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alimentare il desiderio senza fare spegnere la fiamma

cosa vuole a letto

La domanda è una di quelle da un milione di dollari: può una coppia continuare ad alimentare il fuoco del desiderio, anno dopo anno, senza fare spegnere la fiamma? Sì, se sa come farlo. E cioè imparando a far coesistere sesso, passione e unione: non si smette mai d’imparare. Cosa vogliono gli uomini? E le donne? Più della metà sostiene che il desiderio che prova nei confronti del partner è maggiore oggi di quando si sono incontrati. Chiamatela emozione della familiarità, a dispetto di quello che credono che il tempo trascorso insieme decapiti la passione. Mettetela così: il desiderio è come un muscolo, va allenato. Imparate a soddisfare il proprio lui, rendervi desiderabili sempre e vederlo sempre come un uomo desiderabile.

ENTUSIASMO
È il segreto numero uno. Quand’è stata l’ultima volta che avete preso l’iniziativa? Non penserete mica che non importa chi fa la prima mossa! Importa eccome. Iniziare dimostra la vostra voglia. Se è sempre lui a farsi avanti, prima o poi si farà delle domande: “Forse non mi vuole più?”. Molti compagni vorrebbero che le loro  donne fossero più dirette e meno restie nel chiedere e farsi avanti.

VARIETÀ
Spontaneità, interesse, godimento. Il sesso dovrebbe essere questo. Perciò la varietà è importante. È vero, gli esseri umani sono tendenzialmente abitudinari. Ma quando proviamo qualcosa che ci piace e continuiamo a farla, a lungo andare prima o poi la troveremo noiosa. Vale sia per le donne che per gli uomini. Quando lo spogliarsi, i preliminari e il rapporto vero e proprio seguono un copione, è ora di cambiare. La scintilla scocca più facilmente se si provano cose nuove. Richiede sforzo ed energia. Ma ne vale la pena.

ALL’AVVENTURA
A volte c’è bisogno di fare i ragazzacci. Un po’ di avventura occasionale mette aggiunge del pepe. E non parliamo di corna, ma di imprevisti sessuali, cioè luoghi dove farsi cogliere improvvisamente dalla passione e consumare. Si tratta in genere di posti pubblici. C’è chi lo fa nella toilette del centro commerciale, nel camerino di un negozio, nel bagno dei futuri suoceri la domenica a pranzo. Così si lavora a tenere vivo il divertimento e si lascia spazio alla spontaneità. Scambiatevi reciprocamente le vostre fantasie sessuali e trasformatele in realtà.

GENEROSITÀ
L’amore non è una partita doppia: non bisogna stare a controllare il dare e l’avere con una precisione maniacale. Uno dei punti cruciali per molte coppie è il sesso orale. Molti credono che a tante non piaccia affatto, o chi ama riceverlo non ama farlo e viceversa. Certo, i gusti sessuali differiscono. A volte questa pratica è negoziata come una ricompensa o una punizione (della serie: «Mi hai fatto arrabbiare nel week end? Scordatelo, bello mio»). Ma il sesso usato come merce di scambio è una pessima cosa.

SINCERITÀ
“Un elemento imprescindibile”, come cantava Arisa. Per assurdo a volte la familiarità invece ci inibisce e finiamo così per non dire al partner quello che davvero vogliamo. Più vi esponete e comunicate, più aumenterà l’intimità, e il sesso sarà più appagante. Perciò se lui non intuisce i vostri desideri, fate richieste esplicite o guidatelo.

ATTENZIONE
“Attenzione, concentrazione… ritmo e vitalità”. Durante il ménage a due non mancheranno elementi che ruberanno la vostra reciproca attenzione e diminuiranno il tempo da passare insieme. Potrà essere il troppo lavoro, momenti in cui sarete più presi da voi stessi o dalla vostra famiglia d’origine (i genitori malati, la sorella che sta divorziando…). Ma mai come i bambini. Questo vale per le madri: automaticamente quando arriva un figlio il compagno passa in secondo piano, e dato che la paternità non è mai vissuta intensamente come la maternità, la cicogna genere spesso rotture e crisi rilevanti nella coppia. Rimedio: da parte sua la neo madre dovrà imparare a far convivere l’essere madre con l’essere donna; da parte sua il neo padre si deve impegnare a essere collaborativo, non un fantasma.

