LAmore Maturo" width="104" height="160" title="LAmore Maturo" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Valentina Rimini" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_valentina-rimini.php?pn=1218" target="_blank">Valentina Rimini</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="L'amore non ha Legge" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-non-ha-legge.php?pn=1218" target="_blank">L&#8217;amore non ha Legge</a></div>
<div><a title="Kowalski" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_kowalski.php?pn=1218" target="_blank">Kowalski</a></div>
<div><a title="L'amore non ha Legge" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-amore-non-ha-legge.php?pn=1218"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello LAmore Maturo"  title="LAmore Maturo" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Amare che cos&#8217;è?</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 15:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è quello a cui tutti aspirano? Com&#8217;è possibile vivere senza amare e senza essere amati ? Tra i tanti modi di amare c&#8217;è l&#8217;amicizia, l&#8217;amore dei genitori per i...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" border="0" width="100%">
<tbody>
<tr align="Center">
<td width="100%" align="Center"><span style="font-family: arial; font-size: medium;"><strong><br />
</strong></span></p>
<hr /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img class="alignleft size-full wp-image-1465" title="IL LINGUAGGIO DELL'AMORE" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/IL-LINGUAGGIO-DELLAMORE.JPG" alt=" Amare che cosè?" width="400" height="267" /></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><strong><span style="font-size: small;">N</span>on è quello a cui tutti aspirano? Com&#8217;è possibile vivere senza amare e senza essere amati ?</strong></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" />Tra i tanti modi di amare c&#8217;è l&#8217;amicizia, l&#8217;amore dei genitori per i figli, l&#8217;amore di dedizione, l&#8217;amore esclusivo di un uomo e di una donna che si uniscono nel matrimonio, l&#8217;amore per l&#8217;Assoluto che coinvolge tutto l&#8217;essere.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" /> Per scoprire la verità dell&#8217;amore tra un uomo e una donna, va affrontata prima di tutto questa domanda: che cosa mi attrae in lui, in lei?</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">Forse l&#8217;utilità o i favori che ne posso trarre, i suoi beni, la sua posizione sociale?<br />
<strong> Forse la bellezza, il piacere che provo stando vicino a lui, a lei, o che possiamo sperimentare insieme?<br />
Forse i sentimenti che nutro nei suoi confronti?</strong></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">E&#8217; evidente che un rapporto fondato su queste basi non potrebbe soddisfarci pienamente, perchè maschera il tentativo di ridurre l&#8217;altro a semplice strumento per l&#8217;appagamento del proprio io. Paradossalmente, infatti, continuerei ad essere incentrato su me stesso.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" /> Amare veramente significa amare l&#8217;altro per se stesso. Segno di un amore autentico è prima di tutto desiderare la felicità dell&#8217;altro. Non amo l&#8217;altro solo per quello che può darmi, ma lo amo prima di tutto perchè è lui, perchè è lei In un rapporto di questo tipo si proveranno sentimenti forti, si sperimenterà un piacere intenso e ci si aiuterà a vicenda. Una relazione autentica si radica nella persona stessa, al di là dei suoi difetti o delle sue qualità più appariscenti.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" /> Amare implica perciò da parte mia una scelta libera: decido di amare l&#8217;altro, di dedicarmi liberamente e risolutamente a lui. Non si può amare veramente senza far dono in qualche misure della propria libertà all&#8217;altro. E questa scelta presuppone la reciprocità come condizione della relazione. Così, cercando la felicità di colui o di colei che mi ama vuol dire contribuire alla mia felicità. Ecco l&#8217;amore: un dono reciproco e libero.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><strong>Certo, non è sempre facile da vivere. Siamo tutti soggetti ai cambiamenti d&#8217;umore, alla routine della quotidianità, alle prove che possono sopraggiungere, anche al nostro egoismo. L&#8217;amore è fragile . . . L&#8217;amerò ancora fra cinque o venti anni? Sarò in grado si sopportare quel suo difetto? E&#8217; possibile un amore che duri tutta la vita? Nella prova, nella malattia?</strong></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" /> In realtà, se la nostra relazione si fonda su una scelta libera e reciproca, non può che continuare a crescere. L&#8217;amore non è dato una volta per tutte. Il colpo di fulmine, pur essendo esaltante, è in ultima analisi un&#8217;emozione molto forte, ma non necessariamente il segna di un amore profondo.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" /> Un amore autentico è una relazione personale. Si costruisce e si approfondisce con il passare del tempo e con una confidenza reciproca sempre più grande. Tutto questo si alimenta, si rinnova di giorno in giorno attraverso gesti e atteggiamenti che esprimono all&#8217;altro il posto privilegiato che occupa nella mia vita. E le gioie, gli avvenimenti e perfino le prove vissute insieme rafforzano l&#8217;intimità, che potrà crescere nella misura in cui, al di là delle difficoltà, si sarà attenti all&#8217;altro.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify"><img src="http://www.1000questions.net/it/50q/images/carre.gif" alt="carre Amare che cosè?" width="8" height="8" title="Amare che cosè?" /> L&#8217;amore, quindi, non è la semplice fusione di due persone, ma il dono reciproco di due essere liberi con tutto quello che sono; corpo, psiche e spirito. La logica dell&#8217;amore è aspirare a un dono pieno e definitivo. Solo una decisione comune, e per la vita, dà all&#8217;amore umano la possibilità di raggiungere una dimensione di assoluto e riesce a colmare il cuore dell&#8217;uomo.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: medium;" align="Justify">Anna De Angelis</p>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Amore non è Amare" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amore-non-e-amare.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/a/amore-non-e-amare_43735.jpg" alt="amore non e amare 43735 Amare che cosè?" width="113" height="160" title="Amare che cosè?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Paolo Crepet" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paolo_crepet.php?pn=1218" target="_blank">Paolo Crepet</a>, <a class="autore" title="Alessandro Meuzzi" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessandro-meuzzi.php?pn=1218" target="_blank">Alessandro Meuzzi</a>, <a class="autore" title="Massimo Picozzi" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_massimo-picozzi.php?pn=1218" target="_blank">Massimo Picozzi</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Amore non è Amare" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amore-non-e-amare.php?pn=1218" target="_blank">Amore non è Amare</a></div>
<div><a title="Mondadori" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_mondadori.php?pn=1218" target="_blank">Mondadori</a></div>
<div><a title="Amore non è Amare" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amore-non-e-amare.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Amare che cosè?"  title="Amare che cosè?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Le Radici dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__radici_amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/r/radici-amore.gif" alt="radici amore Amare che cosè?" width="103" height="160" title="Amare che cosè?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Svagito" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_svagito.php?pn=1218" target="_blank">Svagito</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Le Radici dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__radici_amore.php?pn=1218" target="_blank">Le Radici dell&#8217;Amore</a></div>
<div><a title="Urra Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_urra.php?pn=1218" target="_blank">Urra Edizioni</a></div>
<div><a title="Le Radici dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__radici_amore.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Amare che cosè?"  title="Amare che cosè?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>consigli di un love coach</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 08:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono le motivazioni in base alle quali alcuni rapporti d’amore funzionano bene e tanti altri si interrompono o, peggio ancora, si &#8220;trascinano&#8221;? Cosa bisogna offrire e cosa è legittimo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft size-full wp-image-1453" title="coppia in bianco e nero con ombrello rosso è bellissima" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-in-bianco-e-nero-con-ombrello-rosso-è-bellissima3.jpg" alt="coppia in bianco e nero con ombrello rosso è bellissima3 consigli di un love coach" width="533" height="400" /><strong> </strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong><br />
</strong></p>
<p align="CENTER">
<ul><em></p>
<p align="JUSTIFY">
<li>Quali sono le motivazioni in base alle quali alcuni rapporti d’amore funzionano bene e tanti altri si interrompono o, peggio ancora, si &#8220;trascinano&#8221;?</li>
<p align="JUSTIFY">
<li>Cosa bisogna offrire e cosa è legittimo aspettarsi in un rapporto di coppia?</li>
<p align="JUSTIFY">
<li>Perché, a volte, si sottolinea la breve durata della passione che, secondo molti, come lo yogurt, scade presto?</li>
<p align="JUSTIFY">
<li>Ma cos’è la passione? Può durare? E’ indispensabile in un rapporto di coppia?</li>
<p align="JUSTIFY">
<li>Come mai è opinione comune quella di credere alla necessità di tradire il partner per risvegliare sensazioni ormai sopite in una relazione di lunga durata lanciando, addirittura, l’idea del matrimonio a termine?</li>
<p></em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em></ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Visto che stiamo parlando di rapporti d’amore, ci siamo mai chiesti, cosa significa, nella lingua italiana, la parola <em>amore</em>?</p>
<p align="JUSTIFY">Questo termine è &#8220;imparentato&#8221; con il latino (<em>amorem</em>) e con il greco (<em>a &#8211; mao</em>) e, sostanzialmente, significa &#8220;desiderare con vivo interesse, qualcuno o qualcosa&#8221;. A questo punto, è indispensabile dividere gli esseri umani adulti (anagraficamente parlando) in due categorie:</p>