FIDUCIA
Regala energia ed eccitamento. Ci permette di lasciarci andare: se manca una parte di noi rimarrà sempre sulle sue e non potrà abbandonarsi al piacere come dovrebbe. Recitare una parte (quella del donna fatale piuttosto che quella del pornodivo) va bene sul palcoscenico, non in camera da letto. Chi ha fiducia in se stesso non ha bisogno di fingere, e si rilassa.

ATTRAZIONE
A giudicare dal numero di coppie che dopo il matrimonio o la convivenza si lascia pian piano andare al decadimento fisico, imbruttendosi e trascurandosi sempre più anno dopo anno, sembrerebbe che non sia così scontato che per risvegliare la sessualità serve il desiderio. Questo non vuol dire avere il pallino del corpo perfetto, ma semplicemente tenere al proprio aspetto fisico. E vale sia per lui che per lei.

PIACERE ASSOLUTO
Regalatevi quando potete una piccola luna di miele. Non serve andare in capo al mondo: un weekend in una bella città, una notte in un romantico bed&breakfast in un borgo medievale, un’intera giornata in una Spa vanno altrettanto bene. Ciò significa lasciare a casa i bambini. Ogni tanto è bello ricordarsi che oltre a genitori si è anche marito e moglie.

Perchè gli Uomini sono Fissati con il Sesso... e le Donne Sognano l'Amore?

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Dizionario del Sesso e della Sessualità
Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso e la sessualità, e non avete mai osato chiedere, spiegato in modo chiaro e dettagliato

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la comunicazione efficace nella coppia salva la coppia

coppia che parla

Per la verità le coppie parlano molto. Soprattutto all’inizio del loro       rapporto,nell’innamoramento, quando si hanno tante cose da dire e si ascolta tutto quello che l’altro racconta. In questa fase parlare e ascoltare sembrano facili. Ci sembra di comprendere bene quello che l’altro dice. Parlarsi, ascoltare, sono necessari a creare l’intimità. Aprono sul mondo dell’altro, i suoi pensieri interiori. Rivelano il nostro. Allora è facile parlare di amore, di quello che proviamo, del nostro mondo interno. Quando la vita diventa quotidiana la comunicazione si fa più essenziale. I ritmi delle giornate permettono spazi di comunicazione brevi, ordinari, spesso legati ad avvenimenti o fatti esterni. Ci si racconta come è andata la giornata, le cose che abbiamo fatto o che dobbiamo fare, ci si organizza. Una delle difficoltà che le coppie sposate lamentano è che “parliamo poco tra noi. Per la verità diciamo tante cose, ma di noi no”. Non prendiamo il tempo per parlarci. Pensiamo di conoscere bene l’altro, spesso crediamo di sapere già dove andrà a parare appena inizia a parlare, non mettiamo in conto che le persone evolvono, cambiano i loro pensieri e il loro mondo interiore, come anche il nostro che a volte resta inaccessibile o per il quale non sappiamo trovare parole o modi giusti di dire.Così finisce che agiamo: fughe, rabbie, delusioni, chiusure. Agiamo anche i nostri sentimenti affettivi buono, interesse, cura, desiderio di rendere felice l’altro, ma poi ci aspettiamo che l’altro veda, comprenda, ascolti.Provate a pensare quante volte una moglie dice al marito (questa o situazioni simili) “Sono stanchissima, ho pulito la casa tutto il giorno”. È facile che il marito dica:“Perché ti sei stancata tanto tesoro? Potevi lasciare qualcosa per domani.” e la moglie si arrabbia. Sembra un controsenso, ma in realtà c’è qualcosa che non passa. Lei si aspetta che il marito le riconosca la fatica e i risultati ottenuti, che le dica “brava”, che le riconosca l’aspetto affettivo che lei ha messo nel fare ordine. Per il marito è scontato che lei sia brava. Lo sa, l’ha sposata apposta! Quello che non passa sono le nostre aspettative, i nostri bisogni, che ci aspettiamo che l’altro ci riconosca senza che noi lo chiediamo perché altrimenti non vale, non è “vero amore”! E le nostre giornate sono spesso piene di questi sottintesi che finiscono per diventare malintesi.Ma allora come entrare in dialogo? Cosa è necessario? Ci sono delle regole? Eccole