<ol type="a"><strong> </strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<li><strong>i &#8220;maturi&#8221;</strong></li>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<li>gli &#8220;infantili&#8221;</li>
<p></strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong></ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="JUSTIFY">I primi, hanno imparato che, un rapporto a due, richiede un ridimensionamento dello &#8220;spazio&#8221; personale, a favore di alcune concessioni che amalgamano l’unione, senza prevaricazioni: insomma, sono disposti a &#8220;dare&#8221;, pur di &#8220;ottenere&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">I secondi, proseguono il <em>modus pensandi</em> egocentrico dei bambini, per cui pretendono la vicinanza di chi hanno scelto, senza avvertire il bisogno di ricambiare: &#8220;prendono&#8221;&#8230; e basta!</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><em>L’amore è come l’eco: regala quanto riceve! (anonimo)</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Dopo la necessaria premessa, occupiamoci di capire come sia possibile impedire il fenomeno &#8220;dell’abitudine quiescente&#8221; all’interno del dialogo a due&#8230; già, del dialogo&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Ma chi ha imparato a saper parlare&#8230; con la propria donna, col proprio uomo? Quando è stata l’ultima volta che ci siamo chiesti cosa potevamo fare, di più, per continuare a corteggiare chi, un tempo, eravamo così sicuri di amare?</p>
<p align="JUSTIFY">A cosa siamo disposti a rinunciare? In cosa siamo disposti a cambiare, veramente, senza prenderci in giro? Cosa ci &#8220;dà&#8221;, quella persona, per essere (o per essere stata) così importante per noi?</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><em>L’amore&#8230; con l’amore si paga! (Ivano Fossati)</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Probabilmente, nel panorama artistico internazionale, nessuno ha saputo fornire indicazioni sul tema, così come ha fatto Ivano Fossati, un artista schivo, poco affettivo nelle manifestazioni al pubblico ma molto autorevole nelle sue enunciazioni: un <em>must</em> nel suo settore!</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><em>L’amore è tutto carte da decifrare&#8230; e lunghe notti e giorni per imparare&#8230; </em></strong>per scrivere &#8220;dentro&#8221;, messaggi di vita, di quello spazio temporale intriso del piacere di bere insieme a qualcuno che ci accetta così come siamo, che ci guarda benevolo e protettiva, che cerca in noi qualcuno che l’aiuti a capire il &#8220;senso&#8221; di ciò che sta dentro e fuori <strong><em>&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Cos’è quel miracolo che tiene insieme le molecole del nostro corpo e la radice dei nostri pensieri positivi? <strong>Coesione</strong>, che nasce dal dialogo fra piccolissime particelle che hanno deciso di attrarsi o di respingersi, temporaneamente, in una danza universale che si chiama VITA! Ecco perché, per amare veramente qualcuno, dobbiamo imparare ad &#8220;attaccarci&#8221; di più a noi stessi, a rispettarci ed a cercare &#8220;aria&#8221; e sentimenti &#8220;puliti&#8221;, per continuare ad esistere&#8230; oggi, domani e per sempre&#8230; nel ricordo e nella mente di chi ci ha voluto bene e che abbiamo aiutato a &#8220;crescere&#8221;.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><em>Dall’amicizia all’amore c’è la distanza di un bacio.</em></strong><em> (a<strong>nonimo)</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Ecco il segreto per cementare quel sodalizio interpersonale che si chiama <em>amore di coppia: </em>quel rapporto di complicità, rispetto, dedizione, disponibilità, con in più, il piacere di aprire all’altro, le porte del proprio animo&#8230; tanto, nessuno ci farà del male!</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><em>L’amore&#8230;certo, l’amore. Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta. (Giuseppe Tomasi di Lampedusa)</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Come possiamo smentire questo assunto che nasce dall’osservazione e dall’ascolto delle lamentele di quanti, come sosteneva Eduardo de Filippo in <em>Filumena Marturano &#8220;&#8230;hanno creduto amore, un sentimento di passione che poteva essere soddisfatto ed esaurito nel più naturale dei modi&#8230;&#8221;</em>? <strong>Appunto&#8230; chi crede che la passione nasca e si sviluppi per arcani motivi, è più fuori strada di una <em>Land Rover!</em></strong><em> </em>La passione è un’emozione intensa, forte, a volte sofferente (perché supera livelli di attivazione compatibile con fattori di equilibrio) di fronte a stimolazioni nuove che rispondono a criteri specifici, in grado di tenere alto il livello dell’eccitazione, agendo sulla produzione di alti quantitativi di adrenalina, testosterone (negli uomini) estrogeni (nelle donne) e simili.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="CENTER"><strong>La novità, questo è l’elemento indispensabile!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Infatti, l’essere umano è sensibile alle variazioni percettive e tende ad assuefarsi, diventando refrattario, alle condizioni abitudinarie. D’altronde, lo stesso Universo si regge sull’esistenza delle diversità che tendono ad avvicinarsi, con un movimento &#8220;vitale&#8221;.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><em>La passione rappresenta il maestrale che soffia sulle vele della nostra anima navigante&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">La fisica ci spiega che il vento soffia, perché l’aria rincorre altra aria che ha differenti caratteristiche (temperatura, umidità, peso specifico, etc.).</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><em>Il silenzio più eloquente: quello di due bocche che si baciano.</em></strong><em> (<strong>Anonimo)</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Un uomo ed una donna si cercano, si scontrano, si prendono, perché hanno bisogno di nutrirsi delle rispettive peculiarità, per arricchirsi della diversità ed aumentare il patrimonio di esperienza da spendere, per godere del &#8220;momento&#8221;&#8230; sempre più! Raggiunto l’appagamento, fisiologicamente sopravviene quella condizione che i filosofi chiamavano<em>aporèin </em>(distacco dalle passioni). A questo punto, i più, credono che, per rinnovare i tumulti dell’animo si debba andare alla ricerca di altri partner, più &#8220;freschi&#8221;; i &#8220;più in gamba&#8221;, invece, hanno capito che bisogna puntare sulla costruzione di un amore in grado di esplorare tutti i reconditi dell’animo umano, per far vibrare ogni microparticelle subatomica: solo con un partner stabile, si possono creare quei presupposti di conoscenza per &#8220;sapere&#8221; e &#8220;saper fare&#8221;!<em> <strong>&#8220;Nel vero amore&#8230; è l’anima che abbraccia il corpo&#8221;. (Friedrich Nietzsche)</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;La costruzione di un amore Spezza le vene delle mani Mescola il sangue col sudore&#8230; Se te ne rimane! La costruzione di un amore È come un altare di sabbia In riva al mare&#8230; La costruzione del mio amore&#8230; Mi piace guardarla salire Come un grattacielo di cento piani, O come un girasole Ed io ci metto l’esperienza Come su un albero di Natale Come un regalo ad una sposa! Un qualcosa che sta lì e che non fa male E ad ogni piano c’è un sorriso Per ogni inverno da passare, Ad ogni piano un paradiso Da consumare&#8230;&#8221; (Ivano Fossati)</p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Troppo faticoso? Può darsi! Troppo breve? In fondo, la vita è una sommatoria di istanti! Ne vale pena? <strong><em>Il giorno in non bruceremo più d’amore, il mondo morirà di freddo! ( François Mauriac)</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="display: inline !important;" align="JUSTIFY"><em>G. M. &#8211; </em>Medico Psicoterapeuta</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Nella Buona e nella Cattiva Sorte" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__nella_buona-nella_cattiva_sorte.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/n/nella-buona-nella-cattiva.gif" alt="nella buona nella cattiva consigli di un love coach" width="100" height="156" title="consigli di un love coach" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Wilfried Nelles" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_wilfried_nelles.php?pn=1218" target="_blank">Wilfried Nelles</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Nella Buona e nella Cattiva Sorte" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__nella_buona-nella_cattiva_sorte.php?pn=1218" target="_blank">Nella Buona e nella Cattiva Sorte</a></div>
<div><a title="Urra Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_urra.php?pn=1218" target="_blank">Urra Edizioni</a></div>
<div><a title="Nella Buona e nella Cattiva Sorte" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__nella_buona-nella_cattiva_sorte.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello consigli di un love coach"  title="consigli di un love coach" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Gli Itinerari dell'Amore e della Passione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gli_itinerari_dellamore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/i/itinerari-amore.gif" alt="itinerari amore consigli di un love coach" width="106" height="160" title="consigli di un love coach" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Franco Nanetti" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_franco_nanetti.php?pn=1218" target="_blank">Franco Nanetti</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Gli Itinerari dell'Amore e della Passione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gli_itinerari_dellamore.php?pn=1218" target="_blank">Gli Itinerari dell&#8217;Amore e della Passione</a></div>
<div><a title="Pendragon" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_pendragon.php?pn=1218" target="_blank">Pendragon</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_5.gif" alt="rating 5 consigli di un love coach"  title="consigli di un love coach" /></p>
<div><a title="Gli Itinerari dell'Amore e della Passione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gli_itinerari_dellamore.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello consigli di un love coach"  title="consigli di un love coach" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Può esistere amicizia tra uomo e donna?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 16:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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<p align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-1434" title="amici accovacciati" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/amici-accovacciati1.jpg" alt="amici accovacciati1 Può esistere amicizia tra uomo e donna?" width="275" height="183" /></p>
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<p align="left">
<p align="left">
<p align="left"><strong>“Può esistere l’amicizia tra uomo e donna?”</strong> E’ un interrogativo che è sempre esistito da diverso tempo e al quale non si è mai saputo dare una risposta netta e decisa perché è una tematica ricca di ambivalenza. La cultura ha distinto il ruolo maschile e femminile in maniera radicale: l’uomo per indole “cacciatore” e la donna “preda” da cacciare. Fisiologicamante l’uomo e la donna sono troppo diversi per riuscire a pensare ad un autentico rapporto di amicizia. Nella sua essenza l’amicizia è un sentimento “puro”, una relazione tra due persone fatta di reciprocità, fiducia, complicità, sincerità, rispetto, stima ammirazione e lealtà. Può nascere per caso oppure no, per simpatia, quando ci sono interessi comuni, quando si condividono delle esperienze, quando si hanno gli stessi gusti.<strong> Di solito questo è il punto di partenza, poi da lì si può arrivare a qualcosa di più profondo e sfociare in alcuni casi in un sentimento di amore. Un importante filosofo di nome Pieper sosteneva che l’amicizia è la base dell’amore, non aveva tutti i torti.</strong> E’da qui che nasce il dilemma: “Può un rapporto di amicizia tra uomo e donna restare intatto, senza sfociare in qualcos’ altro?”.L’amicizia “vera” non ammette cedimenti da un punto di vista sessuale; nel momento in cui compare un’attrazione fisica o addirittura un amore, viene messo in discussione tutto il rapporto tra due persone di sesso opposto e certamente non si potrà più parlare di amicizia. Le posizioni a riguardo sono differenti poiché i casi sono diversi, si può però affermare che alla base di un rapporto amicale c’è quasi sempre una forma di interessamento unilaterale o bilaterale che è difficle tenere a freno. Le statistiche mostrano come l’uomo, rispetto alla donna abbia una maggiore difficoltà, probabilmente per istinto maschile, per cultura, a mantenere un rapporto di amicizia con una donna senza che interferisca la componente sessuale. <strong>E’ facile pensare che quando un uomo fa amicizia ci sia quasi sempre un secondo fine di mezzo, magari remoto, un investimento per il futuro, una vana speranza che possa quel rapporto, un domani, divenire altro. </strong>Se due persone stabiliscono dal principio che si tratta di amicizia e che tale deve rimanere, devono assumersi entrambi la responsabilità dei suoi limiti, delle sue potenzialità inespresse, delle sue passioni soffocate e dei suoi compromessi da tener in considerazione fermamente se si vuole conservare saldo il rapporto. I rapporti amicali tra uomini e donne sono amori mancati in un certo senso; il confine è molto labile ed è facile scivolare ad un tratto e insensibilmente da un’intensa amicizia a qualcosa di più profondo. Importante è la capcità, la volontà nel riconoscere i sentimenti e il senso del limite. Questo non viene messo sempre in pratica, molto spesso, il sentimento di uno dei due nella relazione viene sublimato e accutamente celato, per non “rovinare” il rapporto e non perdere l’altro/a.<strong>Un uomo e una donna che riescono a mantenere intatto il loro rapporto, esente quindi da ogni forma di cedimento sessuale, hanno qualcosa in più che non può essere paragonato ad un rapporto di amicizia tra persone appartenenti allo stesso sesso, per la diversità di ruolo e di aspettative</strong>. Gli esseri umani per natura tendono alla competizione in ogni ambito, in amore, nel lavoro, nei rapporti interpersonali, hanno un costante desiderio di emergere più dell’altro, di sopravvalere.</p>
<p align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-1435" title="amici abracciati (1)" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/amici-abracciati-1.jpg" alt="amici abracciati 1 Può esistere amicizia tra uomo e donna?" width="113" height="170" /></p>
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<p align="left"><strong>Questo nelle persone dello stesso sesso, anche se amici, è più facile che si manifesti, probabilmente a causa di tutti quei risvolti caratteriali (invidia, gelosia) che nello stesso sesso tendiamo a tollerare meno</strong>. Tipologicamente i rapporti di amicizia tra uomini e donne sono diversi e questo cambia l’entità del rapporto. Per esempio, un uomo e una donna single e sessulmente attivi, hanno una maggiore probabilità che il loro rapporto possa sfociare in qualcos’altro, non sentendosi ostacolati da impedimenti di carattere morale (avere già un altro/a partner per esempio). Può anche verificarsi che due persone di sesso opposto, di cui una (dominante) sfrutti l’altra (sottomessa) per amicizia. La dominante sa e intuisce che la sottomessa vorrebbe qualcos’altro di più (amore) ma fa finta di non saperlo per non perdere comunque qualcosa. <strong>La sottomessa, al tempo stesso, sa o intuisce che la dominante non ne vuole sapere di una relazione, ma non ha il coraggio di chiarire la situazione per timore di perdere ugualmente la persona. I problemi nascono quando tra uomo e donna potenzialmente amici, uno dei due ad un certo punto si rende conto di nutrire un sentimento per l’altro/a che non è più amicale. </strong>Avrà remora nel rivelare i suoi sentimenti, per paura di una reazione negativa dell’altra persona, continuando così a vivere il suo “amore platonico” non dichiarato<strong>. L’”oggetto d’amore” dall’altra parte, potrà  non rendersi conto del cambiamento dei sentimenti dell’altro/a (è raro), oppure rendersene conto e non parlarne.</strong> Il non voler discutere avviene perché, in ogni caso, un interessamento altrui, specialmente se da parte di una persona amica, accresce l’autostima, dona un supporto psicologico ed esistenziale. In una situazione di questo tipo sarebbe opportuno rivelarsi senza inibizioni, avere il coraggio di ammettere a sé e all’altro/a i propri sentimenti.</p>
<p align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-1437" title="amici bottero" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/amici-bottero1.jpg" alt="amici bottero1 Può esistere amicizia tra uomo e donna?" width="259" height="194" /></p>
<p align="left">
<p align="left">
<p align="left">
<p align="left"><strong>E’ importante che se ne parli nella relazione, al fine di ripristinare il rapporto o decidere (in casi estremi) di modificarne la natura.</strong> Alla luce di quanto detto, è evidente che costruire un rapporto saldo di amicizia, con tutti i capisaldi che la contraddistinguono non è facile. L’amicizia è una relazione veramente personale, che mette in gioco un “Io” e un “Tu”, che decidono di entrare in intimità. Soprattutto non è un sentimento uguale per tutti, ci sono amicizie maggiori e minori.<strong> Quello che contraddistingue un reale rapporto di amicizia è l’ “esclusività”, il condividere momenti  soltanto con quella persona e non con tutti. In una relazione di amicizia tra un uomo e una donna viene stabilito un</strong> compromesso se si vuole che il rapporto resti tale senza che interferisca la variabile sesso. Ma data l’imprevedibilità dei sentimenti, non si può affermare con nessuna certezza che un rapporto di amicizia non possa sfociare in altro nel futuro. Sta alla volontà delle persone, al significato che viene attribuito alla relazione e all’importanza che l’uno ha per l’altro/a. Articolo di <strong>Roberta De Bellis</strong></p>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
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<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/legge-delle-relazioni-losie.jpg" alt="legge delle relazioni losie Può esistere amicizia tra uomo e donna?" width="114" height="160" title="Può esistere amicizia tra uomo e donna?" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Michael J. Losier" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_michael-j-losier.php?pn=1218" target="_blank">Michael J. Losier</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1218" target="_blank">La Legge delle Relazioni</a></div>
<div><a title="Sperling &amp; Kupfer Editori" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_sperling_kupfer_editori.php?pn=1218" target="_blank">Sperling &amp; Kupfer Editori</a></div>
<div><a title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Può esistere amicizia tra uomo e donna?"  title="Può esistere amicizia tra uomo e donna?" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 12:13:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">di Enrico Cheli</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le nostre ‘relazioni’ d’affetto erano generalmente durature:promettevamo di amarci reciprocamente per sempre.Oggi però queste relazioni non funzionano più:finiscono,non sono</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quello che pensavamo dovessero essere, ci spezzano il cuore e si frantumano. La metà dei nostri matrimoni si conclude con il divorzio,e tanti altri amori naufragano sugli scogli.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nessuno di noi può dire di essere passato indenne attraverso il tunnel dell’amore e all’inizio di questo nuovo millennio la nostra identità di amanti muore e allo stesso tempo</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">diventa adulta.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1. Vecchi modelli in crisi</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una serie di profonde trasformazioni nei rapporti di coppia. Il modello tradizionale incentrato sul matrimonio è sempre più entrato in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">crisi,sia per l&#8217;emergere di una maggiore libertà sessuale,sia per la crescente intolleranza degli individui verso i vincoli, gli obblighi, le formalità e anche se molti ancora</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">optano per il matrimonio si trovano poi spesso a separarsi e a divorziare nel giro di pochi anni,se non mesi. Aumenta il numero delle coppie conviventi e dei single, ma anche</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">per loro il rapporto di coppia è sempre più difficile da vivere:incomprensioni,litigi,crisi sono sempre più frequenti, mentre la durata media delle relazioni diminuisce</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">vertiginosamente.Ma perché tutto ciò accade? Quali sono le cause di questo fenomeno che genera grande sofferenza individuale e sociale? Se le cose vanno male è veramente “tutta</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">colpa sua” come molti ritengono?