1. Perché si costruisca il noi occorre che ci sia un io ben definito e un tu.
Occorre che io conosca chi sono, valore e limiti, e abbia acquisito una certa familiarità col mio mondo interiore. Che conosca “quello che mi succede dentro e abbia le parole per dirlo”. Le parole che nascono interiormente e dicono chi siamo nascono nel silenzio e nell’ascolto. Sono parole riconosciute. Diventa semplice allora parlare di sé e
soprattutto in prima persona. Diventa più facile sapere con chiarezza quello che si vuole dire e quello che si desidera tenere per sé, perché non è maturo o non è ancora il momento. Per riprendere l’esempio di prima diventa possibile dire “ho lavorato tutto il giorno per fare bella la nostra casa. Volevo che fossi contento di me” (o parole simili) e anche rispondere “Sei bravissima a tenere la casa. Mi piace come te ne prendi cura. Mi fa piacere abitare in una casa così”. Una comunicazione personale, e non per massimi sistemi o principi, è una condizione indispensabile per un dialogo costruttivo.

2. È importante che la comunicazione tenga conto dell’altro. È a lui o a lei  che voglio dire quella cosa che mi sta a cuore. Mentre a volte parliamo semplicemente a noi stessi ad alta voce nella speranza che l’altro comprenda. È perché l’altro com-prenda, prenda dentro di sé, quello che voglio dire, che devo tenere conto di chi è. Per questo sono importanti i confini. So cosa voglio dire, perché lo dico. Mentre sfogarsi con l’altro,confidargli tutti i particolari del proprio vissuto interiore, significa prenderlo per un terapeuta. Si può credere di comunicare, ma si parla solo a se stessi, e si utilizza l’altro.O ancora voler comunicare a ogni costo induce a far pressione sull’altro per farlo parlare. Invece parlerà se sente che gli si offre uno spazio d’ascolto, di attenzione alla sua persona. Si tratta prima di tutto di creare in sé un clima di accoglienza, di apertura,di non giudizio. Se vivo realmente questo atteggiamento costruttivo, l’altro lo sentirà e il dialogo potrà instaurarsi.

3. La comunicazione è fatta di parole e ascolto. Senza queste due realtà c’è monologo.Quante volte abbiamo la sensazione di “parlare al muro”! L’ascolto, lo spazio che ha e che gli diamo permette la comprensione autentica di quello che l’altro è, che vuole dire, magari con fatica. L’ascolto reale permette di fare spazio in sé a quello che l’altro dice,parole e musica nello stesso tempo. Permette di intuire i sentimenti che sottendono certe comunicazioni e lascia il tempo all’altro di dirsi fino in fondo. Mi verrebbe da dire:l’ascolto è il luogo nel quale io posso esistere come sono. Certo non un ascolto qualsiasi. Quello che mi fa sentire ascoltato, in cui faccio l’esperienza che quello che dico è contemporaneamente importante per me e per l’altro.

4. È importante darsi un tempo per parlare. Per parlare di noi, non solo dei problemi della famiglia, delle decisioni da prendere.di come pensiamo o vediamo le cose, di quello che per noi è importante, delle cose in cui crediamo e che abbiamo vissuto. Un tempo per rivelare all’altro chi siamo, i nostri sentimenti interiori profondi. È alimentando la comunicazione con tempi così che la relazione si consolida. È contemporaneamente un tempo per dire e per leggere dentro di sé quello che di bello o di doloroso si vive. Per dirla e affidarla all’altro. Anche correndo il rischio di non essere compresi fino in fondo,ma facendogli fiducia. Questo tipo di comunicazione  diventa “affidamento” “cura”. La fiducia diventa il terreno su cui una relazione si consolida. Rende presente il legame che tornerà a farsi sentire
nei momenti di stanchezza, difficoltà, tentazione.. Un tempo per cominciare e anche un termine. Tempi troppo lunghi sfiancano e, a volte, le promesse a cui aderiamo sul filo della stanchezza ci si ritorcono contro.

5. Ed è importante uno spazio. Ci sono parole che hanno bisogno di essere dette in uno spazio capace di creare l’intimità. Uno spazio esterno non interrotto dal telefono, i pianti dei bambino, le cose da fare, i rumori o i
programmi interessanti alla televisione. È vero che a volte capita il miracolo che nel quotidiano si crei uno spazio interiore giusto che permette di dirsi e di essere compresi nel modo e nel momento giusto, ma non è abituale e
soprattutto nasce quando c’è già una buona intesa. Uno spazio personale comunicativo della coppia alimenta il suo ben essere. Se poi diventa una buona abitudine permette di sapere che, insieme al tempo per parlare ci sarà uno spazio bello capace di contenere e lavorare alle difficoltà. Ogni coppia ha il suo. Quello capace di far ritrovare l’intimità.

Quali atteggiamenti facilitano la comunicazione e costruiscono l’intesa, quali la distruggono o la ostacolano?

Al di là delle parole e dell’ascolto che viviamo i nostri sentimenti parlano per noi. Stesse parole dette con toni diversi (è qui che spesso giochiamo sull’equivoco) generano reazioni contrastanti. Provo a classificare gli atteggiamenti interiori in due categorie opposte. Ciascuna dice lo stato d’animo col quale stiamo e viviamo la relazione.

1. Possiamo lavorare in difesa, quando sentiamo l’altro pericoloso, viviamo
delle paure,ansie nei suoi confronti. Le parole escono col timore del giudizio e l’ascolto è vigile, perché “ho spesso paura di essere fregato, anche senza accorgermene”
2. o di fiducia, apertura. L’altro è buono fino a che non avrà dato prova di non esserlo;posso ascoltare e parlare. Entrare in dialogo senza timore di essere frainteso. So che posso dire le mie ragioni, anche quando sono crude. Posso ascoltare senza timore. Mi sento libero.

1. Possiamo essere giudicanti, valutativi, critici: questo è buono, è cattivo, va bene, va male, è giusto o sbagliato. Non c’è ascolto reale dell’altro.
2. o vivere una reale accettazione. Possiamo riconoscere a colui che parla la libertà dei propri pensieri e dei propri sentimenti. Viviamo un sentimento di rispetto per l’unicità della persona. Anche quando ci racconta le sue
fragilità, siamo in grado di comprenderle e persino, conoscendo la sua storia. di riconoscere la bellezza del punto a cui è arrivato.

1. A volte ci sentiamo superiori. È l’atteggiamento autoritario, di chi dà ordini,autorizzazioni o proibizioni. Si può manifestare attraverso il velo dell’ironia, quella che lascia l’altro spiazzato e ferito, soprattutto se diventa un’abitudine difensiva.
2. O alla pari. Pari dignità di persona. In cui quello che io dico e che ascolto sono importanti. Possiamo entrambi contribuire per la nostra parte a costruire un rapporto. Le cose che diciamo hanno un loro valore. Non assoluto.

1. Possiamo vivere l’indifferenza, disattenzione, neutralità, lontananza. Questo atteggiamento lascia l’impressione di solitudine in chi parla o di noncuranza di quello che dice in chi ascolta. Non mette in contatto.
2. O di empatia, interessamento, comprensione. Ci si sente ascoltati, importanti per l’altro che parla o ascolta proprio me. Questo atteggiamento è capace di trasformare le parole e l’ascolto in dialogo perché sa tessere i fili della relazione. Crea il canale comunicativo buono.

1. Ancora possiamo cercare di manipolare. Lo viviamo quando cerchiamo di portare l’altro dove vogliamo noi, a volte anche sulla spinta dei nostri buoni sentimenti, per cui la manipolazione diventa un sottile ricatto affettivo perché “so io quello che è buono per te”. Non mira a far maturare delle convinzioni, ma a convincere, a piegare.
2. O quello spontaneo. Di chi dice quello che pensa senza “secondi fini”. Ha un modo di parlare o di ascoltare aperto, libero, vero. Non c’è il timore della verità anche quando è scomoda, perché si sa come dirla e come accoglierla. Quello che l’altro racconta di sé non sorprende, anche se non ci lascia indifferenti, addolora o fa gioire.