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La questione è complessa e varie sono ne sono le cause.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1) In primo luogo l’analfabetismo emotivo-relazionale dei partner – entrambi – non sanno comprendersi e relazionarsi, ma anche la latitanza della società, che non fa</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">niente per educare le persone alla buona comunicazione, alla consapevolezza dei sentimenti e delle emozioni, alla gestione costruttiva della relazione. In passato le relazioni</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">di coppia erano vincolate da copioni socialmente prestabiliti e rigidi e non richiedevano particolari abilità comunicative, mentre oggi sono diventate sempre più libere e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">flessibili, e ciò le rende più intense e stimolanti ma anche più difficili da gestire perché richiedono conoscenze e abilità che nessuno – né in famiglia, né a scuola -</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ci ha mai stimolato a sviluppare. Per godersi i vantaggi di questa nuova libertà ed evitarne i numerosi e dolorosi effetti collaterali (litigi, incomprensioni, crisi,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">separazioni) sono dunque indispensabili appropriati “strumenti” di consapevolezza e di comunicazione, che non possiamo inventare da soli ma che possono essere sviluppate</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">attraverso opportune letture e soprattutto la partecipazione ad appositi corsi tenuti da formatori qualificati</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">2)In secondo luogo il fatto che nonostante tutto sia cambiato, intorno e dentro di noi, il matrimonio ha mantenuto saldamente la sua identità arcaica. Diversamente che in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">passato ci si può separare, divorziare, risposare anche, ma lo schema non è realmente cambiato, nel senso che l’istituzione “matrimonio”– così com’è – non è adatta a soddisfare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">i nuovi bisogni e aspirazioni dei coniugi,che non sono più quelle del passato,quando ci si sposava per mettere su famiglia,per acquisire uno status sociale,per guadagnarsi una</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">certa indipendenza dalla famiglia di origine, o più semplicemente perché a una certa età ci si deve sposare. La funzione sociale del matrimonio era principalmente quella della</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">procreazione, della trasmissione ereditaria del nome e dei beni della famiglia, della alleanza tra famiglie, mentre oggi tali scopi sono sempre più secondari, prevalendo invece</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il reciproco benessere affettivo, sessuale e materiale dei coniugi, e non solo, poiché la relazione di coppia mette in gioco molte altre dimensioni – intellettuali, esistenziali,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e anche strettamente pratiche &#8211; che portano inevitabilmente ad un incontro e ad un confronto di personalità e di mentalità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In passato i coniugi, pur abitando sotto lo stesso tetto, vivevano in due mondi separati: i loro compiti erano nettamente distinti e le reciproche aspettative assai diverse da</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quelle attuali, poiché il partner era visto più come un ruolo (marito-moglie, padre-madre dei propri figli) che non come una persona. Salvo rari casi non si avvertiva alcun</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">bisogno di conoscersi a fondo, di costruire una intimità, un dialogo; l’importante era che ognuno si comportasse bene, che svolgesse i ruoli che gli competevano. La motivazione</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">stessa del matrimonio – mettere su famiglia – poneva in secondo piano il partner in quanto individuo, anzi entrambi erano chiamati a rinunciare alla loro individualità</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">(ammesso che ne avessero mai potuta sviluppare una) a favore della famiglia. Non esisteva alcun confronto sui vissuti emotivi perché solo la donna ne era consapevole</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">(e se li teneva per sé o al massimo ne parlava con le amiche più intime):l’uomo aveva fin da bambino rinnegato e rimosso la propria emotività e vulnerabilità e non era in grado</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">di interagire su tale piano (né avrebbe voluto).Non esistevano confronti neppure su piani più intellettuali, poiché alla donna non era dato di parlare di certi argomenti e di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">avere una istruzione che non fosse cucito e buone maniere (e spesso neppure questo).Oggi invece il confronto è un elemento essenziale al buon andamento non solo delle relazioni</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">matrimoniali ma anche di relazioni di coppia meno formalizzate, e non è un confronto facile, perché l’uomo e la donna hanno due modi di vedere le cose e di comunicare molto diverso,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e nessuno ci ha mai spiegato questa diversità, che può essere fonte di grande arricchimento se la si sa affrontare ma anche di grande sofferenza se invece la ignoriamo.A questa</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">difficoltà di base va poi aggiunto il processo di emancipazione della donna, che non si accontenta più di ricevere dal proprio partner una casa e una certa sicurezza materiale ma</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">avanza anche altre richieste, sessuali, sentimentali e di dialogo, che non sempre lui è in grado di capire e di soddisfare, anche perché mentre la donna ha iniziato già da tempo</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">a sviluppare il proprio maschile interiore, l’uomo – salvo rare eccezioni &#8211; non ha ancora affrontato il suo femminile interiore ed anzi lo teme.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">2. Verso una nuova coppia</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E&#8217; indubbio che il modello tradizionale non risponda più alle nuove esigenze, ma è altrettanto vero che le relazioni di coppia non possono limitarsi al solo erotismo. Vi è un</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">bisogno profondo di intimità, di confronto, di unione che non può essere soddisfatto da rapporti occasionali e richiede una qualche forma di continuità, meno rigida però di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quella tradizionale. La cultura emergente non fornisce in proposito ricette certe, ma indica alcune direzioni di ricerca. Per prima cosa non esistono soluzioni valide per tutti,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e ogni individuo e ogni coppia dovrebbe trovare una propria via di realizzazione: per alcuni può risultare ancora appropriata la via tradizionale del matrimonio, magari con</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">qualche personalizzazione, mentre per altri la direzione può essere quella della convivenza o di forme ancor meno rigide da un punto di vista dei vincoli. Ciò che conta,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nella nuova ottica, è soprattutto la consapevolezza e l&#8217;impegno con cui i due partner vivono la strada scelta, quale che sia. In secondo luogo, le proposte non vanno calate</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">dall&#8217;alto ma scoperte singolarmente dall&#8217;individuo e dalla coppia attraverso un processo di libera e cosciente sperimentazione. Si può naturalmente prendere spunto da esperienze</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">altrui, trarre aiuto e stimolo dalla condivisione, dal confronto con altri individui e con altre esperienze, per poi però giungere a creare la propria personale sintesi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Grazie alla libera sperimentazione condotta a partire dagli anni &#8217;60, ci si è resi conto che la promiscuità non è alla lunga soddisfacente, ma anche che &#8220;stabile&#8221; non significa</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">necessariamente “a vita”. I nuovi principi sul come vivere le relazioni di coppia andranno ispirati ad una grande flessibilità, che tenga conto del fatto che gli individui sono</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">diversi tra loro e che le fasi della vita, pure, possono rispecchiare bisogni diversi. Pertanto ciò che va bene per uno può non andare bene per l&#8217;altro, così come ciò che va bene</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">in una certa fase può poi richiedere un cambiamento in funzione della continua evoluzione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">3. Incontro, scontro e crescita nelle relazioni</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come si è visto, la relazione di coppia oggi non si limita più alla famiglia e alla procreazione, e non si esaurisce neppure nella sessualità e nei sentimenti, ma mette in gioco</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">molte altre dimensioni che portano inevitabilmente ad un confronto di personalità e di mentalità che può evolversi sia come crescita sia come scontro, più spesso entrambi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nelle fasi iniziali di una relazione le persone tendono a fare bella figura, a mostrare la parte &#8220;migliore&#8221; e più accettabile di sé. Se poi tra loro nasce un innamoramento</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ognuno tende a vedere l&#8217;altro ancor più bello e apprezzabile, idealizzandolo. Tuttavia, presto o tardi anche altri aspetti della personalità emergeranno e alla fase iniziale</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">dell&#8217;innamoramento, in cui il partner appare splendente come il sole, subentrano fasi meno brillanti in cui si prende coscienza anche dei suoi limiti e dei suoi lati meno</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">lucenti: l&#8217;ombra. E&#8217; qui che nascono le prime incomprensioni, le prime delusioni, i primi conflitti che poi, se manca una reciproca capacità di comunicare (e quasi sempre