1. Di inflessibilità, intolleranza, rigidità. È l’atteggiamento di chi ha messo delle mura attorno a sé e vive col timore di aprire delle porte Le esperienze dolorose, le ferite ricevute fanno mettere una corazza. Per protezione, si chiude la porta alla comunicazione. si resta vittime di se stessi. Parlare è un modo per affermare le proprie idee e ascoltare impossibile perché manca una porta di accesso. Lasciamo entrare solo quello che già conosciamo e che corrisponde ai nostri schemi
2. o di flessibilità, aperti al confronto, alla verifica e con reale disponibilità a comprendere il punto di vista dell’altro. A integrarlo se occorre. A prendere con sé le parti belle dell’altro. Perché diventi possibile l’intesa sono indispensabili atteggiamenti costruttivi. È necessario lasciar cadere i preconcetti, quello che si pensa di sapere già dell’altro, per aprirsi al nuovo che sta comunicando e che si può integrare. Che non vuol dire rinuncia al senso critico o ad un punto di vista personale.Le coppie che vivono una comunicazione che parte da atteggiamenti costruttivi, che raggiunge e libera i sentimenti profondi sanno che permette di rinnovare e rinsaldare il legame, aiuta a costruire il noi di coppia, fa sperimentare la meraviglia e la gratitudine per quello che l’altro è. Imparano a intendersi e sono capaci di far parlare il silenzio.

Il Comportamento Vincente nella Vita Privata e Professionale
Le tecniche di sintonia e di accordo – Le strategie di comunicazione sul lavoro e in famiglia – L’atteggiamento positivo nella coppia e con i figli

in coppia si rimane attraverso una comunicazione efficace

coppia uomo donna

Questa comunicazione efficace è il dialogo, non è il semplice parlarsi, conversare; dialogare significa essere in due che a tempi alterni si esprimono, si ascoltano, si capiscono.

1) INTERESSE E RISPETTO RECIPROCO

Si dialoga se c’è interesse per la persona che ci sta davanti. C’è dialogo quando chi parla si fa capire, verifica che i messaggi che invia vengono ascoltati e recepiti. C’è dialogo quando chi ascolta lo fa mettendo l’altro al primo posto, e mettendo da parte se stesso: non è dialogo quando si risponde “anch’io…” o “invece io…”.

Dialogo è calarsi nel mondo di chi si sta esprimendo, attenti anche alle sfumature di quanto dice, comprendere più di quanto l’altro esprime consapevolmente. Dialogo è non mettersi fretta, perchè c’è la fiducia che esiste un tempo per ascoltare l’altro e un tempo per esprimere se stessi, e per poter ricevere a propria volta un ascolto attento e preciso.

Ascoltare è fare silenzio per dare spazio all’altro, per porsi in vero ascolto. Solo la capacità di prestare tutto l’ascolto necessario permette di non litigare, cioè di non sopraffare.

Esprimersi è istintivo, spesso avviene anche a nostra insaputa; quanto più le emozioni sono forti in noi, tanto più si manifestano quasi al di là del nostro volerle esternare. Ma recepire i messaggi non è altrettanto istintivo e facile. Bisogna metterci intenzionalità e attenzione per riuscire a comprendere e decodificare i significati.

Quando si ama una persona, questa assume la massima importanza nel proprio mondo percettivo e quindi riuscirà facile – perchè realmente coincidente col nostro interesse primario – ascoltarla nel momento in cui desidera esprimersi. Accorgersi di essere ascoltati davvero con interesse, è da stimolo ad esprmersi e parlare diventa più facile ed efficace.

Dialogare è scoprire la parte più intima, più segreta, personale, che si mostra a pochi. E’ come spogliarsi da maschere che nascondono, da corazze che proteggono. Dialogare è rispettarsi: accorgerci che siamo obbligati a comunicare poiché, nonostante la nostra volontà di conoscerci sempre più intimamente, resta un nucleo personale esprimibile solo da sè medesimi.

Il vero dialogo è però facilmente smarrito: basta che cali l’interesse per l’altro e prenderà spazio l’ abitudine, lo scontato, “lo so già”, la presunzione, la prevaricazione: parlo ma non esprimo nulla; sento ma non ascolto; guardo ma non vedo; sono presente col corpo, ma sono assente con la mente e col cuore.

2) TANTI MODI PER ESPRIMERE TANTI QUANTI PER ASCOLTARE

Sono così tanti i modi nei quali ci si esprime che quasi non ce ne rendiamo conto, ma chi ama li sa cogliere tutti, presta attenzione alle parole, al tono col quale sono pronunciate, alla mimica che le accompagna, ai gesti che le confermano o le contraddicono, Si accorge delle azioni che l’altro compie, o semplicemente al modo di camminare o di sedersi.

Solo se amo mi accorgo se chi mi sta di fronte impallidisce, è sereno, è preoccupato, sorride, si corruccia, spera, è impettito, o sovrappesantito. Anche le azioni che compie non sono mute alla mia comprensione. Vedo, e ciò che vedo coglie il significato che l’altro mette in ciò che fa, Mi apre la porta, mi cede il passo o si pulisce le scarpe prima di entrare… capisco ciò che nemmeno lui sa di esprimere.

Molto spesso il linguaggio verbale è il più povero, perchè‚ controllato dalla consapevolezza; più ricco e significativo è quello gestuale, dominato dalla emozionalità.

Nel mio ambito terapeutico spesso sento dire: “Lui non parla!, come faccio a capirlo?” L’unica risposta che io posso formulare è chiedere: “E tu, ascolti?” Non tutti ricordano che non si ascolta solo con le orecchie, ma anche con gli occhi, con l’intelligenza e col cuore!

3) ATTENZIONE ALLA PERSONA

In coppia si parla di tutto, ma lo scopo per cui si parla di tante cose è dirci di noi, del nostro mondo interiore, dei nostri problemi, sogni, aspettative, delusioni. Quando voglio bene, mi interessa la persona che amo, il suo mondo interiore, non tanto le cose che fa o che la circondano. Come ti senti? Cosa provi? queste sono le domande a cui cerco risposta.

Esprimere e recepire particolarmente i sentimenti e le emozioni viene definito: “Comunicazione emozionale” che è tipica della coppia di innamorati poiché nel periodo “di miele” la relazione è una parentesi rispetto alla realtà; i doveri sociali, le esigenze materiali, vengono lasciati fuori, assolti in altri contesti. Niente e nessuno è più importante della relazione stessa. Man mano che la relazione diventa solida e profonda, si espande non solo emotivamente, ma anche temporo-spazialmente fino a coinvolgere ogni ambito della realtà quotidiana; la coppia inizia a costituirsi come una micro-società che non sfugge alla legge dell’efficienza e della funzionalità: esige cioè che la comunicazione sia anche “funzionale“. che si occupi anche delle cose materiali ed esterne a “noi” e della loro organizzazione.

Funzionare non rischierà di inaridire la coppia, di trasformare i momenti di comunicazione in arida cronaca di cosa si fa o si dovrebbe fare, solo se abbiamo imparato che l’amore e l’interesse si esprimono con la comunicazione emozionale, cioè coi sentimenti che riguardano il come facciamo e come ci sentiamo.

Comunicazione sessuale

La sessualità è una delle espressioni più immediate e genuine dell’uomo collegata a ritmi biologici e fisiologici, essa si esprime attraverso una gamma illimitata di modalità più o meno consce. Con essa l’uomo esprime una realtà personale irripetibile. Forse per questo si è cercato di imbrigliarla in mille modi, stigmatizzandola e svilendola.

Nella dialettica dell’amore ogni parte del corpo riassume in sè tutta la persona amata per cui non esiste una gerarchia di parti e organi e funzioni da ritenere privilegiate o più umili

Tutti i gesti possono essere modi per comunicare e per entrare in dialogo.

Il rapporto sessuale è uno di questi, peculiare per la coppia. Esso aiuta ed alimenta la comunicazione emozionale poiché‚ è linguaggio istintivo, non verbale e riesce ad essere vera comunicazione se rispetta le caratteristiche che abbiamo esaminato sopra a proposito di dialogo.

1) INTERESSE E RISPETTO RECIPROCO: per fare all’amore bisogna essere in due, il rapporto sessuale non è una masturbazione a due, ma è avere piacere nel dare e ricevere piacere all’ altro. E’ un coinvolgimento a vari livelli: fisico, sentimentale, emozionale, fantasioso, ecc.

2) TANTI MODI PER ESPRIMERE TANTI QUANTI PER ASCOLTARE. Esiste un diverso modo per il maschio e per la femmina di considerare il sesso, legato sia a motivi culturali che fisiologici. Tanto ci sarebbe da dire sulle influenze culturali, ma qui mi limito a un accenno al solo aspetto fisiologico: Il maschio fa un’esperienza preminentemente fisica rispetto alla sua genitalità. Ha molta dimestichezza col suo membro dato che è “a portata di mano”; sa bene cosa siano eccitazione ed orgasmo. La donna invece fa un’esperienza emozionale della sua genitalità, conosce meno gli aspetti fisici del suo organo genitale, dato che è anche interno. Riconosce attraverso sensazioni e impressioni, non sempre precise, la sua eccitazione e il suo orgasmo.