manca)</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">inevitabilmente vanno ad accentuarsi fino a portare alla crisi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">I modi di affrontare questi problemi variano da persona a persona: alcuni tendono a nascondere il disaccordo, inscenando una rappresentazione di armonia tutt&#8217;altro che veritiera,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">oppure si rassegnano a convivere con le tendenze distruttive, alternando fasi di litigiosità a fasi di relativa quiete. Altri, giunti oltre un certo livello, decidono di cessare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la relazione per cercare un&#8217;altra persona che gli faccia riprovare l&#8217;ebbrezza dell&#8217;innamoramento e che sia finalmente quella giusta. Se in passato prevaleva la prima tendenza</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">(rassegnazione e conflitto sotterraneo), oggi sta sempre più affermandosi la seconda (separazione e ricerca di un nuovo partner). Tuttavia, per quanto intensa possa essere la</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">fase di innamoramento, per quanto giusto possa apparirci il nuovo partner, prima o poi si manifesteranno anche i suoi limiti e aspetti ombra, rinascerà il conflitto e saremo di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nuovo punto e a capo. Il fatto è che tutti i suddetti modi di affrontare la questione sono errati: non va bene ignorare o sopportare il problema, perché vuol dire rinunciare a</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quanto di più bello una relazione di coppia può offrire, e non va bene neppure passare da una storia all&#8217;altra all&#8217;eterna ricerca del partner ideale, poiché non esistono</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">persone fatte di sola luce e ognuno ha in sé anche delle zone oscure, inconsce, che premono per emergere e essere finalmente riconosciute. La relazione sentimentale non ha</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">solo lo scopo di far stare bene i due partner, ma è anche e soprattutto il luogo in cui ognuno dei due desidera colmare il proprio senso di incompletezza e guarire una volta</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">per tutte le proprie ferite d’amore primarie, vale a dire le carenze affettive e le delusioni subite durante l’infanzia, inclusi gli eventuali abusi fisici o morali.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E’ un desiderio per lo più inconscio ma molto, molto potente, che influenza profondamente la dinamica della relazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da bambini le nostra speranza più grande è che i nostri genitori ci accettino così come siamo e si impegnino a comprenderci realmente, a rispettarci ed amarci come e quanto</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">abbiamo bisogno. Purtroppo è una speranza che si avvera solo in parte, talvolta addirittura per niente, creandosi così delle vere e proprie ferite affettive, più o meno</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">profonde a seconda dei casi. Col tempo subentra una sorta di abitudine, di rassegnazione e infine di oblio. Ma la speranza non è morta, è solo in animazione sospesa,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e si risveglia quando ci troviamo coinvolti in una relazione di coppia. Non sempre e non subito, però: solo in quelle relazioni in cui c’è un profondo coinvolgimento affettivo,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">un innamoramento, e solo quando i due hanno raggiunto un certo grado di confidenza e intimità e iniziano a fare a meno delle maschere. A questo punto scattano in entrambi forti</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">aspettative nei confronti dell’altro:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Che cosa farai per me? Mi aiuterai? Mi ascolterai? Mi farai sentire bene? Realizzerai i miei sogni? Sarai il padre che io non ho potuto avere, la madre che non ho avuto?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Adesso che mi sono innamorato di te, tu hai il dovere di far scomparire le mie sofferenze. Ascoltami, guariscimi, fammi stare bene. (…) Ci sono due tipi di bisogni emotivi che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">cerchiamo di soddisfare nelle nostre relazioni intime: uno è quello di cui siamo consapevoli (fammi felice, dammi la sicurezza economica, sii un buon padre per i miei figli),</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">l’altro è costituito dalle esigenze emotive inconsce che rappresentano il tentativo della nostra personalità di guarire tutto ciò che si frappone alla nostra capacità di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">sentirci integri. In ogni relazione esiste dunque un viaggio emotivo nascosto.”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La relazione di coppia diviene insomma una opportunità tramite cui crediamo di poter guarire una volta per tutte le ferite d’amore, le carenze affettive, le delusioni subite</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">durante l’infanzia e il partner diviene per certi aspetti un sostituto di nostro padre, di nostra madre (o di entrambi) e inconsciamente lo invitiamo – talvolta sfidiamo -</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ad amarci in modo totale, ad accettarci per quello che siamo, ad essere il genitore perfetto che non abbiamo mai avuto ma abbiamo sempre desiderato.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Si tratta, come è facile intuire, di aspettative eccessive, che solo una mente bambina può sperare di poter soddisfare e tuttavia il nostro inconscio è sempre allo stadio</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">infantile – è inconscio proprio perché non ha voluto /potuto crescere – e quindi è proprio sulla base di tali aspettative che passiamo dall’innamoramento alla relazione stabile.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Quando ci innamoriamo non ci limitiamo a dire: ‘Hai proprio una mente meravigliosa, sarà una gioia parlare con te per i prossimi cinquant’anni’. Quello che diciamo in realtà è:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">‘Hai proprio una mente meravigliosa; mi aspetto anche che tu sia un amante eccezionale, una compagnia straordinaria per le uscite del venerdì sera, un padre stupendo, il mio</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">sostegno e la mia spalla in società, il mio compagno politico, la persona di cui i miei genitori si possono fidare, il conforto nei momenti di sofferenza, e anche il mio guru,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il mio lacrimatoio e la mia banca personale’.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Poiché ci aspettiamo che una singola relazione soddisfi pienamente e perfettamente tutte le nostre esigenze in questa maniera stravagante e irreale, naturalmente tendiamo ad</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">escludere tutte le altre persone che potrebbero partecipare alla soddisfazione delle nostre esigenze; questo allevia tali persone da potenziali fardelli e in un certo senso fa</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">sembrare la vita meno complicata, ma sovraccarica il partner &#8211; che è soltanto un semplice mortale che ci ama, non un dio che può realizzare ogni nostro sogno e, nell’aggrapparci</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">a questo mito diventiamo troppo esigenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se ci limitassimo ad invitare il partner ad amarci, senza sfidarlo, senza aggredirlo, senza nasconderci, il rapporto sarebbe meno teso, meno ambiguo; se sapessimo comunicare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">con chiarezza e chiedere apertamente al partner ciò di cui abbiamo bisogno, lo metteremmo nelle condizioni per fare del suo meglio e capiremmo che anche lui si trova nella</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nostra stessa situazione. Potremmo a questo punto reagire in due modi:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1)       Lasciarlo, perché ci ha rivelato la sua fragilità e i suoi limiti mentre noi cerchiamo un partner super che non sia ferito e bisognoso ma generoso, impeccabile e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">tutto per noi (questa aspettativa è molto simile a quella del bambino verso il genitore: da piccoli tutti noi vediamo i genitori come esseri enormi, onnipotenti, vere e proprie</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">divinità). Si tratta di una reazione sbagliata, ma sempre meglio che continuare a perdere tempo in sfide, conflitti, scontri.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">2)       Affrontare in modo più realistico il rapporto, comprendendo che il nostro partner non ha il potere magico di guarire le nostre ferite di cuore e di riempire i nostri</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">vuoti esistenziali – né lui né nessun altro partner. Guarire tali ferite e colmare tali vuoti è un processo possibile – anche se lungo e laborioso &#8211; ma può avvenire solo</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">attraverso l’autoguarigione; certo, un partner comprensivo e amorevole può esserci di grande aiuto, ma il lavoro ognuno lo deve fare da sé su di sé.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il punto di partenza per un tale lavoro è assumersi la responsabilità della propria guarigione, senza scaricarla su altre persone: né sui nostri veri genitori né sul nostro</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">partner. Dobbiamo accettare che quel che è stato è stato: nostri genitori non cambieranno, così come le situazioni e le cause che hanno prodotto le nostre ferite affettive</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">non possono essere cambiate: appartengono al passato e i fatti del passato non possono mutare. Può però mutare la nostra interpretazione di quei fatti e possono mutare le</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">conseguenze di quei fatti. Posso per prima cosa interpretare la mancanza di amore non come una mia sfortuna e ingiustizia privata ma come un male collettivo che affligge</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">tutta l’umanità; in tal modo smetterò di sentirmi vittima e di attribuire colpe agli altri – se colpe vi sono, sono collettive – e potrò poi perdonare coloro che – genitori,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">partner precedenti – involontariamente mi hanno fatto soffrire perché a loro volta sofferenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Posso a questo punto lavorare sul mio malessere attuale prescindendo dalle cause passate: se un’altra persona ferisce il mio corpo con un coltello, posso curarmi la ferita</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">senza il bisogno coinvolgere colui che mi ha ferito; per guarire non è necessario né che recuperi il coltello, né che mi sforzi di indurre l’altra persona a cambiare e a non</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">farlo più. Analogamente, potremmo curare le ferite affettive senza tirare in ballo i nostri genitori, ma imparando a fare da padre e madre amorevoli di noi stessi – qualcosa</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">di molto simile a ciò che molti maestri spirituali hanno chiamato “amare se stessi”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oltre a curare le ferite dobbiamo anche imparare a comunicare meglio con noi stessi e con l’altro, a comprendere e accettare le nostre e le altrui zone d’ombra, e a riconoscere</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e gestire le nostre e altrui emozioni, poiché solo così potremo davvero aiutarci e sostenerci in questo difficile ma entusiasmante percorso che è la relazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“La natura umana era in origine unica e noi eravamo interi, e il desiderio e la caccia dell’intero si chiama amore” (Platone, Simposio).</div>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-1267" title="coppia divisa" src="http://www.buonerelazioni.it/wp-content/uploads/coppia-divisa1.jpg" alt="coppia divisa1 Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" width="600" height="398" /></div>
<div>Le nostre ‘relazioni’ d’affetto erano generalmente durature:promettevamo di amarci reciprocamente per sempre.Oggi però queste relazioni non funzionano più:finiscono,non sono quello che pensavamo dovessero essere, ci spezzano il cuore e si frantumano. La metà dei nostri matrimoni si conclude con il divorzio,e tanti altri amori naufragano sugli scogli.Nessuno di noi può dire di essere passato indenne attraverso il tunnel dell’amore.</div>
<div>1. <strong>Vecchi modelli in crisi</strong></div>
<div><strong>Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una serie di profonde trasformazioni nei rapporti di coppia. Il modello tradizionale incentrato sul matrimonio è sempre più entrato in crisi,sia per l&#8217;emergere di una maggiore libertà sessuale,sia per la crescente intolleranza degli individui verso i vincoli, gli obblighi, le formalità e anche se molti ancora </strong><strong>optano per il matrimonio si trovano poi spesso a separarsi e a divorziare nel giro di pochi anni,se non mesi.</strong> Aumenta il numero delle coppie conviventi e dei single, ma anche per loro il rapporto di coppia è sempre più difficile da vivere:incomprensioni,litigi,crisi sono sempre più frequenti, mentre la durata media delle relazioni diminuisce vertiginosamente.Ma perché tutto ciò accade? Quali sono le cause di questo fenomeno che genera grande sofferenza individuale e sociale? Se le cose vanno male è veramente “tutta colpa sua” come molti ritengono? La questione è complessa e varie sono ne sono le cause.</div>
<div>1) <strong>In primo luogo l’analfabetismo emotivo-relazionale dei partner – entrambi – non sanno comprendersi e relazionarsi, ma anche la latitanza della società, che non faniente per educare le persone alla buona comunicazione, alla </strong><strong>consapevolezza dei sentimenti e delle emozioni, alla gestione costruttiva della relazione</strong>. In passato le relazioni di coppia erano vincolate da copioni socialmente prestabiliti e rigidi e non richiedevano particolari abilità comunicative, mentre oggi sono diventate sempre più libere e flessibili, e ciò le rende più intense e stimolanti ma anche più difficili da gestire perché richiedono conoscenze e abilità che nessuno – né in famiglia, né a scuola - ci ha mai stimolato a sviluppare. Per godersi i vantaggi di questa nuova libertà ed evitarne i numerosi e dolorosi effetti collaterali (litigi, incomprensioni, crisi,separazioni) sono dunque indispensabili appropriati “strumenti” di consapevolezza e di comunicazione, che non possiamo inventare da soli ma che possono essere sviluppate attraverso opportune letture e soprattutto la partecipazione ad appositi corsi tenuti da formatori qualificati.</div>
<div>2)<strong>In secondo luogo il fatto che nonostante tutto sia cambiato, intorno e dentro di noi, il matrimonio ha mantenuto saldamente la sua identità arcaica. Diversamente che in passato ci si può separare, divorziare, risposare anche, ma lo schema non è realmente cambiato, nel senso che l’istituzione “matrimonio”– così com’è – non è adatta a soddisfare </strong><strong>i nuovi bisogni e aspirazioni dei coniugi,che non sono più quelle del passato,quando ci si sposava per mettere su famiglia,per acquisire uno status sociale,per guadagnarsi una certa indipendenza dalla famiglia di origine, o più semplicemente perché a una certa età ci si deve sposare. La funzione sociale del matrimonio era principalmente quella della procreazione, della trasmissione ereditaria del nome e dei beni della famiglia, della alleanza tra famiglie, mentre oggi tali scopi sono sempre più secondari, prevalendo invece il reciproco benessere affettivo, sessuale e materiale dei coniugi, e non solo, poiché la relazione di coppia mette in gioco molte altre dimensioni – intellettuali, esistenziali, </strong><strong>e anche strettamente pratiche &#8211; che portano inevitabilmente ad un incontro e ad un confronto di personalità e di </strong><strong>mentalità.In passato i coniugi, pur abitando sotto lo stesso tetto, vivevano in due mondi separati: i loro compiti erano nettamente distinti e le reciproche aspettative assai diverse da quelle attuali, poiché il partner era visto più come un ruolo (marito-moglie, padre-madre dei propri figli) che non come una persona. Salvo rari casi non si avvertiva alcun </strong><strong>bisogno di conoscersi a fondo, di costruire una intimità, un dialogo; l’importante era che ognuno si comportasse bene, che svolgesse i ruoli che gli competevano. La motivazione stessa del matrimonio – mettere su famiglia – poneva in secondo piano il partner in quanto individuo, anzi entrambi erano chiamati a rinunciare alla loro individualità </strong><strong>(ammesso che ne avessero mai potuta sviluppare una) a favore della famiglia. Non esisteva alcun confronto sui vissuti emotivi perché solo la donna ne era consapevole (e se li teneva per sé o al massimo ne parlava con le amiche più intime):l’uomo aveva fin da bambino rinnegato e rimosso la propria emotività e vulnerabilità e non era in grado </strong><strong>di interagire su tale piano (né avrebbe voluto).Non esistevano confronti neppure su piani più intellettuali, poiché alla donna non era dato di parlare di certi argomenti e di avere una istruzione che non fosse cucito e buone maniere (e spesso neppure questo).Oggi invece il confronto è un elemento essenziale al buon andamento non solo delle relazioni </strong><strong>matrimoniali ma anche di relazioni di coppia meno formalizzate, e non è un confronto facile, perché l’uomo e la donna hanno due modi di vedere le cose e di comunicare molto diverso,e nessuno ci ha mai spiegato questa diversità, che può essere fonte di grande arricchimento se la si sa affrontare ma anche di grande sofferenza se invece la ignoriamo. A </strong><strong>questa difficoltà di base va poi aggiunto il processo di emancipazione della donna, che non si accontenta più di ricevere dal proprio partner una casa e una certa sicurezza materiale</strong></div>
<div><strong>ma avanza anche altre richieste, sessuali, sentimentali e di dialogo, che non sempre lui è in grado di capire e di soddisfare, anche perché mentre la donna ha iniziato già da tempo </strong><strong>a sviluppare il proprio maschile interiore, l’uomo – salvo rare eccezioni &#8211; non ha ancora affrontato il suo femminile interiore ed anzi lo teme.</strong></div>
<div>2. <strong>Verso una nuova coppia</strong></div>
<div><strong>E&#8217; indubbio che il modello tradizionale non risponda più alle nuove esigenze, ma è altrettanto vero che le relazioni di coppia non possono limitarsi al solo erotismo. Vi è un bisogno profondo di intimità, di confronto, di unione che non può essere soddisfatto da rapporti occasionali e richiede una qualche forma di continuità, meno rigida però di quella </strong><strong>tradizionale</strong>. La cultura emergente non fornisce in proposito ricette certe, ma indica alcune direzioni di ricerca. Per prima cosa non esistono soluzioni valide per tutti,e ogni individuo e ogni coppia dovrebbe trovare una propria via di realizzazione: per alcuni può risultare ancora appropriata la via tradizionale del matrimonio, magari con qualche personalizzazione, mentre per altri la direzione può essere quella della convivenza o di forme ancor meno rigide da un punto di vista dei vincoli. Ciò che conta,nella nuova ottica, è soprattutto la consapevolezza e l&#8217;impegno con cui i due partner vivono la strada scelta, quale che sia. In secondo luogo, le proposte non vanno calate dall&#8217;alto ma scoperte singolarmente dall&#8217;individuo e dalla coppia attraverso un processo di libera e cosciente sperimentazione. Si può naturalmente prendere spunto da esperienze altrui, trarre aiuto e stimolo dalla condivisione, dal confronto con altri individui e con altre esperienze, per poi però giungere a creare la propria personale sintesi.</div>
<div><strong>Grazie alla libera sperimentazione condotta a partire dagli anni &#8217;60, ci si è resi conto che la promiscuità non è alla lunga soddisfacente, ma anche che &#8220;stabile&#8221; non significa necessariamente “a vita”. I nuovi principi sul come vivere le relazioni di coppia andranno ispirati ad una grande flessibilità, che tenga conto del fatto che gli individui sono </strong><strong>diversi tra loro e che le fasi della vita, pure, possono rispecchiare bisogni diversi. Pertanto ciò che va bene per uno può non andare bene per l&#8217;altro, così come ciò che va bene in una certa fase può poi richiedere un cambiamento in funzione della continua evoluzione.</strong></div>
<div>3. <strong>Incontro, scontro e crescita nelle relazioni</strong></div>