Data questa diversità, non è raro che in coppia si comunichi male quando si usa il linguaggio sessuale perchè ciascun partner si esprime con modi e modalità proprie; è come se fossero stranieri che, metaforicamente, parlassero l’uno il tedesco, l’altra il francese. E’ anche in questo caso il voler bene che permette di maturare anche sessualmente: impegnarmi a renderti comprensibili i miei gesti e voler capire i messaggi che tu mi invii, conduce a non restare chiusi e limitati nella ristrettezza della parzialità di ciascuno e di scoprire altre potenzialità espressive e percettive.

3) ATTENZIONE ALLA PERSONA : anche nella sessualità ciò che conta di più per l’unione della coppia è il linguaggio emozionale, piuttosto che quello funzionale: poco importa il dove, quanto tempo, quante volte, se prima ancora non si privilegia il come stiamo, come ci sentiamo, cosa desideriamo, cosa ci piace e cosa no.

Vitalità della coppia

Se resta vivo il dialogo – l’interesse reciproco, l’efficacia dell’espressione e dell’ascolto, l’attenzione alla persona – resta viva e vitale anche la coppia. Solo il dialogo consente una conoscenza dinamica che continua nel tempo poiché‚ l’individuo muta nel tempo.

La coppia ha delle stagioni: inizialmente si isola, sia nel fidanzamento che all’inizio del matrimonio. La comunicazione emozionale è così intensa che lo spazio e il tempo per farcela stare sembra stretto, ed è quindi fisiologico rimanere soli disinteressandosi del mondo circostante.

Solo dopo aver consolidato il proprio legame e avergli dato spazio, la coppia riesce ad aprirsi al mondo.

Allora può aprirsi alla vita sociale. Inizia a funzionare, a dedicare spazio anche a “costruire la casa”; adesso può accettare il figlio. L’apertura dà nuove risorse e nuove occasioni di crescita.

La relazione di coppia è una relazione davvero coinvolgente e significativa per i singoli partners, li fa crescere, maturare, sviluppa le loro potenzialità. Occorre volerla portare avanti giorno dopo giorno, e assumersi la responsabilità della sua buona riuscita. Molto semplicemente il compito che impone è che chi ama comunichi nei modi in cui è capace, senza illudersi che la relazione, una volta costruita, duri solo per contratto.

CHI AMA:

* parla per se stesso/a ( a me piace…, io penso che..)

* constata la realtà qui e ora ( oggi, adesso, in questo momento…)

* è disponibile a capire anche le cose meno evidenti

* è rispettoso e umile

Chi non ama:

* giudica, emette sentenze: tu sei..;

* generalizza: tu sempre…; tu mai…; tutti…; nessuno…

* usa categorie assolutizzanti: giusto/sbagliato, buono/cattivo, torto/ragione; morale/immorale;

* fa violenza mentale: io so che tu pensi…; io so che tu senti…;

* ridicolizza o scoraggia.

perchè le donne tradiscono

corna perchè le donne tradiscono

Cari amici uomini vi siete mai chiesti perchè le donne tradiscono, ecco alcune spiegazioni tratte da un’articolo di Libero New.

VENDETTA

“Vendetta tremenda vendetta”. “La vendetta è un piatto che va servito freddo2. “La vendetta è una specie di giustizia selvaggia”. “Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all’ingiustizia”. Volete altre citazioni? Noi ci fermeremmo qui. Le donne tradiscono per vendicarsi. A volte hanno la certezza di avere piantate in testa un bel paio di cornazze, altre hanno semplicemente un forte sospetto. Così si gettano tra le braccia di un altro.