<div>Come si è visto, la relazione di coppia oggi non si limita più alla famiglia e alla procreazione, e non si esaurisce neppure nella sessualità e nei sentimenti, ma mette in gioco molte altre dimensioni che portano inevitabilmente ad un confronto di personalità e di mentalità che può evolversi sia come crescita sia come scontro, più spesso entrambi. Nelle fasi iniziali di una relazione le persone tendono a fare bella figura, a mostrare la parte &#8220;migliore&#8221; e più accettabile di sé. Se poi tra loro nasce un innamoramento ognuno tende a vedere l&#8217;altro ancor più bello e apprezzabile, idealizzandolo. Tuttavia, presto o tardi anche altri aspetti della personalità emergeranno e alla fase iniziale dell&#8217;innamoramento, in cui il partner appare splendente come il sole, subentrano fasi meno brillanti in cui si prende coscienza anche dei suoi limiti e dei suoi lati meno lucenti: l&#8217;ombra. E&#8217; qui che nascono le prime incomprensioni, le prime delusioni, i primi conflitti che poi, se manca una reciproca capacità di comunicare (e quasi sempre manca) inevitabilmente vanno ad accentuarsi fino a portare alla crisi. I modi di affrontare questi problemi variano da persona a persona: alcuni tendono a nascondere il disaccordo, inscenando una rappresentazione di armonia tutt&#8217;altro che veritiera,oppure si rassegnano a convivere con le tendenze distruttive, alternando fasi di litigiosità a fasi di relativa quiete. <strong>Altri, giunti oltre un certo livello, decidono di cessare la relazione per cercare un&#8217;altra persona che gli faccia riprovare  l&#8217;ebbrezza </strong><strong>dell&#8217;innamoramento e che sia finalmente quella giusta. Se in passato prevaleva la prima tendenza (rassegnazione e conflitto sotterraneo), oggi sta sempre più affermandosi la seconda (separazione e ricerca di un nuovo partner). Tuttavia, per quanto intensa possa essere la fase di innamoramento, per quanto giusto possa apparirci il nuovo partner, prima o poi si manifesteranno anche i suoi limiti e aspetti ombra, rinascerà il conflitto e saremo di nuovo punto e a capo. Il fatto è che tutti i suddetti modi di affrontare la questione sono errati: non va bene ignorare o sopportare il problema, perché vuol dire rinunciare a quanto di più bello una relazione di coppia può offrire, e non va bene neppure passare da una storia all&#8217;altra all&#8217;eterna ricerca del partner ideale, poiché non esistono persone fatte di sola luce e ognuno ha in sé anche delle zone oscure, inconsce, che premono per emergere e essere finalmente riconosciute. La relazione sentimentale non ha solo lo scopo di far stare bene i due partner, ma è anche e soprattutto il luogo in cui ognuno dei due desidera colmare il proprio senso di incompletezza e guarire una volta per tutte le proprie ferite d’amore primarie, vale a dire le carenze affettive e le delusioni subite durante l’infanzia, inclusi gli eventuali abusi fisici o morali. E’ un desiderio per lo più inconscio ma molto, molto potente, che influenza profondamente la dinamica della relazione. Da bambini le nostra speranza più grande è che i nostri genitori ci accettino così come siamo e si impegnino a comprenderci realmente, a rispettarci ed amarci come e quanto </strong></div>
<div><strong>abbiamo bisogno</strong>. Purtroppo è una speranza che si avvera solo in parte, talvolta addirittura per niente, creandosi così delle vere e proprie ferite affettive, più o meno profonde a seconda dei casi. Col tempo subentra una sorta di abitudine, di rassegnazione e infine di oblio. Ma la speranza non è morta, è solo in animazione sospesa, e si risveglia quando ci troviamo coinvolti in una relazione di coppia. Non sempre e non subito, però: solo in quelle relazioni in cui c’è un profondo coinvolgimento affettivo,</div>
<div>un innamoramento, e solo quando i due hanno raggiunto un certo grado di confidenza e intimità e iniziano a fare a meno delle maschere. A questo punto scattano in entrambi forti aspettative nei confronti dell’altro:</div>
<div><strong>“Che cosa farai per me? Mi aiuterai? Mi ascolterai? Mi farai sentire bene? Realizzerai i miei sogni? Sarai il padre che io non ho potuto avere, la madre che non ho avuto? Adesso che mi sono innamorato di te, tu hai il dovere di far scomparire le mie sofferenze. Ascoltami, guariscimi, fammi stare bene. (…) Ci sono due tipi di bisogni emotivi che </strong><strong>cerchiamo di soddisfare nelle nostre relazioni intime: uno è quello di cui siamo consapevoli (fammi felice, dammi la sicurezza economica, sii un buon padre per i miei figli),l’altro è costituito dalle esigenze emotive inconsce che rappresentano il tentativo della nostra personalità di guarire tutto ciò che si frappone alla nostra capacità di sentirci integri</strong>. In ogni relazione esiste dunque un viaggio emotivo nascosto.”La relazione di coppia diviene insomma una opportunità tramite cui crediamo di poter guarire una volta per tutte le ferite d’amore, le carenze affettive, le delusioni subite durante l’infanzia e il partner diviene per certi aspetti un sostituto di nostro padre, di nostra madre (o di entrambi) e inconsciamente lo invitiamo – talvolta sfidiamo -ad amarci in modo totale, ad accettarci per quello che siamo, ad essere il genitore perfetto che non abbiamo mai avuto ma abbiamo sempre desiderato. Si tratta, come è facile intuire, di aspettative eccessive, che solo una mente bambina può sperare di poter soddisfare e tuttavia il nostro inconscio è sempre allo stadio infantile – è inconscio proprio perché non ha voluto /potuto crescere – e quindi è proprio sulla base di tali aspettative che passiamo dall’innamoramento alla relazione stabile.</div>
<div><strong>“Quando ci innamoriamo non ci limitiamo a dire: ‘Hai proprio una mente meravigliosa, sarà una gioia parlare con te per i prossimi cinquant’anni’. Quello che diciamo in realtà è: ‘Hai proprio una mente meravigliosa; mi aspetto anche che tu sia un amante eccezionale, una compagnia straordinaria per le uscite del venerdì sera, un padre stupendo, il mio </strong><strong>sostegno e la mia spalla in società, il mio compagno politico, la persona di cui i miei genitori si possono fidare, il conforto nei momenti di sofferenza, e anche il mio guru, il mio lacrimatoio e la mia banca personale’.</strong></div>
<div>Poiché ci aspettiamo che una singola relazione soddisfi pienamente e perfettamente tutte le nostre esigenze in questa maniera stravagante e irreale, naturalmente tendiamo ad escludere tutte le altre persone che potrebbero partecipare alla soddisfazione delle nostre esigenze; questo allevia tali persone da potenziali fardelli e in un certo senso fa sembrare la vita meno complicata, ma sovraccarica il partner &#8211; che è soltanto un semplice mortale che ci ama, non un dio che può realizzare ogni nostro sogno e, nell’aggrapparci a questo mito diventiamo troppo esigenti.</div>
<div><strong>Se ci limitassimo ad invitare il partner ad amarci, senza sfidarlo, senza aggredirlo, senza nasconderci, il rapporto sarebbe meno teso, meno ambiguo; se sapessimo comunicare con chiarezza e chiedere apertamente al partner ciò di cui abbiamo bisogno, lo metteremmo nelle condizioni per fare del suo meglio e capiremmo che anche lui si trova nella </strong><strong>nostra stessa situazione. Potremmo a questo punto reagire in due modi:</strong></div>
<div>1)   Lasciarlo, perché ci ha rivelato la sua fragilità e i suoi limiti mentre noi cerchiamo un partner super che non sia ferito e bisognoso ma generoso, impeccabile e tutto per noi (questa aspettativa è molto simile a quella del bambino verso il genitore: da piccoli tutti noi vediamo i genitori come esseri enormi, onnipotenti, vere e proprie divinità). Si tratta di una reazione sbagliata, ma sempre meglio che continuare a perdere tempo in sfide, conflitti, scontri.</div>
<div>2)  Affrontare in modo più realistico il rapporto, comprendendo che il nostro partner non ha il potere magico di guarire le nostre ferite di cuore e di riempire i nostri vuoti esistenziali – né lui né nessun altro partner. Guarire tali ferite e colmare tali vuoti è un processo possibile – anche se lungo e laborioso &#8211; ma può avvenire solo attraverso l’autoguarigione; certo, un partner comprensivo e amorevole può esserci di grande aiuto, ma il lavoro ognuno lo deve fare da sé su di sé.Il punto di partenza per un tale lavoro è assumersi la responsabilità della propria guarigione, senza scaricarla su altre persone: né sui nostri veri genitori né sul nostro partner. Dobbiamo accettare che quel che è stato è stato: nostri genitori non cambieranno, così come le situazioni e le cause che hanno prodotto le nostre ferite affettive</div>
<div>non possono essere cambiate: appartengono al passato e i fatti del passato non possono mutare. Può però mutare la nostra interpretazione di quei fatti e possono mutare le conseguenze di quei fatti. Posso per prima cosa interpretare la mancanza di amore non come una mia sfortuna e ingiustizia privata ma come un male collettivo che affligge tutta l’umanità; in tal modo smetterò di sentirmi vittima e di attribuire colpe agli altri – se colpe vi sono, sono collettive – e potrò poi perdonare coloro che – genitori, partner precedenti – involontariamente mi hanno fatto soffrire perché a loro volta sofferenti. <strong>Posso a questo punto lavorare sul mio malessere attuale prescindendo dalle cause passate: se un’altra persona ferisce il mio corpo con un coltello, posso curarmi la ferita senza il bisogno coinvolgere colui che mi ha ferito; per guarire non è necessario né che recuperi il coltello, né che mi sforzi di indurre l’altra persona a cambiare e a non farlo più. Analogamente, potremmo curare le ferite affettive senza tirare in ballo i nostri genitori, ma imparando a fare da padre e madre amorevoli di noi stessi – qualcosa di molto simile a ciò che molti maestri spirituali hanno chiamato “amare se stessi”.</strong> Oltre a curare le ferite dobbiamo anche imparare a comunicare meglio con noi stessi e con l’altro, a comprendere e accettare le nostre e le altrui zone d’ombra, e a riconoscere e gestire le nostre e altrui emozioni, poiché solo così potremo davvero aiutarci e sostenerci in questo difficile ma entusiasmante percorso che è la relazione.</div>
<div>“La natura umana era in origine unica e noi eravamo interi, e il desiderio e la caccia dell’intero si chiama amore” (Platone, Simposio).</div>
<div>Articolo di Enrico Cheli</div>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="La Coppia che Funziona" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_coppia_che_funziona.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/c/coppia-funziona.gif" alt="coppia funziona Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" width="104" height="160" title="Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Eva-Maria Zurhorst" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_eva-maria_zurhorst.php?pn=1218" target="_blank">Eva-Maria Zurhorst</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="La Coppia che Funziona" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_coppia_che_funziona.php?pn=1218" target="_blank">La Coppia che Funziona</a></div>
<div><a title="Tecniche Nuove Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_tecniche_nuove.php?pn=1218" target="_blank">Tecniche Nuove Edizioni</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_4.gif" alt="rating 4 Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia"  title="Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" /></p>
<div><a title="La Coppia che Funziona" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_coppia_che_funziona.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia"  title="Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="La Coppia che Scoppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-coppia-che-scoppia.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/c/coppia-scoppia.jpg" alt="coppia scoppia Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" width="103" height="160" title="Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Maria Cristina Strocchi" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_maria_cristina_strocchi.php?pn=1218" target="_blank">Maria Cristina Strocchi</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="La Coppia che Scoppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-coppia-che-scoppia.php?pn=1218" target="_blank">La Coppia che Scoppia</a></div>
<div><a title="Punto d'Incontro" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_punto_dincontro.php?pn=1218" target="_blank">Punto d&#8217;Incontro</a></div>
<div><a title="La Coppia che Scoppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-coppia-che-scoppia.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia"  title="Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia" /></a></div>
</td>
</tr>
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		<title>la libertà nella coppia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 19:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold; color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 19px; vertical-align: baseline; line-height: 22px;">La libertà nella coppia… Io + Tu = Noi</span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
</span><span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;">di Stefania Goglia</span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
</span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman'; color: #000000; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><img style="vertical-align: baseline; border: 0px initial initial;" src="http://www.ilpoteredelse.it/images/p032_0_00_01.jpg" alt="p032 0 00 01 la libertà nella coppia" width="222" height="225" title="la libertà nella coppia" /></span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
<strong> La coppia è formata da un IO e un TU, cioè da due individualità , che insieme gettano le basi per costruire una nuova dimensione: NOI. Questo significa che in un dato momento della vita le nostre abitudini, i nostri bisogni e la nostra autonomia si vanno a rimodellare alla luce della nuova dimensione, in cui rientrano anche i bisogni i sentimenti e le abitudini dell&#8217;altro.Questo cambiamento, spesso, nella fase dell&#8217;innamoramento non provoca particolari problemi, perché predominano l&#8217;entusiasmo e l&#8217;idealizzazione, quindi si tende ad adeguarsi ai cambiamenti con maggiore serenità e magari le rinunce non sono avvertite come tali. Ma come sappiamo la fase dell&#8217;innamoramento è temporanea, è una tappa iniziale della relazione, molto bella, ma che ha una sua durata limitata. Piano piano infatti i partner escono dal mondo idealizzato, in cui sembra che l&#8217;altro può soddisfare tutti i nostri bisogni come per magia e dove ognuno proietta sull&#8217;altro le proprie aspettative, si passa dalla simbiosi alla differenziazione , che appunto è fatta di un Io e un Tu, cioè di due individualità ognuna con una sua storia e una sua personalità. Questo aspetto che all&#8217;inizio può sfuggire, inizia ad emergere sempre più intensamente. Sembra che l&#8217;altro sia cambiato, ma semplicemente cominciamo a vederlo per come è realmente, e possiamo conoscerne anche i &#8220;difetti&#8221;. In questa nuova fase, si fanno spazio anche i bisogni di entrambi che nella fase dell&#8217;innamoramento o simbiotica sono ridimensionati dalla fusione delle individualità . È importante sapere che la vita di coppia procede attraverso alcune fasi, la fine di ogni fase implica l&#8217;inizio di una nuova, e in ogni passaggio qualcosa viene lasciato andare e qualcosa di nuovo emerge.</strong></span><strong><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
</span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;">Diventare consapevoli della diversità spesso crea frustrazioni, ci si può chiedere &#8220;ma l&#8217;amore dov&#8217;è andato?&#8221;. Tuttavia riconoscere i nostri bisogni è un passo fondamentale verso la creazione di una relazione felice. Nella coppia è importante la consapevolezza dei propri bisogni e la loro comunicazione, che non lascia spazio a malintesi dovuti alle nostre proiezioni, o comunque a una comunicazione non chiara. Ad esempio se voglio uscire con le mie amiche , ma non lo comunico al mio partner perché temo che questo possa creare dei contrasti tra di noi , non solo dovrò rinunciare a questo desiderio, ma rafforzerò un comportamento che paralizza la naturale evoluzione della coppia, la quale prevede una differenziazione tra me e l&#8217;altro , senza implicare necessariamente una separazione. A volte quindi la mancata comunicazione dei propri bisogni può dipendere dalla paura di ferire l&#8217;altro o comunque di andare contro la sua volontà, e di essere abbandonati. In questo caso è difficile riconoscere i nostri bisogni , che vengono negati o trascurati per assecondare l&#8217;altro e ottenere la sua approvazione. Si tratta di una mancata comunicazione che impedisce il confronto, creando uno squilibrio tra le tre dimensioni, Io, Tu, Noi, e lasciando meno spazio alla propria individualità. Ascoltare e rispettare un bisogno non vuol dire volere il male dell&#8217;altro , ma significa amare se stessi. Sacrificarsi per il bene della coppia o del partner, crea spesso insoddisfazioni che si possono trasformare in risentimento verso l&#8217;altro, mentre ad ignorare la nostra individualità siamo spesso noi stessi. Dalla consapevolezza e dall&#8217;accettazione della propria individualità nasce l&#8217;accoglienza amorevole dei bisogni dell&#8217;altro, perché smettiamo di proiettare sul nostro partner le nostre aspettative, i nostri desideri e le nostre paure, e impariamo ad ascoltarlo veramente senza i condizionamenti dovuti al nostro bisogno di riconoscimento. Cioè smettiamo di lasciare all&#8217;altro il senso della nostra esistenza e impariamo ad amarlo per come è. Diventiamo liberi dalle illusioni che spesso offuscano l&#8217;amore. In questo senso la libertà è strettamente vincolata alla conoscenza di se stessi. Due persone per quanto possano essere simili presentano diversità che non necessariamente sono un ostacolo perché se rispettate possono valorizzare la coppia, nutrendo quello spazio che si chiama Noi. Per farlo però è necessario prima di tutto rispettare se stessi , senza sensi di colpa, perché l&#8217;amore maturo richiede autonomia e reciprocità. Intimità non significa fusione, ma rispetto delle reciproche individualità.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; color: #000000; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><img style="vertical-align: baseline; border: 0px initial initial;" src="http://www.ilpoteredelse.it/images/lc1.jpg" alt="lc1 la libertà nella coppia" width="301" height="200" title="la libertà nella coppia" /></span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
Figura 1 Architettura della coppia nella fase dell&#8217;innamoramento</span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
</span><span style="color: #01539d; font-family: Tahoma; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman'; color: #000000; font-size: 13px; vertical-align: baseline; line-height: 16px;"><img style="vertical-align: baseline; border: 0px initial initial;" src="http://www.ilpoteredelse.it/images/lc2.jpg" alt="lc2 la libertà nella coppia" width="376" height="204" title="la libertà nella coppia" /></span></p>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Il No in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-no-in-amore.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/n/no-in-amore.jpg" alt="no in amore la libertà nella coppia" width="102" height="160" title="la libertà nella coppia" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Peter Schellenbaum" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_peter_schellenbaum.php?pn=1218" target="_blank">Peter Schellenbaum</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Il No in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-no-in-amore.php?pn=1218" target="_blank">Il No in Amore</a></div>
<div><a title="Red Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_red_edizioni.php?pn=1218" target="_blank">Red Edizioni</a></div>
<div><a title="Il No in Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-no-in-amore.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello la libertà nella coppia"  title="la libertà nella coppia" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom:30px" border="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Legami di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__legami-di-coppia.php?pn=1218" target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/l/legami-di-coppia_35476.jpg" alt="legami di coppia 35476 la libertà nella coppia" width="105" height="160" title="la libertà nella coppia" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Judith Viorst" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_judith-viorst.php?pn=1218" target="_blank">Judith Viorst</a></div>
<div><a style="font-weight:bold" title="Legami di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__legami-di-coppia.php?pn=1218" target="_blank">Legami di Coppia</a></div>
<div><a title="Frassinelli Remainders" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_frassinelli-remainders.php?pn=1218" target="_blank">Frassinelli Remainders</a></div>
<div><a title="Legami di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__legami-di-coppia.php?pn=1218"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="carrello la libertà nella coppia"  title="la libertà nella coppia" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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