C’E’ QUALCOSA CHE NON VA
Avete tutto: una bella casa, dei figli, non navigate nell’oro ma in sostanza non vi manca niente, ogni tanto riuscite a togliervi degli sfizi… ma non trascurate il fattore intimità. Mai. Se nel vostro rapporto non ce n’è, lei andrà a cercarla nel letto di un altro. Cercate di scoprire cos’è successo, dove si è persa: la passione si è spenta col tempo? O in realtà sotto le lenzuola non c’è mai stata affinità?

tradimento perchè le donne tradiscono

RAPPORTI COL CONTAGOCCE
La frequenza con cui fate sesso è un segnale importante sul come procede il vostro rapporto. Certo, capita a tutti di vivere dei periodi di forte stress o di svogliatezza, ma se dopo le settimane in bianco si passano a contare i mesi in bianco, allora significa che le cose non procedono per niente bene.

CRISI ESISTENZIALE
La crisi di mezza età colpisce sia le donne che gli uomini. Può verificarsi sulla soglia dei 40 anni, così come coincidere con la menopausa. Ci si può sentire confuse come adolescenti, sentirsi terrorizzate per il tempo che passa. Temere i cambiamenti che il trascorrere degli anni segnano inevitabilmente il corpo. Vi sembra roba da poco? Non lo è affatto. La menopausa, poi, per molte donne non è nient’altro che un’adolescenza più tragica: un devastante coinvolgimento ormonale.

CAMBIAMENTO NON NOTATO

Parliamo di cambiamenti in positivo. Può succedere che lei, in evidente sovrappeso, decida di mettersi a dieta. E si scopra bella come non si è mai vista. Oppure che, dietro suggerimento delle amiche, decida di abbandonare un look acqua e sapone (leggasi: incolta e trascurata) per uno più curato, e si accorga di essere carina. Se il compagno non si accorge di quant’è migliorata, si può star sicuri che lo faranno gli altri.

SI SENTE TRASCURATA
Una donna vuole sentirsi considerata e desiderata. Se ha una bassa autostima, se non crede abbastanza in se stessa, non c’è niente di meglio che sentirsi apprezzata. Il sesso naturalmente gioca un ruolo importante. Quindi se non lo si fa col proprio uomo… e non è solo una questione di letto.

OPS, CHE SBANDATA
Semplicemente si è innamorata di un altro. Magari è solo un’avventura, ma può anche essere che sia la storia della sua vita. O almeno lei lo creda. Si può vivere relazione extraconiugale, ma c’è anche chi manda tutto a quel pese, molla coniuge ed eventualmente figli, per costruirsi una nuova vita. L’amore non è una giustificazione… ma può succedere.

LA SOLITA MINESTRA
Tutto il resto è noia”, cantava Franco Califano. Non c’è più eccitazione, non c’è più sorpresa. Non ci sono più farfalle nello stomaco: sono morte. L’elettrocardiogramma è piatto. Anche il sesso è noioso, e quando lo si fa sembra di seguire un copione che ormai si è imparato a memoria. Perciò si va a cercare una scarica di adrenalina altrove.

LA DONNA DI UN FANTASMA
Le relazioni a distanza , così come uno dei due impegnato in un lavoro che lo porta spesso a trascorrere giorni fuori casa, sono un’arma a doppio taglio. Da una parte spezzano la routine, rendono in qualche modo più apprezzabili i momenti che si trascorrono insieme, perché non sono così frequenti. Dall’altra possono portare la persona che sta acasa ad aspettare, a cercare qualcun altro con cui passare il tempo che si sta sole.

SE LUI LA MALTRATTA
Una lei vittima di abusi difficilmente riesce a staccarsi dal suo carnefice, perché nella sua mente ritiene erroneamente impossibile lasciarlo. Ma un marito o un compagno che maltratta fisicamente o verbalmente la propria donna, può spingere questa a trovare quello che non ha da lui (amore e rispetto) in un altro uomo.

ATTENZIONI
Ok, i diamanti sono i migliori amici delle ragazze. Ma la maggior parte si accontenta di molto meno. L’abbiamo già scritto: ci sono piccole cose, banali, semplici e soprattutto gratuite, che ogni lei vorrebbe che il suo lui si ricordasse di fare. Gesti di tenerezza o di passione, ricorrenze da non dimenticare e via dicendo. Se ci scappa anche un week-end fuori o una cena romantica, un mazzo di fiori o anche solo una misera rosa rossa, meglio ancora. Altrimenti il primo che le regalerà dei Baci Perugina la manderà in estasi.

Tradimento Rancore Perdono

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